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« Giornata triste... »

Ringrazio la mia amica Daniela per il suo articolo sulla depressione...

Post n°20 pubblicato il 27 Maggio 2007 da DANIN.GEO

UN PICCOLO ARTICOLO CHE PARLA DELLA PERSONA DEPRESSA.

Nessuno
mi ama", "Mi sento solo", "Nelle relazioni con gli altri sono sempre io
quella che da e mai quella che riceve", queste considerazioni negative
sulle proprie relazioni interpersonali sono tipiche della depressione.

La
depressione, infatti, è un disagio psicologico che interferisce
significativamente sul funzionamento sociale della persona depressa:
chi è depresso ha spesso il vissuto che a nessuna delle persone che lo
circondano, importi qualcosa di lui, e che nessuno possa capirlo e
aiutarlo.


Anche
quando la realtà si rivela ben diversa e il depresso è circondato da
amici e familiari affettuosi e ben disposti nei suoi confronti, si
sente ugualmente solo e non amato.

D'altra
parte, poche cose possono incidere negativamente in un rapporto come
una prolungata depressione. Chi è depresso desidera ardentemente
l'affetto degli altri, allo stesso tempo tende a respingerli,
chiudendosi in se stesso oppure svalutando quello che gli altri fanno
per lui.
E' per questo motivo che le persone che stanno accanto
ad un depresso, possono ad un certo punto cominciare a provare nei suoi
confronti dei sentimenti negativi come rabbia, fastidio e senso di
colpa. E'importante sapere che questi sentimenti sono assolutamente
normali e sono la prova dell'affetto che ci lega alla persona che sta
male.

Perché stare vicino ad una persona depressa è così difficile?
La
depressione influenza negativamente tutte le relazioni con gli altri.
Ma più la relazione è intima, più diventa difficile e doloroso
relazionarsi ad una persona depressa. Ad un amico o ad un collega
possiamo "perdonare" facilmente una depressione, ma se a stare male è
il partner, o peggio ancora un genitore, non è facile essere obiettivi.
Infatti, più siamo coinvolti emotivamente, più lo stato depressivo del
nostro caro ci spaventa e ci ferisce. Nel prossimo paragrafo
descriverò brevemente alcune dinamiche psicologiche che possono
scattare in una relazione con una persona depressa.

Quali sentimenti si provano in una relazione con una persona depressa?

Hai la sensazione di non riconoscerlo più.
Hai
la sensazione di non riconoscerlo/ a più. Lui o lei sembrano diventati
un'altra persona : una persona negativa, apatica, indifferente a tutto
e in alcuni casi, irritabile e sempre di cattivo umore. Ovviamente
questo cambiamento ti disorienta e non ti piace, continui a chiederti
che fine ha fatto il tuo caro e se l'individuo distruttivo e spento che
ha preso il posto della persona a che conoscevi e amavi, se ne andrà un
bel giorno.

Vorrei rassicurarti su
questo punto : la depressione è un disturbo psicologico perfettamente
curabile e guaribile. Quindi, il cambiamento di personalità del tuo
caro è solo temporaneo: non appena avrà superato l'episodio
depressivo, tornerà come prima o anche meglio ( molte persone escono
dalla depressione rafforzate e più mature).

Dispiacere e senso di colpa.
Nel
vedere una persona a cui volgiamo bene andare alla deriva, proviamo un
profondo senso di pena e di dispiacere. Nel vedere l'altro soffrire,
soffriamo anche noi. Se siamo molto legati alla persona depressa,
specialmente se è un rapporto genitore- figlio, ci possono essere dei
sensi di colpa. Infatti tutti noi, tendiamo a sentirci responsabili del
benessere delle persone che amiamo e, di conseguenza, possiamo
sentirci parzialmente responsabili della loro infelicità. Questa
convinzione si traduce nella sensazione di non fare abbastanza per
aiutare e rendere felice la persona che sta male.

