Creato da e_d_e_l_w_e_i_s_s il 16/06/2012

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Cose a Caso

 

Oltre il dramma anche la beffa?

Post n°750 pubblicato il 26 Maggio 2019 da e_d_e_l_w_e_i_s_s
 

Come reagireste alla notizia di aver perso il lavoro via social all'una di notte?

E’ ciò che è accaduto a 1.800 dipendenti di  Mercatone Uno che, dopo Ikea e Mondo Convenienza è, ma forse è corretto dire era,  la terza compagnia del settore con almeno 10.000 addetti e 500 aziende fornitrici e un numero esagerato di clienti che acquista(va)no a buon prezzo mobili e affini.

Che la catena di ipermercati di grande distribuzione fosse in difficoltà era noto da tempo.
Lo scorso anno Shernon Holding aveva acquisito 55 punti vendita del marchio nato a Imola nel ’78.



 


































Alla viglia delle europee - la cartina al tornasole anche per il governo- , il tribunale di Milano ne ha dichiarato il fallimento:  un indebitamento complessivo di 90 milioni maturato in nove mesi, con perdite gestionali fra i cinque e i sei milioni al mese.
All'incredulità e allo sconcerto dei lavoratori  messi in ginocchio  di fronte alle 55 serrande chiuse si aggiunge la rabbia dei sindacati.
E proliferano parole politiche.
Promesse che si ergono chiare da tutte le fazioni pur di racimolare quel mezzo consenso elettorale in più.
Si additano l'un l'altro vicendevolmente per responsabilità omesse pur di screditare anche di mezzo punto il consenso dell’elettore.
Perché, il dramma che ha messo in ginocchio dipendenti , fornitori, autotrasportatori targati Mercatone Uno è stato sfruttato dalla politica, quella bieca a cui ormai siamo abituati, per far campagna elettorale.







Ora ci aspettiamo risposte concrete a tutela dei redditi e del lavoro. A tutti i dipendenti va la nostra solidarietà e vicinanza, non saranno certo soli in questa vertenza.








   Da ministro del Lavoro non posso che essere    preoccupato per la notizia della chiusura dei punti vendita Mercatone. Lunedì il tavolo”











  Mi impegnerò personalmente incontrando   sindacati, lavoratori, fornitori e proprietà, non si possono lasciare dipendenti a casa senza rispettare gli impegni presi. Anche su questo la nuova Europa che nascerà domani dovrà essere più forte nel difendere il lavoro.








  È una vergogna, una crisi aziendale non può essere gestita in questo modo Solidarietà ai lavoratori e alle loro famiglie. […]Non vi lasceremo soli #MercatoneUno"







                   ... fossero gli unici senza lavoro quelli del Mercatone Uno…


Vi è mai capitato di leggere che in concreto lo Stato, i sindacati, la politica abbiano  fatto qualcosa per i poveri cristi che hanno perso il lavoro?

Perciò, avete ancora coraggio di credere alle loro lusinghiere promesse?

 
 
 

D'estate e di libertà

Post n°749 pubblicato il 23 Maggio 2019 da e_d_e_l_w_e_i_s_s
 

“ DiscoverEU  è un’iniziativa dell’Unione europea,
basata su una proposta del Parlamento europeo, che intende offrire ai giovani di 18 anni
la possibilità di viaggiare per sfruttare appieno la libertà di circolazione nell’Unione europea, scoprire la diversità dell'Europa, apprezzarne la ricchezza culturale e il suo patrimonio,
entrare in contatto con persone provenienti da tutto il continente e, in ultima analisi,
scoprire se stessi “


L’ iniziativa  interesserà almeno 20.000 diciotte
nni.

 

Questo riportava l'Ansa qualche giorno fa.

Un progetto che piace. Piace ai giovani.
Viaggiare è un investimento personale oltre che un arricchimento.
Viaggiare da soli è  un mettersi alla prova.

Così sono tornata indietro negli anni. Alla mia prima vacanza da sola.
Allora l’Europa era lontana, inarrivabile.
Ma per noi non era importante dove, ci entusiasmava partire.
Senza mamma e papà. Senza chi ci sorvegliava. Liberi.

Mamma era nettamente contraria: troppo giovane, diceva.
Inoltre, nessuno dei mei fratelli più grandi aveva mai osato tanto.
Papà la assecondava forse più per amor di pace che per convinzione.
E io battagliavo invocando la mia autonomia.
Fu un braccio di ferro serrato poi la vinsi e così all'indomani della maturità partimmo in 19 compagni di classe  alla volta di Jesolo.

Fu nel preparare lo zaino che mi resi conto che ci si mette sempre troppa roba dentro perché mai si sa che non serva anche l’inservibile.
La sera prima non chiusi occhio : ero elettrizzata.
Mi sentivo grande e non me ne fregava nulla se mamma teneva il broncio
Andavo al mare. Da sola. Libera.




















