Creato da e_d_e_l_w_e_i_s_s il 16/06/2012

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Perle di ... ignoranza

Post n°655 pubblicato il 20 Luglio 2018 da e_d_e_l_w_e_i_s_s
 

Lo sapevate che D’Annunzio era un estetista, che  Dante è nato a Milano e che la Gioconda è stata dipinta da Giotto?

Che  "Gente di Dublino" è ambientato a Londra?

Che i partigiani combatterono  al fianco di Mussolini e che  le Brigate rosse si collocano durante il ventennio fascista?

Che l'India si trova in Africa e che il Giappone confina con la Polonia?

Che Torino è  il capoluogo della Toscana e che  l’Umbria è  una città vicina ad Assisi?

Che la pratica con cui ci si autoinfliggono delle ferite è l’autoerotismo?

Una carrellata di strafalcioni  datati maturità 2018  che fa sorridere ma anche riflettere.

A dire 'ste perle di saggezza sarebbero stati alcuni studenti ritenuti maturi da commissioni che avrebbero dato sfoggio di tanta competenza e erudizione.

Un assaggio?
Secondo alcuni insegnanti la seconda guerra mondiale scoppiò nel 1915 e  durante la prima guerra mondiale gli Stati Uniti erano alleati della Germania

Il 1789 è l’anno in cui i francesi scoprono l’America.

Nella mente dei docenti , Pirandello  è un autore universale. Detiene quasi interamente i best seller della letteratura italiana. A lui, infatti, sono stati attribuite opere a raffica: "Se questo è un uomo" e "La coscienza di Zeno", per esempio.
Gettonato anche Svevo: dalla sua penna sarebbe nato  "Rosso Malpelo" la poesia "Ed è subito sera".
Prontamente corretto da un collega che assicura: << No, sbagli, "E’ subito sera" è di Montale.>>
Povero Quasimodo ...

E che dire  di quel docente  di francese che, all'esame scritto, per fugare i dubbi dei ragazzi su alcuni termini in lingua,  cercava i termini su Google Traduttore?

… mai sia  fare di tutta l’erba un fascio…né per gli studenti né per i professori.

Sarà stata colpa del caldo, della stanchezza, dell’ansia…o un dubbio sulla buona scuola viene anche a voi? 

Comunque sia…
























          Diploma con lode
a tutti
i  professionisti dello strafalcione e dell’ignoranza.


 

 
 
 

Si vede che era destino

Post n°654 pubblicato il 11 Luglio 2018 da e_d_e_l_w_e_i_s_s
 

Già tanti anni fa, nel '94, aveva  attraversato quei corridoi presentandosi come concorrente della Ruota della Fortuna.
Oggi, invece, disarcionato dalle apparizioni nella TV di Stato,  Senatore indiscusso, lontano dal far politica e criticato anche dal suo stesso partito, Matteo Renzi entrerà fra quei corridoi nientepopodimeno che come conduttore Mediaset.
Un programma, televisivamente parlando, in cui racconterà delle bellezze Firenze, città a lui cara e suo trampolino di lancio verso l’infruttuosa scalata alla politica nazionale.




























Pareva possibile che l' ex Matteo nazional-im_popolare  s'accontentasse della provincia o della nazione?


Sepolta l'ascia di guerra e gli intrecci politici, le lunghe braccia e il grande cuore di Berlusconi accolgono tutti: basta che portino ascolti, share e pecunia.
E lui, il Renzi di sinistra,  la stoffa dell’imbonitore ce l’ha tutta grazie alla sua la cadenza toscana, alla mimica facciale, alla dialettica forbita  e d’effetto.
























Per anni,  vedendolo calcare troppe volte le scene,  l’ho immaginato nelle vesti di un applaudito attore o di una rilevante comparsa  in qualche film di Pieraccioni  e io amo la comicità delle pellicole di Pieraccioni, eh! 

Come cambiano velocemente gli scenari, però!
Sì sì, perchè fino a poco tempo fa avrebbe potuto con leggi, leggine o leggione  decidere le sorti dell'impero di Berlusconi, avversario politico, disprezzato e additato come simbolo di ogni male italiano e ora, invece,  si ritrova a trattare un contratto a termine... 

... quando si dice coerenza ...


 
 
 

Correte, gente, correte!

Post n°653 pubblicato il 09 Luglio 2018 da e_d_e_l_w_e_i_s_s
 

E' tempo di

























Ogni anno la stessa speranza.

Commercianti che espongono merce in bell’ordine e con cartellini ben visibili.

Personale al completo tra le corsie dei reparti.

Scaffali pieni: dalla XS alla tripla XL.
Anche qualche resto di magazzino fa capolino.
Si stima che quest’anno ogni italiano spenda 100 euro.

Gente comune con la speranza di coronare il desiderio di un capo nuovo, trend, colorato o tinta unita.

Qualcuno, pregustando lo shopping sfrenato al limite del compulsivo,  sta in fila cronometrando i minuti prima che la serranda  del negozio si alzi.

Mai si sa che la sua taglia sia la più richiesta.

Già s’immaginano quel sandalo che tanto avevano ammirato,  quell’abito che tanto avevano sognato o quella maglietta sfiziosamente adorabile.

