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Sul Ponte

Post n°60 pubblicato il 16 Gennaio 2010 da appestato.am

Tama17_01_2010
Torna sul settimanale (anzi da oggi bisettimanale) "il Ponte" di Rimini, la rubrica di satira "Tam Tama"?

(Tama fu l'iniziale pseudonimo, dal nome dell'alga Tamarensis, "alga rossa, quindi garibaldina", secondo un pensiero attribuito a Craxi, di cui si parlava nella prima puntata, settembre 1982...)

Fatto sta che nel numero in edicola oggi de "il Ponte", c'è il pezzo sulla "Malascuola" che riunisce due post apparsi qui sopra, il 7 gennaio ed il 10 gennaio. L'ultima puntata apparve nell'ottobre 2006. La si legge anche in questo blog.


Studenti

 
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Minzolini, il dettatore

Post n°59 pubblicato il 14 Gennaio 2010 da appestato.am

Tra il fantasma di Craxi e l'ombra di Berlusconi

 

Minzolini_blog14012010

 

Bisogna capirlo, Minzolini. Non è soltanto direttore del "TG1", ma si chiama pure Augusto. Se nel nome c'è il destino, allora siamo obbligati a toglierci il cappello.
Se nelle parole che uno dice, occorre invece pescare il retrogusto, il cappello si tiene mestamente in mano, come si faceva una volta quando passavano i funerali.

Minzolini è il direttore del più importante tg del servizio pubblico. In tale veste, si sente incaricato di una missione salvifica, dettare le istruzioni per l'uso della politica.
Eccolo così, la sera del 13 gennaio 2010, a spiegare al popolo pagante il canone, che un certo leader politico condannato per reati seri (con sentenze passate in giudicato), Bettino Craxi, è stato vittima di una congiura politica. E che per questo fatto merita di essere ricordato come un grande della Storia.

Al pari di papa Woityla, secondo Minzolini, Craxi ha contribuito a mettere in crisi l'Urss.
Occorre una certa dose di faccia tosta nell'avvicinare qualsiasi leader politico di qualsiasi Paese sparso nel mondo, ad una figura come quella di Giovanni Paolo II.
Basta un minimo di mancanza di pudore nel credere che un capo del governo italiano così coinvolto in quelle situazioni giudiziarie possa vedersi ripulito il certificato penale grazie all'azione svolta in campo internazionale per far cadere l'Urss.


Berlusconi_craxi


Minzolini, il dettatore delle istruzioni per l'uso, insomma è costretto a fare tutta questa fatica per spiegare che, se oggi un certo signore (il quale occupa a palazzo Chigi la stessa poltrona che fu della buonanima di Craxi), si trova ad affrontare certi problemi giudiziari, non è colpa del suo libero arbitrio ma di un destino cinico e baro.  
Dunque occorrerebbe risalire all'era del garofano per scoprire  le cause dell'accanimento della magistratura contro Berlusconi. Per vedere quello che Minzolini ha definito "il vulnus che alterò i rapporti fra politica e magistratura. Un vulnus che per quasi un ventennio ha fatto cadere governi per inchieste che spesso non hanno portato da nessuna parte e che ha lanciato nell'agone politico i magistrati che ne erano stati protagonisti, che già per questo avrebbero dovuto dimostrare di non essere di parte". Fine dell'eccitazione del direttore del "TG1".


Diane

[14.01.2010, anno V, post n. 20 (1111), © by Antonio Montanari 2010. Mail.]

Divieto di sosta. Antonio Montanari. blog.lastampa.it
© RIPRODUZIONE RISERVATA[/COPYRIGHT]

 
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Bugiardoni e ciarlatani

Post n°58 pubblicato il 12 Gennaio 2010 da appestato.am

I bugiardini sono le istruzioni dei medicinali. I bugiardoni sono quei tipi che ti vogliono conoscere, con profondo ossequio al debutto, e poco elegante fregatura alla fine.
Li smascheri con perfida eleganza, cuocendoli a fuoco lento. Proclamano inutilmente la loro correttezza. Che esiste solo nella cassa cranica che invano li accompagna nostro malgrado.

