Creato da antonio.gambini il 12/02/2007

Morte Di Gambini

Racconti

 

 

shirley temple

Post n°814 pubblicato il 11 Febbraio 2014 da antonio.gambini
 

 
 
 

Ceres (dwarf planet)

Post n°813 pubblicato il 27 Gennaio 2014 da antonio.gambini
 

Acqua che fuoriesce da vulcani ghiacciati su Cerere, il più grande asteroide del Sistema Solare, considerato anche il più piccolo pianeta nano. È quello che ha trovato un team internazionale di astronomi, sollevando immediatamente domande sulla possibilità che ci siano anche forme vita.

L'annuncio segna il primo avvistamento di vapore acqueo su Cerere, che diventa così immediatamente tra gli oggetti più interessanti del Sistema Solare, assieme ad altri mondi ghiacciati come Europa, la luna di Giove, e Encelado, la luna di Saturno, dove tracce di pennacchi d'acqua suggeriscono l'esistenza di acqua sotto la superficie ghiaccata, e forse di vita.

"Cerere è davvero un oggetto ghiacciato con il potenziale di un oceano sotto la superficie", dice l'astronomo Michael Küppers dell'Agenzia Spaziale Europea, che ha condotto lo studio pubblicato sulla rivista Nature. Ricerche precedenti che hanno tentato di confermare gli indizi indiretti della presenza di acqua su Cerere erano state vanificate dalla debolezza dell'asteroide se osservato dalla Terra. La rilevazione è stata "una vera sorpresa, almeno per me", dice Küppers.

Vita aliena?

Ceres

è una fissazione degli astronomi sin dal 1801, quando venne osservato per la prima volta questo curioso piccolo corpo celeste, di soli 950 chilometri di larghezza, che regna come il più grande oggetto nella fascia di asteroidi del Sistema Solare.

Situato tra Marte e Giove, Cerere è a circa 419 milioni di chilometri dal Sole, circa 2,8 volte più lontano dalla nostra stella di quanto non lo sia la Terra. Il nuovo studio suggerisce che in almeno due punti sulla sua superficie ci sia un'espulsione di vapore acqueo nell'atmosfera sottile. Il gruppo riferisce che le osservazioni fatte tra il 2011 e il 2013 all'Herschel Space Observatory dell'ESA hanno raccolto prove del fatto che Cerere stia rilasciando circa 6 chilogrammi di acqua al secondo dalla sua superficie nello spazio da punti situati vicini al suo equatore.

"È una notizia molto emozionante", dice Carol Raymond del Jet Propulsion Laboratory della NASA a Pasadena, in California. Raymond è il ricercatore a capo del progetto scientifico dietro la sonda Dawn della NASA, che andrà a orbitare attorno a Cerere nel 2015. "Cerere ora sembra uno dei posti buoni per sostenere la vita aliena, all'interno del Sistema Solare, tra quelli con un potenziale astrobiologico", spiega.

Cometa o geyser?

Le osservazioni del vapore acqueo sono state effettuate in un momento in cui Cerere era al perielio, cioè nel punto più vicino al Sole che raggiunge  nella sua orbita di 4.6 anni, dice Küppers.

Tale tempismo suggerisce che il vapore acqueo espulso dal ghiaccio venga sublimato nello spazio come la coda di una cometa che si scalda vicino al Sole. "L'atmosfera non è come quella della Terra, e la maggior parte dell'acqua sfugge nello spazio a causa della relativamente bassa gravità di Cerere. In questo senso è più simile a una cometa", dice Küppers. "Non mi aspetto un'atmosfera stabile lì sopra".

Invece di strutture di ghiaccio simili alle comete, Raymond spera però di trovare geyser che sputano acqua (un fenomeno noto come "criovulcanismo") quando la sonda Dawn si avvicinerà a Cerere. Questo anche perché Dawn potrebbe volare attraverso uno dei pennacchi del geyser e analizzare il contenuto. La sonda non può invece volare attraverso una scia di ghiaccio.

