Creato da bargalla il 30/01/2005
"PIU' DEL CLAMORE DEGLI INGIUSTI TEMO IL SILENZIO DEGLI ONESTI"

 

Archivio messaggi

 
 << Maggio 2026 >> 
 
LuMaMeGiVeSaDo
 
        1 2 3
4 5 6 7 8 9 10
11 12 13 14 15 16 17
18 19 20 21 22 23 24
25 26 27 28 29 30 31
 
 

 

Ultime visite al Blog

pino.dibenedettoossimorabargallardapiaggisteph27nikya1pinellogiuseppenapoli891540mariomancino.mluisinioIl_Signore_RaffinatocamarossogiacintoingenitoMaurizio_ROMAmonacolio
 

Area personale

 
Citazioni nei Blog Amici: 10
 

Ultimi commenti

insisto...nella speranza di risentirti...anche in privato...
Inviato da: ossimora
il 16/02/2016 alle 10:03
 
Sarebbe bello rivederti comparire...con qualsiasi scrittura...
Inviato da: ossimora
il 06/07/2014 alle 17:07
 
torna....
Inviato da: ossimora
il 23/03/2012 alle 02:52
 
Adoro gli idra!
Inviato da: chiaracarboni90
il 31/05/2011 alle 10:51
 
Carino sto post ... :-)
Inviato da: fantasista76
il 03/11/2010 alle 08:33
 
 

Cerca in questo Blog

  Trova
 

FACEBOOK

 
 

I miei Blog Amici

 

Chi può scrivere sul blog

Solo l'autore può pubblicare messaggi in questo Blog e tutti gli utenti registrati possono pubblicare commenti.
 
RSS (Really simple syndication) Feed Atom
 

 

« RIPRENDETEVI ER PUZZONEDIVAGAZIONI IN FORMA DI BIT »

SORTILEGI DI FINE ESTATE

Post n°519 pubblicato il 31 Agosto 2008 da bargalla

 

Ultimamente da più parti si è sottolineato quanto alto sia per l’Italia il rischio “assuefazione” e l’atteggiamento abitudinario al “tanto peggio tanto meglio” manifestato dalla catatonica società italiota, obnubilata dall’oppio populista e clericale non fa che confermare il tardivo giudizio espresso dai vari maitre à penser sinistrorsi (o sinistrati?) anch’essi per lungo tempo silenti o complici dialoganti di un berlusconismo che ogni giorno di più fa sempre più rima con fascismo.
D’altronde anche la cronaca di queste settimane, delirante e ossessiva nel suo reiterante messaggio, non più  e non solo subliminale, non fa altro che produrre accidia, noia e apatia ingenerando per l’appunto l’abitudine alla nauseante sovrapposizione di tematiche, anche le più incongruenti e diverse fra loro, quali il federalismo di rapina, la secessione legaiola, la sicurezza dei potenti, l’istruzione dei supponenti, l’immondizia istituzionale, e la giustizia ingiusta. Una rancida brodaglia messa a bollire nel calderone mediatico di una bassa cucina il cui chef  continua a fregare la clientela pro domo sua confidando unicamente negli appetiti insoddisfatti e nella pigrizia mentale degli avventori non più avvezzi a distinguere l’essere di un piatto adulterato dalla demagogia, i velenosi ingredienti che lo costituiscono, dalla vera nociva in…consistenza di una portata propinata con l’intento di modificare e appagare l’umorale appetito di un immaginario collettivo sempre più distratto, smemorato e abituato soltanto a percepire, a cogliere solo le apparenze, a saziarsi di aria fritta, di poltiglie populiste e di pietanze ugualmente tossiche e vomitevoli fatte passare come commestibili e genuine da una pubblicità ingannevole che nasconde la verità e propala la menzogna, cancella il bene comune e promuove gli interessi di bassa lega di caste e camarille.

