Creato da e_d_e_l_w_e_i_s_s il 16/06/2012

C'est la Vie

Il bello, il brutto ... e il così così

 

Stereotipi anni 2020

Post n°897 pubblicato il 26 Settembre 2020 da e_d_e_l_w_e_i_s_s
 



























Da«Rossofuoco », 2015  Ardea Editore: libro riservato alle prime tre classi della scuola primaria.

Reazioni all'epoca: nessuna.

Passano gli anni e il testo resta in uso. Arriviamo al 2020 e alla scuola che riparte così:















































Si scatena il putiferio.
Se Rossofuoco diventa "una narrativa inferiorizzante" ,
la frase "Quest'anno io vuole imparare l'italiano bene" scatena indignazione.
  
E' razzismo, stabiliscono.
E' volgare, twittano.
Da ritiro immediato, decretano.

Mentre le proteste di insegnanti e genitori crescono, la casa editrice si scusa e promette di rimediare con la ristampa modificando la frase.



C'è da chiedersi che senso abbia oggi, che le classi sono sempre più interculturali, dense di alunni di diverse etnie nati e cresciuti in Italia o adottati, andare di stereotipi anni trenta.

Gli insegnanti si sbracano in insulti razzisti contro la casa editrice, i bambini, cioè i diretti interessati, c'avrebbero visto un messaggio offensivo e urtante?

E voi in quelle parole ci vedete discriminazione?



… intanto che si dibatte sul libro, mancano insegnanti e pure i banchi…

anche questa è Italia!


 
 
 

Chi tace acconsente

Post n°896 pubblicato il 21 Settembre 2020 da e_d_e_l_w_e_i_s_s
 

Tra scrutatori e presidenti positivi, qualche seggio chiuso e riaperto, oggi alle 15.00 si è conclusa la maratona chiamata referendum.
Qualche minuto dopo tutte le testate battevano già gli exit pole .

Secondo Opinio, (Rai) , il  SI'  è tra il 60% e il 64%
Secondo SWG  (La7 ) il  SI' è tra il 65 %e il 68%.

Quindi presumibilmente ha vinto il SI'.


L'affluenza generale pare attestarsi al 54%: è un dato ancora provvisorio, ma indica che poco più di 1 italiano su 2 ha votato.


Per cui per l'antico adagio secondo cui chi tace – in questo caso diserta- acconsente, non c'è spazio di polemica: il quorum non era necessario e il risultato pare chiaro.


Considerando anche il periodo






















ve l'aspettavate una percentuale di votanti così?

La trovate superbamente elevata o eccessivamente esigua?


E a caldo…

Le proiezioni  non ancora del tutto ufficiali dei voti sulle regionali,  che comunque fanno da cartina al tornasole, come le interpretate?
Voglia di taglio o voglia di andare verso destra?



                                                                   Giuro, giurissimo...
                                                                          prometto
                               che sarà l'ultima volta che mi farò corrompere a parlare di politica.

                                                                                



 
 
 

In the final countdown

Post n°895 pubblicato il 17 Settembre 2020 da e_d_e_l_w_e_i_s_s
 

Mi dico con il cuore che sobbalza di attesa snervante che toglie il piacere anche dello zapping sfrenato perché qualunque canale è monopolizzato:



































*Pazienta, Elena, ancora 72 ore di attesa, poco più poco meno,  e finalmente si avrà un esito.
Ti sorbirai per qualche giorno ancora l'ipocrisia del tutti abbiamo vinto e del nessuno ha perso.*



Poi tutto tacerà. Archiviato fra le tante italianate che tanto costano e poco pagano.


Mai è stato così dibattuto e mai no è stato così controverso.


Mesi e mesi di parole,

                                mesi e mesi di dissertazioni,

                                                            mesi e mesi sospesi fra un e fra un no.


Mentre tutto intorno agonizza.



, , lo so che votare è un diritto ancor prima di un dovere.

