Giuseppe Ungaretti
(1888-1970)
Ungaretti,:un uomo di pena, un nomade, un girovago, alla folle ricerca di un paese innocente, anche di un solo minuto di vita inizialeanche solo di un incipit di vita nell'aspettiva di trovarsi in armonia con l'universo e sottrarsi così al tempo...al tempo demolitore.
Ungaretti è da in sempre in viaggio,Alessandria d'Egitto...alla vita, Firenze, Parigi. l'Italia sul Carso...alla guerra, ancora Parigi, Roma, San Paolo, Roma, fino Milano...alla morte,verso il viaggio per l'aldilà. lui è un nomade psichico che si affida alle parole scabre, disseccate, trasparenti che sono in grado di far emergere dalla coscienza lacerata, sentimenti, emozioni, oggetti, paesaggi, lui che con le parole viaggia....
E subito riprende
il viaggio
come
dopo il naufragio
un superstite
lupo di mare
...Versa, 14 febbraio 1917;la guerra era una natura che andava conoscendo in modo nuovo,affrontava lo strano rapporto di lontano-vicino,rapporto senza odio e senza amore, con il nemico,con il nessuno.....natura malvagia...forse natura umana?!
e fu allora,alla consapevolezza di una coscienza immersa nella trincea,la capacità di reagire alla sconfitta
Ed è qui che ha senso quella "ripresa del viaggio", la vita è un lento naufragio che l'uomo deve intraprendere con la volontà di sopravvivere, senza mai arrendersi... la vita è tutta una serie di naufragi, ma tutti provvisori, da ognuno bisogna risollevarsi
e ricominciare da capo
naufragio" è ogni delusione, ogni mancato approdo nella nostra vita. E' anche una
crisi di valori di una civiltà che viene meno.
.. senza mai arrendersi, procedere di continuo nell'alternarsi forte e caotico tra vita e morte, naufragio e allegria, tra deserto e oasi.
il viaggio di Ungaretti è un cinico viaggio irreversibile verso la morte , un profugo sdradicato da quel punto fermo,,in cui potersi riconoscere e placare l'animo , che gli è stato negato.
Ungaretti stesso, in quella poesia scrive: dopo il naufragio/un superstite/lupo di mare, ma lui stesso in quel superstite fa riaffiorare quei valori di vita che sembravano annegati per sempre sotto le onde.
crede,in quel lupo di mare i -il viaggio in mare è del resto metafora della vita. Essa è come una navigazione che si concluderà in un porto assalito dalla tempesta. L'esistenza ( la nave) è destinata a perdere la sua guida (la ragione) ed il poeta che rappresenta il dramma umano, si sente in balia di se stesso.
Il viaggio diventa metafora dell'abbandono, il navigante si fa naufrago nei gorghi dell'esistenza, la meta si annulla nella ricerca dell'illimitato, dell'informe, dell'infinito.sono un uomo di speranza- quel lupo di mare che non lascia cedere la vita, toglie via la salsedine e cambia rotta verso una nuova meta.
una ricerca inappagata verso un approdo sereno che trova poi momentanee sensazioni di beatitudine e pienezza anche solo per un attimo,anche solo di quell'attimo.
Ungaretti vive in un periodo in cui le idee e gli obiettivi che gli uomini avevano avuto sino ad allora vengono sconvolti e trasformati. Per esempio l’ideale dell’amor di patria viene esasperato con il nazionalismo, che porta ai conflitti tra le nazioni. C’è una grande voglia di cambiare, una rivolta contro la tradizione e il passato. I futuristi si fanno portavoce di questi sentimenti, esaltano la velocità, la forza, la violenza e la guerra. Anche nel campo della letteratura i futuristi rompono con la tradizione. Ungaretti si stacca dal futurismo, perché le poesie dei futuristi, come Marinetti, non hanno significato, se non nello sconvolgimento della forma tradizionale. Invece per Ungaretti lo sconvolgimento della forma non esprime una completa ribellione alla tradizione, ma
rappresenta la confusione e lo stato d’animo di tutti gli uomini di quel periodo. Infatti Ungaretti si pone delle domande nelle sue poesie, non è indifferente a questo disordine. Queste domande
sono quelle che nascono dal cuore di ogni uomo che non evita, ma incontra la realtà.
Ungaretti è uno dei maestri dell'Ermetismo. Il termine "ermetico" significa "chiuso", "oscuro"Questa esperienza lo porta a rifiutare ogni forma metrica tradizionale: rifiuta il lessico letterario, le convenzioni grammaticali, sintattiche e retoriche (ad es. elimina la punteggiatura, il "come" nelle analogie, ecc. Diventano importanti gli accenti tonici, le pause). Crea un ritmo totalmente libero, con versi scomposti, brevissimi, scarni, fulminei, dove la singola parola acquista un valore assoluto, dove il titolo è parte integrante del testo. La poetica qui è frammentaria, allusiva, scabra, anche perché il poeta non ha una realtà ben chiara da offrire.
L'ermetismo è una forma d'individualismo ma sofferente.
Ungaretti uomo dilata le sue mete, il suo spazio, tanto da naufragare in luoghi introvabili ed irriconoscibili, su terre dove si isola completamente in punti separati dal resto del mondo non perché lo siano realmente, ma perché nell'animo egli può allontanarsi in atmosfere indeterminate e rarefatte.
Ungaretti viaggia, senza che nessuno lo riconosca, in un anonimato favoloso e meraviglioso che sfuma nella pura immaterialità...
...ma qual è la meta? dove andrà a finire questo viaggio?
Forse è, semplicemente, la morte, la terra promessa dove, appunto, si è fuori dal tempo, dove non c'è spazio...
la terra promessa al di là della vita, un idilliaco paradiso in cui non si prova dolore...
la terra promessa al di là della trincea, un assoluto silenzio senza il rumore degli spari...
la terra promessa al di là del mondo intero circondata solo da onde, onde e nuvole, dove il cuore, poi, possa battere e non crogiolarsi sulle sofferenze terrene..
...e allora buon viaggio, poeta!
Inviato da: alexpix1975
il 27/07/2014 alle 12:38
Inviato da: Maztaz
il 23/04/2009 alle 20:11
Inviato da: in_erba
il 28/10/2008 alle 11:10
Inviato da: review
il 26/10/2008 alle 22:05
Inviato da: in_erba
il 30/08/2008 alle 23:20