Proibitivi a inizio stagione, abbordabili oggi… forse…

Ogni anno la stessa triste realtà

























Che sia che ci siamo impoveriti tutti?

Voi come vi rapportate  con il tempo di saldi?

 

 
 
 

♫ Notte alta e sono sveglia...♫

Post n°652 pubblicato il 04 Luglio 2018 da e_d_e_l_w_e_i_s_s
 

 

 ♫  ma non è lui il  mio chiodo fisso...

E’ un miagolio.

Incessante, 
                  ripetitivo,
                                 sibilante,
                                                fastidioso,
                                                                 malinconico,
                                                                                      penetrante,
                                                                                                          straziante.

Un suono  che  entra dentro e che risuona nel silenzio ovattato che solo la notte ha.
Là in fondo c’è una sagoma chiara che miagola.
Ha fame o forse è solo spaventata.
Arzilli come neppure il sorgere del sole ci vede, riempiamo due ciotoline  e scendiamo. 
Tutti insieme, cane compreso.
Il gatto scappa. E’ bianco.
Passa del  tempo e ritorna.
Mangia.
Poi si lascia avvicinare.
E’ una femmina.
Pulita, ben tenuta.
Tre voci si alzano: *non è che possiamo…*
Due, all'unisono, rispondono:  * Escluso! *

E’ agitato, il mio cane,  languidamente supplichevole mi guarda e sordamente ringhia.: non vuole spartire spazio né coccole con la micia.
La tranquillizzo.
Intanto le ore passano, ma non il sonno.
Il cielo si rischiara.
I cellulari di mie figlie si attivano: quale mezzo migliore di WhatsApp per cercare fra dli amici un possibile potenziale amante dei gatti che si prenda cura della trovatella?
Rispondono in parecchi.
Tutti speriamo sia scappata anche se il dubbio si insinua prepotente.
La mattina per loro scorre fra  foto da appendere qua e là e   veterinario che conferma che la gatta non è microchipata, ma non è randagia, che è abituata al contatto umano ed è sana.
 
Per ora il benessere del gatto è assicurato: starà, in attesa che  si faccia vivo il proprietario, con un amico di mie figlie.

Non tutti i cani e i gatti sono così fortunati: in Italia ogni anno vengono abbandonati 50 mila cani e 80 mila gatti

Il triste fenomeno dell’abbandono , nonostante sia un reato punito per legge,  tra luglio e settembre si intensifica: pare che ogni giorno vengano abbandonati circa 600 tra cani e gatti.

E ieri  La Stampa riportava
questo

Ci sarebbero, stando ai dati, quasi 7 milioni di cani e più di  milioni di  gatti che condividono la propria vita con una famiglia.






















Voi, volendo scegliere un amico a 4 zampe , preferireste il cane, il gatto  o proprio nessun animale in casa?

 

 

 
 
 

No, Alpitour? Ahi, ahi, ahi!

Post n°651 pubblicato il 01 Luglio 2018 da e_d_e_l_w_e_i_s_s
 

Una pubblicità che ha fatto storia e che ogni anno ritorna attualissima.
Perché non sempre  al turista fai da te aspettano vacanze come s’era immaginato.



















Dopo un anno di lavoro, urge un luogo in cui rigenerare le batterie  guardando anche al portafoglio per conciliare esigenze, gusti,  qualità e prezzo.  Molti s'informano  su internet dove si  trova tutto e anche il contrario di tutto.


Nel 2016: 22 arresti e 600 le vittime delle false offerte online

Oggi si legge: 
                              Maxi truffa con le finte case per le vacanze:
                                          presa la "banda delle donne"

Affittavano case-vacanza inesistenti a Madonna di Campiglio, Cortina, Isola d'Elba, Marina di Grosseto, San Teodoro, Stintino e Livigno ad ignari turisti.
Si facevano versare su carte prepagate la caparra per poter concludere «l'affare
»e per non destare sospetti chiedevano  le fotocopie dei documenti, a soldi ricevuti, inviavano un contratto credibile di locazione.
Poi «sparivano» con il denaro.

E lo sprovveduto turista, ripiombando nella realtà del sogno svanito si trova a fare i conti con la buggerata.
Qualcuno lo additerà come sprovveduto.
Qualcun altro si indignerà per le truffe.

Io penso invece a un tipo che anni fa, e non su Internet, ma tramite una specie di agenzia di viaggi aveva prenotato una vacanza mica proprio sotto casa, ma a 10 ore di volo.
Mare, immersioni,  natura, tramonti, escursioni, pesca.
All'aeroporto nessun problema: imbarcato e sbarcato.
Là , invece cominciarono i guai: del taxi che doveva aspettarlo e portarlo a destinazione  non c’era traccia; del villaggio prenotato e visto in foto nessuno sapeva l’esistenza.
Provò a contattare l’agenzia, ma quel numero era disattivo.
E così  il poveretto se ne stava sotto il sole con una valigia leggera di vestiti e una pesantissima di rabbia.
Realizzò che era stato fregato.
Elegantemente fregato e con nessuna possibilità di rivalsa.


Non che avesse molte alternative: o ritornare in Italia ripagandosi il biglietto o cercare una sistemazione ex novo.
Non aveva la lingua dalla sua, ma da buon italiano sapeva farsi capire a gesti.