No, no, ormai non ne sono più sicura.



 
Ma che cambierà dopo questo troppo discusso e inutile referendum?




 

 
 
 

Obiettivamente

Post n°894 pubblicato il 16 Settembre 2020 da e_d_e_l_w_e_i_s_s
 

Genova, 14 settembre 2020  Istituto Castelletto Primo giorno di scuola




















Toti vede la foto non ci pensa due volte: la salva e twitta:






Risponde il dirigente scolastico:

Il primo giorno di scuola è stato un momento di festa strumentalizzato .
I banchi, ordinati con largo anticipo, arriveranno domani pomeriggio, il 15 settembre.


La foto scattata da una maestra come gesto affettuoso diventa  virale e scatena polemiche di politici e reazioni di genitori che lì per lì sembrano arrabbiarsi, poi scrivono:

 

Noi non siamo in campagna elettorale.
La scuola è una cosa e il voto regionale [...] è un’altra.
Proviamo profondo dispiacere
per la strumentalizzazione e le considerazioni denigratorie nei confronti di una scuola,
la nostra, di cui ci sentiamo profondamente orgogliosi .[…]  
I  nostri figli sono stati contenti di tornati a scuola e aver passato due ore con i compagni.




Intanto i banchi sono arrivati. Tutto tace. O forse è meglio dire tutto deve tacere.




Obiettivamente:

c’è solo scopo elettorale e attacco politico nel cinguettio di Toti?

E' colpa del ministro Azzolina o del dirigente se la scuola ha aperto i battenti senza banchi?

Covid o non covid di mezzo, sareste orgogliosi come i genitori di Genova sull’organizzazione scolastica se i vostri figli fossero stati immortalati inginocchiati per terra o con il quaderno sulle ginocchia?

 
 
 

Oggi, nonna...

Post n°893 pubblicato il 12 Settembre 2020 da e_d_e_l_w_e_i_s_s
 

 

Gli uomini di una volta erano quelli che passavano sotto i balconi,

per vedere un sorriso ogni tanto della propria amata.

 

Gli uomini di una volta chiedevano la mano della propria innamorata

a quel padre che gli aveva sempre negato il contatto fisico, la libertà.

 

Gli uomini di una volta già da fidanzati avevano i progetti della famiglia,

il senso della responsabilità, e sui balconi già vedevano i loro figli.
( dal web )


Oggi, nonna, quegli uomini di una volta sono utili solo per i ricordi.

Perché, nonna, gli uomini di una volta, quando si sposavano, se non andavano a lavorare andavano al bar: un bianco valeva più di star con te. 


Gli uomini di una volta mica gl'importava se ci provavi piacere o se per te era un dovere.


Gli uomini di una volta intanto che tu partorivi il vostro figlio loro battevano il fante.


Oggi, nonna, non ci sono più gli uomini di una volta, e sai perchè?


Perchè non ci sono più le donne affacciate al balcone ad aspettarli dietro il focolare, mortificate e rassegnate.


























Cara nonna con una valigia di vita percorsa fra due guerre sapessi quant'è cambiato il mondo…

Il bucato fatto con la cenere e poi la lavatrice che non centrifugava ma che ti incuteva timore.

Le galline da far crescere per poi cuocerci il brodo la domenica.

Le matasse da sbrogliare per farci il maglione la sera finchè gli occhi si chiudevano dal sonno.

Il dottore da ossequiare perché lui sapeva poco di poco e se ti moriva un figlio di *grippe*  te ne facevi una ragione perché Gesù chiama a sé le creature migliori.

Le preghiere dette senza capire ma perché il prete sennò non ti dava l'assoluzione.

Sventolavi  orgogliosa ma con l'animo a pezzi il fazzoletto alla stazione mentre tuo fratello, tuo marito, tuo figlio partivano al fronte a combattere talvolta scalzi e con i geloni ai piedi in nome della Patria, della libertà o forse solo per la gloria di Mussolini.



