Creato da loto.blu il 12/12/2008

Fior di Loto

storia di un poeta

 

 

Canto di Donna

Post n°95 pubblicato il 20 Gennaio 2011 da loto.blu
 

Come la primavera il mio giardino di donna germoglia

Fiori di loto e primule rosse al rimembrar della sera...

flauti e arpe in coro ad accompagnare la mia preghiera.

E fu notte tormentata di stelle

il mio canto di donna sussurrato alla luna.

(Sonia Demurtas)

 
 
 

Dislessia

Post n°94 pubblicato il 18 Gennaio 2011 da loto.blu
 

 siamo noi… popoli affamati di speranze disperate,

che annaspano in parole sogni di sole

e cullano nel cuore ferite di sale.

E siamo noi, ladri di pensieri, che pensato non abbiamo…

o briciole di pane, stentatamente lette a malincuore

tra chi ti ride in faccia e chi ti dice “Devi continuare”

E siamo noi…anime sperdute nella notte…

avvinti dalla malinconia che duole

tra i “grandi”che elaborano parole…

 Che noi in silenzio “piccolissimi” restiamo ad scoltare.

SD

 
 
 

Scordami e Ricordami

Post n°92 pubblicato il 09 Gennaio 2011 da loto.blu
 
Foto di loto.blu

SCORDAMI E RICORDAMI.

 

Se non sei in grado di lasciare un ricordo,

come puoi pensare,

che la risacca del mare

e questo vento d’inverno

lo lascino per te.

 

Brulica l’alba

sui colli dorati

Forgiano conchiglie

sulla battigia i coralli

Afrodisiaco profumo d’aghi di pino

giunge sul porto.

 

Mio cogitare…

Mio abisso…

Non so mai

se disperso

Il ricordo del tempo di te

Mi fece altro male…

ma,

Nella quiete del cuore…

da un’alga

ondeggiata dal mare

mi feci cullare.

 

OLVIDAME Y RECUERDAME

Si no eres capaz de dejar un recuerdo

cómo puedes pensar,

que la resaca del mar

y este viento de invierno

lo dejen por ti.

 

Hormiguea el alba

sobre los cuellos dorados

Forzan las conchillas

sobre la costa los corales

Afrodisíaco perfume de agujas de pino

llega sobre el puerto.

 

Mi meditar...

Mi aviso...

No sé nunca

si disperso

El recuerdo del tiempo de ti

Me hizo otro mal...

pero

En la quietud del corazón

de un alga

me hice mecer.

 

Sonia Demurtas

 

 
 
 

Il profumo del loto "Video"

Post n°90 pubblicato il 11 Novembre 2010 da loto.blu
 

Il video mi è stato gentilmente regalato dall'associazione dei poeti di Cagliari, ringrazio GAN della bella emozione che mi ha donato

Nell'antologia "Il profumo del loto" sono state scelte e selezionate, le migliori poesie e le prose dei poeti emergenti del nostro tempo...

il video racchiude alcuni versi di tutti i poeti...

http://www.youtube.com/watch?v=UjtGq-Jnd5w

Il giorno in cui fiorì il loto,
ahimè, la mia mente era persa
e io non me ne accorsi.
Il mio cestino rimase vuoto
ed il fiore inosservato.

Ogni tanto però
una tristezza mi prendeva,
mi svegliavo dal mio sogno
e sentivo nel vento del sud
la presenza dolce di una strana fragranza.

Quella vaga dolcezza
come desiderio tormentava il mio cuore
sembrava l'alito ardente dell'estate
in cerca di soddisfazione.

Non sapevo allora
che era così vicina
che era già mia
che questa dolcezza perfetta
era fiorita
nel profondo del mio cuore.

 

Rabindranath Tagore (1861-1941)

scrittore, poeta, drammaturgo e filosofo indiano: premio Nobel per la letteratura 1913

 

Il profumo del loto

Per chiunque ami la poesia, questa silloge - dal titolo che evoca profumi, terre e culture lontane - sarà una piacevole sorpresa. Il mio invito va a tutti voi... voi che conoscete le isole silenziose della mia casa.

Il 20 Novembre 2010 al 501 Hotel di Vibo Valentia, verso le 17.30, siete invitati tutti alla presentazione di questa silloge poetica...

Vi aspetto, come si aspettano i giorni più belli.