Quella settimana passò veloce.  Troppo veloce.
Sole, mare, sabbia, pallavolo e tuffi.
Imparai  a condividere lo spazio esiguo di una tenda e a rispettare i turni per l'uso del bagno.
Mangiavamo tutti insieme in spiaggia quel che capitava e la sera andavamo di pizza e gelato perché lavare i piatti e le pentole divenne motivo di discussione.

Nacquero invidie, inimicizie ma anche amori, quelli che durano meno di un’estate,  e si consolidarono rapporti nati fra i banchi di scuola.

Ricordate la vostra prima vacanza da soli?

Vi va di raccontarla?


 

 
 
 

Scelte insceglibili

Post n°748 pubblicato il 21 Maggio 2019 da e_d_e_l_w_e_i_s_s
 

Nessuno vorrebbe mai trovarsi di fronte a scelte simili.
E nessuno si meriterebbe di affrontare un percorso simile.

La vita però dà tanto ma allo stesso tempo può togliere tanto o forse tutto.
Così ci si ritrova vegetali su un letto freddo di un asettico ospedale.
Tenuti in vita solo da macchine, monitorati da elettrodi, alimentati da sondini.
Smagriti oltre la soglia dell'umano.

Eppure ancor vivi.

Il dolore che un familiare prova immagino sia immenso, muto, straziante.

La speranza fa da conforto. Ma nessuna diagnosi pare volgere al positivo.

Se ne parla oggi in Francia, se ne è parlato anche da noi.
Ci si confronta e ci si divide.























E’ giusto tenere accesa la spina?

E’ dignità per il malato l'accanimento terapeutico?

O è recidere una vita umana staccare gli elettrodi dal povero corpo?

 

 
 
 

Com'è bello lo striscione da Trieste in giù

Post n°747 pubblicato il 19 Maggio 2019 da e_d_e_l_w_e_i_s_s
 

 





















Da una settimana e a una settimana dal voto delle europee drappi ironici colorano le facciate delle case da Nord a Sud degli italiani.
Gli stessi che probabilmente lo votarono allora.
Gli stessi che applaudirono quando vinse le regionali negli ultimi comuni.
Gli stessi che esultarono quando non fece sbarcare frotte di migranti.


Intanto sul web spopola il personaggio di 'don Diego della Lega' perché, povero Matteo, all'asilo gli rubarono il pupazzo di Zorro e il libro scritto da Chiara Giannini conquista Facebook, Twitter e Instagram.























 

 Mah,  che sia l'uomo più desiderato dal genere femminile dello stivale,  malgrado non abbia la faccia del latin lover, da donna mi sento di dire con onestà che fossimo lui e io soli sulla faccia della Terra la razza umana si estinguerebbe.

In tutto 'sto bagarre, comunque, il leader del carroccio lancia la seconda edizione del “Vinci Salvini”: il gioco di velocità con cui mettere i    sui suoi post nei social network e che prevede  *premi* del calibro di una foto diffusa sui canali social, di una telefonata o di un incontro faccia a faccia con lui.

Ma dal social alla realtà lo scenario cambia.
Qualche giorno fa a Napoli  ci furono cortei e scontri tra militanti e militari con tanto di fumogeni  perché i terroni non dimenticano. Il comizio fu annullato.
A Milano è contestato e a Settimo Torinese non gli va certo meglio.

Dirà qualcuno:

ben gli sta!
Finalmente l’italiano s’è reso conto dello spessore del nostro presidente e ministro dell’interno.


Certo! Non è professionale affatto mantenere un alto profilo social e lui viene ricordato per le divise indossate di ruoli che non gli competono, lui viene immortalato non solo satollo e godereccio di ogni bendiddio, ma anche appagato e stremato fra le lenzuola sudate di un letto sfatto.

Però… c’è un però…

Vi va di fare un passo indietro?

Andiamo al passato appena passato e targato Renzi.
Allora moltissimi di noi intravvedevano in quel giovane e baldo e spigliato con l'accattivante cadenza toscana il rinnovamento al vecchio PD. Passò poco e tutti, ma proprio tutti, lo liquidarono malamente e lui promise che se ne sarebbe uscito per sempre dalla scena politica. Così non fu. Quando rientrò non ottenne nullama si lesse oltre il lecito forse anche per la sua altezzosità e qualcuno pensò bene di ritrarlo in una vignetta di pessimo gusto.

Prima di lui c'era Berlusconi.
Processato quanto lui, nessuno mai. La magistratura lavorava solo per le cause a lui intentate. Eppure quando nel lontano 1994 fondò Forza Italia la stragrande maggioranza de popolo italiano ci credeva e ci credeva tanto visti i risultati elettorali e la sua ascesa al potere.
Ma ben presto l'Italia tutta, giudici in testa, a lui preferì Barabba.

Da qui il dubbio:

che sia ben vero il detto per cui ogni popolo ha il governo che si merita e noi italiani, purtroppo, e lo scrivo con estrema amarezza, siamo un popolo di facinorosi, di polemici,
di contestatori,  di teste calde ma di zero fatti  a cui difficilmente va bene qualcosa ma sempre pronti a osannare all'inizio e a denigrare il giorno dopo?

