Creato da e_d_e_l_w_e_i_s_s il 16/06/2012

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Cose a Caso

 

Racconti di ordinaria gentilezza

Post n°671 pubblicato il 01 Settembre 2018 da e_d_e_l_w_e_i_s_s
 

 

- Sapete cosa mi è successo oggi? - raccontava ieri la mia collega - un fatto che ha dell’incredibile:  ho parcheggiato nel posteggio XYZ e mentre stavo aprendo la portiera dell’auto mi si avvicina una tipa. Mi sorride e mi dice:
"
Senti, il mio biglietto scade fra 1 ora e mezzo.
Se lo vuoi, te lo cedo"
 
E ha teso la mano.
Lì per lì sono stata indecisa, poi le ho sorriso, l’ho preso e l’ho ringraziata.-
       

Perché la sconosciuta lo avesse fatto era la domanda che rimbombava sua nella mente : faticava a pensarlo come un gesto di sola gentilezza.

Quasi che alle gentilezze gratuite e di un'estranea poi! non si sia più abituati.

Sono convinta che tutti noi siamo stati soggetto o oggetto di quel sentimento che tanto piace e tanto fa bene ma
























nel via vai di gente tutta presa dentro i fatti  suoi , non  c’è tempo per pensare ai piccoli gesti gentili che colorano e riempiono le nostre giornate.

Per qualcuno anche un sorriso o un buongiorno alla fermata del tram è una gentilezza.

A lei viene in mente di quella volta che davanti alla stazione una bici era per terra e  un passante fra tanti s’è fermato, l’ha raccolta e l’ha posizionata dentro gli appositi spazi.

Ricordava lui di quella volta che in aperta campagna è rimasto con l’auto in panne e il cellulare l’aveva dimenticato a casa. Passavano i minuti. Passsava una Panda e i due ragazzi si sono fermati  e attivati per aiutarlo.

Sulla gentilezza s'è scritto di tutto e di più: frasi e aforismi letti e riletti che sanno di troppo melenso e di troppo filosofico.


Concretamente, avete ricevuto o offerto  una gentilezza inaspettata e ne siete rimasti particolarmente colpiti?


Vi va di raccontarlo?

 

 
 
 

Nato il 1°ottore 1978

all'anagrafe Stefano Cucchi.
Geometra.
Per molti un tossico, per altri una vittima di uno Stato che non c’è stato.
Il 15 ottobre 2009 Stefano viene arrestato perché  visto cedere a un uomo delle confezioni trasparenti in cambio di una banconota. Il giorno dopo è processato per direttissima. Quando entra in aula ha difficoltà a camminare e a parlare e mostra inoltre evidenti ematomi agli occhi.

Muore all'ospedale Sandro Pertini una settimana dopo.
Ha 31 anni.

La famiglia pubblica alcune foto in cui sono ben visibili molteplici traumi da percosse e un evidente stato di denutrizione.
La sorella, Ilaria, non si dà  pace e lotta contro uno Stato assente.
Da qui ha inizio un'odissea di ipotesi, di inchieste, di prove&controprove, di testimoni, di processi.
Qualche agente penitenziario e qualche medico vengono indagati .
Si depistano le indagini o si caricano di particolari: si dice fosse sieropositivo, ma poi si smentisce.
I tanti processi non portano a nulla e giustizia non si fa.
A luglio 2016,  sette anni dopo, al termine del secondo processo d'appello , la Corte di Roma assolve gli indagati perché "il fatto non sussiste".

Oggi Stefano risorge nella pellicola crudissima presentata Mostra del cinema di Venezia due giorni fa.
                                                 *Sulla mia pelle*
,

diretto da Alessio Cremonini, è  un film  - spiega - che racconta  gli ultimi giorni di vita di Cucchi e  non giudica.

Alessandro Borghi  fa magistralmente  ri_vivere  il giovane calandosi nel  dolore e nelle sofferenze  di un uomo con il corpo martorizzato.

Sette minuti di applausi della critica e del pubblico  e qualche lacrima umana. Perché per fortuna siamo ancora umani. E di fronte al dolore non stiamo imperterriti.

Raccontare la storia di Stefano Cucchi è in qualche modo, secondo voi, un atto dovuto ?

E' strumentalizzazione?

O invece comprendete le durissime reazioni dei sindacati di polizia e carabinieri che ci vedono l’ *ennesima gogna* o si sentono *infamati senza prove* ?


 

 
 
 

Obiettivamente...

Post n°669 pubblicato il 27 Agosto 2018 da e_d_e_l_w_e_i_s_s
 



























E' il solito sfogo fanatico e polemico o un briciolo di verità in queste parole c'è...obiettivamente?