Quello era il tuo tempo…

... la tua favola che amavi raccontare spolverando fra le pieghe del tuo cuore.


Oggi non ci sono più le mezze stagioni e il brodo non profuma di gallina

ma oggi, nonna, a noi quegli uomini non piacerebbero più … 

… e oggi, nonna, che non scriviamo con la zeta dall’asoletta all'ingiù, anche quelle donne probabilmente non ci piacerebbero più.




I bei tempi andati non erano poi così belli…

... o forse sì?

 

 
 
 

Arial VS Corsivo

Post n°892 pubblicato il 08 Settembre 2020 da e_d_e_l_w_e_i_s_s
 

 

"Questo articolo è stato scritto a mano, solo successivamente ribattuto al computer. "

Comincia così l'articolo pubblicato su La Stampa e firmato Andrea Conci.

Riporta una serie di considerazioni sull'importanza del corsivo per lo sviluppo cognitivo.


Ricordo che nonna scriveva in corsivo arzigogolato, inclinato a destra e con le *z* dall' asolina all'ingiù.
Che mamma scriveva meno baroccheggiante ma la *M* pareva un ricamo.
Lei custodiva gelosamente il quaderno di bella grafia perfetto nei caratteri: pareva uno stampato.

Papà per firmare usa ancora la penna stilografica.

Vennero gli anni '70  e io iniziai a scoprire la scrittura. Imparai copiando miei fratelli.
Alle elementari e la maestra mi insegno il corsivo.
Un corsivo molto lineare. Rotondo e senza riccioli. Dritto.

Ma quello fu anche il tempo in cui la calligrafia fu ritenuta mortificante per la libera creatività.

Passarono anni in cui gli appunti  abbreviati e con simboli li prendevo a mano.
Con la bic.
Abitudine che non ho perso.

Oggi, guardando la mia scrivania, a parte il pc e il casino, vedo block notes, qualche bic, qualche matita e qualche evidenziatore.
Qualche nota sparsa qua e là.


































Divenni mamma e le maestre insegnarono a mie figlie prima lo stampatello minuscolo e maiuscolo per agevolare la lettura.
Poi arrivò il tempo del corsivo: senza schemi.
Fogli bianchi senza righe e a volte senza quadri.

Per loro oggi non c'è differenza tra foglio e penna o l'appunto digitale che battono velocissime e senza refusi.

Generazioni a confronto.

I tempi cambiano e ad essi ci si omologa.

Più o meno tutti.

In un flash ho pensato all'ultima volta in cui ho scritto - non la lista della spesa eh! -  a mano anziché su Word.

Non lo ricordo.


E voi?

 
 
 

Eh no!

Post n°891 pubblicato il 06 Settembre 2020 da e_d_e_l_w_e_i_s_s
 

proprio no!

Adesso che finalmente la scuola si è rinnovata
























…. con i banchi monoposto e pure con le ruote

boicottarla!


E invece sì,  ,   succede anche questo.

Mica solo per i 300mila docenti per lo più di mezza età che si definiscono cittadini fragili e che vorrebbero che per loro la campanella di rientro non suonasse.
E intanto che circolare su circolare fra cavilli e contro cavilli si cerca di definire chi è  fragile e chi non lo è , sorge il dubbio:
vuoi mai che solo nel settore scuola esista il lavoratore con patologie?
E se il dipendente fragile lavorasse nel privato o fosse libero professionista se ne parlerebbe?

Ora, tanto per aumentare l'entropia dell'universo, ci si mettono pure i genitori che decidono di disiscrivere i propri figli da licei, istituti professionali e scuole medie.
E scelgono l'istruzione privata, ovviamente on line.
Non importa se costosa, di certo più sicura.
Con tanto di esami da privatista a fine anno.