Un tizio mi chiede un saggio per la rivista della società di studi della sua valle. Gli invio una proposta, spiegandone tutto il contenuto. Tarda a rispondere. Poi si giustifica. Doveva avvisare il direttore della rivista.

Mi aspetto che il direttore della rivista mi contatti. Probabilmente si considera troppo alto e nobile per abbassarsi verso uno scrivano plebeo. Non mi contatta. Lo fa nuovamente invece il solito tizio con impareggiabile dialettica. Ma con logica poco attenta agli usi di mondo. Il suo saggio, mi dice, dovrà essere vagliato da un nostro redattore. Non lo ordina il medico, ma è prassi.

Il bugiardone pataccaro s'altera se gli si fa presente che queste non sono norme redazionali valide per un invito, semmai per un'offerta da parte di sconosciuto.

Mia nonna Lucia avvertiva i fenomeni sismici, indicandone l'origine sulle carte geografiche. A me succede con i ciarlatani dal bell'aspetto. Sento la loro puzza, anche se non li conosco di persona o se sono lontani.


Questo testo è ripreso dal sito

http://digilander.libero.it/appestato.am/rimini/bugiardoni.html

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Antonio Montanari

 
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Malascuola

Post n°57 pubblicato il 09 Gennaio 2010 da appestato.am

Albanese

La chiamano malasanità, per uno di quel luoghi comuni che diventano comoda etichetta per scaricare la coscienza. E non discutere a fondo.

Ma chiediamoci: chi ha fatto diagnosi sbagliate in un certo ospedale, quale università ha frequentato, come è stato assunto, quali concorsi ha dato, e come sono stati svolti quei concorsi...

Non mi occupo di medicina, ma di letteratura e storia. Una grande casa editrice tempo fa ha pubblicato un grande autore in un grande volume a cura di un oscuro personaggio il quale ha tradotto un grande testo non dal latino originale ma da un testo in lingua francese.

Anche molti medici possono aver "tradotto" la loro scienza da riassunti garantiti come passaporti validi per raccomandazioni. Non hanno studiato in aula, hanno studiato in treno, dicevo con una vecchia battuta legata agli anni della contestazione.

Oggi non soltanto hanno studiato in treno, ma i treni arrivano anche in ritardo, seppure alla stazione giusta del posto assicurato dalle protezioni di comodo. Non sono chiacchiere al vento, ci sono tante cronache giudiziarie che raccontano queste cose, assieme alle parole di chi nauseato scappa via...

Chi resta ha la vita dura. Ci sono giovani bravissimi. Donne ed uomini onesti, capaci, meritevoli. Ma c'è anche questa scuola, questa università che ogni partito di governo ha gloriosamente tenacemente voluto riformare. Il che tradotto nella realtà di ogni giorno e nella lingua semplice significa che è riuscito a rovinare.

Da Bologna è venuta la denuncia dal rettore dell'ateneo che accoglie matricole incapaci di comprendere un testo qualsiasi... E poi pretendiamo che sappiamo leggere i volumi di medicina? Il rettore ha detto: c'è un "videoanalfabetismo imperante, contraltare ad una certa modernità frettolosa e affannosa".

 

Il professor Trolley (interpretato da Antonio Albanese) ha debuttato sabato 9 gennaio in tivù ospite di Fabio Fazio, offrendo la comica rappresentazione della malascuola italiana. Boccia gli allievi ignoranti, ma pure quelli che rispondono bene alle sue domande perché è lui che non conosce più quelle risposte...


Perfetto. Quando un comico sublima la realtà nella caricatura, tutto si spiega. Seriamente. Il ciarlatano fa la parodia dei ciarlatani. Ma lui fa sorridere. Gli altri guastano il mondo.


Intanto i docenti universitari (veri) portano soldi agli Atenei con gli spot: vino, dentifricio, deodorante. Qui vi aspettiamo al varco: alla carta igienica.


