|
|
Creato da mastroroberto il 19/11/2011
le mie emozioni e pensieri resi liberi di volare
|
Area personale
Tag
Cerca in questo Blog
Menu
Ultimi commenti
Chi puņ scrivere sul blog
Disclaimer
Questo blog non rappresenta una testa giornalistica, pur prefiggendosi di essere aggiornato settima- nalmente. Non può considersi un prodotto editoriale ai sensi della Legge n° 62 del 7 marzo 2001.
L'autore non è responsabile per quanto pubblicato attraverso i commenti. Verranno prontamente rimossi i commenti offesivi o lesivi dell'immagine o dell'onorabilità di terzi, di genere di spam, razzisti o che contengano dati personali non conformi alla privacy.
Alcune immagini o testi sono tratte dal web e quindi considerate di pubblico dominio; qualora la loro pubblicazione violasse eventuali diritti d'autore, vogliate comunicarmelo . Saranno prontamente rimossi. grazie...
| « la leggenda della fata p... | buona pasqua » |
legami di terra
vi era una volta un anziano che spesso si ritrovava quieto a consumare il suo umile pasto sotto la compagnia di un giovane ma robusto albero di pero, quell'anziano ogni giorno percorreva molta strada dalla sua casa per andare a coltivare il suo piccolo pezzettino di terra, aveva il volto segnato come i suoi campi, aveva le braccia gonfie e le mano deturpate dal lavoro e dalla sua vecchiaia, ma ogni sua piantina veniva fuori dalla terra forte e giovane, coltivava tutto, dall'insalata al pomodoro, dalla zucchina alla melanzana, era un piccolo eden immerso nella più vasta campagna, ogni volta che vi arrivava si metteva gli abiti da lavoro si sedeva si accendeva la sua pipa, e commentava i suoi lavori con il solo pensiero, fumava e vedeva, fumava e studiava ogni particolare da apporre alle sue piante, aveva nella sua campagna dei piccoli amici, quali un gatto di nome aristide e un merlo che lo veniva sempre a salutare il suo nome, spione, si lo chiamava spione perchè pensava che veniva a spiare i suoi lavori, ma con aristide era un altra cosa, con aristide stava bene gli portava ogni giorno degli avanzi da casa per farlo mangiare, sapeva che il gatto non era il suo ma di qualche vicino,ma si sa i gatti vanno dove mangiano, ma lui oramai diceva che aristide era il suo gattone, era ora di alzarsi e mettersi a lavorare, tirava fuori la zappa ed altri arnesi e si metteva a zappettare dove occorreva, estirpando erbacce per poi completare il tutto andando al pozzo a tirare su dell'acqua per le sue piantine, poi con molta attenzione raccoglieva i suoi ortaggi maturi e li deponeva nel suo bel cesto di vimini per riportare a casa il suo capolavoro, l'anziano alzava gli occhi al cielo e vedeva di che ora si trattava, e quando era la sua ora prendeva la sua robetta per mangiare la sua bottiglia di vino e si dirigeva sotto il pero accompagnato dai miagolii di aristide, dopo il pranzo si fumava la sua bella pipa, godendo del venticello che accompagnava le sue pippate di fumo, lui non lo ammetterebbe mai ma si appisolava poggiando la testa al pero, poi fatto il pomeriggio si cambiava di vestiti, prendeva il suo cesto chiudeva la sua baracchetta dava un pressatina alla sua pipa e salutanto la sua terra si accingeva per il rientro a casa, la sua terra lo osservava mentre si allontanava somigliava ad un vecchio treno a carbone che ogni tanto sbuffava il fumo fuori, percorrendo le rotaie sino a non vendere più la sua sagoma ma solo il fumo che si innalzava in cielo...................

|
|


Inviato da: diletta.castelli
il 23/10/2016 alle 15:18
Inviato da: ledonnenonraccontano
il 05/12/2014 alle 16:45
Inviato da: piccolofiore23
il 31/12/2013 alle 18:08
Inviato da: piccolofiore23
il 08/04/2013 alle 13:19
Inviato da: piccolofiore23
il 31/03/2013 alle 05:49