alla fine sì,dopo un anno di svacco in questi di giorni mi sono messa sotto....questa è l'intruduzione alla mia tesina....è tutto abbastanza embrionale,ma in linea di massima è qst....commenti,precisazioni,aiuti.sono bene accetti VIAGGIO
La parola "Viaggio", ad ascoltarla, dà subito una duplice sensazione che genera due aspetti contrastanti del tema stesso, uno di curiosità, fascino, ricerca, l'altro di timore, ansietà, paura dell'ignoto. Queste due, sovente inconsce, sensazioni si ritrovano anche nelle parole, nei vocaboli che al viaggio si riferiscono e che appunto lo presentano come evento che insieme unisce desiderio, curiosità, attesa dell'ignoto,fascino del nuovo, timore, sacrificio, rinuncia, impegno ed ineluttabile fatalità
La parola viaggio deriva dal latino "Viaticum", il corredo cioè da portare a chi, accingendosi a partire, deve avere con sé le provviste necessarie al lungo cammino, la bisaccia, il bastone, la lettera di raccomandazione. Nel suo significato più generale il viaggio è l’azione di muoversi per andare da un luogo a un altro.Si viaggia per i motivi più diversi: esistono viaggi di studio e viaggi di esplorazione. Esso è lo stimolo naturale alla ricerca del nuovo, l'istintiva attrazione / repulsione per ciò che ci è estraneo, la misura della distanza che ci separa dalle realtà sconosciute, la sfida al confronto, l'abilità di relazionarsi con il diverso da noi, la capacità di adattamento a situazioni imprevedibili
La mobilità è molto cresciuta nel corso dei secoli, e le distanze si sono accorciate enormemente col migliorare dei collegamenti; ma nel linguaggio familiare viaggio conserva a volte il senso di impegno, lunghezza, fatica che era proprio dei viaggi di una volta. L’immagine della vita come viaggio è profondamente radicata in molte culture di tutto il mondo, ed è logico che la lingua ne rifletta l’importanza e la diffusione. Grazie a questa immagine, usiamo normalmente espressioni come l’aldilà nel senso dell’altro mondo, venire al mondo per nascere e andare all’altro mondo per morire, o diciamo che siamo finiti fuori strada quando abbiamo sbagliato, che siamo a un bivio se siamo costretti a una scelta, che abbiamo preso una sbandata se ci siamo innamorati, che siamo in un vicolo cieco se ci troviamo in crisi e non abbiamo soluzioni,
L'uomo è un animale da tana o un migratore?". Lo spostamento su questa nostra terra, ed oggi possiamo anche dire "oltre", è una esigenza interiore come per certi animali predisposti ad essere migratori, o esteriore? Forse non è ancora nata una disciplina che studi il viaggio dai vari punti di vista antropologico, psicologico, filosofico, sociologico con il contributo delle diverse scienze. Forse è immediato il rispondere che l'uomo esce dalla propria tana quando il bisogno lo spinge, almeno inizialmente, ma forse anche altre motivazioni lo spingono ad errare per i mari o i deserti.
Senza la presunzione di essere esauriente e sufficientemente esplicativa,tenterò di svolgere un itinerante percorso tra le varie materie di studio per cercare di comprendere,capire,vivere:viaggiare.
"A chi mi domanda la ragione dei miei viaggi rispondo che so bene quello che fuggo ma non quello che cerco."
Michel de Montaigne
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