Il lancio di Dawn è previsto per quando Cerere sarà vicina al punto più lontano dal Sole sulla sua orbita, il cosiddetto afelio. Se l'asteroide espelle acqua solo quando è più vicino al sole, questo potrebbe deludere le speranze degli scienziati del progetto Dawn sull'effettiva esistenza di un crio-vulcano. Se ci sono geyser, lo studio indica che non sono molto forti. "Il pennacchio sarebbe più come un soffio", dice Raymond. Küppers pensa che la somiglianza con una cometa e la sua coda sia più probabile, ricordando gli ultimi risultati di osservazioni vapore acqueo (un'osservazione parziale è stata fatta nel 1991) realizzate vicino all'afelio che diedero esito negativo.

All'asteroide manca probabilmente una dinamo interna per produrre geyser caldi, nonché le sollecitazioni di marea che riscaldano la lune Europa ed Encelado. E Küppers guarda alla possibilità di un oceano interno sotto Cerere come pura speculazione in questa fase. "Mi aspetto che Cerere sia emozionante, qualunque cosa troveremo", dice Raymond.

In particolare, Dawn dovrebbe attentamente mappare i luoghi di origine delle emissioni di vapore acqueo trovate nello studio. Future missioni per lander sono state proposte sia per Europa che per Encelado, ma Raymond sottolinea come Cerere sia molto più vicino alla Terra rispetto alle due lune. Un recente studio di fattibilità dei viaggi nello spazio effettuato dagli ingegneri della Purdue University, per esempio, ha suggerito che un viaggio di due anni verso Cerere, compresi 110 giorni di stazionamento sull'asteroide, non porrebbe sfide significativamente più grandi rispetto ai tanti viaggi proposti su Marte. E una volta lì gli astronauti avrebbero un sacco di acqua da bere, a quanto pare.

Origini

Peso massimo della fascia degli asteroidi, Cerere è anche il più piccolo pianeta nano del sistema solare, secondo l'Unione Astronomica Internazionale. Gli altri pianeti nani riconosciuti dalla UAI sono Plutone, Eris, Haumea, e Makemake.

I pianeti nani sono mondi abbastanza massicci perché la loro gravità li modelli in una forma arrotondata, come Cerere, ma non sono così grandi da riuscire ad abbandonare la regione orbitale degli asteroidi. L'astronomo della Caltech Mike Brown suggerisce che più di 300 di tali pianeti nani possono nascondersi nelle fasce delle comete che circondano il sistema solare nello spazio profondo.

La scoperta del vapore acqueo su Cerere può portare a un nuovo collegamento tra comete e pianeti nani, suggeriscono gli astronomi Humberto Campins e Christine Comfort della University of Central Florida di Orlando, in un commento che accompagna lo studio.

Il pianeta nano piotrebbe semplicemente essere una grande cometa spinta più vicino al Sole dalla migrazione dell'orbita di Giove nel Sistema Solare circa quattro miliardi di anni fa, suggeriscono i ricercatori. Il che renderebbe Cerere il residuo di un'epoca in cui la Terra e gli altri pianeti del sistema solare hanno subito bombardamenti feroci da comete.

 
 
 

Et Voilà

Post n°812 pubblicato il 06 Dicembre 2013 da antonio.gambini
 

 
 
 

NO MILK

Post n°811 pubblicato il 03 Novembre 2013 da antonio.gambini
 

 
 
 

Schwelle

Post n°810 pubblicato il 05 Ottobre 2013 da antonio.gambini
 
Tag: SOGLIA

 

Il concetto di "soglia" [Schwelle] che Benjamin contrappone con ostinazione al concetto di Grenze , di limite o confine: "Bisogna distinguere nel modo più netto soglia e confine. La soglia è una zona. E precisamente una zona di passaggio" . Il risveglio non è la cesura col mondo del sogno, non è lo iato col mondo del passato, che Marx stesso d'altro canto rifiuta proprio nella citata lettera a Ruge; esso è, piuttosto, il riscatto di quello stesso mondo del sogno ovvero il suo passaggio ad una regione che Benjamin definisce come la regione della "conoscibilità": "Il risveglio non dovrebbe essere la sintesi fra la tesi costituita dalla coscienza onirica e l'antitesi costituita dalla coscienza desta?

Così in Proust è decisiva la posta dell'intera vita nel suo frammento massimamente dialettico, il risveglio. Proust comincia conun'esposizione dello spazio di chi si desta". Così in Proust è decisiva la posta dell'intera vita nel suo frammento massimamente dialettico, il risveglio. Proust comincia con  un'esposizione dello spazio di chi si desta" . È importante soffermarsi su questa metafora della soglia, nelle sue diverse varianti, come la determinazione più di tutte capace di portarci vicino alla concezione del risveglio-ricordo. Il risveglio è un punto di fluttuazione, di transizione: solo nel ricordo esso è capace di trovare il materiale della conoscenza. Nell'assolvere alla sua funzione di soglia critica, il risveglio.