 

 

                                ... e per adesso non ci resta che aspettare le europee...
sorbendoci giorni di botte e risposte...

non so voi,
ma io un po' curiosa sull'esito lo sono...

 

 
 
 

Gufi o allodole?

Post n°746 pubblicato il 16 Maggio 2019 da e_d_e_l_w_e_i_s_s
 

 

"Oh mamma, diceva, qui serve un altro caffè. E’ il terzo che bevo, ma non mi sveglio. Sarà che sto invecchiando?  ma da un po’ non riesco a tenere più i miei ritmi. Di solito rimonto la sera. Anche da ragazzo studiavo fino a tardi ed ero fra gli ultimi ad uscire dalla discoteca;  da adulto i film e i programmi  in seconda serata  erano miei e le relazioni di lavoro le buttavo giù di notte quando il buio ovatta tutto e c’è silenzio intorno."


"Invece io, sosteneva l’altra, ho una sveglia interna: a un quarto alle sei mi sveglio, sempre, domenica compresa. A parte la quiete che ti accoglie il mattino presto e che ti mette in pace con il mondo frenetico, mi ritrovo organizzata durante la giornata. Non sono mai in ritardo nella tabella di marcia e non devo correre per stare dentro i tempi."

Questione di bioritmi.



















Pare che siamo divisi fra gufi, cioè amanti del vivere notturno, tiratardi seriali che non si alzerebbero mai la mattina e allodole, pimpanti all’alba e sfinite e scariche la sera.
E  poi c’è anche chi è tiratardi la sera ed è pimpante la mattina, ma questa è un’altra storia.


Secondo ricerche sembrerebbe che vivano la notte i giovani mentre per gli over 60 cui il mattino ha il sole in bocca.
E' un detto famosissimo che ha origini siciliane e racconta che la notte della festa di fidanzamento della figlia maggiore era usanza nascondere nella bocca di uno dei “mascheroni” delle fontane del paese uno dei gioielli d’oro di famiglia. Il giorno successivo le ragazze nubili del paese andavano a caccia del monile che secondo la tradizione avrebbe fatto trovar loro marito. Va da sé che chi si alzava prima aveva maggiori possibilità di trovarlo e di tenerselo. E magari pure di accasarsi.


Voi vi sentite più gufi  e rendete meglio la notte con la sua magia o allodole con l'oro in bocca al mattino?


 

 
 
 

Un carrello al sapore d'infanzia

Post n°745 pubblicato il 13 Maggio 2019 da e_d_e_l_w_e_i_s_s
 

Ve le ricordate?

















Dimmi che merendina mangi e ti dirò quando sei stato bambino
potrebbe essere  un dolce rewind ma anche  materia di studio per psicologi, sociologi e perché no? per tesine sulla scienza dell’alimentazione e su come è cambiata negli anni.

Anche gli snack, quelli che oggi  fanno discutere pediatri, medici e  studiosi e fanno storcere il naso alle mamme perchè gli zuccheri fanno male, creano la carie e stimolano l’obesità, hanno una storia.

Erano gli anni '50 quando il mottino, un piccolo panettone, veniva lanciato sul mercato: uno spezza fame ogni giorno a tutte le ore.
E per par condicio, se c’è un dolce simile al panettone, non può mancarne uno che ricordi la colomba:ecco quindi comparire sugli scaffali il Buondì con la classica glassatura.

Il bambino anni '60 mangiava la brioss farcita con marmellata di ciliegia o albicocca e poi con il latte.

Passano veloci gli anni, i bimbi crescono e prende piede il pan di Spagna.

Come dimenticare la Fiesta che ti tenta tre volte tanto? 

E la Girella destinata a diventare un vero e proprio prodotto cult degli anni '70 e '80? 

                                          


A quel tempo, se nelle cucine inizia a diminuire la panna e i grassi, sugli scaffali aumentano  le merendine ricche di fibre, con meno zucchero e impastate con lo yogurt:
è il tempo delle Camille alla carota e delle crostatine.

Quanti punti ho ritagliato, incollato e raccolto insieme ai miei fratelli per avere in omaggio il mitico fornetto con cui scaldare le Nastrine che manco mi piacevano… ma il fornetto,  sì, quello sì …


Secondo una ricerca Doxa per Union Food, in realtà, le merendine sarebbero consumate  più dagli adulti che dai bambini.
 Parrebbe infatti che 31 milioni di italiani mettano nel carrello del supermercato due volte la settimana almeno una confezione di quelle merendine che sanno ancora di infanzia.

Le stesse che a ricreazione tiravano fuori dalla cartella prima e dallo zaino poi.

Vi ci ritrovate?


 

 
 
 

***____***

Post n°744 pubblicato il 09 Maggio 2019 da e_d_e_l_w_e_i_s_s
 
Tag: mamma

    M  i

h  A  i

             M  esso al

                         M  ondo con tanto

          A  more



Già…

Di mamma ce n’è una sola. Unica e Irripetibile che sa trasformarsi in meno di 30 secondi da così a colà.








Ditemi forse che non è vero..
.

