Creato da Io_Crisalide_Inversa il 08/06/2010

InversaMente

Pregna di elettricità senza messa a terra.

 

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Post n°5 pubblicato il 13 Giugno 2010 da Io_Crisalide_Inversa

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Stavano seduti l'un l'altra, dalla parte reciproca del tavolo, ad una distanza che un occhio esperto, un geometra, forse un agrimensore,  potrebbe valutare in mezzo metro, altri cinquanta centimerti.

Le loro mani erano abbandonate sul piano di cristallo, graffitato delle loro impronte digitali stese come arabeschi su una tela di damasco argentata.

Erano lì le loro mani, abbandonate, come calamari passati brevemente alla griglia, come papaveri privi di pigmento dimenticati ai lati della strada. Dimenticati dopo averli uccisi via dal campo di frumento.

Tra di loro l'aria era fitta e diafana, ed aveva l'esatta consistenza di una falda d'organza.

Lei attraversò le distanze con uno sguardo dipinto d'acquerelli, solo ai lati decorato con schegge d'ametista, e gli fece la domanda.

Lui s'avvicinò dolcemente, e disse, Si.

 

 

 

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