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racconto un po' per volta...
Post n°179 pubblicato il 31 Agosto 2007 da clodclod
Una fattura d’amore: il passero morto Allora decise di mettersi d’impegno. Per cominciare, avrebbe fatto semplicemente qualche prova. Per entrare in tema – così pensava – o per ritrovare pratiche magiche da tempo abbandonate. Lei non era solita fare magie per sé, anzi si può dire che non ne avesse fatte mai. Meglio non sfiorarli i fili del proprio Destino... Questa volta, invece, entrata in una fase nuova della sua vita, aveva deciso di usare i suoi poteri per se stessa: per catturare l’uomo che aveva amato e che amava inutilmente da tanto ma tanto tempo ... Si trattava di resuscitarne la vicinanza, di fargli rivivere la forte attrazione provata in passato e il desiderio della passione . Per questo aveva scelto una fattura - stravagante - che non usava mai: la Fattura del Sangue , detta anche “del Passero Morto”. E la fattura garantiva che l’uomo amato sarebbe caduto ai suoi piedi! Ma – si chiedeva - era lecito imporre ad un cuore e ad una carne un così ben orientato impulso libidico? E l’eros, al risveglio, sarebbe rinato com’era in origine, in tutta la sua armonia psicofisica ? O sarebbe stato pericolosamente diverso, dominato ad esempio da bestialità e brutalità? Lei non sapeva Doveva solo tentare... Senza timore di mostruosi errori e fallimenti... Comunque, per un attimo, Mary Shelley ,Frankenstein e la sua creatura aleggiarono nell’aria: echi inquietanti di storie, destini ...e forse di un po’ di follia... . Lei scelse la data con i Numeri propizi al risveglio della sua creatura. Scelse il Nono giorno del Nono mese di quell’anno, il 1991. Ore Diciannove della sera. L’uno e il nove erano l’inizio e la fine della vecchia storia d’amore; il nove e l’uno erano la nuova storia che, dalle ceneri della fine, risorgeva tutta nuova. Poi il rito cominciò...Con le preghiere nella stanza semibuia, col profumo dell’incenso Chiamò – piano - anche il nome di lui, più volte. E gli ordinò con ferma convinzione di venirla a cercare, per stare con lei, a qualsiasi costo. Questa era l’Ouverture del rito. Poi ebbe inizio la “Fattura del Sangue”, o “del Passero Morto” che lei avrebbe completato con altre piccole magie... Era emozionata, benché l’atmosfera fosse resa confortevole dalla penombra e dai petali di rosa profumati, sparsi ovunque. Pensando intensamente a lui, con una piccola lama lei si ferì. Col sangue scrisse i loro due nomi sulla seta di un nastro rosso. Chiuse tutto con un nodo. Così aveva annodato e avviluppato il sangue-vita, con il rosso-passione e con le identità dei futuri amanti. Davanti a lei, sul tavolo tondo e a tre gambe,c’era il passero morto...E lei lo accarezzò e lo avvolse con tenerezza nel nastro di seta rossa, come in una benda di mummia. Questa parte del rito terminò così, cioè rimase come sospesa: meglio completarla in un momento successivo, per evitare tensioni e turbamenti. La maga allora uscì dal rito,e si tolse lo scialle nero della bisnonna con quegli incredibili fiori rossi. Domani avrebbe ripreso la magia. . Lui si svegliò, quella mattina, con una strana sensazione: una specie di vaghissima ansia, come se fosse in attesa di un evento , e l’ansia era mista ad un groviglio di desideri sconosciuti e forti. Doveva alzarsi. Doveva andare, andare, ma non sapeva dove. Non pensò neppure lontanamente di svegliare sua moglie, che dormiva nella... (continua)
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