Creato da: clodclod il 29/04/2006
Diari e racconti

Area personale

 

Cerca in questo Blog

  Trova
 

FACEBOOK

 
 
Citazioni nei Blog Amici: 8
 

Ultime visite al Blog

IcarusTorinoliberantekatinkatfrancisbluFrPetruzzelliALJCfrancesca.ortueffeeeffelancillotta0seanquazzolbdreamTeo_LuciLontaneannaschettini2007adrioska
 

Ultimi commenti

Chi può scrivere sul blog

Solo l'autore può pubblicare messaggi in questo Blog e tutti gli utenti registrati possono pubblicare commenti.
 
RSS (Really simple syndication) Feed Atom
 
 

 

 
« B come  Basta?Lettere dell'alfabeto »

La lampada avrebbe voluto...

Post n°186 pubblicato il 12 Settembre 2007 da clodclod

.....

.

( y enseñame a ser feliz, porque infeliz yo hè nacido…)

la lampada avrebbe voluto llorar con ella, llorar…piangere con lei.... 

con lacrimas lentas  en el silencio e in quel suo vuoto sguardare …, llorar  con una luce più labile e tremula delle altre sere. quietamente.

porque ella era una niña, una bambina del genere libellula per il suo corpo esile e la sua carne esigua.  

ma era anche, si può dire, podemos decir, del genere luna di luglio: per quegli occhi infelici  e malinconici como si fuera exilada en la lejania, ovvero come se fosse esiliata nella lontananza .

ovvero non più legata alle anime di rosolio e di lillà  del tempo prenatale: almas de angelitos, forse, chissà, quizas…

angelito era stata forse lei stessa: biondi i capelli e azules sus ojos, come tutti gli altri del resto. E ora? ahora ... negros los ojos  como morena su piel, ombroso il fondo de sus pupilitas como las sombras misteriosas del  suo piccolo mondo, de su mundo pequeño….

sombras? lei stessa - la bambina - di quelle ombre non  conosceva i lineamenti, l’ identità e le cause e le intenzioni… era ancora mas niña per indagare l’io e il mondo…  

péro yo pienso que  las sombras  fossero quelle velenose ( a lento rilascio ) di una mancata  armonia tra lei e i suoi giorni. la lampada , illuminando la casa, aveva visto qualche briciola di chiarore en la oscuridad, qualche lieve indizio…

come  il timore tremante, timore di tutto. del buio sul letto e nella stanza, del ragazzo del latte da vendere -che sapeva far male…, della morte che viene   nel solito buio e se il cuore non batte più…

o come l’ansia. verso   il cibo che doveva inghiottire   e la gola era chiusa e lei avvertiva  i pensieri dei grandi…; o verso il mondo, così  inverosimile esteso che non riusciva ad entrare  tuttointero  nei suoi occhi , e lei, non vedendone l’insieme, ansimava davanti a infiniti orizzonti ignoti.

o indizi come la vaga impressione di qualche assenza.  nei  babbi e nelle mamme senza video you tube sullo sfondo, senza degregori dolcedolcezza cantando… , senza accordi arpeggianti nel loro dialogo  di sempre tuttigiorni (quanto i tempi celestiali erano  ormai lontani… !)

altro non sapeva dire la lampada. porque ella alumbrava  las tardes y las noches, pero no los dias.

las sombras del dia pareceban todavia  las mismas de las horas obscuras.... y tenian en su cara los labios mudos, così come erano mute  le labbra sul viso  della niña...

il silenzio lunare e moreno di luglio e di sempre , se non dalla voce, affiorava dalle sue piccole foto di allora. dove lei, piccola col suo biciclino, piccola sotto il grande albero di palle di neve, guardava dal basso in su , in alto, con sopracciglia arrabbiate e un’anima incompresa…..

  

Foto di Carlasca

.

 .

 

 
Condividi e segnala Condividi e segnala - permalink - Segnala abuso
 
 
Vai alla Home Page del blog

© Italiaonline S.p.A. 2026Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963