Purtroppo,
non è in nostro potere ridare alla persona che sta soffrendo la gioia
di vivere e la fiducia nella vita, soprattutto se il depresso è un
genitore. La depressione è un disagio che dipende da un interazione di
cause psicologiche, biologiche e sociali e da eventi scatenanti ( un
lutto, la menopausa, un licenziamento, condizioni di vita sfavorevoli,
ecc).

Insomma, la persona depressa
sta male per una serie di motivi che hanno poco a che fare con noi e
molto a che fare con il suo assetto psicologico e biologico. Quello
che noi possiamo fare è stare vicini alla persona che soffre, ma senza
attribuirci la responsabilità del suo malessere ( a meno che il
depresso sia stato gravemente danneggiato da un nostro comportamento)

Ci si sente feriti e respinti.
Spesso,
il depresso ferisce i sentimenti delle persone che gli stanno accanto
senza nemmeno accorgersene. La depressione è caratterizzata dalla
diminuzione della capacità di provare amore e gioia. Chi è depresso in
modo grave non sente più niente verso le persone che un tempo gli
erano care, l'amore viene sostituito da una profonda indifferenza
verso tutto e tutti. La depressione comporta, inoltre, un ripiegamento
su se stessi e i propri problemi. Proprio per questo, essere il figlio
o il partner di una persona depressa è dolorosissimo e può favorire la
sensazione di scontrarsi contro un muro di gelida indifferenza. Se il
depresso è uomo, può manifestare la sua depressione con cattivo umore e
irritabilità e può farci capire che, la nostra presenza, lungi
dall'essergli d'aiuto, gli da solo fastidio. Di conseguenza, noi
possiamo sentirci respinti ingiustamente, tagliati fuori dalla sua vita
e impotenti.
Un altro tipo di depresso appartiene al genere
"drogato d'amore", ci sommerge con i suoi problemi, senza il minimo
riguardo per le nostre esigenze e ci chiede in continuazione chiede in
continuazione manifestazioni affettive, appoggio e consigli salvo poi
svalutare sistematicamente tutto quello che facciamo per lui.

Prima
di rimanere sconvolto dall'egoismo della persona depressa, bisogna
ricordare che questi è in una condizione di profonda sofferenza
psicologica. Purtroppo il malessere rende egoisti. Prova a pensare a
come ti senti, quando stai molto male fisicamente, per esempio hai il
mal di denti o una colica. Probabilmente, quando hai mal di denti,
riesci solo a pensare al tuo dolore e al modo migliore per attenuare
le tue sofferenze. Lo stesso discorso vale per la depressione, una
malattia che comporta un elevatissimo grado di sofferenza psichica.

Rabbia
Hai
la sensazione che il tuo caro stia facendo una tragedia di una
piccolezza e ti fa rabbia che non sappia reagire. Tu hai la sensazione
che si pianga addossa e che faccia poco o niente per star meglio. Lui è
diventato una persona completamente diversa, una persona che non ti
piace,e tu puoi sentirti tradito o imbrogliato. Non sentirti in colpa
per la rabbia che provi : è un sentimento perfettamente naturale, che
dimostra quanto tu sia emotivamente legato alla persona depressa. Se a
essere depresso fosse una persona che tu conosci solo di vista, per
esempio una persona che vedi tutti i giorni sull'autobus, probabilmente
affronteresti la situazione in modo più distaccato. Bisogna capire che
la persona depressa non può uscire dalla sua condizione grazie alla
forza di volontà : se la persona depressa avesse forza di volontà e
potesse prendere delle iniziative, allora non sarebbe depressa!

La
riluttanza a farsi curare è un altro aspetto della depressione. Il
depresso ha la sensazione di essere un caso senza speranza, che le cure
non servano a nulla e che il suo futuro sarà senza prospettive e senza
gioia. Questi sentimenti di pessimismo, di impotenza, di sfiducia nella
vita e nelle persone sono aspetti centrali della depressione. Inoltre
il rifiuto delle cure, può nascondere un inconscio bisogno di punirsi a
causa di forti sensi di colpa.

