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questo continuare a cercarsi

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Talvolta arrecano lacrime e dolore.

Ma si è vivi nella sofferenza

e morti nell’indifferenza.

Sunny_Poems

 

 
Creato da: fabiana.giallosole il 18/02/2012
COPDUS - Coordinamento Provinciale Docenti Utilizzati di Sassari

Messaggi del 27/08/2012

 

Conipt

Post n°453 pubblicato il 27 Agosto 2012 da fabiana.giallosole
 
Tag: Conipt

Da "OrizzonteScuola"

Conitp contro il passaggio dei docenti inidonei nei ruoli Ata

CONITP - Il comma 13 art. 14 del DL 95/2012 rappresenta una norma che conferma che lo Stato non ha la benché minima idea di quale lavoro si svolga in una segreteria scolastica, soprattutto oggi nella scuola dell’autonomia.

Le segreterie delle scuole hanno funzioni e adempimenti che vanno ben oltre il mero supporto all' attività didattica, che richiedono competenze professionali adeguate, spesso elevate, nonché di tipo intensamente informatico, si passa dall’attività contabilità a quella fiscale, contributiva , a quelle attività legate alla carriera giuridica ed economica del personale, ricongiunzioni, riscatti, pensioni, graduatorie interne e d’istituto, per non parlare delle norme connesse alla privacy, alla gestione delle ditte fornitrici etc. etc.

Stesso discorso per i laboratori presenti nelle scuole che richiedono personale specializzato, professionisti dei vari settori di istruzione e formazione professionale: elettrico, elettronico, meccanica, ristorativo, sociale, tessile, moda, navale, agricoli, grafica, edile, accoglienza etc.

Il personale, quindi, deve essere in grado di gestire le varie attività con meticolosità attraverso capacità professionali elevate.

Il personale che opera nella segreteria di una scuola autonoma deve predisporre quotidianamente comunicazioni, atti, pratiche il più possibile corrette sia per l'utenza che per il personale, gli organi di controllo, le altre pubbliche amministrazioni. Anche il personale che lavora nei laboratori deve ogni giorno svolgere attività di manutenzione dei macchinari , garantire sicurezza predisporre tutto ciò che è necessario per le esercitazioni pratiche.

Il personale amministrativo deve essere attento nell'inserimento dei dati nei diversi sistemi informatici, la cui precisione è condizione assolutamente necessaria per la successiva corretta elaborazione degli stessi , pratiche del MEF, dell'INPS, dell' INPDAP, delle Direzioni centrali, regionali e territoriali del MIUR, dell'AVCP, ecc...

Il comma 13 art. 14 del DL 95/2012 tra l’altro arriva dopo il mastodontico taglio degli organici del personale ATA che ha ridotto notevolmente il personale della scuola amministrativo , tecnico e ausiliario.

Le scuole, quindi non possono continuare ad assorbire l'inadeguatezza e la precarietà del proprio personale , per questo motivo il CONITP ritiene che non si può risolvere il problema attraverso il passaggio ai profili ATA dei docenti i inidonei , profili già indeboliti dal taglio agli organici , retrocedendo ad un ruolo inferiore docenti per nulla coerente con il proprio status ,

Una soluzione per tale problema sarebbe quella di utilizzare tali docenti nelle Funzioni Strumentali al Piano dell’Offerta Formativa (art. 30, CCNL 2003) o in altre attività di supporto alla didattica.

Il CONITP auspica in un sicuro intervento per la salvaguardia dell’attività tecnica amministrativa svolta dalle scuole attraverso soluzioni più idonee per occupare il personale inidoneo.

l Presidente del CONITP
Prof. Guastaferro Crescenzo

 
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Sardegna

Post n°452 pubblicato il 27 Agosto 2012 da fabiana.giallosole
 

Da "La Tecnica della Scuola"