Non che io sia mal pensante, eh!

però mi viene naturale supporre che fra  alcuni di questi insegnanti  e fra molti di questi genitori, quarantenni e cinquantenni,  ce ne sia più di uno che sputava veleno contro la chiusura forzata della scuole a marzo e la didattica a distanza incompleta che relegava i pargoli a casa dietro un pc senza possibilità di socializzare.


Quello che più fa effetto è scoprire le motivazioni che apportano.

Qualcuna è di ordine sanitario: si ripesca la condizione del povero nonno anziano,  cagionevole e con patologie pregresse  che non può e non deve essere messo in condizioni di ammalarsi.

La maggior parte è di natura economica: un contagio o una positività e quindi un  isolamento domestico si ripercuoterebbe sull'economia della famiglia.




Molti di voi non hanno figli e sono lontani anni luce dal mondo scuola, ma sono certa che un'idea in merito ce l'avete …

... e io sono    e curiosa di saperla.

 
 
 

1 su 5 se la fa

Post n°890 pubblicato il 03 Settembre 2020 da e_d_e_l_w_e_i_s_s
 

Nicola è un 29enne che sta ultimando il suo tirocinio per diventare radiologo.
La sua storia inizia più di  anni fa quando si iscrive al test di Medicina perché il suo sogno è quello di diventare dottore.
Non ce la fa. 
E si piazza il primo degli esclusi.
Per uno strano caso del destino uno dei selezionati a frequentare la facoltà cambia idea e la graduatoria slitta.
Così Nicola viene ripescato.  E con orgoglio e determinazione diventa studente di Medicina. Frequenta, dà esami e si laurea.
Non va fuori corso.  Poi intraprende la specializzazione.
Nel frattempo diventa anche papà e mentre lui studia la sua compagna va a lavorare per mantenere la famiglia ma le entrate non sono sufficienti e di qui l'aiuto dei genitori.

Oggi Nicola è contento: ha realizzato quasi del tutto il suo grande sogno.
Perché diventare medico radiologo, per lui, ancor prima di un lavoro è una missione.






























E oggi ci sono più sessantaseimila Nicola a cimentarsi nel test per l'accesso alla facoltà di Medicina.

100 minuti fra domande aperte che spaziano dalla robotica, alla chimica, dalla logica alla cultura generale, dalla fisica alla filosofia a definire i futuri medici.
Che saranno poco più di 13.000.

Quindi uno su cinque ce la farà.


E gli altri?


Ogni anno ricorre la stessa domanda: è giusto imporre il numero chiuso  per l'accesso a Medicina?

E' inaccettabile che uno studente non possa scegliere liberamente il suo percorso di studi?

O è semplicemente un'utopia lodevole certamente intraprendere una strada che ben che vada durerà 10 anni?


 
 
 

Settembre, andiamo

Post n°889 pubblicato il 01 Settembre 2020 da e_d_e_l_w_e_i_s_s
 

 

è tempo di


































Ancor più di dicembre, settembre è , o forse era, il mese che più sapeva di inizio e di nuovi progetti.

Promettevamo a noi stessi impegno e costanza.

Traguardi e obiettivi.

Decisamente audaci e pieni di buona volontà.

Esageravamo perché dal molto è più facile mantenerne almeno un paio.



E oggi
che ci barcameniamo fra incertezze collettive che si traducono nel personale e inquinano il quotidiano siamo ancora forti e grintosi da grattar via la ruggine dei troppi pensieri cupi di questi nostri tempi?


 


Non so a voi
ma a me quei settembre ricchi di aspettative  e di vita da progettare
mancano…
... tanto …

 
 
 

Evvai con la raccolta in_differenziata!

Post n°888 pubblicato il 30 Agosto 2020 da e_d_e_l_w_e_i_s_s
 

Si sa che, nonostante la pressante campagna di sensibilizzazione e le tante, troppe, belle parole,  i rifiuti prosperano e che man mano che si acquista il nuovo, il vecchio viene gettano via.

