Cris' personal blog
la seconda parte del diario di bordo...perchè io mantengo le promesse! ^__^
IL PERCHE' DEL BLOG
“Un’immagine vale più di mille parole” non è solamente un modo di dire: dietro un’immagine ci sono realmente parole e sensazioni che una dopo l’altra prendono forma a delineare ciò che nella nostra mente quella determinata immagine suscita. Un’immagine è il “catturare” visivamente, e quindi in maniera concreta, l’attimo; un attimo che fa scaturire dentro noi delle emozioni, dei ricordi, delle associazioni, siano esse positive o negative. E’ un fissare nel tempo un momento, un particolare, un’espressione, è memoria storica. affettiva. personale. o semplicemente emotiva.
Questo blog volutamente dà grande importanza più alle immagine che alle parole, che restano indiscutibilmente di fondamentale importanza in quanto vanno a completare ed esplicitare quello che io “sento” davanti alle immagini che scelgo di inserire. Altrettanto volutamente in questo blog mostro indirettamente una parte di me, di quello che sono e del mio modo di pormi rispetto alle cose. Tra le righe, insomma, traspare un po’ quella che potrei definire come la mia “filosofia di vita”: le mie passioni, i miei interessi, la mia sensibilità, gli ideali in cui credo.
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ATTIMI
Post n°109 pubblicato il 02 Luglio 2007 da c.rendina
oggi ero dell’idea di non scrivere ... fin da stamane avrei voluto solo poltrire tra le mie e le vostre righe, cullata dalla non-voglia, dal tempo incerto, dalla pigrizia … dal nulla, rifuggendo persino la compagnia dei miei pensieri, con l'intenzione di rimanere immersa in una staticità che ha dell'innaturale ... ma vedendo questa foto mi sono ricordata subito con un sorriso di ieri, in spiaggia ... un bambino biondo, meraviglioso, con due occhi azzurro cielo ... proprio come questo ... un cappellino troppo largo per lui che gli cala sulla faccia oscurandogli la vista ... procede traballante ma spedito, avrà sì e no due anni ... il papà lo chiama, da lontano, forse un po’ stanco di seguirlo a destra e a manca ... lui lo guarda, ride, prende e va ... camminando spavaldo sul sentiero a lato degli scogli, vicino riva … noi passeggiamo mano nella mano ... il caso vuole che ci troviamo dietro il bimbo, preso da un attimo di esitazione ... vorrebbe scendere i tre gradini che lo separano dal bagnasciuga e dai giochi di un qualunque bagno fra i tanti altri ... e allora quando gli arriviamo accanto gli sollevo leggermente il cappellino, sistemandoglielo sulla testa. lui mi guarda, un po’ stupito, con quegli occhioni grandi ... gli tendo la mano, gli prendo la sua, così piccola e morbida. lui sorride, io ricambio complice, lui si aggrappa, ed io lo aiuto a scendere i gradini ... e finalmente è libero di correre verso i giochi. trionfante si appoggia alle strutture in plastica multicolore, ed esclama “scivoli!” ... si gira, a guardarmi ... io sorrido, allontanandomi ... forse vorrebbe restassi un po’ con lui ... anche se non sa chi sono ... anche se non mi aveva mai vista prima ... anche se sopraggiunge il papà. è incredibile come con i bambini si riescano a stabilire rapporti “istantanei”... questione di empatìa, dico io. questione di sguardi. basta un sorriso, una smorfietta, o un gesto per conquistarteli (ma a loro volta loro hanno già conquistato te). sia a me sia a D. piace scherzare con i bambini ... di solito (con sorpresa) ci accorgiamo di piacere, o se non altro ci osservano sempre con molta curiosità. (mi viene il dubbio che fondamentalmente sentano che sotto sotto nel di dentro un po’ bambini noi lo siamo davvero) ... è strana, la percezione che loro si sentano al sicuro con te, anche se nemmeno ti conoscono. anche se tu non ti senti proprio così maturo. oggi come oggi piuttosto ti senti tu stesso ancora un figlio, molto più che pronto per essere genitore. è tutto così semplice per loro, un mondo colorato dove nessuno piò far loro del male ... non ci sono persone cattive, non c’è violenza, non c’è dispiacere ... c’è solo la gioia di ogni piccola sorpresa di ogni giorno.
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Tutte le immagini da me utilizzate sono reperibili in rete richiedendo autorizzazione, ciò non è così per gran parte delle descrizioni e delle poesie inserite in questo blog: a meno che non rappresentino una citazione, infatti, sono tutte di mia personale creazione. Se foste quindi interessati ad utilizzarle nei vostri siti, vi prego gentilmente di chiedermi il permesso. Grazie! ;)
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Sono in una clinica. Seduto su una sedia scomoda in una sala d'aspetto che guarda sul cortiletto interno. Tutto è tranquillo. Silenzioso e pulito.
Francesca è a pochi metri da me in un'altra stanza. Sta per partorire nostra figlia. Alice. Sono emozionato. Sono preoccupato. Penso a loro e penso a me. Francesca è la donna che amo. È un arcipelago. Un insieme di meravigliose isole che io, navigando nelle loro acque, visito in tutte le loro delicate forme. Di lei conosco ogni piccola sfumatura, ogni minuscolo dettaglio. Conosco i suoi silenzi, la sua gioia. I suoi mille profumi, l'ombra dei suoi baci, la carezza del suo sguardo. Amo la rotondità della sua calligrafia. La luminosità delle sue spalle nude e il suo collo a cui ho sussurrato i miei più intimi segreti. Sono incantato dalla capacità che hanno le sue mani di creare attimi di eternità dentro di me. Adoro i territori dove mi conduce quando mi abbraccia. Territori che conosco pur non essendoci mai stato. E nonostante tutta questa conoscenza riesco ancora a emozionarmi e a regalarmi istanti di stupore. Lo so: sono sdolcinato, stucchevole e patetico, ma non posso farci niente. Credo sia la conseguenza naturale di quando si incontra finalmente il piede che calza alla perfezione la scarpetta che tengo in mano da anni.
- Un posto nel mondo -
Fabio Volo












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