 
 
 

Ah, l'amour! ;)

Post n°743 pubblicato il 08 Maggio 2019 da e_d_e_l_w_e_i_s_s
 

Diceva:

" Amo A e amo B.
Li amo allo stesso modo. Li amo perché A è diversissimo da B ed entrambi mi lasciano addosso sensazioni uniche.

Quando sto con A sono felice però mi manca B e quando sto B sono altrettanto felice però mi manca A.

A non sa di B e B non sa di A.
Faccio carte false per spartirmi fra i miei due amori.

E’ meraviglioso e appagante vivere un sentimento così travolgente: non si può spiegare, bisogna soltanto provarlo per credere."





























Mentre parlava ascoltavo. Provavo anche ad immedesimarmici.
Giusto ieri commentavo un post in cui scrivevo che quando mi va bene conto fino a tre prima di parlare. Ecco, stamattina ho contato fino a 3mila e ancora non trovavo parole.

Però il suo raccontarsi mi risuona dentro.

Così giro la domanda a voi.

Si possono  amare incondizionatamente, passionalmente, cerebralmente , intensamente due uomini o due donne allo stesso tempo?


 

 
 
 

Stessi doveri, ma diversi diritti: è così che si guarda avanti?

Post n°742 pubblicato il 05 Maggio 2019 da e_d_e_l_w_e_i_s_s
 

Lei si chiama Greta Nnachi.
E' nata quattordici anni fa a Torino. I suoi genitori sono di origine nigeriana.
In questi anni, oltre che ad andare a scuola in Italia e studiare la  * nostra*  lingua e la nostra  *storia*,  si è impegnata nell'atletica al punto che qualche giorno fa ha battuto il primato italiano di salto con l'asta, saltando 3.70 m stabilendo un record per la sua categoria.
Di lei si dice: "Ha le potenzialità per diventare un fenomeno"

Ma il riconoscimento del suo primato è in discussione perché non ha la cittadinanza italiana.

Greta non è il primo caso.
L' allora 15enne Roberta Gherca saltò addirittura 3,91 metri. 
Ma era cittadina rumena, perciò  è come se non avesse saltato.


Qualche tempo fa ricorderete  senz’altro il clamore mediatico che suscitò  la storia di Ramy e Adam, i due ragazzini nati in Italia uno da  genitori magrebini e l'altro egiziani che chiamarono il 112 per dare l'allarme sul bus dirottato a Milano.

Così scriveva allora Luigi Di Maio su Facebook.
"Ha(nno) messo a rischio la propria vita per salvare quella dei   compagni.  Spetta la cittadinanza italiana. Questo è un Paese che deve saper guardare oltre."

A parole si riempirono le pagine dei giornali, ma a fatti nulla si concretizzò.  

La legge parla chiaro: non importa se sei nato in italia e se frequenti scuole italiane, se i tuoi lavorano nelle  *nostre*  fabbriche e pagano le tasse italiane.
Prima di diventare cittadino italiano devi aver compiuto 18 anni e che tutto vada bene.






























E’ così che si guarda avanti?

Stessi doveri, ma diversi diritti?

 

 
 
 

Manduria: città fantasma e disabitata?

Post n°741 pubblicato il 02 Maggio 2019 da e_d_e_l_w_e_i_s_s
 

" I video circolavano non solo nelle chat ma in tutta la cittadina di Manduria. In tanti sapevano"

A riportare questo è il procuratore del tribunale per i minori Pina Montanaro.
Si riferisce alla triste fine del pensionato di Manduria.
 Antonio Stano, 66enne con problemi psichici è stato bullizzato, rapinato, torturato e picchiato in più occasioni da un gruppo di 14 giovani. 8 di loro tra cui 6 minori sono stati sottoposti a fermo. Il numero è destinato a crescere.

Lo chiamavano dispregiativamente 'il pazzo'.
E godevano a usargli violenza. Godevano al punto che riprendevano scene orripilanti e ripugnanti.
Le condividevano pure, fieri di essere bestie disumane.
Poi, sciocchi, si vantavano pure, mostrando il non mostrabile:
                                             Guarda, quello sono io!


Manduria conta più di 33.000 abitanti, ma al funerale dell’uomo erano presenti 30 persone.

Mentre lo seviziavano lui urlava.

Nessuno ha sentito. Tutti se ne sono fregati.



























Manduria è dunque una città fantasma. Vuota. Inabitata.

Le famiglie dei responsabili dello scempio sembrano cadere dalle nuvole:
                                  " Ma come? Mio figlio non ha fatto niente"

E poi c'è quella mamma che nel ridicolo tentativo di giustificarsi sosteneva:
" Come avrei potuto accorgermi di una cosa così?
                          Che ne so di cosa fanno i figli fuori casa.
                                        Come fai a sapere cosa succede dentro quel telefonino?"

Il fatto di cronaca è ripugnante di per sé e non trova acuna giustificazione.


Non so se mi ripugna di più il gruppo di bulli,
i genitori assenti e taluni pure che sapevano ma tacevano confidando  che i video che immortalavano i loro pargoli cessassero di girare
o l'omertà di un' intera città , istituzioni e servizi sociali compresi.





