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« I favolosi borghi torinesi....Bellagio »

Soncino

Post n°2952 pubblicato il 21 Maggio 2020 da blogtecaolivelli

Regione Lombardia LombardiaBeniCulturali

Il borgo medievale di Soncino può vantare ancora oggi una

sostanziale integrità: distribuito in uno spazio rettangolare

che copre una superficie di circa 120.000 mq, è organizzato in

ordinati e piccoli isolati circondati dalla cerchia di mura sforzesche.

Le antiche porte attraverso le quali si accedeva al borgo, sono state

demolite in epoca austriaca nel XIX secolo ma le ricordano i possenti

pilastri bianchi elevati al loro posto.

All'interno il percorso che parte dalla via maestra e continua nelle

piccole vie laterali dei quartieri di Porta San Martino, Porta San

Giuseppe, Porta San Rocco e Porta S. Pietro è particolarmente sug-

gestivo.

La Rocca

I primi tre quartieri, situati rispettivamente nei quadranti Nord, Sud

e Ovest, corrispondo ai tre borghi sorti tra il 1120 e il 1250, mentre il

quartiere ad est, di Porta S. Pietro corrisponde al castrum gotico.

Tutti e quattro i quartieri sono stati inclusi nel nuovo castrum realizzato

tra il 1247 e il 1267.

Percorrendo la centrale via Matteotti si incontra la principale Piazza

Garibaldi sulla quale affacciano il basso porticato del Palazzo Comunale

 e l'edificio chiamato Torre dell'Orologio; a breve distanza si incontrano

l'alta torre del XII secolo del Palazzo Pretorio e la neoromanica parrocchiale

di S. Maria Assunta.

Proseguendo dalla piazza in direzione sud, lungo via IV Novembre, ci si

imbatte nella chiesa romanica di S. Giacomo con facciata barocca e antico

campanile eptagonale, affiancata dal chiostro dell'ex convento domenicano;

più a sud spicca la quattrocentesca Casa degli Azzanelli, appartenuta a ricchi

mercanti locali, caratterizzata dalla facciata dalle eleganti decorazioni in cotto

che ornano le finestre ogivali e la cornice marcapiano.

Torri laterali della Rocca

A nord,  su via Lanfranco ha sede il Museo della Stampa, all'interno della antica

casa storicamente attribuita alla famiglia ebrea degli stampatori che a metà Quat-

trocento nell'edificio avevano l'abitazione e il laboratorio tipografico.

Il borgo di Soncino è legato alla storia della stampa ebraica.

Qui nel 1441, proveniente da una lontana località tedesca, giunge la famiglia del

medico rabbino Israel Nathan, che dopo un'iniziale attività di usura, nella seconda

metà del Quattrocento, si dedica al lavoro di stampatore applicando la nuova tecnica

a caratteri mobili metallici inventata da Giovanni Gutenberg nel 1455.

L'avvento della Stampa nel borgo di Soncino avviene in un momento

particolarmente favorevole allo sviluppo di iniziative artigianali, commerciali

e culturali, che contrassegna l'epoca rinascimentale.

E' nella casa-torre di via Lanfranco situata nel quartiere nord-orientale del

borgo, abitato a quel tempo dagli Ebrei, che secondo la tradizione si insediano

gli stampatori ebrei.

La tradizione è avvalorata dalla datazione dell'edificio che risalirebbe al periodo

tardo-gotico e dalle sue caratteristiche costruttive che vedono l'impiego di una

struttura muraria particolarmente resistente sia agli agenti atmosferici che al peso

degli impalcati interni, caratterizzata da grandi aperture a piano terra e da numerose

finestre ogivali ai piani superiori, che la fanno ritenere luogo di lavoro e di abitazione

della famiglia di stampatori.

Negli anni successivi, a causa delle persecuzioni antiebraiche, gli ebrei abbandonano

Soncino e migrano in altre città e paesi fino a Costantinopoli, crescendo come stampatori

e firmando sempre le loro opere con il nome di "Soncino", per riconoscenza al borgo

dov'era nata la loro attività

Il punto focale della visita è l'imponente Rocca fortificata che si eleva a sud-ovest del

borgo, a pianta quadrata con quattro possenti torri angolari.

Museo della stampa

Notizie storiche

Situato al confine dei territori di Bergamo, Brescia e Crema, il Borgo di Soncino, ha

avuto un certo rilievo strategico già a partire dal X secolo.

Nella seconda metà del Quattrocento la città assume un ruolo difensivo fondamentale

grazie alla sua posizione in prossimità dell'Oglio, che a quell'epoca costituiva la linea

naturale di difesa dei confini orientali del Ducato di Milano.

La Rocca

Per queste ragioni nel 1460 Francesco Sforza ripristina la cinta muraria medievale ed

aggiunge una serie di torrioni cilindrici; esegue opere di rinforzo dell'antica rocca

situata a sud-est del borgo e nel 1473 dà avvio alla costruzione della nuova rocca.

Alla realizzazione del fortilizio lavorano alcuni degli architetti militari più famosi

del periodo sforzesco, come Serafino Gavazzi, Bartolomeo Gadio e Danesio Maineri.

Passata, dopo la caduta degli Sforza, in mano ai Veneziani, poi ai Francesi e infine

agli Spagnoli, la rocca subisce adattamenti e rimaneggiamenti fino all'Ottocento,

quando perde ogni rilevanza dal punto di vista difensivo e subisce un progressivo

degrado.

Nel 1876, l'ultimo proprietario, Massimiliano Stampa la cede al Comune di Soncino

che a partire dal 1886 intraprende una grande opera di restauro diretta dall'architetto

Luca Beltrami.

Importanti lavori di manutenzione e di restauro sono ulteriormente intrapresi nel

1976 nel quadro di un più vasto programma di salvaguardia e di recupero del borgo.

Vista della filanda

Il testo è tratto da BellaLombardia. L'app è disponibile per dispositivi con sistema

operativo Android e iOS ed è scaricabile gratuitamente da Google play e App Store 

(momentaneamente non disponibilie).

Pubblicato: 15 giugno 2018 [cm]

 
 
 
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