Creato da e_d_e_l_w_e_i_s_s il 16/06/2012

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Cose a Caso

 

Cronaca di un anniversario

Post n°708 pubblicato il 18 Gennaio 2019 da e_d_e_l_w_e_i_s_s
 

 

Era il 18 gennaio 2017 quando si leggeva increduli della tragedia di Rigopiano.
Nei giorni precedenti un'ondata di gelo aveva fatto cadere metri di neve e i bollettini metereologici segnalavano pericolo.
Quel giorno all'Hotel Rigopiano c'erano 40 persone fra ospiti e personale di servizio.
L'ultima angosciante  telefonata diceva così: È caduto, è caduto l'albergo!
I soccorsi tardarono. Per svariati motivi, ma tardarono.
29 di quelle persone morirono.
Si aprirono inchieste e pullularono polemiche.
Colpa sua,
                colpa tua, 
                               colpa di nessuno,
                                                         ma le 29 persone non resuscitarono.
Tutto intorno si respirava aria di macerie di uno Stato assente.



















18 gennaio 2018:
nel primo anniversario di commemorazione i politici non  furono graditi.
Tutto intorno si continuava a respirare aria di macerie di uno Stato assente

18 gennaio 2019: Scorre la musica suonata da un ragazzo di Rigopiano.
Gaia che ha perso entrambi i genitori porta in mano un mazzo di rose rosse:  vuole salutare i vicepremier Salvini e Di Maio.
Una mamma,  accarezzando la foto di un figlio che non c’è più, dice:  A cosa ci serve oggi la corona di fiori di Mattarella?


Fra  dolore e lacrime  risuonano gli appalusi:  sono  per Di Maio che sfila con la nuova candidata e per Salvini che promette 10 milioni.

Fra rabbia e  strette di mano , la gente di Rigopiano dice:

Ci fidiamo di voi,  per fortuna ci siete voi.
I responsabili non ci hanno messo la faccia, il vecchio governo non si è occupato di noi.
Grazie di cuore siete dei veri papà.

 

 

… e intanto il prossimo 10 febbraio in Abruzzo si voterà…


Che dite, dovrei correggere il titolo così:  Ennesima cronaca di una propaganda?


Eppure, pare che la gente di Rigopiano abbia deposto  e riposto molte speranze.

 

 
 
 

Eppure ci si era vestiti di speranze

Post n°707 pubblicato il 11 Gennaio 2019 da e_d_e_l_w_e_i_s_s
 

 

nell'augurarci vicendevolmente un mare di cose belle per questo anno che s'è appena affacciato.
Quello vecchio s'era concluso faticosamente.
Questo nuovo non si è aperto diverso né poteva farlo :  non è certo il buttare il vecchio calendario   e neppure  il brindare allo scoccare della mezzanotte a ribaltare lo scenario collettivo.

Però  tutti noi viviamo   anche di speranze e tante volte ci si agghinda l'animo e la mente di leggerezza e di quella sana voglia di buono.
Umano, normale, sano atteggiamento.

Invece , lo riporta l’Ansa, il 42% di noi mostra un crescente atteggiamento di preoccupazione e sfiducia nei confronti del futuro sostenendo  che neppure le feste appena passate siano state così rigeneranti da lavar via i brutti pensieri e le pesanti apprensioni.
























Un 2019 partito senza energia, fiacchi dentro, rinsecchiti fra tormenti   e poca spensieratezza.

Quasi 7 italiani su 10 hanno paura di perdere il lavoro
Un italiano su 3 teme che la crisi economica aumenti  condizionando anche il tran tran quotidiano e la vita di coppia.


Risultati esageratamente   pessimistici? 

o


invece vi ci ritrovate un po’  in questa foto degli italiani 2019?

 

 
 
 

Una profezia diventata realtÓ

Post n°706 pubblicato il 08 Gennaio 2019 da e_d_e_l_w_e_i_s_s
 

Tra breve, senza dubbio, sarà letteralmente ovunque, […]
  La capacità di istruire e commuovere

con l'immagine unita alla parola e al suono è enorme.

Le possibilità di fare del bene o del male altrettanto vaste.
L'Italia sarà in un certo senso, ridotta ad un paese solo […]
Praticamente la vita culturale sarà nelle mani di pochi uomini.
Luigi Barzini

Era il 3 gennaio 1954 quando  Fulvia Colombo disse:


































Quel giorno i televisori accesi furono 80.000.  
Tre anni dopo il segnale arrivò su tutto il territorio nazionale e gli abbonati erano 360.000.

