Creato da affascinantemaschile il 21/03/2009

Camera Con Vista

sul confine

 

Claude Oscar Monet

Post n°21 pubblicato il 27 Marzo 2009 da affascinantemaschile
 


[ Claude Oscar Monet - Gigli nell'acqua ]   [ poesia ]

                                       
                                          [ Claude Oscar Monet - Scogli di belle - ile ]   [ poesia ]


Il pittore impressionista più "impressionista" di tutti, nacque a Parigi il 14 novembre 1840. Dopo la fanciullezza, trascorsa a Le Havre, a quindici anni comincia a disegnare, a matita e carboncino, caricature di personaggi in vista, acquistando una certa fama.Trasferitosi a Parigi, si iscrive alla "Academìe Suisse", conosce la pittura di Delacroix, Daubigny e Corot ed incontra artisti specializzati in paesaggi, come Pissarro, Bazille, Sisley e Renoir. Insieme formano un'allegra compagnia per condividere momenti di pittura "dal vero" nella foresta di Fontainbleu. Monet si lega con Bazille con il quale  affitta un atelier dove elabora alcune celebri tele. Al "Salon des réfusés" le sue opere "La foce della Senna a Honfleur" e "Punta di Cap de Héve con la bassa marea", ebbero una critica tanto lusinghiera da spingere l'artista ad iniziare il famoso dipinto "Colazione sull'erba". Nel 1861, Claude Monet viene chiamato alle armi e spedito in Algeria dove matura in lui l'idea impressionista. Durante la sua lunga vita dipinse moltissime opere, restando fedele ai canoni impressionistici anche dopo che l'impressionismo era diventata una corrente superata. Famosa in tutto il mondo la serie degli "stagni" che viene esposta a San Pietroburgo, Mosca, New York, Dresda e Boston, mentre il pittore è afflitto da doppia cataratta, che aggravandosi di anno in anno lo ostacola nel suo lavoro. Nel 1926 Claude Monet si ammala di tumore al polmone e ne morrà il 5 dicembre dello stesso anno a Giverny. Gli anni '70 sono per Claude Monet anni pieni di avvenimenti e di viaggi: nel 1970 si sposa, ma sua moglie muore nel 1979; dopo la morte del padre nel 1971 dipinge a Londra, nel 1974 si dedica anche ai pastelli in Olanda, dove dipinge anche il famoso "Campo di papaveri". Partecipa a numerose mostre e realizza molte delle opere più apprezzate. Claude Monet ama riprendere più volte lo stesso soggetto, caratteristiche sono le tele con la Cattedrale di Rouen, la cui facciata viene riproposta in ore e condizioni di luminosità diverse. Ogni quadro risulta così diverso dall’altro, anche se ne rimane riconoscibile la forma di base pur come traccia evanescente e irreale. Nel 1883 si trasferisce a Giverny in Normandia, affittando un casolare alla confluenza del fiume Epte con la Senna: organizza un giardino e costruisce un hangar per le sue barche che utilizza per dipingere sull'acqua. Da questo rifugio parte spesso per viaggi in Europa ed in Italia per dipingere vedute e panorami meravigliosi. Claude Monet, che nei primi anni di lavoro aveva vissuto momenti critici dal punto di vista economico, tanto che nel 1869 i creditori gli fecero requisire tutte le tele in suo possesso e fu costretto a rimanere inattivo per mancanza di colori, raggiunse una notorietà incredibile ed il valore dei suoi quadri andò alle stelle.

 
 
 

Frore in su nie

Post n°20 pubblicato il 27 Marzo 2009 da affascinantemaschile
 

che foza in su ‘entu so deo,
che frore in su nie
comente nue in custos chelos,
raidos de abba e de anneos.

deo chena caminu e cun meda oriolos,
deo chena respetu e chena “mie”.

chentu disizos asie,
chentu pensamentos

chentu ‘ortas cada die.
milli e unu die asie,
milli testamentos,
milli e unu pentimentos.

sa notte colet fuinde,
currende che sos sonnios meos.
Sa notte colet fachende
occhider’ sos inimicos meos.

deo intr’e sos silentzios ‘e Deus,
intro ‘e su coro meu.
sas manos ‘alu unidas, asie
chi parent in pregatoria.

deo contr’e su tempus, su tempus contr’a mie,
deo comente frore in su nie.

cento desideri miei,
cento pentimenti,
cento volte insieme a te.
mille e un giorno ancora qui,
mille testamenti,
mille volte insieme a te.

...e non ci lasceremo mai
in questo o all’altro mondo
...e non ci stancheremo mai
nel cielo più profondo.

chentu disizos asie,
chentu pensamentos,
chentu ‘ortas cada die.
milli e unu die asie,
milli testamentos,
milli e unu supra a mie...