Sardegna serbatoio di posti per il prossimo concorso a cattedra

La Sardegna, come già avvenne nei primi anni Novanta, risulta essere un vero e proprio serbatoio di cattedre vacanti, pronti per essere disponibili per il prossimo concorso a cattedra
Da un articolo di oggi del quotidiano “La nuova Sardegna”, apprendiamo che con ogni probabilità, l’isola sarda potrà garantire di far salire in cattedra circa 650 docenti. Dalle colonne del quotidiano sardo parla il segretario regionale della Cisl Scuola Enrico Frau, che sostiene: “come sindacato chiedevamo da tempo un provvedimento del genere e sapevamo sin da gennaio che il Governo intendeva dare il via al nuovo concorso. Per l’isola si parla solo di dati tendenziali, approssimativi: credo si potrà contare su poco più di 600 posti nel prossimo biennio. Ma penso che questa mossa, più in generale, rappresenti un aiuto contro il precariato storico”.
Continua il suo pensiero Frau dicendo: “perché da un lato quest’intervento apre le porte a chi da anni attende un’immissione in ruolo e dall’altro lato tende una mano ai laureati più giovani, proprio per salvaguardare entrambe le categorie, come Cisl, abbiamo sollecitato e ottenuto che per i candidati al concorso non ci fossero limiti d’età". Nello stesso articolo si leggono anche le interessanti dichiarazioni del Segretario Regionale della Flc Cgil Peppino Loddo, che riconosce “l’importanza di fare ripartire la scuola attraverso questo concorso ma sottolinea anche che per il resto tuttavia siamo al disastro organizzativo.
Emblematico è il caso dei precari, che fino a qualche anno fa nell’isola erano 8-9mila, ora si sono quasi dimezzati perché molti hanno dovuto puntare verso altre attività. I neolaureati, poi, sono altre migliaia.
Quante volete che siano allora le cattedre assorbibili nell’isola? Se andrà bene, toccheremo le 620 unità". "In realtà la scuola è diventato il settore della massima precarizzazione e le politiche di questo governo, al di là dei proclami mediatici, non fanno differenza rispetto ai precedenti nel volerlo considerare, continua nella sua dura analisi Loddo, sottolineando che in Sardegna molti insegnanti anziani dovevano andare in pensione, ma la riforma voluta dal ministro Fornero li ha bloccati. Ecco, le cattedre disponibili per il futuro cosi diminuiranno insieme alle aspettative di chi crede ad un cambiamento di rotta”.
Comunque sia, rimane chiara una cosa: in Sardegna e nel Nord Italia si concentreranno almeno il 75% delle disponibilità di cattedre da mettere a concorso. Inoltre le discipline scientifiche e tecnologiche, con la matematica che funge da locomotiva, avranno buone disponibilità, invece i futuri insegnanti di lettere, filosofia, lingue, storia dell’arte e materie umanistiche in generale si ritroveranno a concorrere per una manciata di posti. Qualcosa di umanistico ci sarà pure, ma riguarderà prevalentemente le discipline letterarie antiche tipo latino e greco, tanto per intenderci la classe di concorso A052.
 
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Troppe incognite

Post n°451 pubblicato il 27 Agosto 2012 da fabiana.giallosole
 

Da "La Tecnica della Scuola"