Voi nei suoi panni, oltre a imprecare,  che avreste fatto?
Avreste preso il primo volo di ritorno o vi sareste improvvisati turisti fai da te  ?

 

 
 
 

Sarà eletto uomo dell'anno?

Post n°650 pubblicato il 28 Giugno 2018 da e_d_e_l_w_e_i_s_s
 

 

Forse no, ma che ci piaccia o meno riconoscerlo,  di Salvini che si occupa senza ritegno di ogni problema, anche di quelli che non gli competono,  se ne continua a parlare e a sparlare.
Se davvero la stra-stra-grande maggiornanza di noi italiani dice di essere contraria al suo operato definendolo con qualsiasi aggettivo dispregiativo, c’è da chiedersi il perchè di un certo successo ottenuto alle comunali che ha fatto capitolare rocche forti toscane da sempre affezionate al centro sinistra  e  come mai siano ben  più di una spicciolata gli italiani che lo apprezzano quando fa la voce grossa verso l'Europa.

 Ma si sa: siamo strani noi italiani. Disprezziamo ma poi compriamo.

Sta il fatto che nell’aspra questione migranti così aveva promesso e così ha lavorato.
Non guardando in faccia nessuno,  incurante altamente delle critiche,  anzi talvolta godendoci.
Tanti nemici, tanto onore! Potrebbe essere  il suo motto.

Ma non voglio parlare di Salvini né della sua politica e tanto meno delle sue frasi  spesso arroganti.

Mi concentro sul problema migrazione e sulle ONG. Perché poi il problema sta tutto lì.

Sono nate come organizzazioni non governative, volontarie, finanziate  da donazioni filantrope, indipendenti dagli Stati e dalle organizzazioni governative internazionali, senza fini di lucro.
Tempo fa erano di più le ONG che operavano nel Mediterraneo; oggi le imbarcazioni, alcune sono vecchi pescherecci, battono bandiera tedesca, olandese, spagnola.
























Eppure per quello strano patto per cui le sponde più vicine sarebbero  le nostre, visto che Malta fino ad ieri ha rifiutato ogni attracco e la Spagna ha fatto la gnorri, eccoci qui a gestire malamente da anni un numero imprecisato di migranti di cui l’intera UE,  Macron  e la  Merkel da sempre,  se ne è beatamente sempre fregata con il placet del popolo.

Forti delle loro imbarcazioni no profit, le "
barche della speranza"  si piazzano quasi sempre secondo il protocollo su acque internazionali, a due passi dalla terra da cui migliaia  e migliaia di esseri umani vogliono scappare.



Molti le chiamano angeli del mare.
Qualcuno le definisce taxi del mare, altri sono convinti che favoriscano il business dell’immigrazione, qualcuno addirittura pensa che facciano affari con gli scafisti.

E voi che idea avete delle Ong ?

Pensate che il loro operare sia senza scopo di lucro, no profit,  solo per solidarietà volontaria e  umana?

 

 
 
 

C'è crisi ovunque: politica, sociale, economica e...sentimentale

Post n°649 pubblicato il 24 Giugno 2018 da e_d_e_l_w_e_i_s_s
 

Ieri la mia amica, felice come da tempo non vedevo, esordisce:

" Quest'anno parto da sola :  io e lui facciamo ferie separate e non per calendari aziendali diversi.  Stiamo appiccicati tutto l’anno e abbiamo bisogno di libertà reciproca. Guarda, - continua - una vacanza da separati  è un'ottima occasione per riscoprirci.
Non è una fuga, sai,  ma un atto di coraggio.
Misurarmi  coi chilometri di distanza da casa, senza marito e figlio, rilassandomi sola con me stessa, mangiando ananas e fragole e gustando un
aperitivo sulla spiaggia in compagnia di nuove persone  mentre il sole si fa basso all’orizzonte  è un lusso che mi devo.
E quando torno io parte lui.
Può essere che cambiamo prospettive o ritroviamo il centro che ci par di aver perduto."

Inutile chiedere se c’è aria di crisi.

Ormai la crisi è ovunque: un’epidemia sociale, politica, economica e… sentimentale!

Sono scelte loro, penso.

A volte, un viaggio senza il proprio partner può portare risposte a molte domande.

Portare i problemi in vacanza non è una soluzione: nel sole  diventerebbero roventi.

Ma quando mi chiede:
"Elena, tu verresti in vacanza  d a   s o l a   e con me? Dai, abbiamo ancora qualche possibilità prima che nessuno ci fili più..."

Canzonatoria più che mai, replico:
"...Passi tu a prendermi o passo io? "
Lei ride.

Nell’augurarle buone vacanze, rido anch' io …ma è un riso amaro.

E non perché magari domani nessuno mi filirebbe più, eh!

In questo clima in cui  molto tracolla, nulla decolla e tutto barcolla penso:
























Credete sia una scelta saggia separare per un po' le proprie strade in estate, in tempo di ferie?

O  pensate che, indipendentemente dal tradire, le vacanze separate non  rasserenino  né distendano climi pesanti?

 


 

 
 
 

Tasse pazze

Post n°648 pubblicato il 21 Giugno 2018 da e_d_e_l_w_e_i_s_s
 

 

Mi ci gioco tutto che almeno una volta nella vostra vita avete protestato, vi siete lamentati o avete maledetto le tasse. Perché nessuno sente l’amor di patria quando si tratta di pagare le tasse. Vero che c’ho azzeccato?

