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"PIU' DEL CLAMORE DEGLI INGIUSTI TEMO IL SILENZIO DEGLI ONESTI"

 

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UN PO'-PO' DI POPO'

Post n°301 pubblicato il 18 Luglio 2006 da bargalla
Foto di bargalla

In una Nazione in cui gli unici fattori di crescita sono la voglia di illegalità e la certezza di una strisciante deregulation, il deficitario tasso etico diventa il solo parametro con cui misurare l'amorale classe politica, una casta di intoccabili, improduttivi saprofiti del sistema Paese che si perdono dietro a mille pinzillacchere pur di non capovolgere come un calzino questa Italia che già dalla forma ambirebbe a dare volentieri più di un calcione ai tanti signor qualcuno sprovvisti del benché minimo contenuto morale.
Sono degli emeriti vuoti a perdere, messi li semplicemente per riscaldare poltrone a prova di emorroidi e per ammannire leggi ad personam e ad partitum. L'interesse generale si perde dietro ai privilegi di camarille e di lobbie, veri circoli chiusi e viziosi di un conservatorismo che non conosce pudore né colore politico.

I parlamentari della nullaggine ultimamente hanno convenuto che è più redditizio correr dietro agli interessi degli immarcescibili calciomaneggioni e dei marcescenti calciomaniaci, piuttosto che fermarsi ad amputare l'arto incancrenito di un protesico oplite che deambula con le scarpette chiodate infinocchiando i tanti babbei che ancora non si arrendono dinanzi all'evidenza di un marciume che ha infettato anche il mondo dello sport.     
Si ricorre a neologismi di basso conio per cercare di meglio definire abusi e scostumatezze che da "tangentopoli" in poi invece di essere banditi dalla Polis hanno avuto diritto di residenza e di cittadinanza onoraria in quella spregevole suburra in cui la "Res Publica" è diventato il mercificante "do ut des" attorno al quale ad ogni tocco di campana si eleva il poco edificante peana ai "furbi e agli orbi".
Non c'è quasi giorno che non venga a galla qualche scandalo o corruttela, le cloache italiche non riescono più a smaltire le acque reflue di uno straripante malcostume che dilaga sempre più con il rischio di rompere i fragili argini di una incerta legalità.
Fanno sempre più ribrezzo la protervia e l'arroganza dei soliti noti.
Il clima di impunità che si respira anche nel mefitico mondo del calcio in cui il capitalismo tricolore ha trovato il modo di investire e di capitalizzare, non depone per nulla di buono.
L'idiosincrasia verso i giudici e le regole, ha già portato alla contestazione delle sentenze di condanna, gli sciagurati, commendevoli e condannati factotum della premiata ditta pallonara, stanno cavalcando l'onda della protesta e sfruttano l'emotività dei tifosi, forse gli unici ad essere penalizzati da una Giustizia Sportiva che doveva essere ben più pesante e inflessibile.
La Coppa del Mondo non cancella le colpe, anzi le rende "mondiali" e getta una cattiva luce su chi ha invocato la clemenza della Corte arrivando a chiedere l'amnistia prima ancora che le sentenze passassero in giudicato.
Facciamo passare in cavalleria anche questa!
In un paese di cavalieri e di cavallerizzi, si finisce sempre a tarallucci e vino.
Suona quasi beffardo quell'unirsi al coro del "po-po-po-po-poo" il refrain di cinque note cinque diventato il leit motiv di una vittoria che lascia tanto amaro in bocca, così come sembra quasi incredibile che in un Palazzo delle Istituzioni qualcuno abbia trovato il modo di lasciare l'evidente traccia di un passaggio che la dice lunga sul grado di civiltà che caratterizza la tipologia dell'homo deputatus.
Un corridoio della Camera dei Deputati, nottetempo la scorsa settimana, è stato imbrattato da escrementi umani, le deiezioni hanno in particolare interessato le pareti, quindi tutto lascia pensare che la scarica alvina sia stata per così dire premeditata e non sia affatto l'ipotetico frutto di una impellenza fatta passare per incontinenza fecale.
Questi attacchi biologici non hanno niente di ilare, sono di una sconcezza più che goliardica e sono oltraggiosi per l'Istituzione che hanno vilipeso.
Dalle flatulenze verbali alle "porcate" legali, passando per le merdose defecazioni di popò: la profanazione della sacralità parlamentare può dirsi ormai completa, siamo proprio un Paese in cui a malapena e per puro cespite erariale esistono solo i valori bollati.
I corridoi del Parlamento come latrine e vespasiani, specchio di chi quei corridoi li frequenta senza sentire la montante marea di merda che spero li sommerga prima che qualcuno di loro tiri lo sciacquone.

 
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