Che abbastanza spesso non vuol dire smaltito secondo le regole.

Si butta a cuor leggero  fregandosene beatamente non solo della tutela dell'ambiente ma anche del lavoro degli addetti ai rifiuti cittadini.

E così in due giorni,  due episodi simili.

Succede a Cremona e succede a Savona.

Peccato o per fortuna che gli autori di tanta educazione siano stati scoperti e la reazione da parte dell comunità che ne è seguita è questa:


                                                                                                        CREMONA






























































                                                     
                                                                                                    SAVONA









































Sicuramente una civile lezione di regole base per la raccolta differenziata  in caso dopo anni e anni ancora qualcuno non avesse capito ma è altrettanto vero che non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire e capire.



Arriveremo mai un giorno ad essere una cozzaglia di popolo almeno un po' civile?

 
 
 

Quel gran genio del mio amico

Post n°887 pubblicato il 29 Agosto 2020 da e_d_e_l_w_e_i_s_s
 

 

eri disperato, ieri.

Oggi lo sei di più.

Bestemmi contro lo Stato e allo stesso tempo preghi Dio che protegga te e la tua famiglia, poi esorti alla responsabilità di tutti, ma glissi sulla tua.


Non m' importa se sei andato in Croazia, a Malta, in Sardegna, a Riccione o a Jesolo.
Non m'importa neppure quanti anni hai.

Importa invece che grazie alla tua voglia di estate e di libertà altre 73 persone che hai frequentato in questi giorni sono in isolamento e non andranno a lavorare.
Perciò le aziende conteranno gli ammanchi e le assenze peseranno, sai, sul bilancio.
Statisticamente  fra queste qualcuna si ammalerà anche.


Una sorta di effetto domino

























applaudito, legalizzato, voluto e incentivato  e con cui tocca fare i conti quando ancora è estate e ancor prima dell'autunno .

La voce ti si strozza in gola mentre mi informi che tuo figlio è a casa positivo con la febbre e tuo papà, anziano, è stato trasferito nel reparto critico, mentre tu sei  solo ricoverato e  tua moglie è in terapia intensiva.

Ti ascolto ma non provo pena per te, neppure se mi sforzo.

In caso provo tanto rispetto verso infermiere e medici che grazie
anche a te sono stati costretti a indossare di nuovo scafandri.
E a rischiare ancora una volta.

Perché un conto è, grande genio del mio amico, rischiare per dovere altro per piacere altrui.

In caso, sai,  provo dispiacere per quei lavoratori del settore alimentare che per portare a casa la pagnotta si sono ammalati e per gli altri colleghi che sopperiscono con turni a rotazione rischiando giorno dopo giorno.  
Ma i media preferiscono parlare di Briatore e delle nullità che ruotano intorno al Billionaire &C.

Mentre tossisci  vorrei chiederti:

                     grande genio del mio amico, a giochi fatti, a stagione conclusa, a oggi,

                    quegli 8 giorni di svago, sprezzanti di ogni remora,ne sono valsi la pena?


E la stessa domanda la rivolgo a voi.


 
 
 

Pinguini VS Saunisti

Post n°886 pubblicato il 07 Agosto 2020 da e_d_e_l_w_e_i_s_s
 

 

Aria condizionata  sì , dicono i pinguini, perché il caldo e l’afa non fanno dormire e sul lavoro sconcentrano e deconcentrano , mandano in tilt ogni tipo di collegamento. Corpi appiccicaticci producono idee squagliate dai 40° percepiti.

 

No, rimbeccano i saunisti,  perché  gli sbalzi termici fanno male alla salute, incriccano i cervicali e arrossano la gola. Se poi la metti a manetta e ti ambienti a 20°, immagina quando esci che shock…
E che dire dei filtri? un habitat di batteri e di virus. Oggi poi che mica abbiamo la certezza se e come siano stati disinfettati.

