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"PIU' DEL CLAMORE DEGLI INGIUSTI TEMO IL SILENZIO DEGLI ONESTI"

 

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« UN BAMBINO NEL MIRINOLO STRABISMO DELL'ANNUNZIATA »

DEGNI DI MINZIONE E DI SCIACQUONE

Post n°542 pubblicato il 14 Gennaio 2009 da bargalla

   

Volevo scrivere di profittevoli capitani coraggiosi e di squali della finanza senza più denti e mercato, di aiuti di stato e di razze predone, di caimanesche bad company e di sporchi compagni di merende, di associazioni tangentizie e di truffe legalizzate, di vuoti a perdere e di cervelli portati all’ammasso nelle discariche istituzionali; volevo scrivere di nani e ballerine, di pupi decerebrati e di pupari chiacchierati, di cortigiane e cavalier serventi sotto vuoto spinti; volevo scrivere di vecchie baldracche e di satiri claudicanti, di buffoni inutili e di idioti utili, di capitalisti senza capitale e di impresari senza imprese; volevo scrivere di statisti di infima statura e di riformatori da controriformare; volevo scrivere del clericalume imperante e del fariseume trionfante, di soloni incalliti e di legulei cavillosi, di diabolici inquisitori e di perfidi inquisiti; volevo scrivere di camarille legaiole e potentati liberisti, di plutocrati fascisti e di megafoni della voce del padrone-padrino; volevo scrivere di servizi deviati e di clan imbolsiti dal falso perbenismo, di moralisti da strapazzo e di pennivendoli da strapazzare; volevo scrivere di politici pregiudicati e spregiudicati, di onorevoli corrotti e senatori prescritti, delle loro insulse greppie e guarentigie; volevo scrivere di un popolo bue e dei suoi mandriani transumanti e mai transeunti.

Volevo scrivere di crociati bellicisti e di guerrafondai pacifisti, di bacchettoni integralisti e di fanatici baciapile opportunisti; volevo scrivere di un presidente del consilvio affetto dal complesso di superiorità: si crede un protagonista, ma è solo una squallida comparsa; volevo scrivere del vespasiano del ronzante neo e di un’informazione drogata dall’oppio del potere; volevo scrivere di ingerenti eminenze grigio pirla e di volgarissimi personaggi degni della massima minzione, quando uno dei tanti peti puntualmente emessi con fetido afrore oltretevere, ha ammorbato l’aria già inquinata dagli scarichi delle cloache del falso perbenismo italiota sollevando dal cumulo di immondizia clerico-fascista dal quale origina l’italico regime mediatico un olezzante pezzo di carta straccia, nemmeno buona per essere adoprata come igienica, ma tanto è bastato perché una stronzata spacciata come “profezia scientifica” dall’organo della cosiddetta santa sede mi costringesse a cambiare argomento.

Eccomi perciò a scrivere di una pillola, evidentemente assunta come supposta dai mediconi papisti e dagli eunuchi pretaioli, eccomi quindi a discettare a tempo perso dell’ennesimo attacco mosso dall’intellighenzia clericale al genere femminile, in certi ambienti considerato primaria fonte di peccato, potenziale vettore di tare morali e genetiche poiché la precettistica catto-vaticana impone che la copula debba essere consumata sotto il vincolo indissolubile del matrimonio sacramentale, avendo come unico scopo il concepimento. Ogni altro rapporto non benedetto dai preti ha il marchio del peccato, ogni presidio volto a regolamentare la procreazione è visto come fornicazione, atto impuro e violazione del sesto comandamento. Quistione sessuale, la chiamerebbe il buon Antonio Gramsci che a tal proposito ha scritto un commento al canone 1013 della chiesa dei papi; una vexata quaestio rimasta tale nel corso dei millenni che la dice lunga sul carattere sessuofobico di una setta di castrati mentali avvezzi a sputare sentenze, ad emanare divieti, e a combattere qualsiasi verità, anche e soprattutto scientifica, che esuli dalla visionaria grettezza mentale del magistero papalino.

La strampalata tesi, ardita quanto fantasiosa, è frutto della consueta masturbazione mentale (per gli onanisti vaticani la pipì delle donne causa l’infertilità maschile) e rivela il carattere misogino di una religione che ricorda sia la santa inquisizione e la caccia alle streghe, sia il versetto del Genesi, quello che fa dire al maschilista Adamo: “La donna che tu mia hai messo al fianco, lei mi ha dato il frutto dell’albero del bene e del male e io ne ho mangiato”.
Per i maschilisti di ogni credo e colore, le donne sono il principium movens di tutte le nefandezze planetarie, guerre comprese. Per quelli facenti capo ad una chiesa a carico dello Stato, qual è la catto-vaticana, aborto, devastazione dell’ambiente, sterilità maschile e violazione dei diritti umani sono cause riconducili ad un uso smodato della pillola da parte di gaudenti e lussuriose femmine in calore. La pillola anticoncezionale, quella comunemente usata dalle donne di tutto il mondo, torna così ad essere oggetto degli strali della santa inquisizione.