Io, come molti di voi, non c'ero.  Neppure nei sogni di mamma e papà che di lì a poco si conobbero, si innamorarono e si sposarono.

Mamma racconta che nonni la TV ce l'avevano.
Un  sacrificio economico enorme per le loro possibilità e la tenevano là sul mobiletto  coperta con una tovaglietta perché non prendesse polvere. Guai ad avvicinarsi!
"Sono ricchi!" dicevano i parenti che si riunivano il giovedì  sera per guardare Lascia o Raddoppia?
Perché  allora  avere la TV era un lusso : costava circa 450.000 lire, quasi quanto un'auto.

Le regole  dell'epoca prevedevano il rigetto  di scene conturbanti e turbanti la pace sociale ed incitanti all'odio di classe e promuovevano la moralità e il rispetto dei valori familiari e religiosi.

Verso la fine degli anni cinquanta nacque il primo telegiornale.
Nonno ne  fu affascinato:  fosse caduto il mondo non si sarebbe perso quel momento.
Immagini e audio in simultanea  era un assistere in diretta a ciò che accadeva intorno.
Seguì Tribuna Elettorale e Tribuna Politica
Quando vi fu il primo collegamento via satellite tra Italia e Stati Uniti,  dall’emozione, pare,  gli salì la febbre.

Intanto Carosello divenne un appuntamento per tutti.
Mamma canticchiava Nel blu dipinto di bluL’Edera che vinse Canzonissima  e  all’indomani di Sanremo, Modugno fu il suo secondo amore, dopo papà.
Le signorine buonasera  con garbo entravano nelle case ; Corrado, Mike Buongiorno e Mario Riva  sprigionavano simpatia e una sorta di soggezione.

Una televisione in bianco e nero che però aveva tutti i colori delle emozioni.

Forse perché era una novità? Forse perché si era meno esigenti?

 

Negli anni molto è cambiato.

Tant’è che qualcuno la TV non la guarda più,  molti la criticano e tanti altri la definiscono spazzatura.

Oggi, che TV vorreste? 

 

 

 

 
 
 

E l'Epifania ogni festa porta via

Post n°705 pubblicato il 06 Gennaio 2019 da e_d_e_l_w_e_i_s_s
 

 

Che cosa resta delle feste?

Ce lo chiedevamo
Per lei  resta  il timore di salire sulla bilancia
 Per lui i giorni senza orari da rispettare e cartellini da timbrare
Per quell’altro un dente scheggiato dal mandorlato e un probabile quanto certo conto salato dal dentista. Per alcuni  il calore stemperato degli affetti e  del riunirsi insieme

Per me?
Le ore passate in cucina fra i fornelli.
























E mentre riponevo stoviglie e pentole pensavo al piacere dell'ospitare.  
Poco importa se quasi quasi è un trasloco tanto rivoluzioni la casa per fare posto a tavoli e sedie.
Diverte  "arredarela tavola e ancor più  i piatti.

Non sono un’amante  del timer che scandisce i minuti, dei 5 fuochi a tutto gas, del forno a 180°,  delle ore che passano relegata in un metroquadrato di piano cottura e che poi in meno di  batter baleno tutto l'impegno e le fatiche vengono ingoiate da forchette voraci e palati esigenti.
Per molte vedere i piatti  ripuliti è un trionfo, una gratificazione senza uguali, un appagamento a 360°… ma io non ne sono poi tanto sicura…
forse perché  cucinare mi succede 365 giorni all’anno, escluse le ferie.

Comunque,  dei libri di ricette che negli anni mi sono stati regalati mi stimola  leggerne alcune che poi , come al solito, non riesco a seguire modificandole con accostamenti talvolta azzardati.

Vi va di lasciarmi qualche dritta,  per esempio elencando il vostro piatto dolce o salato preferito?

 

 

https://www.youtube.com/watch?v=tEB5023ROxM

 
 
 

*Mi prendo un anno sabbatico*

Post n°704 pubblicato il 03 Gennaio 2019 da e_d_e_l_w_e_i_s_s
 

Prometteva all'indomani della maturità una diciannovenne.
E così ha fatto.
Durante l’anno scolastico aveva lavorato nei fine settimana per racimolare quello che serviva per il biglietto d'aereo.
Ad agosto, espletate tutte le lungaggini burocratiche e super vaccinata,  insieme al suo ‘moroso’ 23enne, è partita destinazione India.































Due foto mandate al gruppo di WhatsApp e nulla più.
Poi, come spesso avviene,  con l’arrivo del nuovo anno, un suo lunghissimo messaggio vocale di auguri e di racconti.