 

 

 

 

 

 

 





















E intanto che traghettiamo verso un rovente e incandescente settembre

Fra amletici tormentoni disquisiamo anche su  aria condizionata sì o aria condizionata no.

 

Voi che dite?

 

  o        il condizionatore in casa, in auto, al supermercato,  o sul lavoro?

 
 
 

Per il bene collettivo

Post n°885 pubblicato il 05 Agosto 2020 da e_d_e_l_w_e_i_s_s
 

E' da marzo che ne sentiamo parlare.
Perché l'unico rimedio non è che il vaccino.

L'immunità di gregge non può bastare o forse è solo utopia.

Dall'America alla Russia, dall'Inghilterra alla Francia, dalla Cina all'Italia un'enormità di ricercatori con competenze e determinazione lavorano allo studio dell'antidoto.

Nei mesi abbiamo letto di test volontari sull'uomo nel mondo.

Oggi leggiamo che anche in Italia è approvata la sperimentazione.
























Più prototipi di soluzione, diversi step di somministrazione, ma stesso obiettivo:  sconfiggere il virus.

Magari per primi.

Da Verona a Piacenza, da Monza a Pomezia  si firmano contratti, si alimentano speranze  e si attivano anticorpi.

Tutti di volontari, tutti di cittadini sani.

Tutti pronti a farsi pungere per il bene collettivo.


E voi sareste pronti a prestare il vostro braccio?

 
 
 

Dalla sua parte

Post n°884 pubblicato il 04 Agosto 2020 da e_d_e_l_w_e_i_s_s
 

Lei, cinquant’anni compiuti, sul portone, salutandomi, diceva:

* Ce l’abbiamo fatta. Giusto in tempo prima che il mio orologio biologico già traballante  si fermasse per sempre. 
Aspetto un bambino. Sarà maschio. *

Indescrivibile la felicità che emetteva e trasmetteva.


Sono andata quasi per magia indietro negli anni ripensando alle
due barrette rosa, all’ emozione che stringe dentro  e che si scoglie in tenerezza.

Sogni, progetti, amore, vita che bussa

                                                    delicata come ali di farfalla,

                più decisa come unghiette di topino,

                                         forte come i pugni di un pugile che vuole farsi largo nel ring…

 

Quel vestito non ti entra più ...

e ne vai orgogliosa ...



Il vagito urlato al mondo dice   ci sono anch’io  e quel tanto dolore patito diventa dolcezza condivisa.

 

 Le poppate, le prime pappe, il primo sorriso, i primi passi, quel *mamma* e quel *papà* detti masticati sono gioia.

 

Ma un figlio è anche la fatica di notti insonni, è il giocare fino all’esaurimento dell’ultima forza, sono certi no che fa male dirli...ma che servono

 

È l' esserci nelle sue scelte importanti.


E’ stare dalla sua parte.
Presenti e lucidi.
































Perché un figlio è sempre un atto di amore.




Congratulandoci senz'altro con la futura mamma, pensate che non ci sia età per
diventare genitori  o alle volte, sfidando la natura, lo si diventa anche per amore di sé?


  
 

 
 
 

Ci sono i s A ldi, ma non i s O ldi

Post n°883 pubblicato il 02 Agosto 2020 da e_d_e_l_w_e_i_s_s
 
Tag: saldi


Ogni anno la stessa speranza.

Quest'anno però in pochi giorni ci si gioca l'intero futuro di un'attività.

Scaffali pieni: dalla XS alla tripla XL.
Commercianti che espongono merce in bell’ordine e con cartellini ben visibili.

La qualità di sempre a prezzi mai visti.






























6 italiani su 10, spendendo 116 euro a testa, si legge, sono in procinto di acquistare o hanno  già comprato il sandalo zeppato o il vestito griffato che tanto avevano ammirato.