A onor del vero, a rompere l’incivile silenzio, fra gli adulti, solo due professoresse e, ieri,  la fidanzatina sedicenne di uno del branco.

 

 
 
 

Altro che sciocco, è intelligentemente terapeutico!

Post n°740 pubblicato il 30 Aprile 2019 da e_d_e_l_w_e_i_s_s
 

 

Il riso abbonda nelle bocche degli stolti, dicevano i saggi  un tempo.
Nulla di più falso, dicono i saggi oggi.
Eppure leggevo una sorta di statistica secondo cui la gente ride poco. E ride male.

La risata è la panacea di ogni male. Un toccasana per tutto il corpo perché  ridendo si liberano gli ormoni delle felicità .
 
Tant'è che dal 1998 le si dedica addirittura una giornata mondiale: la prima domenica di maggio.
E che a breve studiosi di alta fama disquisiranno sulle motivazioni  che ci inducono all'ilarità.

Gli scienziati ci dicono che per essere felici non occorre cambiare vita, basta ridere 10 minuti al giorno.  Anche se subissati dai problemi.

Noi, non scienziati,  sperimentiamo sulla nostra pelle che una sana grassa risata ci fa bene: allenta lo stress, ricarica l'umore, distende le tensioni, allontana la depressione, rilassa i nervosismi.
Sul lavoro, con gli amici, in famiglia, fra le lenzuola ... insomma ridere non è sciocco, è intelligentemente terapeutico.

E per questo, oltre alla terapia del sorriso che, grazie a volontari e a esperti, porta un istante di allegria fra i malati in ospedale, è nato dall’intuizione di un medico indiano Madan Kataria lo  'yoga della risata'.
Praticamente  si tratta di imparare a ridere con tanto di corsi e lezioni che prevedono tecniche di meditazione e di respirazione.
Addirittura, con un po' di allenamento, la risata può diventare una pillola dolce  da assumere quando e dove si vuole 'imbrogliando' il  corpo che non sarebbe in grado di distinguere tra un riso indotto e uno genuino.
 

Sarà ...  ma volete mettere il piacere di ridere a crepapelle... quella sensazione incontenibile che sgorga dal cuore, ti scoppia dentro, non ha freni, irrompe sulle labbra  e fa luccicare sugli occhi.

































Vi ricordate l'ultima volta che avete riso di gusto, ma proprio di gusto?

… io?
stamattina, per una figuraccia che per decoro non vi racconto
e  in un contesto che di spassoso aveva ben poco
ma che ha sdrammatizzato il momento.

 

 
 
 

E l'idea m'ha preso

Post n°739 pubblicato il 29 Aprile 2019 da e_d_e_l_w_e_i_s_s
 

Qualche sera fa stavo guardando il trailer  di un film commedia  che a breve uscirà.
È la storia del nostro mondo,  quello che non vogliamo vedere, quello che è  ai margini.
E’ la storia del conflitto quotidiano con la diversità,  che anche quella non la vogliamo vedere. E’ la storia di un ex carcerato, di un migrante, di una ragazza di strada, di un disabile, di un anziano. E’ la storia di una Casa Famiglia.
 Racconta di persone “sbagliate” che nella loro vita imperfetta fanno cose grandi.

Un argomento attuale e spinoso reso –così parrebbe-  con estrema semplicità da  Kristian Gianfreda, al suo debutto come regista  , ma che  da più di vent’anni racconta la diversità attraverso i video.
Reciteranno bimbi disabili ed emarginati.
Il finale non lo so e non lo voglio sapere…

…però quello che mi ha intrigata di più è stato il titolo:


                                                
Solocosebelle



Perchè di quelle ne abbiamo bisogno.
Non so voi ma io di quelle brutte sono satura.


Perché non provare a condividere con voi le notizie belle o non brutte?

 

Che ne uscirà non lo so, ma l'idea m'ha preso...



Sono ben accetti suggerimenti, stimoli, pensieri

 
 
 

Sul filo della vita

Post n°738 pubblicato il 28 Aprile 2019 da e_d_e_l_w_e_i_s_s
 

 

L'eccesso è una parte di me.
La monotonia è un male.
Ho davvero bisogno di pericolo ed eccitazione.

    Freddie Mercury

Perché  la cosa più importante è vivere una vita favolosa, non importa quanto lunga, basta che sia favolosa.

E doveva essere favolosa l’esperienza di lanciarsi nel vuoto dal Becco dell'Aquila .
Per lui, jumper norvegese,  è stata invece fatale.

Sfidare la sorte e oltrepassare il limite praticando uno sport estremamente pericoloso è il grande sogno per chi ama il brivido  dell'adrenalina.
Ogni lancio, ogni salto, ogni atterraggio sai che può essere l'ultimo.
O può essere invece una vittoria sul destino.

Gli sport pericolosi piacciono: ci si addestra con fatica e impegno.

            Ci si mette alla prova.
                                               Ci si supera.
                                                                        Si raggiunge un traguardo personale.

Qualcuno si riprende pure. Ad imperitura memoria.