 

L’esperienza che stiamo vivendo, ragazzi, è unica.
Non solo perché abbiamo messo in  stand-by la vita di ogni giorno,
  né perché ci confrontiamo con culture nuove,
ma perché ogni giorno è  diverso.
E’ come vivere fuori dagli schemi e spingersi oltre i nostri limiti.
Oggi viaggiamo in treno, domani su un cargo, dopodomani faremo l’autostop.
Ogni giorno è una sorpresa: ti svegli e non sai che accadrà.
Ci mettiamo in gioco ogni giorno  scoprendo il nostro spirito di adattamento.
 
Non ci pesa non avere le comodità di casa
perché vivere con 10 euro al giorno significa anche dormire per strada
e c’è capitato già 4 volte .
Sapete che abbiamo fatto anche l’elemosina?
Sì, a piedi nudi e a mano tesa abbiamo guadagnato quel che ci serviva per mangiare.
Da una settimana  in cambio di vitto e alloggio lavoriamo in una specie di fattoria.
Lì non c’è connessione. 25 chilometri per connetterci al mondo,  ‘na f….a!
Siamo quasi a metà esperienza, purtroppo…e dopo?... non voglio pensarci
… non ce la faccio …

Buon anno, mitica ex5^B




Questo  è stato il messaggio che *Angela* ha inviato a una delle mie figlie, sua ex compagna di classe alle superiori.

Dirvi che, come mamma, mi è venuta la pelle d’oca e ho sentito un brivido lungo la schiena, sarebbe dirvi ancora poco.

19 anni appena compiuti lei, 23 lui  e  chilometri&chilometri di distanza da casa, vivendo così giorno dopo giorno senza alcun progetto.

Non so se sia  educativo  ostacolare un sogno, anche alternativo,  di un figlio.

Non so neppure se sia coraggioso o incosciente lasciarlo andare...

… voi che ne pensate?

 

 

 

 

 
 
 

Lettera a un amico

Post n°703 pubblicato il 29 Dicembre 2018 da e_d_e_l_w_e_i_s_s
 





 

 

 

A cent'anni  dalla fine della 1° guerra mondiale , a 50  dal '68 con i suoi movimenti  e
a 20  dalla nascita di Google ,  sta per calare il sipario anche sul 2018.


Che altri avvenimenti  aggiungereste?

E quali, secondo voi, passeranno alla Storia e i nostri pronipoti leggeranno?




 
 
 

Solstizio d'inverno

Post n°702 pubblicato il 21 Dicembre 2018 da e_d_e_l_w_e_i_s_s
 

 

Ma anche palindromo

                                                        21.12

Da qualsiasi parte lo leggo, leggerò sempre 2- 1- 1- 2


C'andava a nozze stamattina la mia collega.

Lei è una di quelle che ai numeri e alle date fa caso.

Li somma, li sottrae, li divide e poi ci ricama storie ... strane.

il 12, ci spiegava, è un numero sacro.

12 sono le fatiche di Ercole, 12 i Paladini di Carlo Magno e 12 sono i Cavalieri della Tavola Rotonda alla corte di re Artù. 

Compare  nelle sacre scritture di tutte le religioni, soprattutto in quella ebraica e cristiana cattolica.

Parla di un ciclo che si conclude e racconta di perfezione…

… e pensare che il 12  di un certo mese sono nata io…

L'ascoltavamo un po’ interdetti e un po’ increduli ...

Ognuno ha i propri numeri, asseriva , e sul cartellone della vita qualche numero compare con una certa frequenza.
































Come stessimo giocando a tombola, ognuno di noi ha pensato alle date significative, a quelle importanti, a quelle che si ricordano...


cioè, abbiamo dato i numeri...


 
... il 12, appunto!,  mi insegue, il 3 pure ...anche il 5 ...e aggiungerei anche il 20 ...

una quaterna secca…se giocassi al lotto la punterei tutta...


Nel chiedervi se anche voi avete numeri che ricorrono nella vostra vita , vi auguro  un


 
 
 

Giochi di sguardi

Post n°701 pubblicato il 19 Dicembre 2018 da e_d_e_l_w_e_i_s_s
 

 

Che guardarsi negli occhi crei intimità e complicità è incontestabile.
Che guardare dritto negli occhi sia segno di affidabilità, serietà  e attendibilità è inconfutabile.
Gli occhi, per molti, più  ancora delle mani e del corpo,  giocano un ruolo cruciale nei rapporti fra persone.
Comunicano e controllano e raccontano.
Alcuni sguardi valgono più di mille parole:  sincronizzati e automatici sanno di intesa e di confidenza.
Altri provocano imbarazzo o stizza.
Quelli insistenti sanno di sfida.