 

 
 
 

W ITALIA

Post n°809 pubblicato il 04 Ottobre 2013 da antonio.gambini
 

ANSA.it > Speciali > News

Giunta, sì a decadenza Berlusconi

 
 
 

PinK

Post n°808 pubblicato il 29 Settembre 2013 da antonio.gambini
 

 
 
 

http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2013-09-29/gesto-folle-coprire-suoi-085344.shtml?uuid=Ab9u1QfI

Post n°807 pubblicato il 29 Settembre 2013 da antonio.gambini
 

il gesto folle per coprire i suoi guai

 
 
 

[Leopardi, Zibaldone]

Post n°806 pubblicato il 15 Settembre 2013 da antonio.gambini
 

«Or che cosa è la noia? Niun male nè dolore particolare, (anzi l’idea e la natura della noia esclude la presenza di qualsivoglia particolar male o dolore), ma la semplice vita pienamente sentita, provata, conosciuta, pienamente presente all’individuo, ed occupantelo».

 
 
 

un sera incontrò un ragazzo gentile

Post n°805 pubblicato il 10 Settembre 2013 da antonio.gambini
 

 
 
 

phone

Post n°804 pubblicato il 09 Settembre 2013 da antonio.gambini
 

 
 
 

LOW

Post n°803 pubblicato il 09 Settembre 2013 da antonio.gambini
 
Tag: ARTE, KOR

 
 
 

in frantumi gesso del Canova

Post n°802 pubblicato il 05 Settembre 2013 da antonio.gambini
 

Danneggiato il bassorilievo "L'uccisione di Priamo" dell'Accademia di bella arti

Un incidente durante le operazioni di movimentazione del bassorilievo in gesso dal titolo “L'uccisione di Priamo”, tratto dall’originale di Antonio Canova, del Museo Correr di Venezia, donato dagli eredi del celebre scultore all’Accademia di Belle Arti di Perugia nel 1829, ha provocato seri danni all’opera, della quale esistono altri due esemplari: lo riferisce un comunicato diffuso dal consigliere d’amministrazione dell’accademia, Massimo Duranti, a nome del presidente, l’avvocato Mario Rampini.   Il comunicato spiega inoltre che il gesso doveva essere imballato e consegnato per la mostra su Canova che si aprirà a Assisi il 10 agosto prossimo: “il bassorilievo stava per essere calato a terra, ma è invece caduto frantumandosi”, spiega la nota di Duranti. Sono intervenuti sia la Soprintendenza sia la compagnia assicuratrice dell’opera.   “Cautelativamente, l’altro gesso che doveva essere dato in prestito, è stato ricollocato al suo posto”, conclude Duranti, annunciando che “nei prossimi giorni si valuteranno l’entità del danno e le possibilità di restauro” del gesso canoviano danneggiato.

 
 
 

DOUBLETHINK

Post n°801 pubblicato il 26 Agosto 2013 da antonio.gambini
 

To know and not to know, to be conscious of complete truthfulness while telling carefully constructed lies, to hold simultaneously two opinions which cancelled out, knowing them to be contradictory and believing in both of them, to use logic against logic, to repudiate morality while laying claim to it, to believe that democracy was impossible and that the Party was the guardian of democracy, to forget, whatever it was necessary to forget, then to draw it back into memory again at the moment when it was needed, and then promptly to forget it again, and above all, to apply the same process to the process itself – that was the ultimate subtlety; consciously to induce unconsciousness, and then, once again, to become unconscious of the act of hypnosis you had just performed. Even to understand the word 'doublethink' involved the use of doublethink.

The power of holding two contradictory beliefs in one's mind simultaneously, and accepting both of them... To tell deliberate lies while genuinely believing in them, to forget any fact that has become inconvenient, and then, when it becomes necessary again, to draw it back from oblivion for just as long as it is needed, to deny the existence of objective reality and all the while to take account of the reality which one denies – all this is indispensably necessary. Even in using the word doublethink it is necessary to exercise doublethink. For by using the word one admits that one is tampering with reality; by a fresh act of doublethink one erases this knowledge; and so on indefinitely, with the lie always one leap ahead of the truth.
Orwell, George (1949). Nineteen Eighty-Four. Martin Secker & Warburg Ltd, London

 
 
 

George-Orwell

Post n°800 pubblicato il 04 Agosto 2013 da antonio.gambini
 

http://archive.org/details/George-Orwell-1984-Audio-book


War is peace.