 

Sonia Demurtas

 

Sul link sottostante troverete un video dedicato all'antologia poetica...

nel video scorreranno poesie di vari autori, tra questi anche quelle della gentilissima Maria Pia Scafuro,

presente nell'antologia.

 

http://www.youtube.com/watch?v=UjtGq-Jnd5w

 

Loto, pianta acquatica dai principeschi fiori, suscita nell’uomo -sin dai tempi antichi- un’ammirazione talmente forte e sconfinata da circondare la sua fioritura da un'aura di misticismo e sacralità. Del resto, cosa mai avranno potuto pensare i popoli primitivi di fronte allo sbocciare del fiore di loto dal melmoso fondo di uno stagno? La grazia, la purezza delle forme e dei colori, il profumo inebriante che il fiore sprigiona… tutte queste caratteristiche erano viste come una mirabile opera divina.

 Nel corso degli anni, vari credo religiosi e popolari, hanno attribuito al fiore di loto proprietà e caratteristiche d’ogni genere. Nell’antica Grecia era simbolo di bellezza, acclamato il "fiore dei fiori" ed i suoi petali si usavano per adornare la fronte delle giovani spose e regine. I Romani chiamavano il fiore di loto "junonia rosa", in onore a Giunone, e lo consideravano un simbolo di fertilità e d’unione amorevole. Per gli Egizi, il loto era personificazione stessa della forza creatrice primordiale. Iside lo portava sul suo scettro a significare la fecondità del fiume Nilo. In India, i Buddisti rappresentano Budda seduto su un fiore di loto allargato.

Non a caso il loto è citato nelle antiche scritture come, ad esempio, Antico Testamento, leggende del Giappone, libri di Canti Cinesi, scritture vediche Indiane, Odissea… Secondo tutte le culture orientali, il fiore di loto simboleggia la purezza e la perfezione della vita stessa, e questo soprattutto per la sua caratteristica naturale di rimanere sempre pulito. Il suo seme, durissimo e resistente, può rimanere nascosto nel fango per centinaia d’anni, inattivo, per poi risorgere alla nuova vita… ed è sicuramente da questo che nasce l’alone d’immortalità che lo circonda. Tutte le parti di questo fiore sono commestibili ed apprezzate da oltre un millennio per le loro proprietà antidiarroiche, febbrifughe e vitaminiche, confermate anche da recenti studi scientifici.

Il processo della crescita del fiore di loto simboleggia un’ascesa spirituale alla ricerca di comprensione dell’universo. Si osservi che la pianta nasce nel fango, sinonimo di tutto ciò che è materiale; si forma al buio come buia è l’ignoranza, che impedisce di vedere la verità nella vita. La neonata pianticella si tende verso l’alto, attratta dal calore e dalla luce del sole, allo stesso modo in cui gli esseri umani crescono cercando l'amore e la verità. Gli steli, lunghi e molto resistenti, pieghevoli ma impossibili a spezzarsi, rappresentano lo stretto rapporto che esiste tra due persone che si amano o tra appartenenti ad un nucleo familiare. In cima, le piante di loto hanno una foglia rotonda di grandi dimensioni ed un fiore che si dischiude ai primi raggi del sole mattutino, a poco a poco, un petalo alla volta, allo stesso modo come si apre all’illuminazione ed alla vita spirituale un essere umano. Il fiore rimane saldamente attaccato con le radici al fondo melmoso, ma segue il flusso d’acqua, galleggia e si muove liberamente nel ciclo incessante della vita: sbocciando all’alba e chiudendosi al tramonto.

Il fiore di loto è spettacolarizzato nelle arti grafiche ed architettoniche non solo orientali, osannato dai poeti e scrittori per la sua perfezione ed eleganza, considerato dai filosofi come l’esempio per incitare a persistere negli sforzi tesi ad affermare la parte migliore di se stessi…

“Il profumo del loto”: quale migliore titolo, dunque, per un’antologia di poesie, laddove la parolaantologia” deriva dal greco “anthología” dal significato originario di "raccolta di fiori" (da "ánthos", "fiore", e "légo", "scelgo, raccolgo")…

 

Ancora oggi, se rivedo Lei

dal volto simile alla Luna,

nel principio della giovinezza,

coi seni ricolmi e la pelle bianca,

con le membra estenuate dal fuoco

delle saette d'Amore, il mio corpo

è percorso da un fremito, bevo la

sua bocca stringendola fra le braccia,

come fa un'ape col fiore di loto.