Quello che lasciamo allo Stato , per decenza, non è scrivibile.

Bastassero le 200 che paghiamo sarebbe già tanto e invece no!

C’è la tassa sui gradini d’ingresso sulla via comunale e quella sull’ombra di tende  che invade il suolo pubblico. 

C’è la tassa sulla disoccupazione e quella per la partecipazione ai concorsi pubblici

C’è la tassa sul morto richiesta per il rilascio del certificato di constatazione di decesso e quella sulla dispersione delle ceneri.

C’è la tassa sulle invenzioni che si distingue in due imposizioni:  per la domanda di registrazione del brevetto e  per il mantenimento in vigore del brevetto.

C’è la tassa sui permessi della raccolta dei funghi.

C’è ancora un elenco lunghissimo, ma qui mi fermo perché  sulle  tasse pazze c’è anche chi sta messo peggio di noi.


Il 1 ° giugno 2018, l’Uganda ha introdotto - primo Paese al mondo -  una tassa sui social media: per usare siti e app come Whatsapp, Facebook e Twitter i cittadini dovranno pagare 200 scellini cioè 5 cent di euro al giorno.  
Mi sfugge però a  chi le versino... comunque  lo facessero in Italia risolleveremmo il debito pubblico!

Sei svedese e vuoi chiamare tuo figlio Ikea o Carlo Gustavo o Sibylla Louise non puoi farlo se non hai l’ok dell’agenzia fiscale perché mai sia usare nomi strani o dei reali : quindi,  tu, genitore, potresti   essere multato con 5.000 corone , circa 500 euro

Se un cittadino statunitense ricava un reddito illegale, fosse anche una “tangente”, la legge federale pretende che ci paghi le tasse, non solo, ma quell’entrata illecita sia denunciata come parte del proprio reddito . Della serie evado, ma pago.

Sei cittadino danese che produce latte e pensi che le nubi di gas che respiri provengono da autostrade trafficatissime o da camini di industrie sviluppatissime?
 Bene, sbagli di grosso perché studi recenti dell’UE  hanno infatti dimostrato che il metano rilasciato dalle mucche che digeriscono lentamente il foraggio, può incidere tra il 10% e il 18% sulla quantità di gas serra europei, perciò  pagherai  100 euro di tassa per ogni mucca che hai nella stalla.

Quale sia la più assurda non so sceglierlo, ma riconosco come grande verità che la forza dei governi è inversamente proporzionale al peso delle imposte; che le promesse di ieri sono le tasse di oggi.

 E soprattutto che bisogna prendere il denaro là, dove si trova: dai i poveri.
Hanno poco ma sono in tanti.


























Fra tutte le tasse che paghiamo ce n’è una o più di una che togliereste?

E qualcuna che invece aggiungereste?

 

 
 
 

Notte prima degli esami

Post n°647 pubblicato il 16 Giugno 2018 da e_d_e_l_w_e_i_s_s
 

O meglio giorni prima dell’esame.
Sono quelli che sto vivendo.
Da mamma osservo le mie maturande alle prese con le tesine, con gli argomenti da studiare, da ripassare o da approfondire. Libri sparsi ovunque. 

Faccio un tuffo all’indietro di 30 anni: un’era geologica fa e rivedo me diciottenne.

Mi è rimasto un gran bel ricordo di quell’esame.
Una giusta dose di adrenalina, ma nessuna  camomilla.

Si studiava meno, sono pronta a giurarlo!
Il voto era in sessantesimi; non c’era la terza prova;  non c’erano neppure i crediti; non c’era internet, ma il Bignami era un prezioso alleato; c ’era solo un commissario interno che poco poteva di fronte ai 3 esterni sconosciuti.

Il giorno prima degli scritti  andai in piscina e non toccai libri, né vocabolari.
Agli orali fui  fra gli ultimi  : i professori erano sfatti  dall’afa e cotti di argomenti.
Qualcuno s’accendeva la sigaretta. Fu un’interrogazione indolore.
Quella sera di estate calda e cangiante,  noi della 5°A   ci stendemmo su un prato a guardar le stelle e con la chitarra e i bonghi  cantammo La vita è adesso  aspettando  che sorgesse l’alba.

Preludio di un nuovo inizio, ma anche degna conclusione di 5 anni importanti.


E intanto facevo scorrere lo sguardo sui loro visi  un po' stanchi  ma  sereni.
Consapevoli  che comunque è finito un percorso e che se ne aprirà un altro che si chiama futuro:  lì ci ripongono aspettative e speranze.























Amaramente, non  le invidio proprio , perché noi, allora, un sogno ce l’avevamo e riuscivamo a realizzarlo.



Vi va di raccontarmi della vostra maturità o di qualsiasi altro esame che ricordate con affetto o come incubo?



 
 
 

Se lo conosci (non) lo eviti

Post n°646 pubblicato il 13 Giugno 2018 da e_d_e_l_w_e_i_s_s
 

 

Parrebbe una tristissima realtà: anni di campagne di sensibilizzazione per poi trovarsi a leggere numeri sconfortanti.

Secondo uno studio dell'istituto superiore di sanità in Italia 130.000 cittadini sono sieropositivi.

