Creato da bargalla il 30/01/2005
"PIU' DEL CLAMORE DEGLI INGIUSTI TEMO IL SILENZIO DEGLI ONESTI"

 

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COLPO DI MANO

Post n°215 pubblicato il 21 Marzo 2006 da bargalla
Foto di bargalla

In un mondo di ladri e di mistificatori, un goal di rapina spesso passa sotto silenzio,  la furbata di qualche pallonaro lesto di mano che infila la palla in rete senza dare più di tanto nell'occhio, finisce quasi sempre per essere convalidata dall'arbitro, con buona pace del fair play e dei comandamenti del dio "Eupalla".
Ma si sa, le regole sono fatte per essere infrante e per questo ha fatto notizia l'inusuale quanto corretto comportamento di un centrocampista della Roma che, non arrivando a colpire il pallone con la testa, ha usato quasi istintivamente la mano per spingere la palla in rete.

L'arbitro, evidentemente un po' coperto dall'azione del gioco, stava per convalidare il goal, quando succede quello che non ti aspetti: la confessione del giocatore romanista che sportivamente ammette di aver toccato il pallone con la mano.
Goal annullato e una "vera" standing ovation (senza l'ausilio dei capi claque) per il giocatore della Roma che ha fatto onore ad un ambiente in cui il calcio è visto solo come il facile e redditizio pretesto per far soldi.
Non a caso uno straripante personaggio (il presidente-allenatore-giocatore-arbitro) ha usato una terminologia tipica di quell'ambiente in cui anche lui ha trovato il modo di raggranellare qualche spicciolo, per "scendere in campo" quasi a voler prendere letteralmente a calci un sistema, le cui regole stavano per procurargli più di una meritatissima "squalifica" .
Il signor "mi dia del lei" così allergico alle regole e ai codici, per dormire sonni tranquilli, le stravolge e le riscrive a sua immagine e somiglianza, finendo per rendere inutile anche la figura del giudice di gara.
Per non essere da meno rispetto a quell'altro "uomo della provvidenza" del quale si pregia seguirne le orme, ha instaurato un rapporto privilegiato con la gerarchia ecclesiastica foraggiandone scuole, docenti e discenti e legiferando benignamente secondo i "desiderata" d'Oltretevere.
Pensando quindi  di fare cosa buona e giusta, ma soprattutto credendo di passare all'incasso,  in vista delle prossime elezioni, ha incaricato un suo pallido scriba, ex rosso-comunista, di inviare ai ventiseimila parroci, religiosi e religiose italiane, un libercolo propagandistico del suo partito, dal titolo "I frutti e l'albero" una sintesi agiografica del  quinquennale "lavoro" del governo di mister B. una summa delle leggi emanate e ispirate ai "valori del Vangelo".   
Le (em)pie intenzioni del tricofilo magno, hanno però suscitato le proteste della maggioranza dei destinatari, molti dei quali hanno rispedito al mittente il libercolo propagandistico.
Giusto per avere un'idea del tono usato dai reverendi don per contestare chi tenta di vincere usando fallosamente le mani, riporto qualche stralcio di una lettera scritta da un risentito, vivaddio, parroco che accompagna la restituzione al mittente del suddetto libercolo.
"Signor Bondi, sono abituato a dare alle parole il loro peso, per cui a chiamarla "onorevole" dovrei coartare la mia coscienza.
Ho ricevuto l'inverecondo opuscolo...glielo restituisco senza nemmeno sfogliarlo e le ricordo che le parrocchie non sono discariche di rifiuti né postriboli nei quali si possa fare opera di meretricio.
Abbiamo una nostra dignità, noi sacerdoti, e non siamo usi a svendere per un piatto di fagioli il nostro patrimonio...che voi in cinque anni di malgoverno avete dilapidato.
...Avete popolato il parlamento di manigoldi, ladri e truffatori.
Di 23 parlamentari condannati in via definitiva più della metà (13 per la precisione) fanno parte del vostro gruppo.
Avete fornicato con la Lega e con il fascismo di Rauti.
Con voi i ricchi sono diventati più ricchi e i poveri più poveri.
Il vostro "capo" in cinque anni ha quadruplicato il suo patrimonio, mentre le aziende del Paese andavano in crisi.
...Noi preti vogliamo tenerci cara la libertà di lotta e di contestazione contro la deriva liberista e populista della vostra coalizione".
E' proprio il caso di dire, sante e condivisibili parole.
Bravo, don Aldo Antonelli!
Se ai miei tempi ci fossero stati preti come te, io oggi sarei forse stato uno di voi e probabilmente non sarei diventato l'anticlericale che sono.


 
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