...e non ci lasceremo mai
in questo o all’altro mondo
...e non ci stancheremo mai
nel cielo più profondo.
...e non ci perderemo mai
nel buio dentro il sogno
...e non ci lasceremo mai
insieme fino in fondo.

 
 
 

Gino Loperfido

Post n°19 pubblicato il 26 Marzo 2009 da affascinantemaschile
 


[ Gino Loperfido - senza titolo ]     [ poesia ]

Pittore scultore e designer di restyling, Gino Loperfido nel 1968 si iscrive alla scuola d’arte ornamentali S. Giacomo di Roma, e su consiglio del prof. Sarra che già ne intravedeva le capacità artistiche, segue oltre al corso di pittura anche quello di scultura conseguendo risultati inaspettati con la tela ma soprattutto con la materia. Avendo deciso di abbandonare Roma e tutto quello che aveva artisticamente acquisito in questa città nel 1972  si trasferisce a Barcellona dove grazie all’amicizia di un fotografo catalano incontra nella sua casa di Figueras,
Salvador Dalì. Nel 1974 ritorna in Italia ed espone presso la Galleria d’arte “ il Trittico” di via Margutta a Roma. Nel 1981 dopo una pausa artistica durata quasi dieci anni, e su consiglio del giornalista Ruggero Orlando, di cui è impresario, realizza un ritratto per Craxi, raffigurandolo in una Triade assieme a Nenni e Garibaldi (più sua figlia Stefania). Nel 1998 apre il sito
www.loperfido.it e contemporaneamente partecipa a numerose collettive organizzate dalla galleria d’Arte Gildart International di cui è iscritto come socio partecipante. Nel 1995 conosce il critico d’arte Vittorio Sgarbi al quale consegna una sua opera, che lo raffigura assieme ad Abramo Orlandini, in relazione alla trasmissione “SGARBI QUOTIDIANI”. Il critico vedendo l’opera dice: “è una pittura inquietante… quanto, se non oltre, il tuo nome”. I suoi quadri sono nelle case delle maggiori personalità della politica e della cultura

 
 
 

Eleonora Grieco

Post n°17 pubblicato il 25 Marzo 2009 da affascinantemaschile
 


[ Galassia Blu ]   [ poesia ]


Eleonora Grieco propone scenari di pianeti, nebulose e meraviglie celesti, con tinte acriliche, spesso di forte impatto cromatico. Originale la sua ricerca stilistica, dove il rilievo materico dona alle tele una suggestiva tridimensionalità, con l’uso di lamine d’argento, polveri dorate, frammenti di specchi, nell’intento di materializzare i bagliori del fascinoso universo.“Le proposte artistiche di Eleonora Grieco si collocano nelle più recenti correnti dell’arte moderna, tra astrattismo, informale e materico -  scrive nella brochure di presentazione della rassegna il prof. Alfredo Borghini, autore dei testi critici - La sua natura artistica le consente di muoversi, senza alcuna esitazione,con supporti e materiali di vario genere; per questo le sue opere trovano la giusta collocazione nel variegato mondo dell’arte contemporanea con proprietà di linguaggio e di tecniche”. Eleonora Grieco è nata a Contursi (Sa), ma vive a Potenza dal 1970.  Artista autodidatta, ha trasformato la sua passione per la pittura in un impegno coinvolgente, riuscendo ad esprimere una sua originale cifra stilistica che l’ha portata, nell’aprile scorso, a ricevere importanti riconoscimenti come quello al “II Premio  Internazionale di Pittura e Grafica  - Natale di Roma” classificandosi, su oltre 60 partecipanti, al quinto posto ex aequo per la Sezione Pittura. 

 
 
 

Carla Borri

Post n°16 pubblicato il 25 Marzo 2009 da affascinantemaschile
 


[ Paesaggio dell'anima n° 37 ]