Proibitivi a inizio stagione, abbordabili oggi… forse…


Ogni anno però la stessa triste realtà.

























Lo conferma la commessa e  lo dimostrano i dati.



Ci sono i sAldi ma non i sOldi.



*Oltre alle solite considerazioni trite e ritrite e inflazionate  sui saldi, diceva lui,
mi spiegate che senso ha fare 'sto casino  quando sarebbe molto più facile e più credibile mettere un prezzo fisso, concorrenziale ed onesto  e che restasse quello da aprile a settembre?*


La pensate così anche voi?

O invece i saldi fanno parte di strategie di compra-vendita piacevoli ed irrinunciabili?

 

 
 
 

Sopravvivono al tempo e nel tempo si consolidano

Post n°882 pubblicato il 30 Luglio 2020 da e_d_e_l_w_e_i_s_s
 

 

Un amico è uno che sa tutto di te e nonostante questo gli piaci.
Elbert Hubbard

L’unico modo per avere un amico è esserlo
Ralph Waldo Emerson


Chi è amico di tutti non è amico di nessuno.

Arthur Schopenhauer


E' il sentimento  che forse ancor prima dell'amore l'uomo ricerca.
Su di lui si sono spese parole, composte poesie  e canzoni. Talmente tante da confondere.
Sviscerato dalla scienza e studiato i suoi benefici, oggi, 30 luglio, lo si celebra.












































Ed è un sentimento di cui troppo spesso si parla a sproposito o perché lo si confonde o perché lo si sopravvaluta o lo si sottovaluta. 
Con il rischio di scambiare conoscenti per amici ritrovandosene un numero spropositato nella rubrica ma non fra le pieghe del cuore.

Tante volte l’amicizia ferisce così ci si consola convincendoci con amarezza di aver riposto malamente la fiducia. E brucia dentro.


Per quella che è la mia esperienza, di solito le amicizie più intense sopravvivono al tempo e nel tempo si consolidano.
Sono quei rapporti così forti, puri e sinceri su cui poter contare anche nel cuore della notte.
Sono quelle persone con cui ci si spoglia di ogni orgoglio mostrando le debolezze che ci rendono unici e nonostante ciò sicuri di essere capiti .


A volte penso di essere fortunata: di amica così ne ho una dai tempi della scuola: due facoltà diverse, percorsi di vita diversi, ma soprattutto  due persone diversissime che sanno farsi da parte quando serve ed esserci quando necessita.



Vi va di raccontarmi delle vostre amicizie, quelle vere?

 
 
 

Nel caos di piena estate

Post n°881 pubblicato il 28 Luglio 2020 da e_d_e_l_w_e_i_s_s
 

 

Succede che Salvini che quando fa politica, la sua, nelle piazze e  fra la gente non si sottrae da selfie e abbracci perché il saluto con il gomito, è convinto,  è la fine della specie umana, ieri al Senato rifiuta di indossare la mascherina  e dice:

                                                 “Non ce l’ho e non la metto”.

Bocelli, con il timbro da tenore, sostiene di  essersi sentito “umiliato e offeso come cittadino durante il lockdown tant’è che ha disobbedito volontariamente forte del fatto che fra tutte le tante persone che conosce  nessuna  è finita in terapia intensiva, quindi perché parlare di gravità? Lui prende la vitamina D.
Che oggi ridimensioni le sue parole non fa testo: quel che è detto è detto.

Pontifica Sgarbi: "Non c’è più Covid"

Eppure aumentano anche se di poco i casi e i focolai, tutti importati, eh! , collassano le strutture di prima accoglienza dei migranti positivi che arrivano a frotte e si parla di schierare addirittura l'esercito  rendendo palese l'idea di uno Stato che non ce la fa, ma che ci rassicura che è tutto sotto controllo.