Un concorso con troppe incognite e conflitti
Ma quando mai dalla Germania, dalla Francia, dalla Spagna, dall’Inghilterra sono venuti fuori problematiche così pesanti e astruse, così ingarbugliate e contestate, così strambe e guerrafondaie come succede in Italia?
E’ troppo ingolfato ormai il mondo della scuola e troppe sono le ordinanze, le leggi, le disposizioni e i cavilli che non rendono più giustizia a nessuno, mentre è proprio l’istruzione che dovrebbe educare e formare alla legalità e alla cittadinanza responsabile.
E’ stato sufficiente infatti la decisone del consiglio dei ministri dei giorni scorsi, sulla base fra l’atro di un programma di immissioni in ruolo già stabilito da tempo, di aprire ai nuovi concorsi, di cui si era persa traccia dal 1999, per innescare una serie di forti reazioni, più o meno esasperate, che stanno coinvolgendo tutti i soggetti a vario titolo interessati.
I primi a scontrasi e dividersi sono stati i sindacati, favorevoli alcuni, cautamente ottimisti sull’assunzione di 11892 docenti, ma contrari altri che guardano agli altre 200mila precari che sono da anni in attesa nelle Graduatorie a esaurimento: quale destino per costoro?
Tuttavia, esaminando la situazione che s’è venuta a creare e le polemiche scaturite, non si può forse fare a meno di dare ragione a entrambe le posizioni: da un lato infatti sembra giusto dare speranze ai giovani neolaureati e a chi si iscrive all’università con l’obiettivo di fare l’insegnante, sperrando magari di elevarsi socialmente e culturalmente; ma dall’altro come si fa a scordarsi di tanta gente che, chiamata dallo Stato quando ne ha avuto bisogno, ha consentito alla scuola di funzionare, offrendo servizi anche di qualità? Si possono lasciare costoro a invecchiare nel precariato e nella incertezza nei vari gironi delle graduatorie?
Ma c’è di più. Quanto costerà questa operazione concorsuale per valutare sia le preselezioni, attraverso cui scremare gli oltre 300mila candidati previsti, e sia lo svolgimento delle prove vere e proprie, affidate al giudizio di commissari in ambito regionale, per arruolare gli 11mila nuovi professori?
Fra l’altro per partecipare ai concorsi bisogna già possedere una abilitazione: ma chi la fornirà. A tale scopo sarebbero stati implementati i corsi Tfa, i tirocini formativi attivi, i cui test preselettivi per accedervi sono stati però giudicati, anche dal ministro stesso, inadeguati, sbagliati, approssimativi. E come se non bastasse ancora devono partire del tutto e lo loro conclusione è prevista per l’anno venturo, molto tempo dopo il 24 settembre quando sarà bandito il nuovissimo concorso. Ma in ogni caso, oltre al duro colpo all’immagine “culturale e organizzativa” del Miur sui Tfa, nulla toglie, sulla base di quanto oggi sappiamo, che anche i docenti nelle GaE possano partecipare al concorso con così tanta enfasi annunciato dal ministro Profumo.
Ma questo fra l’altro significa che alcuni docenti, per avere la cattedra, debbono sorbirsi ben due concorsi: l’abilitazione propedeutica al concorso e il successivo concorso stesso, mentre altri sono già entrati in ruolo con un semplice corso abilitante di alcune centinaia di ore: è non è questa una ingiustizia e una sonora ingiustizia? In più: chi impedisce anche a chi non ha i titoli richiesti dal bando di rivolgersi al Tar e, ottenuta la sospensiva, di parteciparvi regolarmente? Non è forse successo così col concorso a dirigente che ha fatto diventare presidi tanta gente senza i titoli imposti dal bando? Né culturale né di servizio: corretto e deontologicamente etico? Peggio di promuovere un ragazzo che non lo merita.
Ma detto questo, si fa avanti pure una nuova domanda: servirà veramente questo concorso ad arruolare le giovani leve sotto i trent’anni? E chi, così giovane, possiede già l’abilitazione richiesta? E altra domanda ancora: come si comporterà il ministero con la valutazione dei titoli? Metterà in conto i servizi prestati, i voti di laurea e di abilitazione? E a quali classi di concorso sarà soprattutto aperto il concorso a cattedra? Matematica, latino e greco, così come si ventila? E gli altri giovani di altre materie? Sono forse meno giovani dei giovani citati dal minsitrro? E che ne sarà degli oltre 20mila docenti già abilitati ma non inseriti nelle GaE? Non pretenderanno forse questi professori in pectore un trattamento di favore? E se venissero ammessi al concorso, seppure con riserva, i “giovani” che hanno superato le prove preselettive Tfa, non saremmo di fronte al caos più caotico di tutti i tempi?
In ogni caso fra non molto tutte queste domande potrebbero essere svelate, ma intanto montano le speranze fra i giovani da poco laureati e di chi ha poca dimestichezza con la jungla della legislazione scolastica, le sue liane, i suoi intrighi, le sue sabbie mobili. Contestualmente però precipitano come valanga che sale le proteste e le indignazioni fra gli ultra quarantenni, ma anche ultra cinquantenni, affollati nelle graduatorie a esaurimento. Chi si occupa di costoro? E che Stato di diritto è quello che prima chiama al lavoro e ad essere servito, anche per decenni di seguito, e poi dà il benservito, asserendo che ha altro cui pensare e altra gente da sistemare al suo interno? Il padrone delle ferriere? Se non proprio così ma ci siamo molto vicini.
Tuttavia la cosa incomprensibile è il motivo per il quale il Miur, invece di percorrere vie condivise e concertate coi docenti e le loro organizzazioni, anche quelle dei precari, tira dritto lungo la sua strada senza ascoltare né le grida di dolore, né le attese, né i suggerimenti.
Ma soprattutto non ha ancora pensato, ci pare di capire, ad azzerare tutto, nel senso di fare fuori le miriadi di disposizioni di legge e normative, e rifondare tutta l’impalcatura della scuola attuale con dispositivi semplici, chiari, lineari e soprattutto certi, come avviene nel resto del mondo. Ma quando mai dalla Germania, dalla Francia, dalla Spagna, dall’Inghilterra sono venuti fuori problematiche così pesanti e astruse, così ingarbugliate e contestate, così strambe e guerrafondaie come succede in Italia?
 