Nasce a Montese paese dell’appennino tosco-emiliano nel 1949 da genitori giovanissimi  di origine contadina; I suoi ricordi più belli sono il vagabondare nella natura in estate e il camminare tra due muraglie di neve d’inverno; nasce in lei uno stretto rapporto con la natura e lo spiegarsi delle stagioni con la trasformazione dei colori le fanno sorgere profonde emozioni. L’attitudine artistica e la grande sensibilità di Carla sono  soffocati per parecchi anni e questo le influisce sulla salute rendendola fragile. All’età di 28 anni si ripresenta una grave malattia e riemerge con forza nella sua interiorità la sofferenza e la nostalgia per la pittura, ma questa volta asseconda il suo desiderio profondo e da autodidatta inizia a dipingere. 
Dopo qualche anno a seguito di un peggioramento della salute è costretta a trascurare di nuovo la sua  amata arte. Costretta a sottoporsi a cure molto forti e debilitanti, Carla cerca una terapia meno aggressiva; è a questo punto che conosce la medicina Antroposofica ideata da Rudolf Steiner che prevede oltre al farmaco anche l’attività artistica, nel suo caso proprio la pittura. Sceglie questo percorso e sente di risanarsi sia sul piano fisico che su quello psichico. Si dedica alla pittura seguendo la scuola di acquerello di Fiorenza de Angelis e contemporaneamente inizia a interessarsi ai testi di Rudolf Steiner. Le si fa sempre più forte e chiara la convinzione di aver trovato la sua strada. A 46 anni inizia a esporre i suoi quadri sia in mostre personali che collettive in Italia e all’estero. Carla riconosce nell’arte la forte azione guaritrice e nasce in lei l’anelito di formarsi anche come arte-terapeuta. Inizia così a frequentare la scuola di arte-terapia di Firenze fondata da Fiorenza de Angelis e il dr. Robert Gorter . Al completamento della formazione,  dopo 4 anni, inizia la collaborazione con medici antroposofi come arte-terapeuta e contemporaneamente porta avanti i corsi di pittura. Carla è inserita nell’elenco dei docenti formatori per il comune di Bologna settore istruzione  per l’aggiornamento di carattere artistico agli insegnanti della scuola materna pubblica con i seguenti temi: “I bambini e il colore” e “Colore e salute.” La ricerca artistica di Carla evolve negli anni successivi e continua ad esporre ottenendo gratificazioni. Nel 2004 in seguito alla pressante domanda di alcuni allievi dei suoi corsi, Carla fonda l’Associazione culturale Stella Maris e promuove la scuola di arte terapia omonima dove a tutt’oggi è direttrice e componente del collegio didattico/scientifico. 
Nel 2007 partecipa all’evento di Arte e Agricoltura organizzato dal GAL Alto Casertano. Opere di Pittura, Scultura, Fotografia, installazioni audiovisive, hanno dato vita alla seconda edizione  del Progetto “ Forme di Agri-Cultura” Tra i partecipanti vi erano opere di Andy Warhol.

La tecnica che Carla Borri ha approfondito é l'acquarello in quanto più di ogni altro é in grado di riprodurre il fenomeno più puro dei colori: rivelarsi nella luce. La "tecnica" viene espressa come un lottare con sé stessi fino a raggiungere un'armonica fusione tra artista e materiale pittorico, armonia in cui le forze coscienti dell'Io si potenziano attraverso un percorso di autocoscienza.

 
 
 

Giorgio Albertini

Post n°15 pubblicato il 24 Marzo 2009 da affascinantemaschile
 


    [Giorgio Albertini - Fiori ]

Nasce a Milano nel 1930. Nel 1961 incomincia ad esporre nell'ambito di una pittura che, se pure di tipo informale, ha riferimenti naturalistici. Nei primi anni settanta inizia il discorso su un tipo di figurazione che nasce con il tramite della fotografia. Si hanno quindi i cicli delle "Immagini ritrovate". Segue poi il ciclo del "London Inclusive Tour" con i suoi seducenti soldatini ed i suoi splendidi cavalli che escono dai pieghevoli dell'agenzia turistica. Quindi il ciclo del "Vecchio West" ma non con le doverose implicazioni storiche, bensì con la banalità del catalogo degli articoli western degli empori cittadini. Seguono le operazioni su "Venezia" e sui "Fiori". Negli anni ottanta lavora sulla "Natura morta" altalenante tra l'immagine tratta dalla composizione pubblicitaria della carta patinata e la memoria del brano pittorico del secolo d'oro della "Stilleven". L'ultima ricerca è sulla "Montagna" colta in un preciso "punctum temporis" pervenendo ad una pittura che dissacra se stessa, nell'attimo stesso in cui simula di mostrarsi leggibile e piacevole.