Mentre leggevo di alcuni incidenti avvenuti non solo nel Trentino durante i giorni di festa, come un flash mi è apparsa in mente nitida l'immagine di una coppia di giovani ragazzi su un aguzzo e altissimo sperone scivoloso di roccia che si selfavano.  

Infervorati dal rumore dell'acqua che scendeva impetuosa sotto di loro, incuranti dei moniti di noi montanari che amiamo la montagna ma non la non sfidiamo .
Sprezzanti  del pericolo.
O forse eccitati dal pericolo.


 



























E’ pratica diffusa quella di sperimentare e sperimentarsi  tra le vertigini del vuoto, il brivido della velocità folle, il mantenersi in equilibrio in cima a grattacieli o il testare i propri riflessi fermi sulle rotaie aspettando il treno in corsa.
Il tutto corredato da tanto di  foto  da condividere.

A che pro?
Per stupire gli amici?
Per ottenere followers?
Per dimostrare coraggio?
O per disprezzo della vita?



… e dire che ne abbiamo una sola…

                                             e che non è da eroe sprecarla così.


 

 
 
 

Sorpresi dalla sorprese

Post n°737 pubblicato il 18 Aprile 2019 da e_d_e_l_w_e_i_s_s
 

La sorpresa che gli italiani troveranno dentro l'uovo di Pasqua del governo sarà l'aumento dell'Iva. Questo significa: più tasse e meno consumi.

Parole , queste della Gelmini, che suonano come profezia di Cassandra, ma noi italiani ormai ci siamo abituati e non ci spostano.
Ed eccoci pronti a scartare l'uovo di Pasqua, incuranti di tutto ma con la sola voglia di abbuffarsi di dolcezza.
Anche se quest'anno, stando alle stime di Coldiretti, complice il lungo ponte pasquale, sarà in flessione il numero di uova che acquisteremo.  Ma i numeri sono tutt'altro che piccoli: 16 milioni di uova di cioccolato vendute.
Alcune sono già state sequestrate dai Nas  perchè non conformi.

Alle tradizionali uova prodotte su larga scala, si affiancano quelle glamour ideate e realizzate da maestri di pasticceria.
Cacao e ingredienti sapientemente rielaborati danno libero sfogo alla fantasia dello chef.
























La storia dell'uovo di Pasqua affonda le sue radici nella notte dei tempi.
Gli antichi Persiani si regalavano uova in primavera come simbolo di nuova vita.
Secoli più tardi,  nel Cattolicesimo l'uovo di Pasqua rappresentò la vita che cresce e palpita dentro un guscio solido.

L'usanza di regalarsi uova però si diffonde a partire dal Medioevo, in Germania. Qui la gente comune si donava uova bollite avvolte in foglie e fiori in modo che si colorassero naturalmente, mentre i nobili si omaggiavano l'un l'altro con uova di argento, platino o oro, decorandole.
Un tale Peter Carl Fabergé fu incaricato dallo zar Alessandro III di preparare per la zarina delle meravigliose uova decorate con tanto di dono all'interno.
Da qui la tradizione della sorpresa dentro quella scocca ovoidale di cioccolato.

E noi che amiamo le soprese ci sorprendiamo emozionati come bimbi nello scoprire cosa c'è dentro l'uovo e tante volte ci ritroviamo così:

























… ma ci consoliamo così:













































Ricordate la sorpresa più ridicola e inutile o più piacevolmente sorprendente che avete trovato dentro l'uovo?




 

&

Buoni giorni

 

... a presto :)

 
 
 

Patti chiari e amore felice?

Post n°735 pubblicato il 15 Aprile 2019 da e_d_e_l_w_e_i_s_s
 

 

Non era affatto contenta lei che suo figlio si sposasse e non perché la differenza di età della coppia fosse rilevante e neppure perché la futura nuora non le piacesse. Al contrario!
Non digeriva quel documento scritto in arial e firmato da entrambi.
Senza validità giuridica, ma che sapeva di precarietà: ne era convinta.

* All’antivigilia del matrimonio, quando i preparativi fervono, la casa è da sistemare, i mobili da scegliere, gli annunci da consegnare … il futuro da progettare non si può mettere nero su bianco che succederà  se un domani  decideranno di separarsi. Non si può stabilire a tavolino che il comò va  te e il divano spetta a me.  E' inconcepibile costruire una vita insieme a suon di clausole materiali.* Diceva con rabbia e con tristezza

* Sbagli a pensare così. -  controbattevano i più -  pensa che succederebbe se, e ne abbiamo prova, valesse il patto prima ti sposo e poi ti rovino ! Perché quando un rapporto finisce non c'è umanità, non c'è passato, si è uno contro l'altra armati. E ci si attacca
a tutto pur di vincere.*


























In Italia si fa di che parlare sui patti pre-matrimoniali ma siamo uno dei pochi Paesi occidentali in cui  la legge non li prevede. 