 
 
 

La bellezza non è una questione di genere ma di stile

Post n°668 pubblicato il 25 Agosto 2018 da e_d_e_l_w_e_i_s_s
 

 

E ha stile e fascino  ed è pure bello l'uomo brizzolato e naturale.

Da donna dico che attira il  capello bianco,  la ruga di espressione, quell'essere virile e villoso.

Succede di scambiarci due chiacchiere dal parrucchiere  entrambi con le stagnole in testa.
Succede di vederlo steso sul lettino dell'estetista mentre tu sei lì a soffrire per la ceretta, lui sta patendo la pinzetta per definire l'arcata del sopracciglio.
Succede di osservarlo scegliere fra creme colorate, matite per occhi,  profumi e smalti trasparenti.




























Un po’ ti spiazza perché a te l’uomo è sempre piaciuto uomo.
Curato, ben tenuto, ma non artefatto.

Sai che in alcune civiltà la cosmesi è per lui e per lei  e che nel '700 gli uomini usavano abitualmente parrucche incipriate, talco o polvere di riso sul viso.
Non ti piaceva l’immagine di Damiano David leader dei Maneskin che per conquistare il pubblico di X Factor si truccava.  Né David Bowie  capostipite con i suoi trucchi di scena del make up del maschio contemporaneo.
Comprendi il cerone e l'ombretto dell' attore che va in scena, ma quella è fiction. 

E invece, volente o nolente, ti devi modernizzare perché il trucco appena accennato, naturale e discreto , che su di te, donna, tanto ami e diventa una seconda pelle,  si fa unisex.
Lo dice la maison Chanel che lancia la prima linea di make up tutta per lui, Boy de Chanel: dal fluido colorato al balsamo per le labbra, da un ombretto illuminante a   una stilo per definire le sopracciglia.

I maschi italiani fra i 25 e i 45 anni  con professioni di livello medio/alto spenderebbero più di 250 milioni di euro fra prodotti i make up e cura del corpo e del viso e il mercato della cosmesi maschile parrebbe essere a sviluppo più rapido nei prossimi anni.

Secondo  voi   la beauty mania maschile è edonismo? Moda? Mancanza di virilità? Insicurezza ? Voglia di parità? Un volersi bene e un coccolarsi?

O semplicemente la caduta di stereotipi vecchi quanto il cucco?

 

 
 
 

Brutti ma buoni o anche l'occhio vuole la sua parte?

Post n°667 pubblicato il 23 Agosto 2018 da e_d_e_l_w_e_i_s_s
 

 

Mentre la filosofia del crudismo secondo cui la cottura ‘brucia’ molti principi salutari prende piede coinvolgendo circa l’ 8 % della popolazione e nutrizionisti di ogni Paese sottolineano la pericolosità di portare in tavola pesce e carne cruda, dall’altra parte oltre un terzo della frutta e verdura coltivata in Europa non riesce mai ad arrivare sugli scaffali dei negozi perché troppo 'brutta',  o di forma e dimensioni non consone agli standard dei consumatori. Ogni anno circa 50 milioni di tonnellate di prodotti agricoli in tutta Europa vengano scartati senza mai arrivare al supermercato e in alcuni casi senza nemmeno mai lasciare il campo dove sono stati prodotti perché "troppo brutti per essere venduti". Nel solo Regno Unito, si legge, si arriva a 4,5 milioni di tonnellate.

La ricerca condotta dall'Università di Edimburgo non punta il dito solo contro lo scandalo dello spreco del cibo, ma anche sull'impatto ambientale che ne deriva vista la quantità di pesticidi e sostanze tossiche che si disperdono  nelle falde.
Perciò il monito che arriva è :

                        incoraggiare le persone ad essere meno schizzinose
                      riguardo a come dovrebbe apparire la frutta e la verdura.




























Fra le cassette del supermercato o dal fruttivendolo, come scegliete?
In fondo, vi convincete,  il pomodoro prodotto dalla buona  terra senza troppi concimi o fertilizzati chimici non è sempre bello rotondo e bello lucido, ma è gustoso.

O invece, per la serie che anche l’occhio vuole la sua parte,  la melanzana o la carota arzigolata,  l’albicocca ammaccata, la pesca ovoidale  disturbano  la vostra vista le lasciate là sul cestone, schifati?

 

 
 
 

Un dramma dentro il Dramma

Post n°666 pubblicato il 20 Agosto 2018 da e_d_e_l_w_e_i_s_s
 

Mentre oggi 11 nuclei familiari di sfollati dopo la sciagura Morandi riceveranno un tetto, la procura di Genova è pronta, in caso di concreto pericolo, ad autorizzare l'abbattimento immediato del moncone di ponte sopra gli edifici evacuati di via Porro. Ieri sera infatti sono stati segnalati anomali  scricchiolii e perciò , in via precauzionale, i vigili del fuoco hanno deciso di interrompere le operazioni di recupero degli oggetti personali dalle abitazioni evacuate.