LA "CAMERA" DIPINTA
Il mondo, la società, l'individuo subiscono una tale accelerazione che non si intravede nemmeno il punto di caduta. Un'invenzione sconvolge l'universo della visione e della percezione del reale. L'approssimazione non è più consentita e, nel contempo, libertà assoluta all'approssimazione. Non è una contraddizione. Il pittore Paul Delaroche fu il primo a comprendere che cosa sarebbe avvenuto: "...In tale procedimento il pittore troverà un mezzo rapido per eseguire un complesso di studi che non riuscirebbe mai ad ottenere se non con molto tempo, difficoltà ed in modo decisamente meno perfetto, per quanto abbia talento... L'incomparabile scoperta del signor Daguerre è un immenso servigio reso alle arti". La fotografia, la ricchezza dei minuziosi dettagli e la sua precisione, è il "modello". Immobile e docile, non muta espressione, non soffre l'ingiuria del tempo, tormentando l'artista con l'inquietudine del tratto imperfetto. E per contro, approssimative ed astratte possono finalmente essere le immagini della pittura. La fotografia assolve il compito di tramandare eventi e dottrine. Il movimento . Si scopre che le fasi sono una sequenza senza interruzioni e lo si raffigura per come non lo si vede. "Un cavallo in corsa non ha quattro gambe. Ne ha venti ed i loro movimenti sono triangolari". L'artista continua a copiare e pretende di copiare così bene da aver superato la precisione della fotografia nel riprodurre la realtà esterna. Iperrealista, si crede, come se nella trasposizione convenzionale della pittura si potessero aggiungere degli indici di super-visualizzazione". "Allora la Camera non è dipinta, è essa che dipinge".

(...) Autentico artista è colui che vive il suo tempo, ne percepisce le pulsioni e, in metafore, trasmette a noi le esperienze della sua analisi.(...) Albertini ci regala qualcosa in più che gli artisti non autentici non sono mai stati capaci di dare: la gioia di guardare coinvolgendo le nostre capacità emozionali e smuovendo i nostri meccanismi della riflessione intellettuale.

Giuliana Scimé

 
 
 

Gustav Klimt

Post n°14 pubblicato il 23 Marzo 2009 da affascinantemaschile
 

 
     [ Gustav Klimt - Danae ]   [ poesia ] 

"Danae" è un dipinto ad olio su tela realizzato tra il 1907 e il 1908. Klimt affronta un soggetto tratto dalla mitologia greca antica: Danae fu fecondata nel sonno da Zeus, trasformatosi in pioggia d'oro. L'artista rinuncia alla consueta struttura verticale a favore di uno sviluppo ellittico. Infatti la donna è rappresentata rannicchiata in primo piano, ripiegata su sé stessa, avvolta in una forma circolare, che rimanda alla maternità e alla fertilità universale. Serenità e pace si leggono sul volto e nella posizione fetale della fanciulla. Danae diviene una fanciulla persa nel sonno e nella dimensione onirica, totalmente dimentica di sé e in balìa dei propri istinti sessuali. In nessun altro dipinto di Klimt la donna è così interamente identificata con la propria sessualità. Il corpo completamente abbandonato di Danae è circondato e ricoperto dai capelli, da un velo orientaleggiante e sulla sinistra da una pioggia d'oro. Nello scroscio della pioggia d'oro, che riecheggia di preziosismi bizantini, Klimt aggiunge un simbolo, un rettangolo verticale nero, che rappresenta il principio maschile.
L'opera fa parte di una collezione privata.

 
 
 

Marc Chagall

Post n°13 pubblicato il 23 Marzo 2009 da affascinantemaschile
 

 

 

                                               
                                                           [ Marc Chagall - Al Crepuscolo ]
 

Nasce in una famiglia di cultura e religione ebraica, a Vitebsk. E' il maggiore di nove ratelli. Nelle opere dell'artista ritorna spesso il periodo dell'infanzia, felice nonostante la condizione di vita.Iniziò a studiare pittura nel 1906 con il maestro Yehuda (Yudl) Pen, il solo pittore di Vitebsk, ma l'anno successivo si trasferì a San Pietroburgo. Qui frequentò le Belle Arti, con il maestro Nikolai Roerich, e conobbe artisti di ogni scuola e stile. Rimase nella città fino al 1910, anche se di tanto in tanto tornava nel paese natale, dove, nel 1909 incontrò la sua futura moglie, Bella Rosenfeld conosciuta ai tempi in cui si accompagnava con il maestro Nikolai Roerich. Una volta divenuto noto come artista, lasciò San Pietroburgo per stabilirsi a Parigi, per essere più vicino alla comunità artistica di Montparnasse, dove entrò in amicizia con Guillaume Apollinaire, Robert Delaunay, e Fernand Léger. Nel 1914 ritornò a Vitebsk e l'anno successivo si sposò con la fidanzata Bella. La prima guerra mondiale scoppiò mentre Chagall era in Russia. Nel 1916, il pittore ebbe la sua prima figlia, Ida. Nel 1917 prese parte attiva alla rivoluzione russa: il ministro sovietico della cultura lo nominò Commissario dell'arte nelle regione di Vitebsk, dove fondò una scuola d'arte. Non ebbe tuttavia successo in politica nel governo soviet, e perdipiù entrò in contrasto con la sua stessa scuola (in cui militava El Lissitzky), che per motivi politici era conforme al suprematismo, assolutamente agli antipodi dello stile fresco ed "infantile" di Chagall. Nel 1920 si trasferì con la moglie a Mosca e poi a Parigi nel 1923.  Il 2 settembre 1944, Bella, compagna amatissima, soggetto frequente nei suoi dipinti e compagna di vita, morì per malattia. Due anni dopo, Chagall fece ritorno in Europa e nel 1949 si stabilì in Provenza.In questi anni intensi, riscoprì colori liberi e brillanti: le sue opere sono dedicate all'amore e alla gioia di vivere, con figure morbide e sinuose. Chagall morì a novantasette anni, a Saint-Paul de Vence, il 28 marzo 1985

