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NORVEGIA / ITALIA : un dolore ed un lutto europeo
Post n°2 pubblicato il 25 Luglio 2011 da MarioStaffaroni
oggi, 25 luglio credo vi siano alcune riflessioni da affidare al blog.
La Norvegia è in lutto accanto soprattutto ai suoi ragazzi e ragazze vittime e scampati. L'Europa scandinava si è oggi associata al lutto sentendolo anche proprio.
L'Italia, ed anche l'Europa UE sembrano non aver compreso del tutto che questa tragedia e questa terribile azione minacciosa ci coinvolge tutti. Non solo per il lutto. Il mio tweet oggi tace dedicato ai ragazzi e ragazze di Oslo; ma anche a tutti i ragazzi e ragazze, anche nostri, che sperano attivamente una società migliore. Perché restano loro le vittime cercate. Non solo dei colpi, ma anche del terrore evocato.
Nel silenzio, mi concedo allora alcune riflessioni. Magari forse solo mie. Anche se spero di no.
Questo appare il quadro di riferimento: da corriere della Sera del 24 luglio di maria serena natale
< Il silenzio è irreale, la conta sale: si ferma a 85 persone uccise nella sparatoria dell'isola di Utoya, trenta chilometri a nord-ovest di Oslo. Su un tabellone i numeri di telefono dei ragazzi dispersi, cinque in serata, famiglie che hanno perso le tracce ma non la speranza. >
< E' la parte migliore di questo Paese - dice con voce e occhi bassi Alex, 21 anni, studente di matematica a Bergen -, giovani appassionati di politica e impegnati a pensare un mondo migliore. Massacrati con metodo e ferocia. >
<... al campo c'erano circa 600 partecipanti tra i tredici e i trent'anni. "Venivano da tutta la Norvegia, il Paese intero è coinvolto nella carneficina
< I ragazzi corrono, gridano, l'uomo mira alla testa senza esitare, urla che stanno tutti per morire, li insegue ma senza fretta. Qualcuno si finge morto ma, dopo aver colpito, Breivik spara ancora un colpo.>
< In mezzo alla sparatoria sono stato colpito alla schiena. Ero a terra con la faccia in giù. Si è avvicinato, sentivo il suo respiro, i passi, il calore della canna. Non riuscivo a muovermi, è questo che mi ha salvato.>
e sempre dal corriere pag. 2 di L. off:
< Ora quel posto è conosciuto per la violenza brutale ed un paradiso per i giovani è diventato per qualche ora l'inferno.>
La nuova "Strage degli Innocenti" piomba sull'Informazione.
E qui accade una cosa che motiva una buona parte di queste riflessioni addolorate:
L'AZIONE DI UN FOLLE...
folle prima da un lato e poi folle da un altro, ma sempre folle pare resta. Così digeriamo tutti meglio la tragedia, forse. UN PAZZO E' UN PAZZO, CHE COSA CI SI PUO' FARE?
E poi non induce neanche a troppe riflessioni, un FOLLE. Come il fulmine, come il meterorite. Non cade spesso, ma cade. E dove cade, distrugge.... ma nessuno per questo organizza una prevenzione contro il meteorite. La Società è salva dal suo senso di colpa potenziale, i suoi angoli più bui e sporchi salvi anche loro da qualche ispezione di luce e più in generale?
Perché vedete, una cosa mi rimane strana. Il , nel senso di infelice creatura che può capitare a tutti noi anche quell'abisso, se mi rimane qualcosa di uno degli Esami sostenuti con più piacere a Medicina - Neuro Psichiatria - prima di lasciarla... a tre esami dalla fine, è tale perché cede ad impulso, imprevedibile anche per lui, distruttivo od auto distruttivo. Non si controlla e non lo puoi quasi mai prevedere. NON SI CONTROLLA....
Ma se leggi che la orrenda stage coerente di innocenti è durata quasi per un'ora e mezzo senza sosta..., se leggi che ha usato tre armi diverse per lo stesso fine...., se leggi che ha braccato le giovani inermi prede anche finte morte...., se leggi che forse anche l'esplosione a Oslo si connette e visto che gli ha consentito proprio essa di radunare le future prede ignare, come il "Pifferaio"..., se leggi che ha postato in internet anche 16 potenziali bersagli italiani di attentati...., se leggi che una carta di credito rimane a secco nell'avviarsi al massacro e si risolve procurandosi su due piedi 2000 euro in una città del nord, e si prosegue nel piano...,
E SE LEGGI ANCORA:
che dice di aver dedicato 9 anni al progetto, con queste spese:<<317mila euro (137mila di tasca mia e 187.500 di mancati introiti di lavoro nell'arco di tre anni>> (corriere della sera 25 luglio).... assieme a 1.500 pagine coerenti in un suo blog....
ma dove sta a questo punto il raptus, il caso, l'irrazionale, cioè un pazzo?
Certo, il ci sta, se definiamo allo stesso modo, senza altri aggettivi anche Hitler: un pazzo. ma questa è un'altra accezione della infelice parola clinica. Questo, nel caso di Hitler, e di altri, ha piuttosto un significato sociale. Col definire "follia" altrui progetti lucidi e loro spietata attuazione puntuale di disegni luciferini che l'Umanità si rifiuta di dover accettare come propri al naturale. Dimenticando forse troppo spesso che l'essere umano in ciascuno di noi è ininterrottamente angelo o demone potenziale; e che la vita anche individuale in fondo non è altro che questa privatissima alterna battaglia personale, dall'alterno e incerto esito. Come penso direbbe Gandhi. Così chiarendo che non c'entrano le Fedi.
E quando la battaglia personale cede totalmente, viene fuori, il Pazzo. A rassicurarci tutti. Ma purtroppo, temo, essere del tutto lucido e normale. Come noi. Anche esso...
COSA INTENDO CONCLUDERE, RICHIAMANDO COSI' IL TITOLO SU LUTTO E RISCHIO COMUNE?
La mia generazione, in anni ormai lontani, si dedicava forse anche troppo al un quesito in vero non sempre disinteressato. Ma oggi ho timore che si sia scivolati anche mediticamente verso il lato opposto. GUAI ALLA DIETROLOGIA...
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