E tutto questo non fosse altro perché la disinformatia degli strateghi irreggimentati dal pensiero dominante e dominato, è riuscita ad ingenerare nella cosiddetta opinione pubblica estremo disagio, stanchezza e indifferenza per una politica diventata come non mai terreno di scontro e di conquista ad opera di orde barbariche che hanno fatto scempio della polis, della isotes e del demos, senza dire dell’introvabile eleutheria. “Libertà v’ho cercando ch’è sì cara…”.
Una politica ispirata dal marketing e dagli interessi di bottega, una politica priva dell’arte sublime di promuovere il Bene Comune (che sa troppo di comunismo), un politica violentata e snaturata le cui spoglie vengono contese perfino dal clericlaume imperante che per bocca di un cardinale guerrafondaio, già ordinario militare e generale di corpo d’armata, rivendica il diritto per la setta che rappresenta di “occuparsi di politica”.
In quanto “clero” i gerarchi catto-vaticani dovrebbero unicamente re ligere, restando confinati nei loro steccati e osservare una rigida distinzione fra “Dio e Cesare”, ma in quanto accattoni dell’universale, farisaico sinedrio i reverendi sepolcri imbiancati passano il loro tempo ad infinocchiare il prossimo, ad occuparsi principalmente di politica e ad ingerire negli affari interni di uno Stato, ancora considerato colonia del regno pontificio.
A tempo perso i farisei vestiti da preti, biascicano qualche giaculatoria, compiono opere poco pie ma tanto empie e redditizie, celebrano se stessi immolando sull’altare della papalatria il vitello d’oro fuso col potere temporale e così sproloquiano e sputano sentenze dogmatiche prendendo in giro anche il loro “unico” dio; si comportano, e sono, come se la loro setta fosse una multinazionale dello spirito poco santo, un partito politico costituito “per dar voce alla loro gente”.
Ho sempre saputo che l’ipocrita chiesa dei papi ha sempre fatto politica sporca e criminale, fingendo una religiosità di facciata grazie alla quale non ha fatto altro che consolidare il suo potere temporale scendendo quotidianamente a patti col diavolo, si vedano le guerre che ha promosso, gli intrighi che ha ordito, le ingiustizie che ha coperto e le prevaricazioni che ha tollerato e semmai qualche opera buona ha compiuto non lo ha certo fatto gratis et amore Dei; non sapevo però che l’affiliazione settaria catto-vaticana fosse equiparabile d’ufficio al tesseramento ad un partito in cui l’integralismo antropologico catto-vaticano, spinge i suoi gerarchi a reclamare fideistica obbedienza, a pretendere di aver voce in capitoli che esulano dallo loro funzione e stridono maledettamente con il dettato evangelico al quale pure dovrebbero far riferimento.
C’è sempre qualcuno, appartenga egli alla casta clericale o parlamentare, che con la scusa di soddisfare i bisogni della “ggente” si arroga il diritto di rappresentarla pur non avendo alcun titolo per farlo. In Italia lo stesso mandato popolare è stato svilito e vilipeso, la sovranità non appartiene più al popolo e la conseguente crisi di rappresentanza ha prodotto una classe politica oligarchica espressione di piccole borghesie fasciste e portatrice di interessi economici ben precisi; una casta autoreferenziale, inetta e corrotta che senza ritegno alcuno nasconde l’immondizia sotto il tappeto del falso perbenismo, dando al popolo bue l’impressione che i mandriani e i loro cani da guardia stiano lì unicamente per assolvere ad un mandato che se fosse veramente tale, dovrebbe permettere al popolo sovrano di eleggere, secondo i crismi della Libertà e della Democrazia, un Parlamento degno di questo nome mandando gli attuali occupanti abusivi (nel senso che hanno abusato oltremodo di tutto l’abusabile possibile) nel paese che tutti sanno.
Il cesaropapismo e il potere temporale spingono i parassiti dello spirito a sfruttare anche il corpo poco mistico di un popolo che non casualmente viene assimilato al gregge del quale essi sono al contempo lupi famelici e pastori insuperabili nell’arte di tosare che per diritto acquisito non debbono rispondere a nessuno delle loro malefatte.

Fosse per me, taglierei i viveri a questi nullafacenti e tutto tenenti, i quali per vivere dovrebbero finalmente lavorare col sudore della fronte senza più sfruttare un prossimo che fra concordato, otto per mille, esazioni, esenzioni e oboli vari permette loro di condurre una dorata esistenza e di vivere di rendita  investendo i proventi delle munifiche collette in settori che con le presunte opere di carità hanno ben poco a che fare. Si prenda quel che sta succedendo nella diocesi di Salerno dove è stato sequestrato un villaggio abusivo di proprietà della curia salernitana realizzato con una quota dei fondi derivanti dall’otto per mille, una parte dei quali è stata confiscata dalla Guardia di Finanza nell’ambito delle indagini sul sequestro del villaggio “Angellara home” ex colonia per ragazzi poveri trasformata in hotel a 5 stelle realizzato anche (udite, udite) con i contributi della Regione Campania. Per questa vicenda sono indagate tredici persone fra le quali eccelle il nome di sua eccedenza, tale gerardo pierro di professione vescovo della chiesa dei papi e dei papponi.          
Tralascio i delitti e i crimini di stra-ordinaria amministrazione compiuti da preti e politici nell’esercizio del loro ministero, ci sarebbe l’imbarazzo della scelta nel selezionare a mò di esempio reati tanto gravi eppure così poco o per nulla perseguiti da una giustizia che è forte con i deboli e debole con i forti e prendo un caso spicciolo, quanto emblematico, di un certo modo di intendere l’osservanza della Legge, passato sotto silenzio da un’informazione ridotta ad essere megafono della voce del padrone, zerbino e servile espressione di una razza padrona, clericale e cafona che ha coperto col silenzio un altro caso di “abusivismo edilizio” e la relativa stizzita reazione con tanto di divieto frapposto dai palazzinari catto-vaticani all’ispezione disposta dal Comune di Roma volta a stabilire se la sopraelevazione del palazzo maffei-marescotti, situato nei pressi del Pantheon, non stesse infrangendo qualche vincolo urbanistico. Infatti, il vicariato della setta catto-vaticana ha edificato sopra alla sua sede, situata in via della Pigna (al Pantheon), una specie di “pizzeria” in spregio ad ogni regolamento urbanistico. Alla polizia municipale è stato vietato l’accesso all’edificio per effettuare i relativi controlli, in quanto lo stesso, essendo di proprietà del vaticano, godrebbe del regime di extraterritorialità.
Ergo, il godimento di un privilegio permette la consumazione del reato con la certezza che lo stesso non verrà mai perseguito, sia perché si è coperti dall’immunità sia perché si gode del regime di extraterritorialità, concrezioni tignose e anacronistici retaggi di un medievale intendere l’esercizio del potere da spazzare via con un’ondata di sano giustizialismo.

