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hard work
Post n°253 pubblicato il 27 Agosto 2008 da bluxe
Amare qualcuno non è propriamente volteggiare su di una nuvoletta rosa, è un impegno costante e continuo. Passata la prima fase dei lucciconi agli occhi, dei ciccino-ciccina e regalini e cenette e scopate che sembrano epiche, c'è la fase recessiva, la sedimentazione. La regola è sempre una: non darsi per scontati e rinnovarsi. Non pensare al sentimento come all'orsetto di pezza sullo scaffale: bellino ma alla lunga pieno di polvere. Rinnovarsi può essere un'operazione che si compie in due oppure uno sforzo personale atto ad attingere alle proprie riserve fino a che non ci saranno fonti di energia esterne a dare una mano. A volte sono sforzi epici e inutili, a volte danno i loro frutti e fanno durare una coppia nel tempo (pur sempre nella reciprocità, anche alternata, di questi sforzi!). L'amore per un genitore o un fratello che non ha grosse capacità di amare rispetta più o meno gli stessi criteri. Manca della fase nuvola rosa a meno che l'infanzia avvolta nell'incoscienza ci abbia dato uno strato di belletto. Poi però, per non inaridirsi, nella testardaggine di riuscire, nella consapevolezza che un parente è molto di più che un cognome in comune, gli sforzi si profondono a dismisura e spesso lasciano senza forze. Amare mio padre è stato ed è la cosa più difficile che si possa fare. Il più delle volte quando ci parlo assieme, anche nella banalità di argomenti mi verrebbe quasi da prenderlo per il bavero e urlargli in faccia. Lui è un commerciale nello spirito e un politicante nell'apparire (e purtroppo vorrebbe esserlo anche nella realtà). E' quel tipo di personaggio che, su uno scranno altro, parla alla platea e minimizza la realtà: i soldi non mi toccano, il benessere mi è dovuto, la fedeltà sudditale mi è dovuta. E' incapace di lasciarsi sopraffare dai sentimenti, siano essi felici o dolorosi perchè sarebbe ammettere una sua debolezza. Per molto tempo ho creduto che fosse giusto assomigliargli, ora so che nella mia umanità, nelle lacrime e nelle risa sincere, io sono migliore. Capisco che questa sua lacuna sentimentale va colmata in qualche modo, non perchè sia moralmente giusto, dovere filiale o quant'altro ma perchè se non riceve calore dagli altri (anche se si ferma alla scorza dura e non entra mai fino in fondo), finirà per essere una persona ancora peggiore. Ho iniziato a ri-amarlo per paura. Ho continuato a volergli bene perchè essere imperfetto come tutti noi. Questo non significa che, nei momenti in cui mi delude maggiormente, non sia una fottuta fatica amarlo!!! |
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