Uno su cinque non sa di esserlo e la maggioranza dei nuovi casi deriva da rapporti non protetti.

6.000 sono già in fase avanzata.

Oggi rimbalza la notizia del 36enne di Ancona, sieropositivo da 11 anni, che avrebbe contagiato in malafede  non solo la compagna, ma - stando ai dati riportati- almeno due centinaia di donne con cui avrebbe avuto rapporti  occasionali e non protetti.

Un killer del sesso : non il primo  ma speriamo l’ultimo.

Posto che di fronte a  un atto criminale, perché è criminale,  la castrazione irreversibile non sarebbe neppure  pena sufficiente, mi chiedo e vi chiedo:

come è possibile che una donna, una ragazza,  anche se presa dal fuoco della passione,





















disincantata e informata , accetti di far sesso allegramente senza precauzioni di sorta con uno sconosciuto?


… in tutta questa tragica vicenda penso alla sua compagna
perché non credi , non puoi credere , che il tuo compagno che dice di amarti,
ti contagi di una malattia così severa che non perdona…

 

 
 
 

(C2H4)n

Post n°645 pubblicato il 09 Giugno 2018 da e_d_e_l_w_e_i_s_s
 

 

Una delle tante formule per definire l’immensa categoria della plastica.
Che è entrata prepotentemente  nell’uso quotidiano.
Anche nell’abuso perché  è una sostanza  assolutamente non biodegradabile che si trasforma, al limite, in pezzetti di plastica più piccoli.

Contaminanti, come il mercurio, entrano nella catena alimentare: cioè noi portiamo in tavola il cibo fresco, ma tossico.

Ogni anno ci troviamo a contare e ad allarmarci per i danni ecologici irreversibili  che abbiamo creato.

Ciò che galleggia è l’infinitesima parte di ciò che sta sul fondale, intossicandolo.

























Oltre 8 milioni di tonnellate di rifiuti plastici entrano ogni anno negli oceani  e nei mari uccidendo centomila animali fra tartarughe e uccelli, pesci , balene e delfini.
Aveva fatto notizia il cetaceo  norvegese, spiaggiato,   nel cui  stomaco si trovavano 30 sacchetti di plastica e imballaggi lunghi fino a 2 metri e mezzo.

E che dire della Great Pacific Garbage Patch, l’isola di plastica nel Pacifico con i suoi 100 milioni di tonnellate di rifiuti e dove non c'è un solo centimetro quadrato di superficie sul quale si possa camminare?
Pulirla, secondo gli esperti,  non risolverà il problema.

 

Ridurre la nostra dipendenza dalla plastica sarà una delle sfide ambientali che ci attende:  il motto per tutti è #BeatPlasticPollution , l'hashtag scelto per la Giornata per l'ambiente 2018 e le iniziative in programma sono parecchie e lodevoli.

Come sarebbe bello se bastasse una giornata a sensibilizzarci.
 La raccolta differenziata è civiltà e doverosa pratica.
Potremmo impegnarci a rifiutare cannucce, posate e piatti di plastica,a portarci da casa le buste di tela per la spesa.
Sappiamo tutti però  che il problema spiaggia pulita, mare pulito, oceano pulito è solo la punta di un iceberg.

Amaramente, pensare di ri_ pulire il mare non è sostenibile:  quando il danno è fatto,  non sempre si trova il rimedio.

Sinceri, sinceri…
... guardatevi intorno.
Quanti oggetti di plastica colorata chimicamente contate in un raggio che dista da voi  3 metri?
Quanto uso di plastica fate nel vostro quotidiano?

E intanto aspettiamo il 21 giugno :
zoologi, biologi, scienziati scatteranno un’  istantanea  sulla salute degli oceani

 

 
 
 

Me gusta mucho! :)

Post n°644 pubblicato il 07 Giugno 2018 da e_d_e_l_w_e_i_s_s
 

 

E non perché Pedro Sanchez sia guapo tanto da meritare un numero imprecisato di elogi del web femminile e neppure perché, tempo fa, per evitare una crisi del partito ancora più profonda, ha saputo  farsi da parte dimettendosi da deputato senza clamori, quanto invece perché, detto fatto, in poche ore è riuscito a mettere in piedi un governo senza polemiche , senza ostentazioni, senza perdite di tempo. 
Neppure la Germania ce l’ha fatta, anzi! ci ha battuto in lungaggini di tempo,  non certo però in polemiche.

























Per di più  Sanchez ha presentato  un governo in rosa.
11 contro 6: le donne doppiano gli uomini ed occuperanno tutte posti chiave: dalla vicepresidenza, alle finanze, dall’economia alla sanità, dal lavoro alla giustizia.

Nell’anticamera di uno studio, ascoltavo due tipi non troppo vecchi  che parlavano circa così: *  Vedrai che sbalzi umorali, ciclici, lunari del genere femminile  e che beghe che solo una donna al potere e in carriera  sa creare*

Sessismo  e maschilismo d’altri tempi,  pregiudizi e  ignoranza o invece lungimiranza?

Spagna e politica a parte,  vi piacerebbe o trovereste difficoltoso  che il vostro capo fosse donna?

 

 
 
 

Signorsì, Signor Tenente!