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Precari uniti

Post n°450 pubblicato il 27 Agosto 2012 da fabiana.giallosole
 

Da "La Tecnica della Scuola"

Precari uniti contro il "concorso truffa"
I precari della Scuola Statale considerano paradossale la campagna “pubblicitaria” intrapresa dal ministro Profumo riguardo a un concorso-panacea spacciato per un’operazione di “necessario svecchiamento” della scuola pubblica.
Il Ministro e i partiti che lo appoggiano vogliono risolvere velocemente i problemi di una scuola privata di 8 miliardi di euro e 150.000 lavoratori, una scuola senza materie “portanti”, senza sostegno e laboratori, una scuola con classi-pollaio, docenti mortificati nei loro diritti e nelle loro aspettative professionali, fatta oggetto di un feroce attacco da parte di forze politiche ed economiche determinate a farne merce da mercato (la Legge “ex Aprea”, DDL 953, il cui passaggio “estivo” è stato scongiurato dai Precari uniti, va nella direzione della privatizzazione della scuola statale, con l’ingresso dei privati in una sorta di consiglio di amministrazione in ogni scuola) e a meccanizzare, isterilendoli, i processi di valutazione.
Tali processi verrebbero neutralizzati con gli avversati e antimetodici test la cui inadeguatezza e miseria culturale è stata denunciata pochi giorni fa da 27 noti intellettuali e docenti universitari italiani, tra cui Luciano Canfora, che hanno additato i marchiani errori commessi dal ministero nel redigere le batterie di test per i TFA e ribadito l’inidoneità della formula del “quiz” per testare capacità e conoscenze di un aspirante docente (si veda il
suo intervento apparso sulla Stampa).
Sono inoltre sbigottiti nel constatare che le testate giornalistiche nazionali che hanno spesso accolto le proteste e le ragioni dei precari (vd. La Repubblica, ed. di Napoli del 16/07/2012, l’articolo di Conchita Sannino contro il concorso annunciato), si siano frettolosamente ed entusiasticamente precipitate, senza diffondere nemmeno le informazioni “tecniche” di base, a celebrare le magnifiche sorti e progressive che sarebbero prefigurate dall’agire sconsiderato di Profumo, del governo “tecnico” e di PD, PDL, UDC. Il PD aveva promesso ai Precari uniti, nel corso di un’audizione a Montecitorio concessa ai loro delegati il giorno 26/07, un incontro col Ministro proprio riguardo al concorso, ma ora sta appoggiando in tutto il massacro dei diritti acquisiti dai precari.
Vogliono perciò chiarificare, per amor di verità e giustizia, se ancora queste parole hanno un senso e un valore in un paese in cui il nonsenso ha sostituito la razionalità e la paranoia dello spread ha cancellato ogni altro valore, che:

1. al concorso “dinamizzante” che sarà bandito a settembre sono chiamati a partecipare non i giovani aspiranti docenti, portatori di non si sa quali linfe vitali, ma proprio i matusalemme da “far fuori”, i famigerati precari “storici”, quelli che sono già abilitati, quelli che hanno la gravissima colpa di avere conseguito più di un titolo, di aver superato più di un concorso, di avere, magari, dei dottorati di ricerca, e di aver accumulato, da quando erano “giovani” fino a oggi, cioè a 40-50 anni, tantissimo servizio, mandando avanti la scuola pubblica e facendo sì che la stessa si attestasse su livelli di decenza, mentre piovevano soldi a palate (e, come Monti ha pubblicamente promesso, ancora ne pioveranno!) sui diplomifici privati. In questa scuola creata dai nostri governi si contano 10.000 docenti in “esubero” che la spending review sta per “riciclare” mandandoli ad insegnare una qualsiasi materia, alla faccia dello strombazzato “merito” e della qualità.