Sono 632 i cittadini genovesi che dal Ferragosto infuocato di sangue e colorato di morte dormono di fortuna.

Sanno che a breve sulle loro case  una ruspa potente disintegrerà non solo cemento e vetro ma anche il sacrificio di una vita.

Un piccolo dramma, certo, confrontandolo con la tragicità delle 43 vite interrotte , ma sempre dramma è.

Il giorno dopo la tragedia,  finchè ancora vigili del fuoco e volontari   scavavano senza sosta con la speranza di trovare superstiti e le polemiche infruttuose imperversavano inutili e patetiche, loro, gli sfollati di via Fillak, entravano nelle loro case.






















Indossavano l’elmetto perché così vuole la procedura.

Magari guardavano il divano nuovo in salotto o le pareti tinteggiate di fresco.
O forse in quei 10 minuti guardavano nulla tanto rimbombava dentro il dolore sordo e muto.
 
C'era chi recuperava i propri documenti , chi i vestiti, chi i medicinali, chi le chiavi dell’auto, chi l’orsacchiotto del figlio, chi la batteria del cellulare.


Ho provato a pensarmi nei loro panni: ho girato lungo le stanze della mia casa.

Tutto parla di me, dei miei affetti, della mia vita.
Pezzi intrisi di me lasciati là a farmi compagnia e a scandire il mio tempo.

Non avrei saputo cosa prendere né cosa lasciare.

E voi?

 
 
 

Incoscienza o coraggio?

Post n°665 pubblicato il 15 Agosto 2018 da e_d_e_l_w_e_i_s_s
 
Tag: fiducia

 




Siete d’accordo?

 

O

 

pensate che a dare fiducia ci vada un coraggio imprudente e azzardato?

 

 

 
 
 

Ferragosto è sempre Ferragosto?

Post n°664 pubblicato il 13 Agosto 2018 da e_d_e_l_w_e_i_s_s
 

Un sacco bello è un film italiano del 1980 diretto ed interpretato da Carlo Verdone sullo sfondo di una Roma ferragostana, assolata e deserta.

Quando le città si svuotavano del tutto e la crisi non premeva forte.

 

Originariamente cadeva il 1º agosto.
Poi la Chiesa cattolica  volle far coincidere la ricorrenza laica con la festa religiosa dell'Assunzione di Maria e il Ferragosto slittò al 15 agosto.
E’ una festività di origine antichissima. Allora  nella Roma imperiale si organizzavano corse di cavalli e anche  buoi, asini e muli  venivano dispensati dal lavoro e agghindati con fiori.
I lavoratori porgevano auguri ai padroni, ottenendo in cambio una mancia:  un' usanza     che in età rinascimentale fu resa obbligatoria nello Stato Pontificio.

La tradizione popolare della gita turistica di Ferragosto nasce durante il ventennio fascista.
Il regime organizzava, attraverso le associazioni dopolavoristiche  centinaia di gite popolari.
Grazie all'istituzione dei "Treni popolari di Ferragosto"    con prezzi fortemente scontati,   le famiglie italiane avevano per la prima volta la possibilità di vedere   il mare, la montagna e le città d'arte. Siccome le gite non prevedevano il vitto,  è nata  la tradizione del pranzo al sacco.

Negli anni,  in ogni regione italiana Ferragosto viene vissuto come una festa esplosiva.
A partire dai prezzi che tradizionalmente aumentano,  ai disservizi per l’esubero di turisti, ai gavettoni , ai falò, alle notti bianche, alle tradizioni in cucina  il cui piatto per eccellenza del pranzo   è il piccione arrostito,  fino alla smorfia che assegna al giorno di  Ferragosto il numero 45.

[…]I cittadini italiani [...]
Li ho visti, li ho visti in folla a Ferragosto.
Erano l’immagine della frenesia più insolente.
Ponevano un tale impegno nel divertirsi a tutti i costi, che parevano in uno stato di «raptus»:
era difficile non considerarli colpevolmente incoscienti.
Pier Paolo Pasolini


 

Pazienza se il grande afflusso di turisti rende qualsiasi spostamento una vera e propria odissea e se le previsioni meteo non sono favorevoli: Ferragosto è Ferragosto!

Per moltissimi di noi Ferragosto è solo una data sul calendario.
Per altri una scelta da evitare: alla calca indisciplinata si preferisce dire  *no!*  e si apprezza la calma della casa perché  divertimento  fa rima con  rilassamento.