Post n°643 pubblicato il 01 Giugno 2018 da e_d_e_l_w_e_i_s_s
 

Era il 2005 quando l’allora Ministro della Difesa,  Antonio Martino,  sospese il servizio di leva obbligatoria nato con la fondazione del Regno d’Italia, nel 1861.

Oggi la corrente leghista veneta vorrebbe reintrodurlo rendendolo obbligatorio per tutti i cittadini italiani tra i 18 e i 28 anni e per un periodo di otto mesi.
Però – e in questo caso, mi vien da dire: meno male!  :) - mancano i fondi  per i costi militari, per recuperare le caserme dismesse  e  per addestrare le reclute.

E sempre oggi parrebbe, stando all’indagine dell’Osservatorio sulle Professioni in divisa, che  un giovane su due fosse ancora pronto ad accedere alla carriera militare non tanto per il posto fisso che consente nel tempo di aggiungere stelline alla divisa, quanto perché si direbbe attratto dai valori che la professione esalta.

Comunque sia, erano tanti i ragazzi  che facevano carte false pur di essere esonerati dalla naja, allora.

Per molti  che partivano  tutti senza entusiasmo si è trattata di un’esperienza  che è 'rimasta  dentro' perché il passare del tempo addolcisce i ricordi, anche quelli inutili.

In quelle camerate , raccontano, con i *cubi* ben fatti sono nate amicizie e fra i soffioni delle docce  aperte si condivideva tutto.
Che la pasta fosse scotta o la bistecca una suola di scarpa non era un problema: la fame rendeva squisite quelle pietanze.
Si ripulivano pentoloni e cessi a turno e si camminava per enne ore con gli anfibi anche a 40°C all’ombra  e con le vesciche.
Si stava sull’altana zitti e muti  perché l’attacco nemico non doveva trovare impreparato il plotone   inventando qualsiasi escamotage  perchè  gli occhi  non si chiudessero dal sonno.
Allo squillare della tromba si scattava in piedi e dopo l’adunata  iniziava la giornata fatta di regole.
Nessun vizio, nessun capriccio.
Nessuna distinzione: veneti e sardi, pugliesi e abruzzesi, liguri e campani tutti vestiti uguali in fila a dire: Signorsì! Signor Tenente.
E a temere lo Stia punito!

 











































<<È urgente nel nostro paese reintrodurre la leva militare
per dare una formazione corretta ai giovani italiani.
I quali è da molti anni che
hanno completamente perso di vista i veri e sani valori della vita. […]

hanno perso totalmente il rispetto verso gli altri, non riconoscono più nessuna regola […], vivono come dei parassiti nella società.  […]
è consigliabile un po’ di naja per raddrizzargli la spina dorsale […]
per insegnare ai ragazzi che cosa significhi rispettare
le gerarchie, l’educazione,
 
il sacrificio, le regole, l’onore e come si rispetta il prossimo.

La leva obbligatoria non serve per creare guerriglieri, ma uomini con la U maiuscola.>>

 

 

 Siete d’accordo con questo pensiero tratto da un blog de Il corriere.it ?

 

 
 
 

Via etere appaga e l'ignoranza è servita

Post n°642 pubblicato il 30 Maggio 2018 da e_d_e_l_w_e_i_s_s
 

 


Mai come oggi pare che gli


































denotino  forza, carattere, capacità critica e padronanza verbale.
Se poi avviene dietro un monitor e si espande nell’etere ci si sente appagati quasi quanto  dopo un orgasmo goduto in fretta e furtivamente.
Non importa a chi sia destinato, importa solo irridere, attaccare, offendere una persona, chiunque essa sia,  e la sua dignità.
E’ più facile offendere che muovere critiche o obiezioni pacate da cui potrebbero nascere scontri ma anche confronti e talvolta, per quella strana parola che si chiama compromesso, anche un incontro.
E’ quello che avrebbe potuto avvenire a un' impiegata  di Forlì.
Era il 2012 quando su FB , forse presa dalla rabbia o forse dalla mania di condividere tutto, scrisse contro il suo datore di lavoro.
Il contenuto probabilmente di per sé non era così pesante: capita a tutti di non essere contenti di eventuali incarichi affidatici.
Lei però usò espressioni volgari e inequivocabili.
 
Lo sfogo  sulla piattaforma più cliccata fu visto dal legale dell'azienda, tra l’altro suo 'amico' nel web.
Così due giorni dopo alla furbissima dipendente arrivò una lettera di contestazione e a fine mese il licenziamento.
Il post  del reato fu cancellato. Allora lei decise di rivolgersi al tribunale del Lavoro.
A distanza di 6 anni, dopo che in primo grado e  in appello i suoi ricorsi furono respinti , la Cassazione, finalmente, ha stabilito senza più deroghe equo il licenziamento.

Pensate anche voi che se fosse stata meno scellerata, più educata, più civile, se non avesse usato insulti avrebbe ancora  il lavoro e non avrebbe dovuto accollarsi, oltre che lo stress,  pure le spese legali?

Tante volte l' ignoranza fa 'sti scherzi.

Spiace solo che fra  le maglie della rete  non tutti gli insultatori seriali vengano  riconosciuti e paghino per  le ingiurie insolenti e villane.