Freedom is slavery.

Ignorance is strength.

George Orwell

 
 
 

Limes 6/2010 - B. nel mondo

Post n°799 pubblicato il 03 Agosto 2013 da antonio.gambini
 

S. B., una geopolitica molto personale

di Ilvo Diamanti

Tappe, obiettivi ed esiti della strategia territoriale del Cav. Dall’uso delle etichette geopolitiche nelle elezioni del 1994 alla retorica dei fatti e dei luoghi, ormai evaporata. Il proliferare delle Leghe. La personalizzazione come boomerang.

 
 
 

CONTRO IL FEMMINICIDIO

Post n°798 pubblicato il 31 Luglio 2013 da antonio.gambini
 
Tag: CRONACA

 
 
 

Vladimir Tatlin

Post n°797 pubblicato il 31 Luglio 2013 da antonio.gambini

Practical and stage designs and the ‘Letatlin’, c 1923–53

Despite his utopian vision, Tatlin followed the example of the Moscow Constructivists and began to design useful, practical objects for everyday use. These were not simply examples of applied art, and decoration in this context was anathema to Tatlin. Under the Constructivists the design of the most mundane objects of daily use represented the partial but substantial realization of the new society. From Tatlin’s point of view the structure that he designed arose primarily from a study of functions, materials and production. Aesthetic considerations would arise out of the coherence of this investigation, so that the application of decorative devices whether in two or three dimensions had no bearing upon his work, which would inevitably be style-less. This also meant that Tatlin was not specifically restricted to any specialist field of design, although in practice he preferred those areas that most directly involved the exploration of material properties. He was not, for example, a poster designer, but he was an innovator in an extraordinarily wide range of design activities. He designed an efficient stove, for example, that showed little concern for elegance. Similarly he designed workers’ clothes for everyday use and an overcoat that had detachable linings to make it useful under a wide variety of conditions. These arose in response to practical function and the qualities of materials. The objects of the new society were designed without the pretensions of style to which much of a market-orientated fashion industry would look in evolving its designs. Conditions in Russia after the Revolution substantially removed the profit motive. In Tatlin’s case this permitted his design work to flow naturally from his intensive study of materials. He also designed ceramics and furniture. In neither case did he adopt or transform a traditional design solution. Characteristically, he would analyse the requirement and its resolution in material terms from the beginning: he made ceramic jugs to be held in the hands without handles, and he designed a bentwood chair with fluid curves, not simply because they were elegant, but because he intended the curved wood to flex with the movement of the person seated in the chair, as if it were an extension of the body.

Perhaps the least material-orientated activity Tatlin recurrently pursued was stage design. Even at the height of his pioneering and experimental first constructions he had worked simultaneously on designs for an unrealized production of Wagner’s Der fliegende Holländer (e.g. costume designs, 1915–17; St Petersburg, Rus. Mus.). He had also designed the production of Zangezi at the Museum of Artistic Culture in 1923 (see §2 above), and the theatre was to play an important part in his later life when experiment had lost much of its governmental support. He moved to the Art Institute in Kiev to direct the theatre, film and photography department in 1925–7, but in 1927–30 he was again teaching in the woodwork, metalwork and ceramics faculties of Vkhutein (the Higher Artistic and Technical Institute; see Vkhutemas) in Moscow. If his stage designs after 1925 were less innovative, he was prolific in his output, contributing to 23 different productions for many different theatres up to 1952.