2. E’ falso e ridicolo sostenere che non ci sono stati concorsi dal 1999 ad oggi. Le scuole di specializzazione (SSIS e Scienze della Formazione Primaria) a numero chiuso, con prova selettiva in entrata e prova finale, attivate in ossequio ad una normativa europea che mandava in cantina definitivamente la superata procedura selettiva contestata (la quale ha storicamente dato adito a fenomeni di clientelismo), hanno valore di concorso (legge 306 del 27/10/2000, art. 6 ter e legge 40 del 1990 art.4 comma 2)

3. Non è possibile, in uno Stato di diritto, fare sperequazioni tra lavoratori con gli stessi requisiti. Dal 2000 ad oggi, infatti, sono stati immessi in ruolo, prima e dopo i tagli Gelmini, migliaia di docenti abilitati, SENZA ALCUNA ALTRA PROVA SUPPLETIVA!
Con quale criterio, dopo 10 anni di assunzioni effettuate dalle Graduatorie ad Esaurimento il ministro riesuma il concorso e sottopone ai suoi ridicoli quiz (uguali per tutte le materie, ha detto: un’altra assurdità!) docenti che hanno la stessa anzianità di servizio e gli stessi titoli di chi è stato più “fortunato”? Siamo all’anarchia procedurale, alla follia pura!
I precari annunciano, perciò, che impugneranno il bando di concorso il giorno stesso della sua pubblicazione eventuale, perché questo concorso spregia e sfregia il Diritto.
I precari invitano la stampa a ragionare sulle contraddizioni di un ministero che calpesta i diritti acquisiti da migliaia di docenti sfruttati, partendo dal presupposto inaccettabile e pedagogicamente destituito di ogni fondamento del “necessario ringiovanimento” del corpo docente italiano, che intanto, però, viene tenuto in cattedra fino a 67 anni.
Proclamano che non si lasceranno umiliare ed epurare, dopo anni di lavoro, passione e sacrifici, dai propositi “eugenetici” del ministro, e che metteranno in campo ogni azione volta a tutelare i loro diritti e la Scuola Pubblica.
Chiedono alla stampa quel minimo di coerenza logica e di onestà intellettuale sufficienti a demolire le menzogne e i castelli ideologici del ministro Profumo, animato dalla smania di “selezionare” chi è già stato selezionato dallo Stato e da migliaia di alunni, lui che, paradossalmente, nessuno ha mai scelto, e chiedono che i tagli vecchi e nuovi vengano ritirati, che gli organici vengano adeguati ai bisogni reali della scuola e che tutti i precari vengano immessi in ruolo, come loro imprescrittibile diritto, dalle Graduatorie, unico strumento meritocratico e trasparente, senza ulteriori, inaccettabili penalizzazioni economiche o professionali.
 
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 CHI SIAMO

Il Coordinamento provinciale dei Docenti Utilizzati di Sassari (COPDUS), si è costituito ufficialmente nel mese di settembre 2011, in seguito alla necessità di fronteggiare il nefasto articolo 19 della Legge 111 del 15 luglio 2011 col quale si dispone la messa in mobilità intercompartimentale dei docenti inidonei o il declassamento a personale ATA con conseguente riduzione stipendiale.

Esserci costituiti in gruppo è stato per tutti noi fondamentale in quanto ci ha dato da subito la forza e la determinazione, entrambe importanti, per intraprendere tutte quelle azioni di lotta civile allo scopo di trovare soluzioni al problema che ci ha visti coinvolti, assieme ad altri quasi 4000, a livello nazionale.

Ritrovarci con cadenza settimanale ci fa sentire, non solo più uniti e aggiornati sull'evolversi della nostra situazione, ma soprattutto più sicuri e positivi nell'affrontarla.

Per questo motivo, e non solo, abbiamo col tempo sentito il bisogno di creare questo BLOG ossia uno spazio per informarci ed informare anche coloro che trovandosi nella nostra situazione pur non facenti parte del coordinamento di Sassari, avranno piacere di visitarci e saranno i benvenuti.

Al tempo stesso vogliamo che questo sia uno spazio oltre che di informazione anche di incoraggiamento al "ce la faremo" e al "non smettere" e quindi non vuole avere e non avrà aspetti e contenuti sterili o "istituzionalizzati".


e-mail: copdus@gmail.com oppure fabianagiallosole@libero.it

 

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