 

 
 
 

Loro ci stanno a guardare

Post n°641 pubblicato il 27 Maggio 2018 da e_d_e_l_w_e_i_s_s
 

e intanto ridendo disegnano



















*No, non è accettabile che ci ridicolizzino così  diceva lei
- noi a casa loro mica ci mettiamo il naso.*

*Ma che dici? Siamo noi che ci auto ridicolizziamo e diamo loro lo spunto per deriderci così.*

Mentre la seraficità di Mattarella, tenuto in scacco da non uno ma due quasi leader e un premier  incaricato , viene messa a dura prova perché gli hanno dato in mano la patata bollente sul nodo Savona, ha ragione lei  a pensare che siano vignette  quasi oltraggiose nei confronti dell’Italia?
 

E se pensate come lui, che   ,   non ci sia oltraggio, quale copertina rappresenta secondo voi  di più i nostri giorni?

 

 
 
 

Dal Regno Animale alla realtà

Post n°640 pubblicato il 25 Maggio 2018 da e_d_e_l_w_e_i_s_s
 




Spesse volte la Natura e le sue leggi ci inducono a riflettere.

In questo video, in 30 '' il Regno Animale insegna:

 che la legge del più forte vale sempre?

 che il più debole soccombe per tutto e a tutti?

 che c'è più coraggio e intelligenza a mollare la presa per istinto di sopravvivenza o a   ostinarsi a trattenerla?

 
 
 

Aver 40 anni e...

Post n°639 pubblicato il 22 Maggio 2018 da e_d_e_l_w_e_i_s_s
 

 

... nulla di fatto

E' questo grosso modo il bilancio della legge 194.
Era il 22 maggio 1978 quando si sanciva il diritto all’aborto non clandestino  ed era il 1981 quando,  con il fallimento del referendum abrogativo, la legge avrebbe dovuto trovare applicazione.














Invece è una legge e sarà una legge boicottata da sempre.
Solo l’Emilia Romagna e il Lazio pare incentivino e favoriscano la somministrazione della pillola RU486 al posto dell'intervento chirurgico.
In Italia il 70% dei medici è obiettore e in  reparti di ginecologia non entra il giovane medico che non obietta.
In alcune regioni si arriva addirittura al 100%.

E non perché la donna decida di non interrompere la gravidanza, ma perché va all’estero ad abortire, con il bene placet dell’intera società.

Se a questo aggiungiamo la progressiva chiusura dei consultori, allora vien da pensare che stare là scritta sulla carta per 40 anni ed avere un successo così equivalga a un fallimento senza eguali.

Eppure,  all'epoca una laureanda in ginecologia , scriveva:
"Ci fu subito chiaro che le donne avrebbero smesso di morire. Maestri ginecologi ci raccontavano delle donne che morivano di aborto clandestino, spesso praticato dalle famose mammane. Nascoste in casa con la febbre, arrivavano in ospedale già in setticemia perché avevano subito la perforazione dell'utero."

Dopo il cartellone rimosso con frasi choc «Aborto prima causa di femminicidio»,  ecco spuntare il camion vela corredato da un manifesto prolife  che passerà,  partendo dal Trentino,  per 100 città  con lo scopo di  suscitare clamore mediatico far presa sulle coscienze.


Davvero le donne sono padrone della loro vita e vivono in una società libera e laica?

… a me  sembra che si faccia di tutto per affermare il contrario…


Davvero si pensa che una donna interrompa una gravidanza per gioco e che sia una scelta a cuor leggero?
 

 
 
 

Da sirena a bomboniera, da Barbie a fatina

Post n°638 pubblicato il 20 Maggio 2018 da e_d_e_l_w_e_i_s_s
 

Poco importa : la caratteristica principale è che si tratta di un abito bianco, lungo, ricco, da sogno, diverso da tutti gli altri, in grado da far sembrare colei che lo indossa assolutamente speciale e diversa da quello che è tutti i giorni.

Oggi, all'indomani del matrimonio più atteso dell'anno,  assillati dalle immagini del  look di Meghan, come non pensare ai vestiti da sposa e a come si sono evoluti negli anni?

Per gli antichi greci  era una lunga tunica di puro lino bianco abbellita da un cordone annodato in vita.
Anche a Roma l'abito era  bianco e veniva corredato da un mantello. capelli erano raccolti in sei trecce trattenute da fiori di grano, mirto e rosmarino

La sposa del Medio Evo si vestiva di rosso con  velluti, broccati e damasco: tessuti che definivano quanto le famiglie fossero benestanti.

Poi, negli anni '20, con Coco Chanel, nacque la concezione di indossare l'abito per il giorno delle nozze, senza riutilizzarlo in altre occasioni.
Era rigorosamente bianco e con strascico. Sul capo si indossavano cuffie, turbanti arricchiti da piume e pietre preziose.

Però le guerre erano alle porte e anche le pomposità si smorzarono, così  la moda si fece meno ricca di sfarzi e decori, tanto che molte spose furono costrette a noleggiare il vestito.

Con il  boom economico degli anni '50  tornarono nuovamente in voga i decori, i tessuti pregiati e le creazioni sartoriali.
Una moda che durò negli anni e che metteva in evidenza le spalle, esaltando il décolleté e il punto vita stretto  accentuato da gonne ampie. Il velo era  accessorio  immancabile.

