" ITINERANDO ARCHITETTURE"
architettura e Viaggio costituiscono da sempre un binomio inscindibile. L’esperienza del viaggio è insita in qualunque "occasione di architettura", in quanto il significato del sostantivo attiva nella mente del soggetto itinerante l’esigenza di percorrere uno spazio, reale o fittizio che sia. Si perviene, pertanto, all’elaborazione di un rapporto analitico, in base al quale il "Viaggio" si relaziona allo "Spazio", come lo "Spazio" informa di sé "l’Architettura". Lo spazio è fruito mediante una percezione, acquisita "in itinere". Anche in Architettura avviene un processo gnoseologico analogo: "esperire l’Architettura" vuol dire "viaggiare in essa", attraversarla, conoscerla mediante le qualità sensoriali della vista (colori, prospettive, chiaroscuri); dell’udito (il ruscellamento di un corso d’acqua, il fruscio del fogliame delle essenze arboree piantumate); dell’olfatto (i roseti di maggio, l’odore acre di alcune essenze legnose); del tatto (il freddo del marmo, il caldo dell’argilla, la finissima granulometria della sabbia di mare o di fiume). Ogni viaggio si prefigge una meta e si compone di percorsi e di soste. Nello stesso modo, ogni esperienza architettonica disegna o ri-disegna un itinerario che, nello spazio come nel tempo, per mezzo di materiali e forme molteplici, reinterpreta e modifica l’esistente
...L'architettura non deriva da una somma di larghezze, lunghezze e altezze degli elementi costruttivi che racchiudono lo spazio, ma proprio dal vuoto, dallo spazio racchiuso, dallo spazio interno in cui gli uomini camminano e vivono...
...Lo spazio interno, quello spazio che... non può essere rappresentato compiutamente in nessuna forma, che non può essere appreso e vissuto se non per esperienza diretta, è il protagonista del fatto architettonico. Impossessarsi dello spazio, saperlo "vedere", costituisce la chiave d'ingresso alla comprensione degli edifici.
Che lo spazio, il vuoto, sia il protagonista dell'architettura, a pensarci bene, è in fondo anche naturale: perché l'architettura non è solo arte, non è solo immagine di vita storica o di vita vissuta da noi e da altri; è anche e soprattutto l'ambiente, la scena ove la nostra vita si svolge...
volendo svolgere un breve viaggio nell'evoluzione dell'architettura si posso toccare tre periodi,la Grecia,Roma e la contemporaneità......
lo spazio vissuto in tre modi diversi.
LA PRIMA CONCEZIONE DI SPAZIO-LA GRECIA
lo spazio greco è vissuto come uno spazio plastico,se la pittura è suggerimento di spazi e la scultura si presenta come occupazione di spazi.l'architettura conforma e modella la spazialità vuota.
Nell'antica Grecia lo spazio era strettamente legato alla religiosità,era il tempio l miglior rappresentante del costruire ellenico,la casa del dio;il culto aveva luogo fuori di esso,costituendo lo spazio esterno"luogo d'incontro per la comunità",il primo luogo non luogo.
la prima concezione di spazio in architettura trova il suo riscontro essenziale nell'effetto spaziale dei volumi e nel rapporto tra essi con le relative affinità e contrasti.Il Partenone (inserire immagine)è forse l'esempio più riuscito di un tempio che si colloca come volume plastico nello spazio,colonnati carichi di espressione collocati su di un gradino più alto del crepidine circondano da tutti i lati il tempio,esprimono inequivocabilmente l'idea pura dell'espressione plastica.
La progettazione greca si contraddistingue per i rapporti di massima libertà fra edifici dalle dimensioni monumentali e pertanto segna il punto in cui la prima concezione dello spazio architettonico viene portata alla perfezione.Nella progettazione delle città greche, che rappresentano stati democratici, il principio del Group Design viene ampiamente applicato;è qui che si definiscono in modo più chiaro i diritti e dell'individuo e della collettività.Il termine Group Design indica il fatto che i singoli edifici,dalle caratteristiche individuali ed autonome,formano un'armonia spaziale con altri edifici altrettanto autonomi.Tra i volumi si crea un gioco di interrelazioni di natura prospettica.Tendenza del nostro tempo è individuare l'importanza svolta dal piano orizzontale e dal rapporto tra essi.Il piano orizzontale è un elemento decisivo dell'architettura di tutti i tempi,tuttavia la sua importanza cambia in ogni epoca e può avere più o meno incisività.é una costituente del Group Design che rappresenta rappresenta il rapporto più efficace tra volume e superficie piana,aspetto su cui si fonda la prima concezione di spazio.
LE SECONDA CONCEZIONE DI SPAZIO-ROMA
Se l'armonia libera dei volumi nello spazio si esplica in Grecia,a Roma si afferma invece un'architettura dominata da un'assialità rigidamente ortogonale manifesta nell'incrocio tra il cardo e il decumaus nelle strutture delle città,egli edifici,dei fori e delle terme.Lo spazio esterno viene trattato come spazio interno..... l'annullamento dello spazio interno avviene gradualmente e parallelamente all'organizzazione in senso più rigido della gerarchia sociale.