Purtroppo la mia ignoranza non è pari a quella evidenziata dal presidente della federazione internazionale dei medici cattolici, il quale nell’articolo di cui sopra sparla della pillola anticoncezionale che fu tra l’altro vietata dalla controversa enciclica “Humanae Vitae” firmata nel luglio del 68 da paolo sesto, avente per tema la procreazione e la "regolazione" delle nascite.
Ispirandosi al quel testo definito “profetico” la benemerita associazione di cui sopra ha redatto un documento di un centinaio di pagine, (l’enciclica è meno ponderosa) sintetizzato nei suoi punti principali nell’articolo pubblicato nei giorni scorsi dal giornale del papa che dimostra scientificamente (sic) in modo “irrefutabile” che la normale pillola a basso dosaggio di ormoni estrogeni e progestinici “funziona in molti casi con un effetto abortivo” ed ha comunque “effetti devastanti sull’ambiente” in quanto il rilascio di “tonnellate di ormoni” nell’ambiente (attraverso le urine delle donne), secondo le fertili menti influenzate dalla sindrome catto-vaticana, è una delle cause dell’infertilità maschile in occidente.
Ripeto, la mia ignoranza non è pari a quella manifestata dagli scienziati ammalati di clerofilia, non sapevo quindi che i mezzi contraccettivi, potessero violare, anzi “violano” almeno cinque importanti diritti dell’uomo: “il diritto alla vita, il diritto alla salute, il diritto all’educazione, il diritto all’informazione (la loro diffusione avviene a discapito dell’informazione sui mezzi naturali) e il diritto all’uguaglianza fra i sessi (il peso dei contraccettivi ricade quasi sempre sulla donna)”.
Il che non è poco, fa osservare l’esimio articolista, se si pensa che la comunità internazionale ha appena celebrato il sessantesimo anniversario della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo. Diritti, aggiungo io, spesso negati e violati, in primis proprio dalla chiesa dei papi, ma in quanto a ipocrisia loro non sono secondi a nessuno, perciò è proprio il caso di dire: da che pulpito giunge la predica!

La reazione della comunità scientifica laica è stata immediata e non lascia scampo a dogmatismi di sorta. “Affermazioni fantascientifiche”, così il vice presidente della Società Italiana della Contraccezione ha definito le riflessioni riportate dall’organo di stampa della cosiddetta santa sede. “La pillola anticoncezionale non è in grado di provocare l’aborto in quanto impedisce l’ovulazione e se non c’è l’ovulo da fecondare non ci può essere gravidanza”.
Assurdi” per gli esperti, quelli veri, anche gli effetti inquinanti della pillola sull’ambiente.
Gli ormoni contenuti nei contraccettivi orali, una volta metabolizzati dal fegato non sono più in grado di indurre effetti ormonali femminili” la loro azione è stata già esplicata e l’urina delle donne non può più eliminare il principio attivo implicato nel processo anticoncezionale.
Se vogliamo dare la colpa dell’infertilità maschile agli estrogeni, dobbiamo ricordare che il mondo, l’ambiente circostante, è pieno di sostanze ad attività estrogenica”.
Tanto per dire “anche una bottiglia di plastica lasciata al sole libera estrogeni inquinando il liquido che beviamo”. Altro che pillola anticoncezionale!

Scaricare sulle donne responsabilità unicamente riconducibili al comportamento del maschio è vecchio come il cucco, il maschilismo clericale e l’ignoranza fanno il resto. Ricorrere a tesi pseudo scientifiche pre-ottocentesche per confutare il progresso scientifico e tacciare di nefandezze la pillola anticoncezionale la dice lunga sull’oscurantismo clericale.
Omnia munda mundis, mi verrebbe da dire. Tutto è puro per i puri e perfino una sana e fisiologica scopata, checché ne dica la morale dogmatica, avvicina a Dio, proprio perché fatta senza la malizia che di solito accompagna la precettistica catto-vaticana.
Il fatto che la Scienza sia per sua natura fallace e provvisoria, passibile sempre di nuovi sviluppi e progressi, non autorizza nessuno, men che meno i preti o gli “scienziati” da loro sponsorizzati, a mettere in fila tante di quelle stronzate da provocare un salutare tiro dello sciacquone. 

                 

 
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