 Stile

Chagall nei suoi lavori si ispirava alla vita popolare della Bielorussia e ritrasse numerosi episodi biblici che ispecchiano la sua cultura ebraica. Le opere di Chagall si inseriscono in diverse categorie dell'arte contemporanea: prese parte ai movimenti parigini che precedettero la prima guerra mondiale e venne coinvolto nelle avanguardie. Tuttavia, rimase sempre ai margini di questi movimenti, compresi il cubismo e il fauvismo. Fu molto vicino alla Scuola di Parigi e ai suoi esponenti, come Amedeo Modigliani. I suoi dipinti sono ricchi di riferimenti alla sua infanzia, anche se spesso preferì tralasciare i periodi più difficili. Riuscì a comunicare felicità e ottimismo tramite la scelta di colori vivaci e brillanti. Il mondo di Chagall era colorato, come se fosse visto attraverso una vetrata di una chiesa.

 
 
 

Casa Mia

Post n°12 pubblicato il 23 Marzo 2009 da affascinantemaschile
 

Ora io 
Sono qui
Oggi io 
Sono senza fiumi 
 
Antichi spiriti, ombre...
Sembrano venire a me 

Ti voglio donare il sangue  
E’ la vita mia
 
Ti voglio prendere, oh...
E ti amo, e ti amo
Sei la mia vita
 
Ogni cosa tua 
E ti amo, e ti amo, oh…

Arcani libri a casa mia
Sento le parole tue

 
Ti voglio donare il sangue 
E’ la vita mia  
Ti voglio prendere, oh...
E ti amo, e ti amo
Sei la mia vita

Ogni nota tua
E ti amo, e ti amo, oh…

 
Anche se non è più casa mia
Sento le tue melodie
 
Mettimi un'idea nella mano, nel cuore 
 
Ti voglio donare il sangue 
Sei la mia vita  
Ti voglio cullare, oh...
E ti amo, e ti amo
Sei la mia vita
 
Sei la mia vita  
E ti amo, e ti amo, oh...

 
Arcani libri a casa mia  
Sento le parole tue  
Ora io 
Soli noi 
Oh eh, eh oh
Vola questo canto per te

 
 
 

Venanzio Macciocchi

Post n°11 pubblicato il 22 Marzo 2009 da affascinantemaschile
 

                                 
[ Nel Lago ]

Nasce a Sermoneta (LT) nel 1947 La sua attività pittorica inizia verso la fine degli anni 60 partecipando a numerose rassegne e mostre collettive.
Negli anni 70 dopo le prime personali e in particolare quella della Galleria del Corso presentata da Franco Miele, critico d’arte e artista, definisce i termini della sua ricerca artistica, improntata ad una “essenzialità figurativa”. Dopo un silenzio pluriennale in cui Manciocchi sembra riflettere sugli esiti di questa prima stagione creativa, dal 1988 partecipa invitato ad alcune collettive importanti con la galleria Romberg di Cisterna, in cui riprende il filo di un discorso interrotto, continuandolo attraverso lo studio di un esasperato segno pittorico che diventando struttura raggiunge nell’espressione materica la sua forma finale.
Nei primi anni 90 collabora con la Galleria Selearte di Padova che gli organizza diverse mostre nel Veneto e partecipazioni a quattro edizioni di Arte Fiera di Padova. Fine anni 90 lavora con la galleria la Colomba Arte di Latina e il Narvalo di Velletri (Roma). Dal 1995 al 1999 organizza con il Centro d’arte e cultura di Sermoneta diverse edizione di “EVENTI”, rassegna internazionale d’arte contemporanea. Nel 2000 organizza la prima rassegna d’arte Sacra Hortus Conclusus presso l’abazia di Valvisciolo di Sermoneta ( LT).
Dal 2002 con Ezio Colosimo ed altri artisti fonda l’associazione culturale FOGLIANOARTE, promuovendo e organizzando importanti mostre e rassegne d’arte contemporanea.