(Bilhana, poeta indiano, XII° secolo)

No, in questa raccolta non ci sono poesie che parlano del fiore di loto e delle sue innumerevoli virtù; ma è come se lui, il fiore dei fiori, spandesse sulle pagine del libro un’impalpabile polvere creativa che accompagnerà il lettore nell’affascinante percorso poetico tra fulminee metafore, astrazioni visionarie, canti solari, dichiarazioni d’amore o intense grida del dolore…Non c’è un ordine strutturale in quest’antologia, non c’è un’architettura interna, non ci sono sezioni, suddivisioni, ripartizioni. Del resto, sarebbe arduo voler classificare e costringere in una cornice rigida poesie d’autori tanto dissimili tra loro, diversi per provenienza, età, formazione, stile espressivo e muse ispiratrici. Sonia Demurtas, poetessa visionaria e feconda, alla cui tenacia ed abnegazione dobbiamo questa raccolta, ama le sfide. Ci potrebbe fornire, agevolmente, una ricca collezione di proprie opere, invece di gettarsi a capofitto nell’avventura di un’antologia di poesie d’autori emergenti. Solo chi ha provato, potrà comprendere che cosa significa estrarre dall’oceano della lirica esistente odierna, presenze insolite e meritevoli. La scelta è – necessariamente - sempre arbitraria. I componimenti selezionati e presenti in questa silloge sono perlopiù brevi. Molti trovano le loro occasioni di nascita in eventi apparentemente comuni, metafore del quotidiano… altri in un rapporto amoroso, felice o logorante …altri, ancora, si rifugiano nei sogni. La tavolozza della musa ispiratrice è particolarmente ricca di tonalità e degna di penne tra le più eccelse: nostalgia e sconforto si mescolano con felicità folle e tormento amoroso, passionalità s’amalgama alla gioia, dolore s’accompagna al desiderio e pentimento…Ci si domanda come attirare un lettore a sfogliare una raccolta di poesie, di soffermarsi su tutte o alcune, di ritornare sui versi già letti per assaporare nuovamente il sentimento, la passionalità, le metafore ivi contenute. Va da sé che il lettore si sostituirà a chi ha curato l’antologia, sarà d’accordo o meno con le scelte attuate, cercherà le distinzioni tra le diverse linee tematiche, gioirà di taluni canti e disquisirà sugli altri, emetterà sentenze lapidarie per poi tornare sui propri passi con assoluzioni clementi. E forse sta proprio in questo il pregio di una silloge: la possibilità per il lettore di riformulare una propria idea antologica.

…”L’attimo è già passato

Attendiamo dimore d’argento

per parole d’oro”..  (Sonia Demurtas)

Ma c’è di più: la straordinaria varietà d’opere qui contenute è arricchita dalla presenza d’alcune poesie in prosa e di alcuni racconti tutti da gustare. Il reticolo di segni, di simboli, di corrispondenze nell’affannosa ricerca dell’eterno nell’effimero, il sentimento che tutto esalta, trasformano questa raccolta da una lettura avvincente e piacevole, in un vero e proprio incontro con un istante di magia poetica, capace di accendere nell’animo del lettore una luce durevole.

 Dott. Vera Somerova

 

 
 
 

Ho sognato

Post n°89 pubblicato il 27 Ottobre 2010 da loto.blu
 

Ho sognato una casa fatta di luce
un luogo infinito
pieno di silenzi dove facevano eco le mie risa.
Ho sognato un luogo ombroso
dove avrebbero potuto albergare tutte le stelle del mio cuore.

Ho sognato anime chiare che danzavano nel cielo
nuvole che sfumavano al miraggio di un tempo perduto.

Ho sognato campane e lacrime
Rubini e fiori rossi …

Ho sognato braccia forti,
labbra che mi avrebbero addolcita.

Ho sognato compagnia
l’unica che avrei mai voluto
l’unica che avrei sempre desiderato.

Ho sognato …
e danzando nell’immensità di un sogno
con le lacrime che mi vibravano sul viso
ho compreso che
la strada per arrivare a Dio
è la sofferenza che vibra qui sul cuore mio.