Certi sono sfuggenti : qualcuno ci legge timidezza o, peggio, slealtà.



 


 

























Situazi
oni così, immagino,  siano capitate anche a voi  e, sebbene la scienza ci insegni che distogliere gli occhi dall'interlocutore significherebbe che il nostro cervello sta ricevendo  troppe informazioni per scegliere su quale focalizzare l'attenzione, da 0 a 10 quanto  vi disturba lo sguardo sfuggente di chi vi sta di fronte? 

E ancora, vi siete sorpresi a tenere testa a occhiate impregnanti e penetranti o preferite eluderli girando le pupille di là?

 

 
 
 

Andando per mercatini

Post n°700 pubblicato il 16 Dicembre 2018 da e_d_e_l_w_e_i_s_s
 

Ovunque il periodo dell'Avvento  pare  sinonimo di mercatini con il sapore di festa e di buono.

Tradizionali e famosi come quelli di  Vipiteno o Merano o Bolzano o Trento o Verona a suggestivi come quelli di Tenno, un autentico gioiello di architettura medioevale,  o dell'Altopiano del Renon con i suoi trenini storici, o del Lago di Braies che si accende ancor più di magia.





























Fra bancarelle di prodotti tipici, di manufatti artigianali, di leccornie per ogni palato ma anche di cianfrusaglie sono lì a dirci : è Natale!
E noi , fra spintoni e file ordinate, ci si avvicina, si guarda, si ammira, si indugia indecisi se acquistare uno o più oggetti per ricordo o per dono.

Della tragedia di Berlino  dello scorso Natale o di quella di Strasburgo  di qualche giorno fa poco importa: le notizie brutte, tutte,  oggi, passano in secondo piano: è ( quasi già ) Natale!

Tutto intorno luccichii di addobbi illuminano piazze, davanzali, cortili, terrazze, porte.
E quando il sole scende e la sera s'avvicina  il paesaggio si fa incantevole. Sa di dolce e di buono, appunto...


 E tu sei lì a chiederti :
 davvero lo spirito natalizio è così sentito o invece quei bagliori che allietano occhi e cuore sono lì a voler colmare quello che non c'è? 

 
 
 

In tempi di crisi

Post n°699 pubblicato il 07 Dicembre 2018 da e_d_e_l_w_e_i_s_s
 

 

























Si rottamano macchine, cellulari, elettrodomestici  a tasso 0 + incentivi.
Ma anche  cartelle esattoriali senza perdere i benefici concessi dalla legge.
Circolano voci che ci sia è anche chi rottama un partito.

E poi ci sono loro,  alcuni  panettieri,  a cui è balenata un'idea: rottamare il pane.
Il vantaggio per il consumatore è di evitare lo spreco senza buttare e per il commerciante di mantenere o incrementare  la  quotidiana clientela.


Capita in tutte le famiglie di avanzare pane perché, presi dal timore che non ce ne sia mai abbastanza, si eccede in pagnotte e michette.
E così ti ritrovi buste di pane vecchio.
Un po' lo grattugi , mai si sa che non devi impanare.
Un po' lo sminuzzi e lo passi al forno: ne escono crostini dai mille usi.
Con qualche rosetta o filone, almeno in Veneto,  ci fai una torta: un "macafame" economico,  insipido  e di tradizione.
E il resto? Finisce nell'umido.


E di qui l’iniziativa dei fornai :
 in quel di Pisa nei loro negozi i clienti possono riportare il pane del giorno prima e acquistare quello fresco a un prezzo scontato.
A Varese, invece, il panettiere ritira il pane raffermo al prezzo di 30 centesimo al chilo.
Qualche cliente prova una sorta di vergogna a riportare le rosette e le francesine avanzate.
Qualcun altro trova geniale la scelta: quel pane che butteremmo verrà destinato alle mense dei poveri o dato a chi ha animali.


E voi che ne pensate?

Strategie creativa e intelligente o provocatoria?

 

 
 
 

Attenti al lupo!

Post n°698 pubblicato il 05 Dicembre 2018 da e_d_e_l_w_e_i_s_s
 

Cattivo.
Fin dalla notte dei tempi.
Già nel Vangelo Gesù, infatti, lo più volte i lupi a falsi profeti, nemici del suo gregge di persone.
 Esopo e Fedro ne fanno di lui l’incarnazione del male e del pericolo.  Chi non ricorda il lupo   di *Cappuccetto Rosso* o quello de *I tre porcellini?* Abile predatore, feroce e forzuto, azzanna e ulula …poi però , come tutti i cattivi, nelle fiabe a lieto fine il bene vince sul male e il lupo soccombe.