 
 
 

Aurora Manfredi

Post n°10 pubblicato il 22 Marzo 2009 da affascinantemaschile
 


[ Aurora Manfredi - Verso la luce ]   [ poesia ]


                                         
                                         [ Aurora Manfredi - Nuvole ]   [ poesia ]

     

 
    [ Aurora Manfredi - Crepuscolo ]  [ poesia ]

      

                                                          
                                                       [ Aurora Manfredi - Il Sogno ]   [ poesia ]  

    

 

     
       [ Aurora Manfredi - La notte ]   [ poesia ]

  

 
   [ Aurora Manfredi - Oro blu]   [ poesia ]

    

      
         [ Aurora Manfredi - Il bosco ]   [ poesia ]

  

  
   [ Aurora Manfredi - Vento caldo ]   [ poesia ]

   

   
    [ Aurora Manfredi - Colori di Primavera]   [ poesia ]

     
                                 
                                  [ Aurora Manfredi - Le onde]   [ poesia ]

         

   
   [ Aurora Manfredi - Spiaggia Rosata ]   [ poesia ]

   

Nata e cresciuta in Lucchesia, l’innata passione per i colori la conduce ai corsi del Liceo artistico, dove si diploma. Dipinge da oltre venti anni spingendosi al limite della pittura paesaggistica: un passo più in là e siamo in piena astrazione. Un espressionismo sui generis il suo, niente a che vedere con l’esasperata ricerca di tanti interpreti dell’arte contemporanea; una pittura fortemente evocativa che, suscitando intense emozioni, riesce a toccare le corde profonde dell’animo umano. I colori si manifestano come già imbevuti di un’esperienza interiore: il pennello, che sublime ubbidisce all’intelletto, lieve passa sulla tela non prima d’intingersi entro i fluidi interni alle arterie dello spirito.
http://www.gigarte.com/auroramanfredi

    

      

 
 
 

Norma Lorena Melis

Post n°9 pubblicato il 22 Marzo 2009 da affascinantemaschile
 


[ Buio e Voluttà ]   [ poesia ]

L' INSANO INGANNO DI COMPRENDERE "Conoscersi è errare, e l' oracolo che disse "conosci te stesso" propose una fatica più grande di quelle di Ercole e un enigma più oscuro di quello della sfinge. Disconoscersi coscientemente è l' utilizzazione attiva dell' ironia. Ne' conosco nessun' altra cosa più grande né più propria dell' uomo, che è davvero grande, nell' analisi paziente ed espressiva dei nostri modi di disconoscere il registro cosciente dell' incoscienza delle nostre coscienze, la metafisica delle ombre autonome, la poesia del crepuscolo della disillusione...."( F. Pessoa) Io sono un artista visivo, poeta pazzo, studiosa di filosofia. adoratrice della musica e dei suoni della terra tutta. Mi interessano le sconfitte più delle vittorie.
http://www.myspace.com/ginevra3

 
 
 

Diego Palasgo

Post n°7 pubblicato il 22 Marzo 2009 da affascinantemaschile
 


[ Notte in città ]

Diego Palasgo nasce a Noale Ve nel 1954 ed inizia a dipingere nel 1977.
Per molti anni partecipa a concorsi e collettive d'arte esibendosi in numerose extempore. Negli anni '90 sperimenta la pittura polimaterica fino ad ottenere un sapiente equilibrio di forme e colori, segni e materie. Intensifica la sua partecipazione a piu' significative mostre personali. Vincitore di numerosi concorsi nazionali ottiene i riconoscimenti della critica e della stampa specializzata, tra cui : Un pittore che ha intrapreso un percorso irto di difficolta', un percorso complesso e mutevole coraggioso, che riesce a porsi in discussione criticamente e a coinvolgersi - coinvolgendo l'astante dinanzi al quadro esposto - nella ricerca della propria identita' artistica, approdando in diverse opere pregevoli a un risultato non effimero, a una sponda di trasbordo verso - pensiamo - un informale di maniera si' ma anche - e soprattutto - di essenza e di recupero visivo delle immaginivissute. Cattedrali levantine e vaghi panorami di brughiera e fluviali che, quando no aggalla l'aspetto lezioso, puramente e blandamente lineare, si innalzano a simboli della nostalgia per il volto umano o a forme d'innamoramento per la materia. Perche' Palasgo e' autore materico che mostra la sorprendente capacita' di penetrare il soggetto/oggetto dipinto - spesso paesagi come spiegavamo prima - dove prevale e s'impone l'assenza della presenza umana.
L'onesta' intellettuale dell'autore la notiamo nella volontà con cui produce il proprio lavoro, una capacita' indefessa che si dischiude alla discussione intorno al proprio io; questi costanti ritorni di una traccia prefigurativa, quella nostalgica caotica che distingue l'abbandono della forma per aggrapparsi alla suggestione spirituale della macchia, al colore che penetra come impronta primaria, nucleo raggrumato e cuore dissecato del dipinto.
Le verita' celate nelle opere di Palasgo le scorgiamo campeggiare al centro del quadro; in questa matassa graffiata, graffito profondo che segna il tentativo di superare se stesso e giungere non a una cifra stilistica (l'autore presenta una moltitudine di cifre e non manca certo di cio' che comunemente identifichiamo pr stile, anzi) bensi' alla propria verita' d'artista.
Semplice e sommessa come pagina ripulita da leggere, valore unico e categoria irripetibile della nostra condizione dolorosamente umana

