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"MEDITATE, GENTE, MEDITATE"
Il Figlio dell'Uomo non aveva "dove posare il capo" ma loro, i suoi (nulla)facenti funzione dormono fra sette cuscini nei cosiddetti sacri palazzi apostolici e negli alberghi a cinque stelle; venne "per servire e non per essere servito" ma i suoi rappresentanti su questa terra amano essere acclamati, riveriti e serviti da un codazzo di parassiti.
Disse "Non portate borsa, né bisaccia, né calzari" ma i suoi indegni sostituti ne hanno stravolto il messaggio, creando una multinazionale dello spirito che usa Dio per impastare con "il lievito dei farisei" una dottrina spacciata per "universale".
Si illudono di predicare bene, ma razzolano peggio di quel che dicono, l'ipocrisia fatta persona alberga nei sepolcri imbiancati di un farisaico clericalume che invece di applicare e vivere il Vangelo, vive di rendita e abusa ben oltre il lecito della credulità popolare e del bisogno di Dio che, malgrado lormonsignori, alimenta sempre la fede dei semplici.
Il regnante pastore tedesco, si sta rilassando fra i monti de la Vallé, dopo un anno di grandi sfacchinate ha scelto una baita, in alta montagna, per iniziare a smaltire le tossine di una vita da papa. Sperando che l'altitudine e la teologale fede lo aiutino a trovare la risposta al suo "dov'era Dio" quando nei campi di concentramento si compiva l'olocausto del Popolo Ebraico, si impone la citazione non già del concetto kantiano sull'arbitrium liberum et brutum, bensì più prosaicamente un passo dell'Odissea laddove il pagano Omero, per fugare anche i dubbi di un papa più filosofo che "pontifex" così scrive:
"Poh! -disse Giove- incolperà l'uomo dunque sempre gli dei?
Quando a se stesso i mali fabbrica, dei suoi mali a noi dà carico,
e la stoltezza sua chiama destino".
Naturalmente alle vertiginose motivazioni del papa filosofo, sempre che ne abbia, preferisco le più terrene considerazioni dell'aedo di Chio!
Dopo i monti andrà a villeggiare ai laghi, a Castelgandolfo, nella reggia estiva mentre migliaia di missionari e di preti di frontiera continueranno nel silenzio e nella vita di tutti i giorni ad operare in tutta umiltà, senza mai concedersi un giorno di ferie e vivendo, loro si, in piena letizia e in carità.
Mai un papa o un cardinale che in incognito vada a "svernare" o a "passare le acque" in qualche baraccopoli del Terzo o Quarto Mondo.
No loro, principi abituati a vestire "di porpora e di bisso" e a vivere da gran crapuloni nelle mollezze di una Versailles dello spirito si adagiano sui loro triclini per delibare i vini dei Castelli e si rotolano felici nello sterco del diavolo presentando al mondo come una qualsiasi multinazionale, il bilancio di una santa sede che fra un obolo e l'altro ha chiuso il 2005 con un saldo positivo di 9,7 milioni di euro.
Sembra il consuntivo di una qualsiasi SpA, scorrendo le varie voci troviamo i 7 milioni di euro spesi per i funerali di Lolek il Grande e per il conclave che ha portato sul soglio di Pietro, l'ex santo inquisitore.
Il papa appena eletto ha omaggiato i suoi 4092 sudditi di un'una tantum di mille euro cadauno, alla faccia dell'omaggio!
E poi hanno anche il coraggio di chiedere l'otto per mille per i loro, presunti, interventi caritativi.
I Musei Vaticani, altra evangelica fonte di reddito, hanno fruttato la bellezza di oltre 45 milioni di euro; l'obolo di San Pietro, le offerte che i fedeli in tutto il mondo fanno per il papa nel solo 29 giugno, ha raggiunto la somma straordinaria di oltre 47 milioni di euro.
L'unica voce in negativo è data dalla radio vaticana che in un anno ha perso 23 milioni e mezzo di euro.
Il Vaticano chiude in attivo il bilancio di un anno, il "chiedete e vi sarà dato" non è più in funzione del proprio bisogno, l'operaio dovrebbe essere "degno della sua mercede" almeno così è scritto, ma qui si è travisato fino all'eccesso anche questo precetto messianico.
Accumulano tesori su questa terra servendo Dio e Mammona, nessuno può servire due padroni, ma loro lo fanno tranquillamente.
Sovraccaricano di mille postille l'essenziale linguaggio evangelico, lo interpretano per annegare nell'evidenza della loro ipocrita condotta.
"Guai a voi, dottori della legge, perché caricate gli uomini di pesi insopportabili, mentre voi stessi non toccate quei pesi neppure con un dito...Guai a voi, dottori della legge, perché avete rubato la chiave della scienza: voi non siete entrati e lo avete impedito a coloro che volevano entrare". Luca cap. XI vers. 46 e 52.
L'ultimo versetto vale più di mille conferenze sull'etica catto-farisaica.
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Inviato da: ossimora
il 16/02/2016 alle 10:03
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