E’ di questi giorni la notizia dall’Altopiano di Asiago secondo cui un lupo avrebbe distrutto una stalla e divorato la mucca.
E’ di questi giorni di vacche grasse anche la notizia che proviene dalla Gran Bretagna secondo cui una ricercatrice sostiene che i detti costruiti sulla carne animale siano fuori luogo perché sarebbero  [dissonanti con lo spirito vegano della nostra epoca].


























Quindi ne La vecchia fattoria- ia- ia oh! , quella che abbiamo sempre canticchiato

 

c'è il cane, ca- ca- cane … a cui non si dà mai del porco
c'è la gallina, ina-  ina…  che non fa buon brodo, neanche se è vecchia

 c'è la capra, ca-ca- capra che non è stupida… alla faccia di Sgarbi
 c'è il toro, oro- oro… a cui non si taglia la testa
ci sono due piccioni,  oni- oni che non si prendono mai  con una fava…

                     

Perché  questi detti  popolari, oggi,  nel linguaggio quotidiano, manderebbero  un messaggio sbagliato che  [rafforzerebbe   l'idea di un rapporto con gli animali basato su violenze e abusi.]

E a chi ci dà una pacca amichevole sulla spalla augurandoci  di cuore
In bocca al lupo!
, nel politically correct di questi nostri tempi,  dovremmo rispondere
viva il lupo


 Non so a voi, ma a me pare tanto un animalismo da salotto. Di chi ha poco fa fare e tanto da disquisire e filosofeggiare.
 Certo, direte, con tutti i guai che abbiamo questa sottigliezza non è un rospo difficile da ingoiare, ma volete mettere quel crepa che diciamo sorridendo quanto liberatorio è!

E io, con tutto il rispetto verso il lupo che sa civilmente vivere in branco secondo leggi della natura, continuerò a dire   crepa!... e il lupo non ne avrà a male, sono certa!
 

E voi?

 

 
 
 

Madonnina mia...

Post n°697 pubblicato il 03 Dicembre 2018 da e_d_e_l_w_e_i_s_s
 

 

...  liberami dalla depressione
...  fa' che trovi un lavoro
...  fa' che il mio matrimonio non cada  a pezzi
...  liberami dal vizio del gioco.

Sono queste, secondo gli ultimi dati,  le richieste dei pellegrini  che si recano a Lourdes, la grotta dei miracoli che da 160 anni e con  70 miracoli riconosciuti ha accolto milioni e milioni di malati, infermi , disabili.

Li immaginiamo dentro treni  bianchi assistiti da crocerossine e volontari, medici e infermieri specializzati con in cuore solo la tanta fede e l’immensa speranza.

Oggi  non è più così: i pellegrini  scelgono il volo low-cost.
Molti sono  autosufficienti, altri in carrozzelle automatizzate e indipendenti anche negli spostamenti .
Agli stanzoni da dodici letti preferiscono camerette da 2 letti.

Negli anni,  fra preghiere, fede  e aspettative  di guarigione,  nel luogo di culto più rinomato sono sorti alberghi e negozi in una concentrazione che non ha pari in Francia:  ci sono 110 costruzioni da mantenere e 300 dipendenti ai quali dare lo stipendio ogni mese.

Gli introiti che ne derivano  dai viaggi della speranza si aggirano intorno ai 20 milioni di euro all'anno.

Qualche credente   però  ha  dirottato i viaggi di fede verso  Fatima o verso Medjugorje che è più economica.


Da noi non ci sono Madonne così  miracolose, ma c'è Padre Pio, San Francesco, Sant'Antonio da Padova e l'elenco potrebbe allungarsi. In ogni regione, o quasi, c'è un santuario cui confluiscono frotte di pellegrini mossi dalla fede o dalla speranza di ottenere una grazia o dalla gratitudine per la grazia ricevuta.
Intanto,  fuori dai santuari e dalla abbazie e dalle cattedrali prosperano rivendite di oggetti sacri e miracolosi, rimedi naturali prodotti da mani pure.

Tutto questo poco c'entra con il credo religioso.

Quanto si specula ovunque sulla fede e sulla disperazione e miseria umana, mi dicevo

E allo stesso tempo, però, se il business è così prospero, significa che ai miracoli ci si crede ancora?

 












Ultimo miracolo e morte di san Zanobi, Botticelli;  Metropolitan Museum di New York.