Si prenda il cosiddetto lodo-alfano ponzato alfine di parare  il deretano del presidente del consilvio, in mercé del quale caco (nel senso di lodo) le più alte cariche dello Stato possono governare e legiferare impunemente a prescindere dagli eventuali crimini di cui si macchino o si siano macchiati prim’ancora che fossero investiti della carica istituzionale poi indegnamente ricoperta, con lo scopo, evidente, di sfuggire alle patrie galere. Ebbene, se questo mostro giuridico (come altri facenti parte del corpus delle plurimae leges ad personam)  è stato concepito in quella che fu la Patria del Diritto, penso proprio che l’Italia non debba più essere considerato uno Stato di Diritto, bensì una satrapia in cui il dritto di arcore si comporta come certi guappi di Chicago.
E l’assonanza col caco rimanda ad altre fisiologiche funzioni corporali da espletare possibilmente sulla testa del potente di turno.
Per umana decenza evito di far nomi, il pensiero però va al “poverello di arcore” che dopo aver trascorso un’estate low profile fatta di “piccoli scampoli di ordinario lusso e di straordinaria felicità”, durante la quale non solo ha incrementato il suo patrimonio immobiliare acquistando due ville, una sul Lago Maggiore e un’altra, più “economica” in Grecia, ma addirittura è apparso ad un gruppo di fedeli riuniti in un supermercato sardo bevendo un chinotto, prima di ascendere nell’empireo del potere e tornare in grande spolvero sulla tolda di un relitto per compiere un altro dei suoi mirabolanti prodigi compiuti con i soldi degli italiani: il salvataggio dell’Alitaglia, un taglio delle ali della compagnia di bandiera, una taglia sull’occupazione a spese dello Stato, un insolente modo di agire che ricorda la bancarotta fraudolenta; un cadeau per sedici capitani coraggiosi di lungo corso che così, loro malgrado, sfrutteranno il marchio e si divideranno gli utili della “parte sana” e più produttiva della gallina “Fenice” lasciando allo Stato gli esuberi e l’onere di smaltire le ceneri e le frattaglie  della parte meno redditizia. 
Anche stavolta siamo alle solite: si privatizzano gli utili e si statalizzano i debiti.

L’io ipertrofico e vanesio del presidente del consilvio in queste occasioni si manifesta in tutto il suo patologico splendore, il suo complesso di superiorità è tale da includere nella enfatizzante spocchia  dei suc…cessi conseguiti (per la serie “come me nessuno mai”) anche la sua schiatta che già dai primi vagiti assurge agli onori dell’agiografia di regime. L’ultimo rampollo nato nel casato del biscione, a giudizio dell’augusto cavalier menzogna, ha sconvolto perfino il pediatra reale.
Il mio bambolotto è nato e non ha mai pianto: è tutto suo nonno” un vero portento tanto che il medico di corte è rimasto così turbato da ammettere di “non aver mai visto un bimbo così”.
Senza dire di un presidente della camera bassa, il sub comandante fini, fresco beneficiario del lodo-alfano, che in compagnia della sua nuova fiamma si tuffa nel mare proibito di Giannutri e usa una pilotina dei vigili del fuoco come se fosse l’imbarcazione di un qualsiasi diving center.      
Non occorre enfatizzare certo esibizionismo zotico e villano, basta prendere atto della realtà per avere più di un motivo per dubitare della correttezza e dell’onestà, non solo intellettuale, di personaggi assurti immeritatamente alla gloria del potere e desiderare ardentemente di tirare lo scarico per ricacciarli in una qualsiasi fogna dove di certo starebbero a proprio agio fra i propri simili e in ottima compagnia. 