E voi dove   n o n   andreste a Ferragosto?


                                                    ... comunque sia...

 

 
 
 

In Italia, all'improvviso

Post n°663 pubblicato il 08 Agosto 2018 da e_d_e_l_w_e_i_s_s
 

si  scopre il caporalato e lo sdegno è incontenibile.
Da Nord a Sud, da Est a Ovest  tutti siamo schifati e disgustati.

Pochi ricordano o vogliono ricordare la tristissima storia di  Paola Clemente, la bracciante agricola  di 49 anni , stroncata da un malore nelle campagne di Andria nel luglio 2015.

Lei, insieme ad altre operaie,  veniva  portata nei campi a bordo dei pullman.

Lei, come le altre,  percepiva  30 euro al giorno ed era al servizio dei caporali per 12 ore: dalle 3.30 del mattino, alle 15.30.

 

30:12= 2,5 euro all’ora

Questo era il costo orario delle sue fatiche.
Questo è sfruttamento.

Questo è un cortometraggio che racconta di una drammaticità che non vorremmo
nè sentire nè vedere nè sapere.


 

 

A pochi giorni dai  16   morti  nei  due incidenti stradali avvenuti a poco più di 48 ore di distanza l'uno dall'altro, mentre  si indaga per verificare  se le vittime fossero nelle mani di caporali,  tutti parlano.

Pontifica Martina su L’Avvenire : "Il caporalato va sradicato, perché va garantita la dignità dei lavoratori.  Se davvero il governo è in grado di mettere in campo ulteriori interventi, li sosterremo senza se e senza ma. Ma a patto che siano azioni concrete, non slogan.
"


Salvini annuncia "controlli a tappeto" per combattere lo sfruttamento dei migranti nei campi;  Conte cita la legge  varata da Renzi e in vigore  dal 2016, sottolineando come non sia "ragionevole introdurne un'altra: si tratta di integrarla appieno e di verificarla  oltre di  capire perché non ha prodotto gli effetti sperati".

Parole  parole parole, troppe parole.
Vane parole  per una piaga inumana e disgustosa di cui tutti sapevamo e sappiamo l’esistenza e la consistenza.





































Che dite passata 'sta ondata di caldo,  di rabbia  e di disgusto, tutto tornerà  nella normalità e di caporalato se ne sentirà parlare alle prossime morti di poveri disgraziati bianchi, neri, gialli che siano?

O invece l’Italia all’improvviso si desta e alza la testa?

 

 
 
 

Amor che nulla amato, amor perdona

Post n°662 pubblicato il 05 Agosto 2018 da e_d_e_l_w_e_i_s_s
 

Sono passati vent'anni dal giorno in cui scambiandosi le fedi si erano giurati amore eterno davanti a Dio.
Dal loro amore nascono due figli.
Poi le vicissitudini della vita li allontana.
Nessun tradimento, nessuno screzio.
Solamente quell’orribile sensazione di guardarsi  negli occhi e scoprirsi sconosciuti, stanchi e incapaci di ritornare complici.
Consensualmente si separano. Poi divorziano.
Civilmente entrambi si prendono le proprie responsabilità.




















Un giorno lui incontra un'altra donna e s'innamora a tal punto che la vuole sposare però è talmente credente e cristiano che un matrimonio civile sarebbe inconcepibile. Spiritualmente si sentirebbe peccatore.

Così chiede alla ex moglie l'annullamento del matrimonio rivolgendosi alla Sacra Rota.
 Lei rifiuta. Era convinta, allora  di  quel  *sì*  pronunciato fra le lacrime di gioia e di  emozione e non si sente di rinnegarlo: sarebbe come buttare via un pezzo importante di se stessa.
Lui insiste fino a quando le fa arrivare una richiesta legale, precisa e puntuale.

Può un uomo - o una donna - per quanto credente_cristiano_praticante sia,  fare tabula rasa di tutto  cancellando  definitivamente  anni di vita e  di condivisone   e rendendo nulla anche la nascita   dei figli concepiti con e per amore in nome della fede e di Dio?