Sonia Demurtas

13 Agosto 2010

Il mio Sito personale www.soniademurtas.it

le novità del sito http://www.soniademurtas.it/dblog/

i concorsi di poesia... le pubblicazioni fatte...

la prenotazione

del libro o la proposta delle vostre poesie per l'antologia poetica

del momento possono essere fatte

alla seguente mail loto.blu@libero.it

 

 
 
 

Il Profumo del loto

Post n°87 pubblicato il 22 Settembre 2010 da loto.blu
 

“Siamo anime che tornano a vivere nei sogni di qualcuno..."Sonia Demurtas

 

Sogni, ricordi, poesie...tutto questo è racchiuso in un'unica antologia poetica

"Il profumo del loto" a cura di Sonia Demurtas

 

Il termine “Antologia” deriva dal greco e significa “raccolta di fiori” (da "ánthos", "fiore", e "légo", " raccolgo",”scelgo“) , qui infatti vengono scelte e raccolte le migliori poesie e i più bei testi dall’autore selezionato. Molte di queste liriche hanno vinto premi e sono state riportate su riviste di letteratura.

Nel corso del tempo le antologie hanno comunque svolto il compito di offrire, in uno spazio ristretto, una scelta significativa di generi diversi e di varie opere.

Dal periodo del Rinascimento in poi essere scelto a far parte di un’antologia di liriche e componimenti poetici è sempre stato un sinonimo di distinzione culturale ben preciso. Le antologie sono strumenti essenziali per la conservazione e la conoscenza dei testi. Questa Antologia ricorda gli antichi canzonieri, dove le più belle poesie d’amore venivano raggruppate in un’unica raccolta. Oggi si è sviluppato un canzoniere di poesie a verso libero, soppiantando il canzoniere di poesie che avevano determinate strutture metriche, e non vi è più la costante ricerca di rime.

Tutto ciò che nasce è dettato dall’impulso di narrare e raccontarsi …

Tutte le poesie di questo florilegio, hanno una sorta di filo di Arianna, che conduce il lettore a un senso di insieme, ogni poesia, ricuce le ferite del poeta mentre la carta ascolta e assorbe le parole, e i racconti che qui sono inseriti preziosamente ci insegnano qualcosa.

 

“Siamo anime che tornano a vivere nei sogni di qualcuno, pezzi di cielo, non più offuscati da false nebbie" 

Sonia Demurtas

 

www.soniademurtas.it

 

 

 

 

 
 
 

L'ultimo addio (edita in Collana di Perle di Sonia Demurtas)

Post n°86 pubblicato il 25 Agosto 2010 da loto.blu
 
Foto di loto.blu

E venne il tempo della contentezza …

e poi quello della malinconia.

Ricordo, gli anni perduti a rincorrere un sogno

Il tempo della mia giovinezza,

gli arcani fati svelati e strappati nel tempo.

Ricordo, le mani nelle mani, gli occhi come specchi a intrufolarsi dentro l’anima

Ricordo le lotte, i miei genitori che cercavano di cancellare il tuo ricordo

Ricordo il ticchettio del pendolo, le notti lunghe perse a rigirarmi nel letto

Ricordo i mattini, la voglia di correrti incontro …

Le favole raccontate sulle mie labbra, le carezze sospirate …

era un tempo felice quello che fu

di alabastri sognati nelle nostre case, di viaggi e sguardi persi sul mare.

Poi il distacco, triste, tremendo … la solitudine degli anni passati

Il carcere, i viaggi, la nostra voglia di avere dei figli

Ed io vent’anni e un sogno, vent’anni ed altre cento primavere nel cuore.

Passò anche il tempo, lungo sulle mie spalle magre, lunghissimo sui miei capelli, sul mio volto, inesorabile sul tuo biancheggiare di soffice nuvola.

Oltre gli anni mi ritrovai … non più una ragazza con l’incoscienza dei vent’anni, ma una donna adulta con la maturità del tempo e della sofferenza che mi aveva forgiata.

Crebbi di tormenti … della tua assenza terribile sul mio sguardo di fanciulla

Crebbi di sicurezze però, quelle che portava la tua penna, quelle che su un foglio profumato di te e stavo a leggere e rileggere.

Ah l’amore! Cosa mi ha dato amore?

La pena più dura che ancora oggi mi tormenta …

Non era che il mio crederti la mia forza! ed ora che non ti credo più mi sento persa …

Dov’è finito il tuo planare di aquilone? Non era un porto sicuro la mia casa?

Forse è vero che si rincorre la gioventù per sentirsi ancora giovani

Io ti ho rincorso stella mia, ma il mio tempo è già passato.