Gli anni ’80 furono anni di eccessi e anche la moda ne subì l’influenza: si esagerò con i volumi, con le maniche a sbuffo,  con i fiocchi troppo vistosi e  con i colori azzardati.
Una moda che durò giusto un decennio perché dagli anni ’90 il mercato propose un ritorno al vintage e ad una moda più contenuta.

E oggi i modelli disegnati e suggeriti sono infiniti.
Ci si spende una quantità di tempo imprecisata per scegliere l'abito, altrettanto impegno per scegliere l'acconciatura e il make up  e  ci si lascia una cifra a molti zeri , ma quel giorno non ha prezzo.

Per tutte è un sogno che si realizza.






















Per molte il vestito da sposa è fascinoso: anche lui fa parte della festa.

Per altre è un ingombrante adornarsi per sfilare in mezzo agli invitati perché così vuole la tradizione.

Che quello sia o dovrebbe essere un giorno unico e irripetibile, ci sta.

Ma  doverosamente bisogna sembrare perfette e artefatte come sirene, bomboniere o Barbie  per iniziare una nuova vita?

 

 
 
 

Disinformati e felici: una scelta di sopravvivenza?

Post n°637 pubblicato il 17 Maggio 2018 da e_d_e_l_w_e_i_s_s
 

 

"Non immaginate quanto stia meglio da quando  mi sono imposta  di non  leggere i giornali , nè di seguire i TG. Solo tragedie e bugie. Cronaca nera e società allo sfacelo.
Meno angoscia, meno rabbia, meno tristezza."


























Così diceva oggi la mia collega.
E visto le notizie che ricoprono i quotidiani, è quasi impossibile darle torto.

Complice la perdita di credibilità verso la professione  e l'onestà intellettuale  del giornalista, ecco il risultato della ricerca condotta dal Reuters Institute di Oxford:

























Vi ci ritrovate in questo grafico ?

O invece pensate che l’essere informati  su ciò che avviene nel nostro tempo sia comunque scelta vincente anche se non sempre sinonimo di leggerezza?

E ancora, esistono argomenti che, leggendoli, vi risollevano il morale?

 

 
 
 

Loro si chiamano Nessuno

Post n°636 pubblicato il 14 Maggio 2018 da e_d_e_l_w_e_i_s_s
 

Eppure sono uomini, donne, giovani, sani, forti.
Ognuno di loro ha una storia alle spalle e  la voglia di vivere.
Sono la forza che traina il Paese.
Quotidianamente però  c’è qualcuno di loro  che muore svolgendo il proprio lavoro
 Il gravissimo incidente accaduto ieri alle Acciaierie Venete  dove 4 operai sono stati investiti da una colata  di acciaio incandescente  a 1600° è l’ultimo di una drammatica serie che dall’inizio dell’anno ha colpito il Veneto, ponendolo al primo posto  non solo per incidenti ma anche per morti sul lavoro:  29 incidenti mortali avvenuti dall’inizio di quest’anno.
Di loro, due lavoratori versano in condizioni gravissime  con ustioni  tutto il corpo;  il  terzo è rimasto ustionato sul 70%.

Non va tanto meglio in Emilia e neppure in Lombardia, mentre dal primo gennaio sono 255 i morti sui luoghi di lavoro in tutta l’Italia.

 Non è assolutamente accettabile che il lavoro da fonte di vita e – sarebbe auspicabile – anche  di realizzazione della persona si trasformi in causa di morte e/o  di invalidità.

Sono tragedie che spesso vengono commentate come una tragica fatalità, relegando loro trafiletti o prime pagine ma nulla di concreto  pur sapendo benissimo che sono il frutto di gravi lacune sul fronte della sicurezza aziendale, agricola, d’impresa perché loro, quelli che giacciono là sul campo di battaglia quotidiana si chiamano tutti Nessuno.























Leggendo di queste notizie mi sono imbattuta nel commento riportato da un lavoratore.
Dice così:

 

Ormai siamo carne da macello siamo tornati in dietro di 100 anni o più
dove si mandava a morire nelle miniere gli uomini e i loro figli,
ringraziamo chi stà sopra alla piramide in nome della globalizzazione
e visto che nei paesi asiatici la vita vale meno di quella di un cane
ci stanno costringendo ad adeguarci ad un sistema lavorativo di schiavitù senza diritti
e stipendi da fame basta vedere tutti i sacrifici e le lotte dei nostri genitori e nonni, bruciati nel nome del pil e della globalizzazione e dell'Europa,
non esistono più giorni di riposo nemmeno la festa dei lavoratori viene più rispettata ,
non esiste nemmeno più il nostro Dio si lavora di Domenica,
a Natale a Pascua di notte e di giorno
il tutto per un pugno di briciole senza scala mobile con stipendi fermi a 30 anni fà
con contratti da pagliacci del circo equestre
e tutto questo che ci viene fatto ingoiare con la forza contro la propria volontà.

 

Che rispondereste a questo lavoratore?

Ve la sentireste di dirgli: " Beato te che almeno uno straccio di lavoro ce l’hai e non sei un disoccupato?"


E ancora, i sindacati che parlano e declamano nelle piazze dove sono quando servono , cosa fanno, per chi tifano e chi tutelano?

 

 
 
 
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