 
 
 

Mi chiamo Brontolo ;)

Post n°660 pubblicato il 01 Agosto 2018 da e_d_e_l_w_e_i_s_s
 

"Incredibile, alle 8 di mattina già ci sono 30°: un’altra giornata in cui si boccheggia."
Ad agosto è difficile che sia fresco e presi dalla pulsione del lamentarci diamo la colpa al clima, 'sto biscaro!  che è cambiato senza avvertirci
Poi  tutti accaldati andiamo  al supermercato e ci par di entrare dentro un freezer: poveri cervicali e povera gola! E vai di improperi contro l'aria condizionata e il suo abuso.
E che dire dello scontrino rincarato? Una tiritera di critiche contro il sistema, contro il governo, contro l’inflazione.
Quel cretino  che al semaforo  ci ha impiegato 1 secondo in più a partire  ci ha innervositi neanche avessimo bimbi neonati a casa che piangono e intanto che innestiamo la seconda finiamo di insultarlo alle spalle.
Il collega e il capo? Di quelli meglio non ( s )parlare. Loro sono fuori di testa: han bisogno di ferie.  
Se poi si affronta l’argomento politica , allora sì che si aprono le cateratte: un rosario di brontolamenti.
I migranti e i razzisti  ci rompono le balle, Salvini di più, di Maio  non capisce una mazza,
Conte nulla conta, Martina parla per niente, Berlusconi  è ora che si levi dai c----oni.
La sanità è un disastro, il mondo del lavoro  allo sfascio, la disoccupazione alle stelle, gli stipendi inadeguati.
Non si salva niente e nessuno.

Mentre le ore della giornata si srotolano,  aumenta il  nostro brontolare su tutto per tutto contro tutto.























































Mica ci rendiamo conto che basterebbe un niente e le cose potrebbero andarci peggio perché al peggio non c’è mai limite.

Eppure noi brontoliamo, chi più e chi meno - chissà se capita anche a voi -  , imperterriti quasi provassimo una sorta di liberatorio piacere.

Oh no no , non vi chiedo da 1 a 10 quanto brontoliate in un giorno,  né per cosa brontoliate.

Voglio essere propositiva:  c’è qualcosa di cui non vi lamentate?

... magari dalle vostre risposte trovo  spunto …  

 

 
 
 

Cattivissima me?

Post n°659 pubblicato il 30 Luglio 2018 da e_d_e_l_w_e_i_s_s
 

La civiltà di un popolo si misura dal modo

in cui tratta gli animali

M. Gandhi


In fondo di fronte a tutte le sciagure che si abbattono sugli umani, che vuoi che sia mai  la morte di un cane?


Che poi si chiami Kaos    e sia stato un  emblema durante il terremoto di Amatrice o PinkoPallino, il cane senza storia pubblica di un emerito ignoto cittadino non fa differenza.

 



Non so se avete mai visto le sofferenze che patisce un cane avvelenato.
Immagino anche sappiate di  cani o animali domestici che ogni anno vengono avvelenati da abitanti del rione  perchè 'disturbano' o per sterili e ignoranti vendette fra vicini.

Di tutto    auguro agli artefici di simili  crimini di ingoiare un boccone

avvelenato e che non bastassero  una, neppure  due, neanche  dieci  lavande gastriche.

Certo, non  augurerei loro la morte, ma vorrei che patissero  in triste solitudine e silenziosamente gemendo.

Cattivissima me?


Può darsi, ma sono certa che altri di voi provino lo stesso sentimento.

 

 
 
 

Stregata dalla luna

Post n°658 pubblicato il 29 Luglio 2018 da e_d_e_l_w_e_i_s_s
 

Se scrivo  Kudrjavka  pochi di noi pensano a una cagnetta passata alla Storia con il nome di Laika .
Era  il 1957 quando Laika fu imbarcata a bordo della capsula spaziale sovietica Sputnik 2. Non tornò più.
Qualcuno si commosse. Allora non c’erano gli animalisti ma la voglia di esplorare l’universo.

Passarono degli anni e a luglio del ’69 Neil Armstrong passeggiò sul terreno lunare.
Fu una conquista.

 

Che fai tu Luna, in ciel?
dimmi, che fai, silenziosa Luna?

 Leopardi

 

Due sere fa milioni di persone, io compresa, stavano là con il naso all’insù a guardare quella che è stata definita per fascino e durata l’eclissi lunare dei record complice anche un  Marte   ultra luminoso grazie alla maxi tempesta di sabbia che lo sta avvolgendo e dove da pochi giorni un gruppo di scienziati italiani ha scoperto la presenza di acqua alimentando ulteriormente la suggestione della vita extraterrestre.































In epoca medievale l'eclissi era considerata come un presagio di sventura o una punizione divina.
Secondo alcune tradizioni popolari  era anche vietato guardarla: si diceva che si potesse rimanerne incantati e diventare preda di creature mostruose.
A lei si attribuivano malattie un tempo misteriose come depressione, paranoia o epilessia.

Ma ci sono culture meno pessimiste e più romantiche che la considerano  un celestiale abbraccio tra Sole e Luna.

Per quanto sia chiaro alla scienza cosa accada durante un' eclissi o un moto lunare ,  la storia dell'uomo non è affatto avara di fantasie, miti,  leggende e proverbi ricondotti  ai capricci della Luna.