Intanto dall'altra parte, nell’Italia di gente qualunque si punta il dito contro la movida, fioccano multe fino a 1000 euro  da Nord a Sud per chi viaggia su mezzi pubblici o serve i caffè al bar senza  mascherina.


























Nel caos di piena estate chi secondo voi ha ragione?


                                         
… o forse è meglio dire ha meno torto?



 
 
 

Quel piacevole gusto dell'orrido

Post n°880 pubblicato il 26 Luglio 2020 da e_d_e_l_w_e_i_s_s
 

 

… che già a dirlo così fa orrore.

Invece, stando a ricerche finlandesi e pubblicate su riviste accademiche, l’horror piace.
Lo testimonierebbe anche il numero di pellicole uscite.  
E il successo decretato dal pubblico negli anni.


Vampiri,
           zombie,
                     fantasmi,
                              lupi mannari,
                                          demoni,
                                                 antiche maledizioni,
                                                                  creature possedute,
                                                                                        magia nera,

                                                                                                   violenza e sangue,

 location oscure  e colonna sonora ben studiata ecciterebbero migliorando la nostra attività cerebrale e rendendoci più reattivi e più vigili.

E più propensi a prendere decisioni.

Perché l'essere umano è codificato istintivamente per reagire di fronte al pericolo, fuggendo o affrontandolo di petto.

Secondo lo studio, il terrore è più efficace se lasciato all' immaginazione dello spettatore che inconsciamente risponderebbe alle minacce sobbalzando sul divano o coprendosi gli occhi o semplicemente aumentando il ritmo cardiaco:  insomma trascorrendo quell'ora e mezza o poco più in stato d'allerta che libererebbe dalle ansie.

Inoltre la visione di un movie horror aiuterebbe a socializzare visto che generalmente si preferisce vederlo in compagnia, quasi che l'unione ad esorcizzare le paure facesse la forza.

































Trovate plausibilmente veritiera l'analisi dello studio?


Come vi rapportate all'horror?

Vi appaga e vi intriga tenendovi incollati allo schermo  con la costante sensazione di suspance e terrore ?

O rifuggite dal macabro, dall’innaturale e dalla sensazione di fiato sospeso che agita e non rilassa?



 
 
 

*Tutti ce l'hanno con me*

Post n°879 pubblicato il 19 Luglio 2020 da e_d_e_l_w_e_i_s_s
 

 



Nei mesi s'è perso il conto di quante smentite e di quante proposte si sia fatta portavoce.

E dire che l'istruzione è uno fra i maggiori investimenti che un Paese ha il dovere di compiere.







Perciò se prima non era già buona scuola a








 



che sarà ?

 

 
 
 

Dillo con una faccina

Post n°878 pubblicato il 17 Luglio 2020 da e_d_e_l_w_e_i_s_s
 

Correva l'anno 1997 quando dal Giappone arrivavano le prime faccine ma erano tempi,  quelli, in cui la digitalizzazione così come la concepiamo oggi era lontana anni luce.

Sta il fatto che negli anni i simboli pittorici e le faccine gialle piacciono a tal punto che anche chi le disdegnava un' era geologica fa, tecnologicamente parlando, oggi non può farne a meno.

Roba da ragazzi, si diceva.
Invece le usa il pensionato, la casalinga e il manager perché sono entrate anche nel mondo delle videochiamate e delle conferenze di lavoro.

E loro, le emoji,  si sono fatte così famose da essere celebrate ogni 17 luglio.





























Rispecchierebbero la nostra società sempre più digitale e  più veloce.
Il loro utilizzo istantaneo e immediato  creerebbe condivisione anche dove le differenze linguistiche non consentirebbero l'interagire.



Oggi, un'emoji può essere comparata al linguaggio esprimendo più delle parole?


O invece le limita rischiando fraintendimenti e incomprensioni ?



E siccome sono     e pure curiosa  ,   nel vostro chattare e "whatsAppare" ne fate largo, moderato o minimo us
o?

 
 
 
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