In Italia, prima del lodo-alfano caduto come un caco marcio (per non dire altro) sulla testa del popolo bue (da qui la scoperta della legge sull’immunità) solo il papa-re godeva del dogma dell’impunità, ora l’apologia medievale e leccaculista elevata da un branco di vassalli parlamentari  al loro signore e padrone ha concesso che anche i viceré usufruiscano di un privilegio che ne genera altri, moltiplicando in modo esponenziale  ingiustizie e prevaricazioni.
Il popolo italiota è masochista per natura e si lascia fustigare da una banda di pastori, molto transumanti e poco transeunti, che godono solo al pensiero di avere a che fare con un gregge così remissivo.
I principi etici di onestà e correttezza sono stati geneticamente modificati da un’idea distorta della Libertà in nome della quale la Democrazia è diventata un ibrido innestato sulla mala pianta della manipolazione mediatica producendo un sistema di potere spurio che ha intaccato i gangli vitali dello Stato, ha riformato concetti come rettitudine, uguaglianza e giustizia, tanto che delinquere in guanti bianchi, attentare all’Unità Nazionale, violare la Costituzione , frodare il fisco, corrompere i magistrati, concutere e comprare gli avversari politici viene percepito come “normale” dalla maggioranza di questo povero Paese non più in grado di discernere il grano dal loglio.   

Non mi disturba per nulla l’idea di essere un forcaiolo accusato di giustizialismo, tutt’altro!
Lo riterrei piuttosto un complimento intendendo per giustizialismo la semplice, quanto improbabile, applicazione della Legge, secondo un principio di Uguaglianza che, evidentemente, in Italia non vale per sedicenti statisti, deputati, preti, papi e cardinali considerati intoccabili. Se la legge è uguale per tutti non si capisce perché ci debba essere qualcuno che motu proprio si elevi al di sopra dei comuni mortali ponendosi al di sopra della Legge. E’ inutile citare articoli della Costituzione Italiana o altri principi giuridici cancellati da un sistema di potere mafioso e autoritario, non serve più a niente indignarsi, l’acquiescenza per le malefatte dei potenti è una sconfitta per la Democrazia.    
Fa specie pensare che proprio chi viola la Costituzione e legifera in spregio ai Principi Fondamentali in essa contenuti, imponga ad altri di studiarla; dovrebbero far riflettere certe esternazioni ministeriali ispirate dal più bieco razzismo. Evidente l’intento di attentare all’unità nazionale, evidente l’intento di distruggere quel poco di “pubblico” che ancora rimane iniziando, magari, dalla scuola e chi meglio del ministro della pubblica distruzione poteva accodarsi alla caccia agli insegnanti del sud avviata dai ministri legaioli i quali, oltre a non volere docenti sudisti per i discenti nordisti, gradirebbero eleggere i pubblici ministeri (musica per le orecchie di silvio) in modo che nella padania e nelle ubertose vallate del Nord non ci fosse più posto per i magistrati forestieri.
E che dire della telenovela intercettazioni tornata in onda sui media del padrone, un tiro mancino sferrato al detronizzato Romano che non ha sortito gli effetti che silvio sperava di ottenere esprimendogli una solidarietà non solo interessata, ma molto, molto tignosa?
Un personaggio pubblico dev’essere trasparente ed è bene che si sappia tutto di lui, si chiami egli Romano, massimo, piero o silvio e davvero non si capisce perché con la scusa della privacy uno come silvio debba preoccuparsi di imporre dei limiti alla loro diffusione.
Dietro al comprensibile timore per la divulgazione di brogliacci non più coperti dal segreto istruttorio, come non leggere anche e soprattutto la preoccupazione, da parte di troppi, nei confronti di qualche cosa di poco lecito che potrebbe squarciare il velo delle ipocrisie e delle doppie morali e svelare che il re non soltanto è nudo, ma spesso e volentieri è anche un delinquente incensurato malvagio e arrogante?
Un tempo si diceva che “non solo Cesare ma anche la moglie di Cesare” doveva essere irreprensibile e insospettabile. Ora che dio si è fatto cesare e cesare si è fatto dio e di mogli ne hanno tutti parecchie, lormonsignori possono anche permettersi di delinquere allegramente su entrambe le sponde del Tevere essendo tutti loro magicamente  protetti dal dogma dell’impunità.
C’è tanta di quella carne al fuoco e c’è una così forte puzza di bruciato che vien facile pensare ad un passo del Faust di Goethe, non a caso citato da S. Freud e posto in apertura del suo “Psicopatologia della vita quotidiana” lo propongo alla riflessione degli occasionali lettori di questo post.

          
“L’aria or così di sortilegi pullula, che nessuno più sa come li eviti”.

 
Condividi e segnala Condividi e segnala - permalink - Segnala abuso
 
 
Vai alla Home Page del blog
 

© Italiaonline S.p.A. 2026Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963