        
L'eclissi della luna non porta mai  buona fortuna.
Donna e luna, oggi serena, domani bruna.
Se sbagli Luna, il vino saprà di tappo.
Luna crescente, capello fluente.
Luna piena, omicidi a catena.
Luna piena, la terra trema.

 

Ricordate  proverbi, frasi o citazioni sulla Luna?

... volete continuare?



 
 
 

Se è ad alto gradimento, non fare alcun cambiamento!

Post n°657 pubblicato il 27 Luglio 2018 da e_d_e_l_w_e_i_s_s
 

Potrebbe essere il motto  che fa da comun denominatore per tutti i palinsesti TV.
Leggendo delle straordinarie non novità che televisivamente ci aspettano viene istintivo pensare a cimeli consolidati che entrano nel quotidiano.
Non so a voi, ma a me pare che si sia stabilizzato un modello di televisione da museo  su cui  tutti o quasi tutti giustamente paghiamo il canone e che tutti indistintamente critichiamo, ma che tutti indistintamente guardiamo. 

























Sì, perché  anche i palinsesti  RAI , pur proponendo ufficiosamente un inedito Fiorello, e  MEDIASET  seguono il mercato e la legge della domanda-offerta.


Perciò, l’abbonato spaparanzato in prima fila sul divano comodo  applaude e vota con lode quella finestra aperta sul mondo in cui volti conosciuti più o meno garbatamente entrano a fargli compagnia, consapevole che il panorama a lui familiare non debba mai cambiare.
 Il mondo però è molto cambiato.  


E di qui, due domande:
La tv pubblica o privata  è lo specchio del paese?
O il paese è condizionato dalla tv pubblica o privata?



 
 
 

Nei suoi panni

Post n°656 pubblicato il 24 Luglio 2018 da e_d_e_l_w_e_i_s_s
 

Mettiamo il caso che siate Tobias, che andiate all'aeroporto per riabbracciare vostro figlio, 17enne,  Finn e che lo ritroviate diverso da come lo conoscevate. Si fa chiamare Helen e si veste da donna perché si sente donna. E scopriate che in quell’anno in cui eravate lontani, si stava preparando non solo per l'università ma anche per  l'operazione di cambio di sesso. 
Come reagireste?

E’ grossolanamente la trama del film Chiamatemi Helen del 2015,  tedesco , drammatico che ha avuto un discreto successo e  trasmesso la settimana scorsa  su Rai2.





















Se ne parlava tra di noi.

Qualcuno diceva: *Sosterrei mio figlio e il suo coraggio: se vuole essere Helen, Helen sia!*

Ribatteva l’altro: *Ci viene facile a parole ribadire che vogliamo la felicità dei nostri figli, ma a fatti tante volte restiamo confusi e incapaci di confrontarci con tematiche sull’identità di genere. Anche per una famiglia di mentalità aperta, gestire il tormento di un figlio adolescente che sente di essere nato nel corpo sbagliato sconquassa.*

Più di uno sosteneva: * Con ‘sta mania di parlare di omosessualità, di gay pride, finisce che i "diversi"siamo noi etero. E finisce anche che alcuni adolescenti con più dissidi interiori e con più rabbie dentro vogliano provare l’ebbrezza di accostarsi, fosse solo per curiosità o protesta, al mondo omosessuale.*

E voi che ne pensate?... Sinceri, però…

 

 
 
 

Perle di ... ignoranza

Post n°655 pubblicato il 20 Luglio 2018 da e_d_e_l_w_e_i_s_s
 

Lo sapevate che D’Annunzio era un estetista, che  Dante è nato a Milano e che la Gioconda è stata dipinta da Giotto?

Che  "Gente di Dublino" è ambientato a Londra?

Che i partigiani combatterono  al fianco di Mussolini e che  le Brigate rosse si collocano durante il ventennio fascista?

Che l'India si trova in Africa e che il Giappone confina con la Polonia?

Che Torino è  il capoluogo della Toscana e che  l’Umbria è  una città vicina ad Assisi?

Che la pratica con cui ci si autoinfliggono delle ferite è l’autoerotismo?

Una carrellata di strafalcioni  datati maturità 2018  che fa sorridere ma anche riflettere.

A dire 'ste perle di saggezza sarebbero stati alcuni studenti ritenuti maturi da commissioni che avrebbero dato sfoggio di tanta competenza e erudizione.

Un assaggio?
Secondo alcuni insegnanti la seconda guerra mondiale scoppiò nel 1915 e  durante la prima guerra mondiale gli Stati Uniti erano alleati della Germania

Il 1789 è l’anno in cui i francesi scoprono l’America.