 

 
 
 

FinchŔ morte non ci separi

Post n°696 pubblicato il 30 Novembre 2018 da e_d_e_l_w_e_i_s_s
 

 

Se l'erano giurati   62 anni fa i due anziani coniugi  e quella promessa  sull'altare, loro, l'hanno mantenuta.
Sono morti a distanza di poche ore uno dall'altro.

* Come in una favola triste e commovente,  diceva ieri la mia collega,  quasi fossero legati  dal filo rosso del destino o forse dell’amore senza fine *

*Perché ci metti poesia? – ribatteva l’altro - Arrivare a 86 anni è una vittoria sulla vita e  il loro ciclo biologico, amore o non amore,  si è concluso.*

*Pensala come vuoi, rifletteva quell’altra credente, loro  ora sono in Paradiso uniti come nella vita…
E non è la prima volta che leggiamo di queste notizie:  ricordate di quella coppia che è andata in vacanza in Egitto? Lui è stato  colpito da un infarto e lei, dal dolore, di lì a poco si è sentita male e non  ha retto. E non erano neppure anziani, eh!*

* In effetti, raccontava quella , è accaduta una storia simile anche a miei zii e  ho sempre pensato che  in un amore grande   uno non ce la faccia a sopportare la mancanza dell'altra. *


Io? Stavo ad ascoltare.

Un po’ spiazzata...























Esistono, secondo voi, legami indissolubili che riescono a unire due persone non solo fisicamente e materialmente ma anche spiritualmente addirittura oltre la vita?


 
 
 

Dal far west

Post n°695 pubblicato il 28 Novembre 2018 da e_d_e_l_w_e_i_s_s
 

... cioè, quando la giustizia te la fai da te























a legittima difesa?

 

Monte San Savino (AR):  nel cuore della notte un gommista, dopo aver subito 38 furti in pochi mesi, spara e uccide  uno dei due ladri scoperti all'interno della sua azienda dove dormiva per difenderla e custodirla.
A cadere esamine al suolo è un 29enne; il suo complice riesce a fuggire.

Un'ovazione  di applausi ed elogi paesana e non solo per Fredy che allo stato attuale non sarebbe in stato di fermo.

Eroe per un giorno, ma indagato per i prossimi anni per eccesso di legittima difesa.

E intanto solo la sua coscienza di uomo rimorderà, probabilmente per sempre.


 

Non è punibile chi ha commesso il fatto per esservi stato costretto dalla necessità

 

di difendere un diritto proprio o altrui contro il pericolo attuale di un'offesa ingiusta,

 

sempre che la difesa sia proporzionata all'offesa.

Art. 52

 

 

Nel frattempo, ecco le parole del ministro Salvini:

                                     " La mia solidarietà al commerciante.
                                             Io sto con chi si difende.
                      Presto in Parlamento la nuova legge sulla legittima difesa. ".



Sono passati quasi 4 anni da quando scrivevo così:



Magari negli anni, le opinioni  di voi che siete restati sono cambiate o si sono consolidate, quindi vi chiedo:

è giusta e legale , secondo voi, la legittima difesa?

E ancora, sul cancello della sua ditta è appeso questo cartello:















Lo condividete?

 

 
 
 

Intollerabili intolleranze

Post n°694 pubblicato il 26 Novembre 2018 da e_d_e_l_w_e_i_s_s
 

 

Avreste certamente fatto caso su quanti alimenti è scritto:

                                            senza lattosio, senza glutine, senza...

e questo succede perché il 20% della popolazione ritiene di essere affetto   da un' intolleranza alimentare, ma quando viene seguito un corretto iter diagnostico, molto spesso  senza attendibilità scientifica,  solo  a 2 su 100  viene confermata una reazione avversa al cibo sospettato.


Altra cosa invece è l'intolleranza : quell’  assoluta incapacità di sopportare o reagire convenientemente cui il 99,999% di noi soccombe.

Un modo d'essere e di rapportarci di questi nostri giorni che ci fa essere meno pazienti, meno comprensivi, più , appunto, intolleranti. 


Se per strada ci scontriamo con un tizio, specie se giovane, che sta guardando il cellulare,   se al ristorante il nostro vicino a tavola parla con la bocca piena, se la tipa al piano di sopra cammina con i tacchi  rischiamo di innervosirci.

Se siamo onesti, riconosciamo che non sono motivi così gravi per farci saltare i nervi.

In ogni caso, comunque, non li comprendiamo e non ci va affatto di comprenderli.

