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Patologie
Post n°274 pubblicato il 29 Settembre 2008 da bluxe
Metti che prima pensavi che la bugia fosse un fatto ripetitivo ma non determinante, che fosse cioè solo la reazione ad una provocazione. Hai fatto questo? Certo che no! Potresti per assurdo accettare l'atteggiamento e conviverci. Metti però che ti rendi conto che la bugia è una parte così determinante e subconscia che emerge in ogni frangente, che diventa edificio, contenitore di tutto. Diventa così patologico che non sai più riconoscere verità da bugia. Mentire anche quando sta mentendo, arricchire la mezogna di menzogne. Pensavo di avere una certa buona capacità di riconoscere le bugie, per dna. L'ho fatto nel tempo, mai molto mi ha sorpreso. Poi però vengo a sapere delle cose che prescindono da quella che è l'umana necessità di autoproteggersi. Quando la bugia diventa edificante per chi la dice al punto che egli stesso non la riconosce come tale, entriamo a mio avviso, nella patologia. E io penso che quando si riscontra una patologia simile, una per la quale la realtà viene distorta, prescinde dalla capacità umana di ognuno di noi averci a che fare, bisogna che subentrino dei professionisti... Bisogna alzare le mani e prenderne le distanze? |
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