Nella mente dei docenti , Pirandello  è un autore universale. Detiene quasi interamente i best seller della letteratura italiana. A lui, infatti, sono stati attribuite opere a raffica: "Se questo è un uomo" e "La coscienza di Zeno", per esempio.
Gettonato anche Svevo: dalla sua penna sarebbe nato  "Rosso Malpelo" la poesia "Ed è subito sera".
Prontamente corretto da un collega che assicura: << No, sbagli, "E’ subito sera" è di Montale.>>
Povero Quasimodo ...

E che dire  di quel docente  di francese che, all'esame scritto, per fugare i dubbi dei ragazzi su alcuni termini in lingua,  cercava i termini su Google Traduttore?

… mai sia  fare di tutta l’erba un fascio…né per gli studenti né per i professori.

Sarà stata colpa del caldo, della stanchezza, dell’ansia…o un dubbio sulla buona scuola viene anche a voi? 

Comunque sia…
























          Diploma con lode
a tutti
i  professionisti dello strafalcione e dell’ignoranza.


 

 
 
 

Si vede che era destino

Post n°654 pubblicato il 11 Luglio 2018 da e_d_e_l_w_e_i_s_s
 

Già tanti anni fa, nel '94, aveva  attraversato quei corridoi presentandosi come concorrente della Ruota della Fortuna.
Oggi, invece, disarcionato dalle apparizioni nella TV di Stato,  Senatore indiscusso, lontano dal far politica e criticato anche dal suo stesso partito, Matteo Renzi entrerà fra quei corridoi nientepopodimeno che come conduttore Mediaset.
Un programma, televisivamente parlando, in cui racconterà delle bellezze Firenze, città a lui cara e suo trampolino di lancio verso l’infruttuosa scalata alla politica nazionale.




























Pareva possibile che l' ex Matteo nazional-im_popolare  s'accontentasse della provincia o della nazione?


Sepolta l'ascia di guerra e gli intrecci politici, le lunghe braccia e il grande cuore di Berlusconi accolgono tutti: basta che portino ascolti, share e pecunia.
E lui, il Renzi di sinistra,  la stoffa dell’imbonitore ce l’ha tutta grazie alla sua la cadenza toscana, alla mimica facciale, alla dialettica forbita  e d’effetto.
























Per anni,  vedendolo calcare troppe volte le scene,  l’ho immaginato nelle vesti di un applaudito attore o di una rilevante comparsa  in qualche film di Pieraccioni  e io amo la comicità delle pellicole di Pieraccioni, eh! 

Come cambiano velocemente gli scenari, però!
Sì sì, perchè fino a poco tempo fa avrebbe potuto con leggi, leggine o leggione  decidere le sorti dell'impero di Berlusconi, avversario politico, disprezzato e additato come simbolo di ogni male italiano e ora, invece,  si ritrova a trattare un contratto a termine... 

... quando si dice coerenza ...


 
 
 

Correte, gente, correte!

Post n°653 pubblicato il 09 Luglio 2018 da e_d_e_l_w_e_i_s_s
 

E' tempo di

























Ogni anno la stessa speranza.

Commercianti che espongono merce in bell’ordine e con cartellini ben visibili.

Personale al completo tra le corsie dei reparti.

Scaffali pieni: dalla XS alla tripla XL.
Anche qualche resto di magazzino fa capolino.
Si stima che quest’anno ogni italiano spenda 100 euro.

Gente comune con la speranza di coronare il desiderio di un capo nuovo, trend, colorato o tinta unita.

Qualcuno, pregustando lo shopping sfrenato al limite del compulsivo,  sta in fila cronometrando i minuti prima che la serranda  del negozio si alzi.

Mai si sa che la sua taglia sia la più richiesta.

Già s’immaginano quel sandalo che tanto avevano ammirato,  quell’abito che tanto avevano sognato o quella maglietta sfiziosamente adorabile.

Proibitivi a inizio stagione, abbordabili oggi… forse…

Ogni anno la stessa triste realtà

























Che sia che ci siamo impoveriti tutti?

Voi come vi rapportate  con il tempo di saldi?

 

 
 
 

♫ Notte alta e sono sveglia...♫

Post n°652 pubblicato il 04 Luglio 2018 da e_d_e_l_w_e_i_s_s
 

 

 ♫  ma non è lui il  mio chiodo fisso...

E’ un miagolio.

Incessante, 
                  ripetitivo,
                                 sibilante,
                                                fastidioso,
                                                                 malinconico,
                                                                                      penetrante,
                                                                                                          straziante.