Da una ricerca compiuta su più di 500 coppie in procinto di convolare a nozze, il 64% si è detto favorevole a firmare un accordo che fissi reciproci diritti e obblighi prima di infilarsi l'anello al dito.
Il dato cresce fino al 75% nelle coppie al di sotto dei 30 anni.
Il Nord è molto più convinto del Sud; gli uomini sono più propensi delle donne.

Ha ragione lei a non essere felice che il figlio si sposi sottoscrivendo a priori un accordo di fine rapporto matrimoniale ?

O

meglio patti chiari fin da subito?

 

 
 
 

Quando le *colpe* dei padri ricadono sui figli

Post n°734 pubblicato il 11 Aprile 2019 da e_d_e_l_w_e_i_s_s
 

 

Che colpa ne ha una bimba delle elementari se la sua famiglia non è al passo con il pagamento dei buoni pasto?

Nessuna.

Eppure le è toccato mangiare alla mensa scolastica di una scatoletta di tonno e un pacchetto di cracker perché così è scritto da regolamento comunale per gli inadempienti.





























Chissà in quelle lacrime che la bambina diversificata dai compagni in un momento, quello della mensa , che dovrebbe essere ricreativo e integrativo,  versava quali sentimenti provava.

E chissà anche gli amichetti   che  mangiavano  un piatto di pasta col sugo se provavano imbarazzo.

Perché i  bambini non conoscono ancora le disuguaglianze.

Il fatto succede a Minerbe, nel veronese, in una scuola elementare.
Pare che  casi simili si siano verificati anche alla fine del 2018: allora qualche insegnante avrebbe rinunciato al proprio pasto donandolo agli alunni.


S
ull'episodio è intervenuta  la segreteria provinciale del Pd accusando l'amministrazione leghista.

Ieri Antonio Candreva, giocatore dell'Inter ha effettuato un versamento alla scuola elementare per pagare la rata annuale della mensa a tutti gli altri alunni che si trovano in difficoltà economica.

E il caso mediatico è lievitato.

Il sindaco, un tale Andrea Girardi,  ribatte :
* La famiglia in questione è stata più volte sollecitata, i nostri uffici hanno chiesto loro se intendevano presentare una domanda per avere una riduzione o l’esenzione […]  non è arrivata nessuna  risposta.  Non intendiamo ovviamente discriminare nessuno e i bambini non sono stati lasciati senza pasto[..] Non è la prima volta che succede, solo che questa volta il caso è stato montato. Il nostro Comune ha sempre aiutato tutti, non volevamo certamente arrivare ad una situazione del genere.*

Molti concordano con il provvedimento 'punitivo' per la bimba e simbolico durato solo un giorno. Quindi: se tu genitore non ti metti in regola con i documenti, le tue colpe ricadranno sui tuoi figli.

Altrettanti, in quel Veneto civile, ci vedono discriminazione, ignoranza, razzismo da quattro spicci e ipocrisia della più bieca perché non c'è esibizione di documento burocratico che regga l'atto vigliacco di umiliare una bimba.


Se non fosse magrebina,  ma italiana avrebbe avuto lo stesso trattamento?

... si chiedono...e io lo chiedo a voi.

 

 
 
 

Tutto in famiglia

Post n°733 pubblicato il 09 Aprile 2019 da e_d_e_l_w_e_i_s_s
 

Ma i panni, puliti o sporchi, si lavano in pubblico. Anzi sotto i riflettori.
E le reazioni non tardano.
Perché la storia di Cecile 61enne che ha portato in grembo un ovulo donato dalla sorella del compagno del figlio e fecondato dal seme del figlio e che partorisce una  
bimba come dono d'amore per la coppia si presta a molteplici interpretazioni.
Anche etiche.
Ancora caldi del discusso quanto inutile Congresso della famiglie a Verona , molti difendono la scelta di una mamma vedendoci tutto l'amore verso il figlio, il compagno del figlio  e la loro felicità, tant'è che la definiscono una storia straordinaria, delicata  e molto molto umana,
Per altri è solo un atto abominevole, amorale, una prosecuzione innaturale della specie , una depravazione.

Specie oggi che  si fa  un  gran blaterare sulla mercificazione del corpo della donna.

Già, forti di un femminismo che non sa di femminismo, si mette in secondo piano il prodotto finale: il bimbo ignaro di tutto, ma che un giorno crescerà e capirà, forse comprenderà . Forse però anche no.































E'
il pensiero di Giorgia Meloni.

E il vostro?

In generale che ne pensate delle gravidanze surrogate?

 
 
 

Eppure sembrava bastasse solo una X

Post n°732 pubblicato il 07 Aprile 2019 da e_d_e_l_w_e_i_s_s
 

 

messa là, dagli inglesi quel  23 giugno 2016, il giorno che avrebbe dovuto segnare una svolta nel Regno Unito.

























Sono passati quasi tre anni e quella X  che rappresentava  con quasi il 52% delle preferenze il volere del popolo inglese è restata là,  solo sulle schede.

Da allora ne abbiamo lette di notizie: una che si susseguiva all’altra e poi a un'altra   e infine a un'altra ancora.
E nessuna mai è risultata credibile.