Talvolta siamo così poco tolleranti che rifiutiamo le idee o le convinzioni degli altri.
Eppure, nessuno è depositario di verità.


Succede che sbottiamo spesso scadendo nella maleducazione verso gli altri.

E’ più forte di  noi e non tolleriamo e ci sentiamo chi più chi meno come Mafalda:
































C'è qualcosa che vi disturba, infastidisce, innervosisce al punto da non tollerare e diventare intolleranti?



 

 
 
 

Momenti di noi

Post n°693 pubblicato il 23 Novembre 2018 da e_d_e_l_w_e_i_s_s
 

 

Il più bel regalo che possiamo farci , scriveva un'Amica, è donar_si tempo.

Letta così, pare un paradosso.
Invece rispecchia il nostro vivere.

Sempre presi dai mille 'dovrei'  troppe volte ce ne  dimentichiamo e accantoniamo  quei  momenti di noi in cui il tempo da  tiranno si fa clemente e sembra  allungarsi.

Succede a tutti, immagino, di sentire quel bisogno dentro che chiama ossigeno per ricaricarci.

Tante volte scacciamo , ignorandola,  quella vocina che ci dice:
" Su, è ora di basta con i *dovrei*; regalati tempo!"

Altre  la assecondiamo e   talvolta con un certo senso di colpa, ma entusiasti ci tuffiamo nel mare degli hobby, i nostri: una sorta di salvagente che ci impedisce di annegare fra logorii dei doveri  e in cui lo scorrere  delle ore pare dilatarsi diventando unicamente piacere.







































Non importa se ci piace collezionare figurine, o monete,  leggere libri, poesie o fumetti, dipingere o ricamare,  scattare foto o fare parole crociate, curare  la piantina o l’auto o la moto.
Ciò che è importa è, appunto, regalar_ci  tempo  perché io credo  fortemente che un hobby a cui dedicarsi ogni giorno tolga il medico di torno.  


Voi a hobby come siete messi?

Riuscite sempre a coltivarli  o, come me, tante volte li accantonate sentendone però un bisogno esagerato e quasi vitale?

 

 
 
 

A proposito di regali

Post n°692 pubblicato il 21 Novembre 2018 da e_d_e_l_w_e_i_s_s
 

 

L'aria ancora non sa di inverno e lo spirito collettivo è freddo  e non   festoso.

 Da piccolo a Natale aspettavo un regalo.
Un pacco dorato, sotto l'albero luminoso.
Quando aprii il pacco, non era quello atteso.
Lo tirai contro il muro piangente, iroso.
Quanti regali ho rotto, ho respinto nella mia vita dopo quel giorno?
Ora di questi ho rimpianto.

Accettare i doni è difficile perché sempre ne aspettiamo uno soltanto.

Stefano Benni


Come è accaduto a Elton John che  dai grandi magazzini di lusso John Lewis & Partners,  ripercorrendo a ritroso  la sua vita artistica sulle note della , secondo me, più bella canzone d'amore mai composta, ricorda il primo pianoforte che mamma gli regalò.

 



Magari non era neppure Natale.
Difficilmente  era dentro una scatola ricoperta di carta scintillante e con il fiocco dorato sopra.

Perché i regali che cambiano la vita  non hanno nastri, né carte luccicanti.























Non arrivano a Natale né alle feste comandate, ma in un giorno qualunque di un mese qualunque di un anno qualunque.

A voi è capitato un regalo  non necessariamente impacchettato e infiocchettato  che vi ha cambiato  o ha indirizzato la vostra vita?

O avete donato qualcosa che ha dato una svolta alla vostra vita   o quella dell’altro?

 

 

 
 
 

Ricordi nell'album del cuore

Post n°691 pubblicato il 19 Novembre 2018 da e_d_e_l_w_e_i_s_s
 

Il 20 novembre è la giornata dell'infanzia.

Non che sulle giornate di commemorazione  riponga molte speranze.
Perché non ci dovrebbero mai essere giornate per...  o contro...

Di solito si  fa un gran parlare quel giorno e poi, allo scadere della mezzanotte,  tutto cade nel più profondo ed evanescente dimenticatoio.



Nel mondo 700 milioni di bambini, cioè uno su 4, sono privati della possibilità di vivere la propria l’infanzia.

    263 milioni di bambini, cioè 1 su 6, non vanno a scuola:

    168 milioni sono coinvolti in varie forme di lavoro minorile;

    6 milioni muoiono ogni anno per cause facilmente prevenibili prima dei 5 anni;

    156 milioni di bambini con meno di 5 anni soffrono di malnutrizione acuta;

    28 milioni di bambini, 1 su 80, fuggono da guerre e persecuzioni.