 
 
 

Vittoria Arena

Post n°6 pubblicato il 22 Marzo 2009 da affascinantemaschile

    

 
   [ Scorcio di Lago ]   [ poesia ]
    

       

  


[ Ricordi ]   [ poesia ]

   

      

 
[ Neve ]   [ poesia ]  

     

Nata a Messina in Italia (1962)
Vive e lavora a Milano in Italia

La vera sorgente dell'arte è il nostro cuore.
Emozioni come racconti. Sensazioni espresse attraverso intense vibrazioni di colore.

Galleria di riferimento
New Artemisia Gallery , Bergamo


Studi
Diploma scuola superiore
MIlano

http://www.premioceleste.it/vittoriaarena

 

 

 
 
 

Bernardo Peruta

Post n°5 pubblicato il 22 Marzo 2009 da affascinantemaschile
 

  
         [ Desiderio ]  [ poesia ]                       


   [ Il Risveglio ]   [ poesia ]

                  
                               [ La Notte ]   [ poesia ]

Pittore bergamasco nasce nel 1973 a Ponte San Pietro,  dal 1992 al 1996 frequenta la scuola di arti plastiche. Ha lavorato come decoratore contribuendo al restauro di numerose chiese. Dal 2004 apre il suo studio a Nizza. L'opera " La Notte " si classifica quinta alla Mostra - Concorso Don A. Foppa 2008, dove la giuria esprime la propria scelta in base al valore della ricerca e dell’innovazione anche nella continuità della tradizione figurativa. Premia in particolare, i rapporti volumetrico spaziali, i rapporti cosmici, la ricerca iconografica. Tenendo conto inoltre della coerenza stilistica dell’autore nell’elaborare e perseguire un proprio linguaggio in coerenza con una cifra stilistica che esprime l’individualità del percorso estetico dell’artista.

 
 
 

Mauro Saviola

Post n°4 pubblicato il 22 Marzo 2009 da affascinantemaschile
 


[ Doppia Identità ]  [ poesia ]

Mauro Saviola è uno di quei «Tipi italiani», forse tra i più incredibili, che Stefano Lorenzetto è aduso a scovare per Il Giornale. Uno che potremmo considerare un incrocio tra il disneyano Archimede pitagorico e un imprenditore d’antan. Infatti, quello di dipingere con resine che lui stesso produce e sviluppa gigantesche tavole in legno è per lui soltanto un hobby. Anche se un hobby apprezzato, visto che due di questi enormi quadri andranno ad arredare gli spazi del TAR del Veneto, altri due sono alla Fondazione Mattei, uno nella parte nuova di un ospedale di Parma e altri sono stati esposti al Palazzo ducale di Mantova. Ma l’estro artistico di Saviola si è materializzato, prima che a colpi di pennello, nella sua capacità di reinventare la materia in forme che sono industriali, ed economicamente profittevoli, ma fondamentalmente creative. Qualche esempio? Essere il primo produttore di pannelli di legno in Italia, senza tagliare nemmeno un albero ma soltanto riciclando mobili vecchi e quant’altro. Produrre tonnellate di tannino sfruttando vecchi castagni da abbattere. Quasi tutto con processi produttivi e macchine da lui inventate e brevettate. Da questo a dipingere quadri astratti sotto il portico di casa, che considera rilassante quanto cucinare, il passo è stato breve.E questi quadri, forti di tinte, che fanno del colore la loro forza, hanno finito per andare a spasso per gallerie e mostre, per trovare un proprio pubblico di appassionati. E così la direzione artistica della mostra romana l’ha notato e gli ha chiesto un’opera.

