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"VAGHE STELLE"
Dopo un temporale tutto s'acquieta, anche i pensieri si placano seguendo il lento ondeggiare della risacca, uno sciabordio che si infrange come un mantra orientale sulla chiglia di una barca che da tempo non tocca il mare.
Seguo le stelle, mi attardo lungo il sentiero della notte frugando nella memoria alla ricerca di nomi un tempo familiari, parto dall'Orsa Maggiore, il grande carro con le sue stelle vaghe quanto immobili nella fissità di un firmamento in Eterno movimento, per individuare le altre che nel cielo d'estate suscitano emozioni e ridestano il ricordo di un vano orbitare intorno a corpi poco celesti.
"Quante immagini un tempo,
e quante fole creommi nel pensier l'aspetto vostro
e delle luci a voi compagne!"
Ritrovo il grande quadrato di Pegaso, il cavallo alato, le mitiche Esperidi e Perseo che fra qualche notte farà scintille con la sua spada, sciami di stelle cadenti incendieranno i desideri e diverranno polvere com'è nel destino di tutte le cose che sfuggono all'Eterno divenire.
E poco distante c'è la galassia di Andromeda, la bella sposa di Perseo, con la sua grande nebulosa, la prima che osservai tanti anni fa con un piccolo telescopio.
Lei per me è come il primo amore, non si scorda mai.
Stanotte la osservo ad occhio nudo, forse è più emozionante perché cerco di immaginarne i tratti e le sfumature, di ingrandirla usando il massimo oculare, quello della fantasia.
E' una confusa macchia lattescente e ha il primato di essere l'oggetto celeste più lontano visibile senza l'ausilio di strumenti ottici.
Riprovo l'infantile stupore nel considerare il viaggio che ha compiuto la sua luce fatta di oltre 300 miliardi di stelle per arrivare fino a noi, una distanza stimata da questo granello di polvere che si chiama Terra, valutata in due milioni di anni luce.
Quel tenue bagliore che stanotte mi fa sognare è partito ben due milioni di anni fa!
Se considero che la luce delle altre stelle che ha concesso ad un ispirato Leopardi di scrivere "Le Ricordanze" e che stanotte ha dato a me lo spunto per queste divagazioni, impiega appena cinquemila anni luce per toccare Terra, allora non posso che perdermi in quella profonda, inconcepibile Immensità fatta di milioni di anni luce e di fantasticare sui miliardi di stelle che brillano come briciole d'argento sparse sul nero velluto della notte.
Come devono sembrare insignificanti e lontane da quelle eccelse distanze le quisquilie, i drammi e gli inutili affanni di un piccolo pianeta che orbita insieme ad altri in un sistema solare posto ai margini dell'Universo.
Anche stanotte mi chiedo se Qualcuno da lassù non ci osserva bonario e assista discreto alla folle corsa di una umanità in rotta di collisione col proprio Destino.
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Inviato da: ossimora
il 16/02/2016 alle 10:03
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il 06/07/2014 alle 17:07
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il 23/03/2012 alle 02:52
Inviato da: chiaracarboni90
il 31/05/2011 alle 10:51
Inviato da: fantasista76
il 03/11/2010 alle 08:33