Quanto a casa nostra oltre un milione di minori vive in povertà assoluta.

Quasi 1 bambino su 3 è a rischio povertà ed esclusione sociale.

Vergognoso, vero?


 Ciò che ricordiamo dall'infanzia lo ricordiamo per sempre

- fantasmi permanenti, timbrati, inchiostrati, stampati,

eternamente in vista.

Cynthia Ozick
























Ma anche e soprattutto restano vivi i ricordi più dolci , quelli che ci fanno sorridere e ci inteneriscono il cuore.


Chissà se vi va di condividere un ricordo felice, spensierato, allegro  della vostra infanzia...

 
 
 

E fare sesso diventa questione sociale

Post n°690 pubblicato il 18 Novembre 2018 da e_d_e_l_w_e_i_s_s
 

* Robe da matti! Che lo Stato, e quindi noi, paghiamo  anche per le sc----e  degli altri.  5.000.000 di euro  l'anno in più per tutti.
Ai miei tempi ci arrangiavamo : non sempre avevamo  reddito  ma  avevamo la dignità di non gravare sulla comunità per le nostre notti di sesso.  Guardandoci le spalle per non essere visti, compravamo i preservativi dai distributori automatici perché in farmacia ci vergognavamo ad andarci.* diceva lui

* Ma no, non è da matti, è sensato!
Pensa ai costi che ha per lo Stato un malato di AIDS o di una qualsiasi malattia venerea che può contrarre nei rapporti non protetti. E poi pensa a  quanti aborti si eliminerebbero perché, lo sai, mica sempre le donne vanno in ospedale,  tante rischiano ancora.
In  alcune regioni  già lo si fa.* ribatteva lei


Preservativi gratis se:
































E' la proposta  del M5s che avrebbe presentato un emendamento per ora  bocciato dalla Commissione Affari Sociali ma  che sarà ripresentato in Commissione Bilancio e poi in Aula

Polemiche a parte, perché  "ci bocciano il testo sui contraccettivi gratis ai giovani e lo ripresentano come fosse loro" dice il Pd,
che ne pensate di questa proposta?

Siete       o       perché il fare sesso non deve diventare questione  sociale per nessuna categoria di cittadini?
 

 
 
 

Era un vizio capitale

Post n°689 pubblicato il 15 Novembre 2018 da e_d_e_l_w_e_i_s_s
 

 

La pigrizia è madre di tutti i vizi
proverbio albanese

Pigrizia: l’abitudine di riposarsi ancor prima di essere stanchi.
Jules Renard


Occorre che la gente impari a non muoversi,
[...]
a non farsi nascere bisogni nuovi,
e anzi a rinunciare a quelli che ha
 Luciano Bianciardi, “La vita agra”


 

Per anni e anni scienza, famiglia, scuola, società ci hanno inculcato che la pigrizia è un peccato.
Bersagliati da immagini in Tv di gente che corre, va in bici, in palestra ci siamo convinti che essere attivi, molto attivi, super attivi sia sinonimo di star bene e di sentirci bene.
Il  che è anche vero  perché, è certo, muoversi, fare sport, fa bene al corpo e alla mente.

Al contrario, ci hanno insegnato , la pigrizia , quella che ci inchioda al divano e ci fa procrastinare  è la vocina che vien da dentro ed è da scacciare.

Scienziati ci avrebbero  convinti  che ansia e depressione  e malattie sopraggiungano più facilmente se viviamo ‘sdraiati’ e negli anni  avrebbero trovato pure il colpevole:  D2 , un gene

Se molti di noi sentono il bisogno fisico di essere dinamici e attivi , per altrettanti è una lotta da combattere quotidianamente  e con fatica contro il richiamo del *faccio dopo*.

Ma per la serie che tutto è in movimento, anche le tesi scientifiche,  fior fiore di ricercatori sosterrebbero

                        altro che vita attiva: siamo programmati per essere pigri.
          

Secondo i loro studi e i loro  esperimenti parrebbe il nostro cervello sarebbe per natura pigro e questo spiegherebbe il 'paradosso ': più  la società spinge le persone al non procrastinare e al movimento, più i dati dimostrano che stiamo diventando sempre meno attivi e sempre più indolenti.

















 



Assomigliate a Snoopy che rimanda e rimanda cullandosi nell’arte del dolce far niente?

O invece

scacciate il torpore della pigrizia, non si rimanda a domani e si è attivi e dinamici oggi?






 

 

 
 
 
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