One last construction project of extraordinary vision and originality occupied Tatlin in 1929–32. This was the Letatlin (from Rus. letat’: ‘to fly’,+Tatlin), an ‘aircycle’ or glider for use by the population, relying only upon human power and the wind, and evolved from the study of bird flight (designs untraced; model reconstructed 1960; Moscow, N.E. Zhukovsky Mem. Mus.). With characteristic thoroughness Tatlin assembled a research group and investigated the structure of birds’ wings even to the extent of dissecting the wings of cranes. This involved reverting to a study of flight long superseded by the success of the mechanized aeroplane, but Tatlin was still inspired by the memory of birds following his sailing ship in the journeys of his youth, flying for days while scarcely moving a muscle. This was an image of harmony with nature to which the mechanized aeroplane could not aspire. Tatlin’s study of materials had led to a new appreciation of the efficiency of natural forms and structures. While his research attracted the attention of aeronautics specialists, doubt still exists as to whether his gliders ever flew with any effectiveness. He carried out his studies at the great belltower of the Novodevichy Monastery in Moscow. He must have seemed more of a visionary than an engineer in that place of domes and icons, surrounded by extraordinary flying machines and playing the many-stringed folk instruments that he constructed himself. Tatlin resumed painting in oils from the early 1930s, producing works that are relatively conventional in style and subject-matter (e.g. Flowers, 1940; St Petersburg, Rus. Mus.). He was given a personal retrospective exhibition at the Pushkin Museum in Moscow in 1931. The first posthumous retrospective in Russia was held in Moscow at the Union of Writers and other locations in 1977, long after his work had gained wide recognition in the West. It marked the beginning of a new reassessment of his work by Soviet historians.

Source: Oxford University Press

 
 
 

http://www.bbc.co.uk/news/world-europe-23514945

Post n°796 pubblicato il 31 Luglio 2013 da antonio.gambini
 

BBC News
Europe

 

EX-ITALY PM SILVIO BERLUSCONI CRIMINAL APPEAL TO FINISH

 

Lawyers for former Italian Prime Minister Silvio Berlusconi are asking the country's top criminal court to overturn his conviction for tax fraud.

 
 
 

Qualche parola sui diritti

Post n°795 pubblicato il 31 Luglio 2013 da antonio.gambini
 

Il lancio di banane al ministro della Repubblica Cécile Kyenge è solo l’ultimo episodio che fa da indicatore per valutare il livello d’inciviltà raggiunto dal nostro Paese. Non ci sono mezze misure: ci riempiamo la bocca di parole apparentemente piene di senso ma non ne conosciamo il valore. Inutile continuare ancora a discutere di diritti solo come espressione di domande individuali. Occorre invece insistere sul concetto di cittadinanza e sui doveri di solidarietà che esso porta con sé, che costituiscono l’altra faccia della libertà. Doveri di appartenenza a una comunità politica, che abbiamo dimenticato, presi da una vertigine egotistica nella quale stiamo precipitando senza rendercene conto. In una comunità politica contano i valori che uniscono, non le rivendicazioni che dividono. I diritti fondamentali, da pretese di inclusione sociale, stanno diventando strumenti di esclusione e di divisione. La colpa non è dell’ignoranza diffusa, però: è piuttosto di chi fa “cultura” delle libertà senza senso di appartenenza a un comune destino; di chi enfatizza il momento della scelta individuale, dimenticando che ogni persona è necessariamente un “essere situato”; di chi esalta l’autodeterminazione senza considerare, nella polis, l’altro da sé. Proprio questo significato di profonda condivisione di una comune esistenza politica sta alla base dell’idea di nazione, sulla quale ha tanto insistito Ernest Renan. In altro modo, possiamo ricorrere al concetto onnicomprensivo di libertà-eguale, dove il mio diritto ha senso non in sé, ma solo insieme al riconoscimento di un eguale diritto dell’altro.

Un caso ormai eclatante e insopportabile di negazione dell’eguale libertà riguarda i gay: non ci sono ragioni, neppure costituzionali, che impediscono il pieno riconoscimento dei diritti degli omosessuali, in primis quello al matrimonio. Neppure l’articolo 29 della Costituzione è un ostacolo insuperabile. Lo è, purtroppo, per il nostro inconcludente Parlamento. Ma solo una politica cha ha completamente abdicato alla propria funzione può continuare a ritardare una modifica costituzionale che è espressione di una cultura finalmente adeguata ai nostri tempi. In altri Paesi di questi temi si discute, animosamente certo, ma poi si decide. Nel nostro Paese una discussione seria neppure inizia. Il limite è proprio quell’idea zoppa di libertà che esalta solo il proprio ego; quell’idea che spesso viene fatta coincidere con una pretesa opinione di maggioranza da imporre perciò alla minoranza, ma che dimentica l’esigenza imprescindibile di considerare tutti gli individui parte di una medesima nazione.