Abbiamo assistito a dibattiti.
Abbiamo ascoltato illustri economisti.

Abbiamo visto Theresa May in difficoltà;  l’abbiamo vista a volte fiduciosa, a volte dubbiosa, a volte amareggiata.
Parrebbe disposta a chiedere, come ultima spiaggia,  aiuto al partito d’opposizione.
S' è ventilata la necesssità di indire  un altro referendum.

Insomma, un caos che ha poco del british aplomb.

Unica certezza pare sia la distribuzione di passaporti senza la scritta 'European Union' sulla copertina.
La BBC tranquillizza e rassicura tutti: i passaporti erano stati realizzati in vista dell'uscita del Paese dall'Ue il 29 marzo.

E intanto , fra  proposte, strategie e rinvii – l’ultimo sarebbe a oggi stabilito per il 30 giugno -  ci si avvicina alle Europee di maggio.

Con nulla di fatto.

Solo con tanta confusione in testa.

  ... non so voi, ma io, anche se vivo bene lo stesso ,  non mi ci raccapezzo più.



Magari voi avete le idee più chiare delle mie e vi siete fatti un ipotetico scenario di questo ennesimo teatrino.


 

 
 
 

Note d'Italia

Post n°731 pubblicato il 04 Aprile 2019 da e_d_e_l_w_e_i_s_s
 

*Rischiamo di dimenticarlo, ora che il nuovo millennio viaggia veloce tra  suoni virtuali. Ma il Novecento, non è stato forse il secolo della canzone? *

A sostenere questo pensiero è Gino Castaldo, critico musicale e conduttore radiofonico.

Suo è  *Il Romanzo della canzone*  (2018)  che percorre gli anni italiani dal 1958 al 2000.
Allora Modugno con Nel blu faceva volare il sogno dell'italiano medio che sentiva profumo di miracolo economico.  
Passavano gli anni e con loro cambiavano certi valori.
Ci si identificava  nei testi impegnati e politicizzati.
Nel rinascimento degli anni '80 ci si ritrovava nella sensibilità del cantautore che fra pochi accordi e tanti versi  parlava di noi e delle nostre emozioni o nell'allegria di quelle strofe che  poco dicevano ma che tanto invitavano a cantarellare.

Anche le canzoni fanno Storia.
























Raccontano la realtà, le  gioie, i sentimenti, le aspirazioni e le contraddizioni dei nostri tempi.
Sono lo specchio della realtà e cantano quello che ci gira intorno, cioè l' Italia e i suoi tempi.

Non più forse melodica, non forse più orecchiabile.
Oggi rapper, più o meno apprezzati , gruppi e cantautori giovanissimi  raccontano,  si raccontano e ci raccontano la nostra realtà.

Repubblica.it ha stilato un elenco di  25 brani proponendo un sondaggio

 

Elenco a parte, secondo voi, c'è una canzone di oggi o di ieri che meglio ritrae l'Italia e l'italiano?

 

 
 
 

Ri_diamogli nuova vita!

Post n°730 pubblicato il 02 Aprile 2019 da e_d_e_l_w_e_i_s_s
 

Nell'epoca in cui il riutilizzare, il trasformare, il riadattare è una sorta di imperativo civico, oltre che di hobby e creatività, anche  il jeans, l'indumento più famoso, più popolare, più versatile, viene riciclato.

Da tempo Levi Strauss & Co. creò il  modello 511 composto interamente da scarti di tele di cotone con risparmi notevoli.

Fino a oggi però non esisteva un modo per riciclare e rigenerare il tessuto denim donandogli nuova vita in forma diversa.
Ci ha pensato Rifò, un’azienda di Prato.
L' invenzione è di  due giovani imprenditori.
Dalla tela di cinque vecchi paia di jeans  nasce  un filato con cui,  tra trame e orditi  e tanti mesi di studio , si confeziona un maglioncino da mezza stagione.



































Color jeans perché mantiene la sua colorazione originale eliminando completamente l'uso di coloranti e prodotti chimici e abbattendo drasticamente il consumo di acqua e di energia.
Una grande idea per  una produzione non solo sostenibile e che offre opportunità di lavoro, ma anche tutta made in Italy.

La Rifò è solo uno degli esempi di aziende che nascono, crescono e sopravvivono grazie al riciclo.
Che parte da noi.
Con la nostra civile raccolta differenziata. E raggiunge le aziende che la rimettono con nuova forma sul mercato.
Plastica che diventa  anche panchine dei parchi; carta che diventa imballaggio; umido che si trasforma in fertilizzante.
E il ciclo ricomincia.

Anche a noi, senza ritorni economici o brevetti o marchi, ma solo divertendoci  nell’arte del fai-da-te e  dando libero sfogo alla fantasia,  capita di dare nuova vita a un oggetto comune che altrimenti finirebbe nelle discariche.


















Chissà se anche a voi l'idea di creare qualcosa di nuovo con qualcosa di vecchio entusiasma.

Vi viene in mente qualche oggetto  che avete fatto ri_nascere?

... e magari lasciarmi qualche semplice dritta?


 

 
 
 
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