A Roma subentra il dominio dell'asse a cui tutto viene subordinato,infatti il concetto di strada è stato creato a Roma.La predilezione dell'epoca per un'assialità ortogonale appare col cardo e il decumanus,le strade più importanti che attraversavano la città e si incrociano ad angolo retto,da tale carateristica è riconoscibile la fondazione romana(immagine).Laddove si incrociavano si si trovava una piazza.Verso l'esterno le città vengono delimitate da muri che concorrono tutt'intorno e sono accessibili da ingressi posto assialmente,A volte l'ingresso è posto in rilievo mediante un monumentale arco di trionfo che aveva la funzione rituale,attraversandolo il generale e l'esercito venivano purificati dall'uccisione dei loro nemici,in altre parole lo spazio esterno viene trattato come spazio interno,questo è determinante,il romano concepisce lo spazio non come termine do armoniosa contemplazione,ma luogo della sua azione,della sua insaziabile esperienza,conquista......
Ancora una volta l'architettura a conferire espressione al simbolo,si assiste all'elevazione nella sfera simbolica di una forma originariamente ideata per un fine utilitario,cosicchè una costruzione esclusivamente utile viene in certo qual modo spiritualizzata.
LA TERZA CONCEZIONE DI SPAZIO-LA CONTEMPORANEITà
Il concetto di spazio architettonico moderno comprende simultaneamente interno e esterno,inoltre la spazialità supporta una nuova visione dell'architettura e della vita che possiamo riportare al rapporto tra concentrazione e separazione che contraddistingue la vita e la forma degli organismi.C'è dunque contemporaneamente non solo l'incontro tra bisogni individuali ed esigenze colettive,ma la necessità di collegamenti trasversali fra tecnologia e progettazione,fra ingegnere,architetto,fra industria e costruzione.
Fondamentale per la costruzione della città moderna la separazione delle funzioni,la loro destinazione a determinati ambiti e la loro armonia nella comunità.
I CIAM(Congrès Internationaux d'Architecture Modern)si assumo il compito di creare una nuova immagine di città:era necessario fissare criteri di massima per la creazione della città futura.Questo era il primo passo,quello successivo doveva prendere in considerazione le continue trasformazioni del complesso urbano,quindi la strutturazione della città in modo flessibile e dinamico per poterne seguirne le trasformazioni senza la demolizione di nessuna parte.
l'architetto deve quindi considerare in primis le caratteristiche della città:rilevante sono traffico e aumento demografico.
Nel tracciare il traffico gli architetti al giorno d'oggi hanno continuamente il compito di porre in rapporto volumi diversi per forma e altezza,trattandosi di un problema plastico,strettamente correlato con la necessità di porre in armonia le confuse relazioni tra traffico e alloggi.Quel che nell'antichità costituiva un'eccezione è oggi diventata una necessità,si può dunque dire che l'automobile abbia forzato l'attuale fisionomia urbana e il traffico stradale ha costretto alla creazione di assi stradali separati,in modo che il pedone possa muoversi indisturbato.
Progettare significa anche prevedere l'aumento demografico futuro,cosicché possono essere eliminate le continue fratture che hanno provocato il caos nelle aree periferiche.Progettare vuol dire prevedere.
In ogni fase evolutiva si ha la necessità di creare un'unità urbana razionalmente funzionale,condizione raggiunta solo se la struttura sia anteposta alle esigenze contingenti.
Come il corpo umano,che adempie alle sue funzioni diversificandole,nell'urbanistica le funzionalità vengono separate per raggiungere un'armonia la cui somma legge è vivere.
Per lungo tempo l'ingegnere ha dato impulso e coraggio all'architetto per conseguire nuovi incarichi che riguardino direttamente l'essere umano.Si trattava della realizzazione della forma abitativa,dell'agglomerazione,dell'ordinamento e della subordinazione del mezzo di trasporti,che nel secolo scorso,ed in parte in quello corrente,si pongono caoticamente vicendevolmente.Il rappresentatore delle cose umane,l'architetto e l'urbanista,ha mostrato in questo secolo che dobbiamo prestare nuovamente attenzione all'intimità perduta dell'esistenza degli individui.Oggi è l'architetto che agisce sull'ingegnere,egli deve mostrare nuovamente la via verso i principi standardizzati e contemporaneamente valorizzare artisticamente i nuovi metodi costruttivi.Agì così Alvar Aalto nella realizzazione de un nuovo complesso residenziale che si sviluppa non in linea retta bensì ad onda ed dovette indicare all'ingegnere come la gru possa costruire con elementi standardizzati le facciate arcuate del complesso a seguirne le curve.(nome e immagine)
L'architettura moderna viene a dare importanza all'essere umano,la sua vita e i suoi diritti.
Che lo spazio sia il protagonista dell'architettura a pensarci bene è infondo anche naturale:perchè l'architettura non è solo arte..è anche e soprattutto l'ambiente,la scena ove la nostra vita si svolge
"Itinerando Architetture" si può conoscere a fondo la realtà progettata. Il procedimento passa attraverso il riconoscimento del valore degli spazi progettati. Se quindi il viaggio è conoscenza e se la conoscenza avviene mediante un percorso percettivo consumato nello spazio e nel tempo, l’Architettura si fa essa stessa Viaggio, mutuando dall’idea progettuale l’articolazione del movimento, l’organizzazione e la modellazione delle forme spaziali, di transito e di sosta.
Inviato da: alexpix1975
il 27/07/2014 alle 12:38
Inviato da: Maztaz
il 23/04/2009 alle 20:11
Inviato da: in_erba
il 28/10/2008 alle 11:10
Inviato da: review
il 26/10/2008 alle 22:05
Inviato da: in_erba
il 30/08/2008 alle 23:20