È bene che il governo delle larghe intese approfitti della storica occasione che gli viene offerta dalla convergenza di opposte opzioni politiche: non per rinviare ciò che non può più attendere risposta, ma per affrontare con decisione questioni che stanno al cuore di una autentica cultura per una cittadinanza inclusiva.

di Andrea Morrone, 29 luglio 201 - La testata "il Mulino" è di proprietà della omonima Associazione di politica e di cultura

 
 
 

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Milano, 12 dicembre 1969 h 16.37
Una bomba esplode nella sede della Banca nazionale dell'agricoltura
Piazza Fontana
Strage


 

MALATTIE LETTERARIE

http://www.radio.rai.it/podcast/A42415801.mp3

Spesso il male di vivere ho incontrato:
era il rivo strozzato che gorgoglia,
era l'incartocciarsi della foglia
riarsa, era il cavallo stramazzato.

Bene non seppi, fuori del prodigio
che schiude la divina indifferenza:
era la statua nella sonnolenza
del meriggio, e la nuvola, e il falco alto levato.


 

THE BRIDE OF THE MONSTER - BELA LUGOSI

 

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εικασIα


 

DANGER

 

 

GLASNOST

"Il mondo … questo grosso essere assurdo. Non ci si poteva nemmeno domandare da dove uscisse fuori, tutto questo, né come mai esisteva un mondo invece che niente. Non aveva senso, il mondo era presente dappertutto, davanti, dietro. Non c’era stato niente prima di esso. Niente. Non c’era stato un momento in cui esso avrebbe potuto non esistere. Era appunto questo che m’irritava : senza dubbio non c’era alcuna ragione perché esistesse, questa larva strisciante. Ma non era possibile che non esistesse.

 
Voglio dire che, per definizione, l’esistenza non è la necessità. Esistere è essere lì, semplicemente : gli esistenti appaiono, si lasciano incontrare ma non li si può mai dedurre. C’è qualcuno, credo, che ha compreso questo. Soltanto ha cercato di sormontare questa contingenza inventando un essere necessario e causa di sé. orbene, non c’è alcun essere necessario che può spiegare l’esistenza : la contingenza non è una falsa sembianza, un’apparenza che si può dissipare; è l’assoluto, e per conseguenza la perfetta gratuità. Tutto è gratuito, questo giardino, questa città, io stesso. E quando vi capita di rendervene conto, vi si rivolta lo stomaco e tutto si mette a fluttuare … ecco la Nausea".

"Eravamo un mucchio di esistenti impacciati, imbarazzati da noi stessi, non avevamo la minima ragione d'esser lì, né gli uni né gli altri, ciascun esistente, confuso, vagamente inquieto si sentiva di troppo in rapporto agli altri. Di troppo: era il solo rapporto ch'io potessi stabilire tra quegli alberi, quelle cancellate, quei ciottoli. Invano cercavo di contare i castagni, di situarli in rapporto alla Velleda, di confrontare la loro altezza con quella dei platani: ciascuno di essi sfuggiva dalle relazioni nelle quali io cercavo di rinchiuderli, s'isolava, traboccava. Di queste relazioni (che m'ostinavo a mantenere per ritardare il crollo del mondo umano, il mondo delle misure, delle quantità, delle direzioni) sentivo l'arbitrarietà; non avevano più mordente sulle cose. Di troppo, il castagno, lì davanti a me, un po' a sinistra. Di troppo la Velleda…
 
Ed io - fiacco, illanguidito, osceno, digerente, pieno di cupi pensieri - anch'io ero di troppo. Fortunatamente non lo sentivo, più che altro lo comprendevo, ma ero a disagio perché avevo paura di sentirlo (anche adesso ho paura - ho paura che questo mi prenda dietro la testa e mi sollevi come un'onda). Pensavo vagamente di sopprimermi, per annientare almeno una di queste esistenze superflue.
 
Ma la mia stessa morte sarebbe stata di troppo. Di troppo il mio cadavere, il mio sangue su quei ciottoli, tra quelle piante, in fondo a quel giardino sorridente. E la carne corrosa sarebbe stata di troppo nella terra che l'avrebbe ricevuta, e le mie ossa, infine, ripulite, scorticate, nette e pulite come denti, sarebbero state anch'esse di troppo: io ero di troppo per l'eternità"

(JP Sartre, La nausea)
 

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