Un suono  che  entra dentro e che risuona nel silenzio ovattato che solo la notte ha.
Là in fondo c’è una sagoma chiara che miagola.
Ha fame o forse è solo spaventata.
Arzilli come neppure il sorgere del sole ci vede, riempiamo due ciotoline  e scendiamo. 
Tutti insieme, cane compreso.
Il gatto scappa. E’ bianco.
Passa del  tempo e ritorna.
Mangia.
Poi si lascia avvicinare.
E’ una femmina.
Pulita, ben tenuta.
Tre voci si alzano: *non è che possiamo…*
Due, all'unisono, rispondono:  * Escluso! *

E’ agitato, il mio cane,  languidamente supplichevole mi guarda e sordamente ringhia.: non vuole spartire spazio né coccole con la micia.
La tranquillizzo.
Intanto le ore passano, ma non il sonno.
Il cielo si rischiara.
I cellulari di mie figlie si attivano: quale mezzo migliore di WhatsApp per cercare fra dli amici un possibile potenziale amante dei gatti che si prenda cura della trovatella?
Rispondono in parecchi.
Tutti speriamo sia scappata anche se il dubbio si insinua prepotente.
La mattina per loro scorre fra  foto da appendere qua e là e   veterinario che conferma che la gatta non è microchipata, ma non è randagia, che è abituata al contatto umano ed è sana.
 
Per ora il benessere del gatto è assicurato: starà, in attesa che  si faccia vivo il proprietario, con un amico di mie figlie.

Non tutti i cani e i gatti sono così fortunati: in Italia ogni anno vengono abbandonati 50 mila cani e 80 mila gatti

Il triste fenomeno dell’abbandono , nonostante sia un reato punito per legge,  tra luglio e settembre si intensifica: pare che ogni giorno vengano abbandonati circa 600 tra cani e gatti.

E ieri  La Stampa riportava
questo

Ci sarebbero, stando ai dati, quasi 7 milioni di cani e più di  milioni di  gatti che condividono la propria vita con una famiglia.






















Voi, volendo scegliere un amico a 4 zampe , preferireste il cane, il gatto  o proprio nessun animale in casa?

 

 

 
 
 

No, Alpitour? Ahi, ahi, ahi!

Post n°651 pubblicato il 01 Luglio 2018 da e_d_e_l_w_e_i_s_s
 

Una pubblicità che ha fatto storia e che ogni anno ritorna attualissima.
Perché non sempre  al turista fai da te aspettano vacanze come s’era immaginato.



















Dopo un anno di lavoro, urge un luogo in cui rigenerare le batterie  guardando anche al portafoglio per conciliare esigenze, gusti,  qualità e prezzo.  Molti s'informano  su internet dove si  trova tutto e anche il contrario di tutto.


Nel 2016: 22 arresti e 600 le vittime delle false offerte online

Oggi si legge: 
                              Maxi truffa con le finte case per le vacanze:
                                          presa la "banda delle donne"

Affittavano case-vacanza inesistenti a Madonna di Campiglio, Cortina, Isola d'Elba, Marina di Grosseto, San Teodoro, Stintino e Livigno ad ignari turisti.
Si facevano versare su carte prepagate la caparra per poter concludere «l'affare
»e per non destare sospetti chiedevano  le fotocopie dei documenti, a soldi ricevuti, inviavano un contratto credibile di locazione.
Poi «sparivano» con il denaro.

E lo sprovveduto turista, ripiombando nella realtà del sogno svanito si trova a fare i conti con la buggerata.
Qualcuno lo additerà come sprovveduto.
Qualcun altro si indignerà per le truffe.

Io penso invece a un tipo che anni fa, e non su Internet, ma tramite una specie di agenzia di viaggi aveva prenotato una vacanza mica proprio sotto casa, ma a 10 ore di volo.
Mare, immersioni,  natura, tramonti, escursioni, pesca.
All'aeroporto nessun problema: imbarcato e sbarcato.
Là , invece cominciarono i guai: del taxi che doveva aspettarlo e portarlo a destinazione  non c’era traccia; del villaggio prenotato e visto in foto nessuno sapeva l’esistenza.
Provò a contattare l’agenzia, ma quel numero era disattivo.
E così  il poveretto se ne stava sotto il sole con una valigia leggera di vestiti e una pesantissima di rabbia.
Realizzò che era stato fregato.
Elegantemente fregato e con nessuna possibilità di rivalsa.


Non che avesse molte alternative: o ritornare in Italia ripagandosi il biglietto o cercare una sistemazione ex novo.
Non aveva la lingua dalla sua, ma da buon italiano sapeva farsi capire a gesti.


Voi nei suoi panni, oltre a imprecare,  che avreste fatto?
Avreste preso il primo volo di ritorno o vi sareste improvvisati turisti fai da te  ?

 

 
 
 
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