 
 
 

Giovanni Boldini

Post n°3 pubblicato il 22 Marzo 2009 da affascinantemaschile
 


[ Nudo ]   [ poesia ]

"...se una cosa [gli amatori d'arte] ammirano nei ritratti del signor Boldini,è la freschezza del colorito e per l'appunto è questa freschezza è la qualità che meno apprezziamo in quest'artista. Mentre la fattura larga e facile ci piace,il colore continuamente bello e lucido ci stanca;in natura, i colori belli di per se stessi non vi sono, ma paiono tali per il giusto contrapposto con gli altri, il fare i colori più belli della natura è far falso e convenzionale insieme" (Signorini, 1867) "Giovanni Boldini incarna il genio vibrante e facile,la maestria posta sempre meglio al servizio del piacere dei sensi, l'artista della decadenza estrema dotato di parecchi fra gli espedienti che vennero ignorati dai maestri italiani delle grandi epoche" (Blanche, 1931) "Era un artista ultra chic, con un suo modo particolare, specialmente quando ritraeva lungiformi signore dell'alta società internazionale che appaiono dipinte come sotto un vetro traslucido. Esperto di quel mondo e della letteratura francese che lo ha rappresentato, interpretava molto bene la più alta eleganza femminile in un'epoca in cui era anche troppo rivestita dagli artifici dei sarti e delle modiste, figurativamente legata in pose ambigue che stanno tra il salotto e il teatro. Ma quei ritratti hanno un forte potere d'incanto: rivelano spontanee e sicure doti di pittore..." (Berenson, 1958) Le donne ebbero sempre un ruolo di primo piano nella sua vita, nel ritrarle egli ne esaltava le caratteristiche migliori,allungava gambe,mani, piedi per esaltare il fascino naturale.Raggiunta la celebrità e la ricchezza non smise di impegnarsi nel lavoro, che programmava minuziosamente: ogni suo quadro era preceduto da schizzi, appunti e prove per ottenere la perfezione formale. Persino i suoi caratteristici, rapidissimi colpi di pennello, le cosiddette "sciabolate" che imprimevano vita e movimento, erano accuratamente studiati.

 
 
 

Joseph Mallord William Turner

Post n°2 pubblicato il 21 Marzo 2009 da affascinantemaschile
 



 [ Ombra e le tenebre ]   [ poesia ]

                      

   

Tramonti infuocati e tenebre da incubo. Limpidi pleniluni e albe iridescenti. Il pittore romantico Joseph Mallord William Turner anticipa di un secolo le opere più estreme degli impressionisti, Dando vita a un presagio di arte astratta. Nasce a Londra nel 1775 ed entra alla Royal Academy a soli 14 anni. Visita Venezia, Roma e Napoli,dove ha l’incontro “fulminante” con la luminosità mediterranea, che diventerà protagonista dei suoi dipinti. Passa da suggestive vedute con ancora elementi realistici, a sconvolgenti squarci di colore, dove il dettaglio svanisce lasciando spazio all’infinito. Predomina una natura immensa e angosciante: cupe tempeste, sconvolgenti abissi che sembrano inghiottire chi guarda, scorci vertiginosi. Crea scenari romantici, fonti di bellezza sublime e di orrore, a cui fa da contrappunto la fragilità dell’uomo. Ma nelle ultime opere  trionfano visioni di pura luce, che suggeriscono la tensione verso l’assoluto


[ Tramonto ]  [ poesia ]


[ Tempesta ]   [ poesia ] 

                                                                                              

 
 
 

Maddalena di Montefiore

Post n°1 pubblicato il 21 Marzo 2009 da affascinantemaschile
 

    
[ Maddalena di Montefiore ]   [ poesia ]

La Maddalena di Montefiore non è solo un simbolo musicale, un prodigio decorativo,è una donna che non si dimentica,col suo sguardo di sottecchi che ci  rapisce,la bocca socchiusa, il naso ardito,la fronte sferica che il velo ed il perfetto diadema fingono di celare ed in realtà esaltano,  sino ai biondi capelli ondulati e raccolti dal nastro  alla nuca, ma che poi prorompono sovrabbondanti nella loro ordinata tempesta che non finisce col quadro.La trasparenza del corpetto, la mano che solleva il lembo del manto in modo che in fondo si possa scorgere anche il piede che fuoriesce dal manto e dal lieve sandalo: sarà proprio pentita, questa Maddalena?

Il fascino della figura della  Maddalena è unico. Scrive benissimo Anna Bovero: "Così, nella Maddalena di Montefiore... impreveduti e bellissimi sbocciano i particolari dal cartoccio rosso-nero del manto: un aureo fantasma senza peso e il vaso degli unguenti fra il guizzar delle dita, e solo per convenzione si può definire ricamo la pioggia di raggi e di fiamme sulla fenice araldica, degna di un incisore tedesco. Pur nella sua ricchezza,la decorazione non è protagonista del quadro. Perchè proprio quando l'amor del fasto ed il virtuosismo artigianesco par che stiano per soverchiare il pittore, proprio allora egli scopre l'individuo".

 
 
 
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