
25/1/07
E' notte, atterriamo a Santiago de Cuba.
Siamo stanchissimi, abbiamo viaggiato per 10 ore e abbiamo bisogno di mangiare e di dormire.
Due di noi sono costretti a sottoporsi a estenuanti perquisizioni da parte della polizia cubana: sono obbligati a svuotare le valigie e a rispondere alle domande più assurde.
E' stato veramente umiliante per loro, pensavano nascondessero della cannabis anche nel tabbacco fuoriuscito dalle sigarette per vai degli smottamenti del viaggio....
Alla fine riusciamo ad uscire dall'aeroporto e ci troviamo di fronte a una schiera di santiagueros che, appena realizzano di trovarsi di fronte un gruppo di italiani, cominciano a parlarci nella nostra lingua.
Chiadiamo loro di parlare spagnolo, visto che dimostriamo di poter comunicare benissimo anche nella loro lingua, ma ignorano il nostro invito.
Il più abile di loro, un cubano che parlava la nostra lingua con una leggera inflessione napoletana si offre di accompagnarci in centro con un taxi collettivo.
Nonostante i ripetuti tentativi di divincolarci, non riusciamo ad evitare che il nostro amico Gigi salga sul collettivo ed andiamo con lui fino al centro della città.
Il cubano partenopeo si offre di trovarci un ristorante e un alloggio per la notte.
Riusciamo a trovare delle casas particulares per dormire ed un bar per cenare a notte fonda, dopo aver camminato moltissimo e dopo aver dormito sul primo marciapiede su cui abbiamo fatto una sosta.
Si tratta di singole stanze poste all'interno di abitazioni di proprietà dello stato gestite dagli abitanti della casa che sono costretti a versare all'erario gran parte del ricavato dell'affitto della camera.
Non saremmo mai riusciti a trovare un alloggio per la notte per tutti e 7 se non fosse stato per Gigi.
Solo successivamente realizziamo che il notro amico, oltre ad essere una persona squisita, era anche un jinetero, ovvero uno scroccone di professione che scambiava favori con offerte di soldi, pasti e vestiti
Impieghiamo molto tempo per capire che le casas particulares, che avevamo cercato con scarso successo fino alle 3 di notte, continuavano a non accoglierci perchè, se l'avessero fatto, avrebbero dovuto cedere sotto banco una percentuale al procacciatore di affari.
Ci congedammo da Gigi solo dopo tre giorni di informazioni a offerta libera e solo dopo avergli regalato magliette, ciabatte, quaderni, cene e mojitos.
Santiago è molto bella e molto importante da un punto di vista storico.
E' qui, nella cuartel Moncada, che Fidel fu arrestato dopo uno storico assalto contro le forze governative durante la dittatura di Batista.
Ed è nel vicino ospedale che Fidel pronunciò la storica frase'la storia mi assolverà' dopo essere stato processato in seguito all'assalto alla caserma.
E' sempre in questa città che Fidel annunciò il trionfo della rivoluzione ed è da Santiago che è sempre iniziato tutto a Cuba.
Qui tutti sono ospitali e continuano ad invitarci a casa a mangiare, a ballare, e a festeggiare ogni possibile ricorrenza.
Seguiamo la musica per le strade, emtriamo nelle case della gente per bere birra e rum, per ballare e per assistere alle prove di gruppi musicali composti da persone di ogni età.
Tutti sono molto accoglientii, tutti vogliono conoscere la nostria storia, tutti vogliono raccontarsi e tutti vogliono parlare di filosofia e di politica.
Si può parlare di tutto e bisogna tacere su tutto.
Hanno voglia e paura di parlare della loro vita, della politica interna cubana, della loro visione del mondo e dell'esperienza umana.
Inviato da: indianina67
il 28/10/2008 alle 13:47
Inviato da: ciombotto
il 22/10/2008 alle 13:48
Inviato da: indianina67
il 20/10/2008 alle 14:12
Inviato da: ciombotto
il 10/06/2008 alle 14:06
Inviato da: indianina67
il 05/06/2008 alle 11:33