Finirono le lotte ed anche la pace si riconquistò

Lontano il temporale credevo di trovare un po’ di sole

Era un sepolcro fatto di mille pene il mio cuore …

Ed ora il buio che mi invase un tempo

Torna a soggiornare questa veste di cristallo

non sa più riflettere la luce … straziato cuore

Ora all’alba di un tormento

fra labbra addormentate e tenere di pianto

ricorda dolce inganno che ti ho amato tanto.

 
 
 

Amore

Post n°85 pubblicato il 20 Agosto 2010 da loto.blu
 
Tag: Amore

Tutto quello che avrai dell’amore

sarà quello che tu hai donato.

Come un contadino

che semina il grano col sole nel cuore.

Felice per ciò che ha dato

Innamorato di ciò che ha fatto.

Morirai di tenerezza

Raccogliendo i frutti del raccolto.

Ti ferirai di comprensione

Saprai dell’altro ciò che non sai di te.

Illuminerai il suo mondo continuando a vivere nel tuo.

Supplicherai labbra lontane in solitudine.

Canterai di lode nell’essere un tutt’uno

E quando stanco la sera ti girerai nel letto,

colma sarà la sacra casa del cuore

di tutto il bene e tutto il giusto che hai donato.

Sonia Demurtas

edita in Collana di Perle...

 
 
 

Fior di loto

Post n°84 pubblicato il 28 Giugno 2010 da loto.blu
 
Foto di loto.blu

Quel che sono...

abita nel silenzio delle montagne

e dimora nel vento...

andrò via come tutte le cose..

eppure per qualcuno resterò.

Sarò nell'abbandono della sera

l'abbraccio folgorante

dell'anima in preghiera.

Sonia Demurtas

www.soniademurtas.it

 
 
 

Articoli correlati a Collana di Perle

Post n°83 pubblicato il 23 Giugno 2010 da loto.blu
 
Foto di loto.blu

Nella splendida sala rotonda del Lido degli aranci si è svolta la serata di presentazione delle antologie poetica Collana Di perle e Voci di Conchiglia, dove la Demurtas ha selezionato poeti emergenti con elevate qualità espressive. In concomitanza con la serata si è svolta la premiazione del concorso “Fior Di Loto” indetto dall’associazione Nicura Onlus e per il quale la poetessa - pittrice ha realizzato i primi tre quadri dei premi. Il concorso diviso in 3 sezioni: poesia, prosa e arti figurative, inizia con la premiazione dei poeti in erba al Sistema Bibliotecario Vibonese e termina con la premiazione dei poeti emergenti al Lido degli Aranci. La serata ha avuto inizio con l’esposizione dei quadri di Nicola De Luca, scelto per rappresentare con le sue figure femminili: “evocanti stati d’animo silenziosi e vibranti“, le copertine dei libri a cura della Demurtas. Anima della serata la professoressa Sandra Genco, amante dell’arte e della cultura, che nota da subito le doti di Sonia Demurtas proponendole di fare parte della Fidapa, con la quale propone l’opera prima della scrittrice al Brancaccio di Roma in una serata di letteratura.

Nella sala rotonda del Lido, vari poeti hanno dato voce al loro sentire più profondo, dimostrando che l’uomo riesce ancora ad emozionare attraverso la poesia, spicca fra tutti Giusi Contrafatto che dopo avere pubblicato in “Voci di Conchiglia” realizza sotto la guida della Demurtas e di Santoro il libro dal titolo “Forza D’Ali“. Ha relazionato sui linguaggi multipli della poesia lo studioso Vibonese Pino Cinquegrana, spaziando da Garsia Lorca a LuKàcs, da Borderline a Keatz. Cinquegrana ha parlato di <<mondi espressivi, forme, ritmi che danno, nell’intera opera, l’intimità del silenzio, uno spazio-tempo che permette ad ogn’uno di entrare in contatto con i propri desideri, il proprio sogno, i propri dolori, e le proprie angosce>> aggiungendo che <<nei lavori della Demurtas si legge di storie che si spezzano e si ricompongono in una sorta di intersecazione di linguaggi, specialmente nella parte narrativa nella quale si entra, per dirla con il sociologo Jedlowsky, in un sentirsi qui e pure altrove>> In conclusione Cinquegrana ha sottolineato quanto << ci sia una lettura universale in “Collana di perle” e “Voci di Conchiglia”della Demurtas, cioè del sogno di una vita che abbia come unico scopo la creazione e il godimento della “bellezza dell’amore”.

 
 
 

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