[07-11.01.2010,
© RIPRODUZIONE RISERVATA]

Questo articolo è ospitato sul settimanale "il Ponte" di Rimini del 17 gennaio 2010

 
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Libri e politica

Post n°56 pubblicato il 22 Agosto 2009 da appestato.am

Orrore_blog copia

A Milano dal 23 al 27 agosto si svolge il congresso internazionale delle grandi biblioteche. Nell'età di Internet, anche l'idea di biblioteca è cambiata. Il lettore non è costretto a lunghi viaggi per consultare un libro. La navigazione sul web glielo porta a casa. Questo fatto implica che si cerchi un futuro diverso per la biblioteca tradizionale, quella di un certo luogo e con certe raccolte.

Da Antonella Agnoli, divenuta famosa per la nuova Biblioteca San Giovanni di Pesaro da lei progettata, viene un utile suggerimento: le biblioteche pubbliche, a lungo ignorate dalla politica, possono trasformarsi in centri "di riflessione e di condivisione dei saperi" (dal "CorSera" di oggi).

Antonella Agnoli mette il dito nella piaga, il rapporto fra libri (ovvero la cultura) e la politica. Da oltre mezzo secolo in Italia trionfa un'unica ipotesi, valida a destra ed a sinistra, quella dell'intellettuale organico. Che tradotto nella lingua semplice significa dell'intellettuale asservito alle direttive del partito o dei partiti che lo avevano collocato in quel posto.
E siccome siamo in Italia, e tutti i politici sono stati sempre fraterni sodali con i pari grado, non sono mai mancati reciproci favori tra "avversari" e scambi di attenzioni. Che preludevano a doverosi ringraziamenti con altri appoggi a chi militava in campo avverso.

La commedia dei guelfi e dei ghibellini è sempre stata recitata con la massima attenzione a non danneggiare nessuno delle stanze alte del potere, qualunque fosse il colore delle pareti e nonostante le diversità dei ritratti appesi dietro le scrivanie, qui un papa, là un De Gasperi, altrove un Togliatti non sempre separato dal ripudiato Stalin. Oppure, di recente, un Silvio Padre della Patria.

Ecco perché non abbiamo nessuna fiducia nel nostro avvenire "culturale", e nel fatto che le biblioteche possano diventare luoghi "di riflessione e di condivisione dei saperi". A nessun politico odierno, nonostante le apparenze, frega che i saperi siano condivisi. Preme soltanto che non siano ammesse al circolo vizioso del potere le persone estranee ai loro interessi.

Per cui nella tristezza di questa corruzione morale dei nostri politici, di tutti i nostri politici, non resta che ringraziare Google che mette in circolazione le idee garantendo una vera, rivoluzionaria partecipazione alla cultura con la consultazione di testi che altrimenti non sarebbero accessibili.

Questo sia detto in linea di massima. Per particolari piccanti di esperienze personali, già raccontate sul web in modo sparso (un esempio), rinvio a qualche prossimo intervento.

Post scriptum n. 1. Vale per intellettuali e politici questo brano di Erica Jong ("CorSera" di oggi), tradotto da Maria Sepa, in ricordo di Ferdinanda Pivano: "Non ha mai perso la fiducia che l'umorismo e l'onestà potessero salvare il mondo".
Se vivessimo tra persone dotate di umorismo vero e di un minimo di onestà, potremmo bene sperare sulla salvezza del nostro piccolo mondo.

Post scriptum n. 2. I politici berlusconiani di oggi non differiscono, dal punto di vista comportamentale, dai comunisti più duri di ieri. Sono fanatici allo stesso modo. Incapaci di rapporti personali corretti aldilà della valutazione ideologica del "prossimo".

Ad un senatore che da giovine ebbi compagno in un circolo di frati francescani, inviai una nostra foto d'allora. Non mi ha risposto. Si vergogna del passato? O del presente ("Dio mio come sono caduto in basso")?

Allora, negli anni Sessanta gli "amici" di sinistra coi in quali si frequentavano le stesse scuole, falsificavano le cose pur di attaccare chi non li seguiva nella loro arrogante pretesa di essere depositari di assolute verità rivelate e scriveva in città sull'unico giornale libero del tempo, "il Resto del Carlino".

[22.08.2009, anno IV, post n. 242 (962), © by Antonio Montanari 2009. Mail.]

Divieto di sosta. Antonio Montanari. blog.lastampa.it
© RIPRODUZIONE RISERVATA

 
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