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Un blog creato da blogdinapoli il 09/05/2013

ti presento napoli

un viaggio per napoli tra passato presente e futuro

 
 

Per condividere la napoletanità che è un modo di vivere, un modo di concepire la vita e realtà , un modo di nuovo di concepire l'altro e noi stessi, da persone libere e nello stesso tempo legate al destino di questa meravigliosa città. La napoletanità non ha carta d'identità, perchè essere napoletani non significa essere nati a Napoli ma amare questa città che apre le porte al mondo , sorride e chiede di amarla e rispettarla. Una città bella come i suoi vicoli, il suo mare, il suo orizzonte che fa tutt'uno con questo popolo semplicemente straordinario che è lo specchio del suo popolo. Noi siamo napoletani ma siamo convinti che in ogni abitante del mondo c'è traccia di napoletanità, una traccia che si ricerca in se stessi ed una luce che una volta trovata ci regala una speranza migliore per un futuro migliore.

alessandro tullio

 

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« NAPOLI TRA SACRO E PROFA...ORDINARIO RAZZISMO »

NAPOLI TRA SACRO E PROFANO (parte II)

Post n°6 pubblicato il 13 Giugno 2013 da blogdinapoli
 

Esiste a Napoli un culto molto particolare,una venerazione che non ha eguali....

posso tranquillamente asserire che dopo San Gennaro una delle Sante piu' conosciute ,e a cui milioni di donne si sono affidate , e' Santa Maria Francesca...

Nata come Anna Maria Gallo, nacque a Napoli nei popolari quartieri spagnoli, il 25 marzo del 1715 da un bottegaio di drappi e merletti.

Beatificata nel 1843 e santificata nel 1867 Santa Maria Francesca è oggi la Santa protettrice dei quartieri spagnoli e la sua piccola ed umile casa è oggi il più bell’esempio della viva, appassionata ed antichissima religiosità del popolo napoletano.

 Trascorse l’infanzia e la giovinezza a ricamare al telaio, per aiutare l’attività paterna, fino all’età di diciassette anni quando, piuttosto che sposare un giovane benestante così come avrebbe voluto suo padre, preferì indossare l’abito delle Terziarie Francescane Alcantarine ritirandosi a vita privata come ‘monaca di casa’.

 La Santa usava i suoi poteri taumaturgici per aiutare i fedeli in situazioni particolarmente gravi, ed anche per compiere prodigi singolari: si racconta infatti che fece crescere i capelli ad un reverendo calvo e alcune volte fece nascere fiori dalle piante di un terrazzo in pieno inverno.

 Nella sua casa, rimasta così com’era al momento della morte della Santa, sono custoditi tutti i suoi oggetti e numerose reliquie; tra le tante immagini sacre c’è anche un bellissimo crocifisso in un’edicola lignea lavorata, davanti al quale ella pregava per ore intere, ed anche un Gesù Bambino, custodito in una teca. La statuetta è vestita con abiti e calze che Maria Francesca aveva lavorato personalmente ai ferri. Si racconta che, una volta ultimato il lavoro, lei stessa si rivolse al bambino Gesù dicendo: ‘Ninno mio, come faccio a vestirti se non apri le braccia?’, e poco dopo la statuetta miracolosamente le aprì.

In quella casa Santa Maria Francesca restò paralitica per sette anni, e sulla sedia ove trascorreva le sue giornate, si spense il 6 ottobre del 1791.

 Fu sepolta nella chiesa di Santa Lucia al Monte con solenni funerali; qui il suo corpo è rimasto fino al 26 settembre del 2001, quando è stato traslato nella chiesa attigua alla sua casa, ove è oggi venerato. I gradini che lei percorreva sin da bambina per raggiungere S. Lucia al Monte sono oggi a lei intitolati.

Quella sedia,chiamata anche sedia della fertilita', e' ancora oggetto di culto per molte donne , "Sono tre secoli che le don­ne vengono in visita qui, per chiedere la grazia di un figlio. Ne ho viste arrivare da tutta Europa, e anche dall’America, Argen­tina, Brasile, per sedersi sulla seggiola do­ve Santa Maria Francesca passò gli ultimi anni della sua vita a pregare", spiega Suor Luisa.

Innumerevoli sono i casi andati a buon fine ,come si puo' ben vedere dai tanti oggetti di voto collocati nell’ingresso principale, dove la sua immagine è circondata da un vero e proprio 'parato' di coccarde e nastri di bambini e bambine nati grazie alle sue pre­ghiere. Ci sono foto, letterine, e fra i nomi ricamati sui cuscinetti, si notano molte omonime - Francesca e Maria Francesca - come dimostrazione che quelle vite sono in tutto e per tutto dedicate alla santa com­patrona di Napoli.


            

 
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