corvo rosso
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Con gli ultimi sondaggi prima della sospensione,
Con gli ultimi sondaggi prima della sospensione, la campagna elettorale entra nel vivo e, naturalmente, non poteva mancare un Berlusconi indagato per concussione. L’indagine nasce a Trani sulla base di una intercettazione nella quale il Cav si lamenterebbe per telefono del settarismo di Annozero e degli altri talk antigovernativi e la notizia l’ha anticipata, guarda caso, il Fatto di Padellaro e Travaglio. La cosa sarebbe risibile se non fosse che l’esperienza in faccende giudiziarie ci ha insegnato a prendere sul serio anche ciò che sembra ridicolo. Come diceva Borges, “non c’è bisogno di essere colpevoli, per aver paura dei magistrati”. Vedremo. Certo che dopo l’esclusione della lista Pdl nel Lazio questa ennesima inchiesta accredita la tesi del complotto contro Berlusconi ed il suo governo. Che la sinistra abbia sperato di vincere con l’”aiutino” della magistratura politicizzata lo pensano in molti e questo elettoralmente non gioverà a Bersani e soci. Il punto però è che fino ad ora il Governo non ha fatto nulla per contrastare il terrorismo giudiziario, e questo francamente non si sa se ascriverlo a negligenza o a insipienza.
Quanto ai sondaggi, danno i numeri perché, stando a quelli pubblicati ieri dal Corsera by Mannheimer, tra Caldoro e De Luca ci sarebbero meno di due punti di distacco mentre per tutti gli altri, resi noti ieri, la distanza tra i due candidati sarebbe di quattro (IprMarketing), cinque (Swg), sette (Digis/Sky) nove punti(Crespi). Dai dati emerge che Caldoro è avanti con un vantaggio ampio, in nessun caso ormai “tecnicamente” recuperabile, che potrebbe anche migliorare se la campagna del centro destra uscisse da alberghi e convegni vari e scendesse per strada entrando direttamente in contatto con gli elettori. Il recupero di De Luca rispetto ai dati che all’inizio lo vedevano più basso, è dovuto proprio ad una campagna più “in mezzo alla gente”. Cosa che Caldoro e tutta la coalizione devono decidersi a fare senza aspettare che arrivi il Cavaliere. Per Stefano un bagno di folla sarebbe salutare e servirebbe sia a chiudere la forchetta con i consensi di coalizione sia a suturare l’emorragia del voto disgiunto che favorisce il sindaco sceriffo, sia a rafforzare la sua percentuale di popolarità, già molto cresciuta in queste settimane. Nulla da dire sul modello un po’ anglosassone, dai toni pacati e dalle argomentazioni forti, del candidato del centro destra. Apprezzabile sul piano dello stile e dei contenuti e prova della competenza e dello spessore politico di Caldoro. Ma se insieme a tutto questo ci fosse anche più contatto “fisico” con gli elettori, sarebbe meglio. Per trasformarla in una convention permanente on the road il tempo c’è e gli effetti immediati non mancherebbero.
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il 21/05/2011 alle 07:19
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