Sensazione di impotenza.
Di
fronte al negativismo della persona depressa, puoi sentirti contagiato
dalla sua angoscia. Se nel tuo carattere ci sono delle tendenze
depressive, queste possono essere risvegliate dalla frustrante
relazione con la persona depressa. E' anche comune la sensazione di non
saper cosa fare, come aiutare una persona che amiamo e che vediamo
chiusa in un bozzolo di sofferenza e disperazione.

Che cosa fare e che cosa non fare con una persona depressa.

  • Non sdrammatizzare. Evita
    le rassicurazioni facili del tipo:" vedrai che ogni cosa andrà per il
    meglio", evita anche di minimizzare o di sdrammatizzare. Anche se le
    intenzioni sono buone, il depresso si sentirà non capito e si chiuderà
    ancora di più in se stesso.
  • Evita le prediche. Meglio
    evitare anche le esortazioni all'ottimismo, o il classico consiglio di
    " tirarsi su". Questi atteggiamenti, non sono solo controproducenti
    perché contribuiscono a colpevolizzare una persona che si colpevolizza
    già abbastanza di suo, ma sono anche perfettamente inutili. Dire ad un
    depresso di " tirarsi su" è come dire ad una persona con una gamba
    rotta di alzarsi e di camminare. Non si ricorderà mai abbastanza che la
    depressione è disagio psicologico che annulla la capacità di volere e
    di prendere delle iniziative.
  • Cerca di essere empatico. Un
    atteggiamento di ascolto, rispetto ed empatia è la soluzione che
    funziona meglio. Solo quando il depresso si sente ascoltato e capito,
    può cominciare a vedere la situazione in modo più obiettivo.
  • Dai informazioni e appoggio.
    Le prediche e i consigli servono a poco, meglio invece informarsi su
    centri, terapie e specialisti per la depressione. Dal momento che la
    persona depressa è incapace di attivarsi da sola, noi possiamo giocare
    un ruolo importante nel suo processo di guarigione. Questo può voler
    dire dare un aiuto concreto : per esempio , telefonare e accompagnare
    il depresso alla visita. .
  • Impara a dare dei limiti.
    Stare vicini ad una persona depressa può essere difficile. Alcuni
    depressi chiedono costantemente amore e attenzioni: ti trattengono ore
    al telefono, telefonano a tutte le ore del giorno e della notte,
    pretendono che tu siate sempre a disposizione. Nei casi più gravi,
    alcune persone depresse possono utilizzare, inconsciamente, la carta
    del ricatto emotivo : ti fanno capire che soltanto tu puoi salvarli dal
    suicidio e , che basta un tuo gesto sbagliato per peggiorare le loro
    condizioni psicologiche e far loro commettere un atto irreparabile .
    E'importante che tu non cada in questa trappola. Impara a porre alla
    persona depressa dei limiti, in questo modo non solo tutelerai il tuo
    benessere psicologico, ma anche aiuterai il depresso a superare la sua
    condizione. Di solito, una persona in uno stato depressivo tende ad
    affidare agli altri la responsabilità della sua vita e della sua
    felicità. Il messaggio che tu dovete trasmettere alla persona che sta
    male è che tu le vuoi bene e sei sinceramente interessato al suo
    benessere, ma è lui che deve fare il possibile per stare bene.
  • Proponi al depresso delle attività piacevoli e divertenti.
    Al 99% un depresso non è di compagnia, o tace, perso in tetri
    pensieri o ti affligge con interminabili monologhi sui suoi problemi.
    Insomma, la conversazione del depresso è piuttosto ripetitiva e noiosa.
    Per strappare la persona depressa alle sue rimuginazioni e allo, stesso
    tempo, salvare la tua salute mentale, organizza attività ricreative e
    divertenti. Vai con il depresso a far shopping, a teatro, al cinema, in
    discoteca, in palestra, a fare una passeggiata, ecc.. Anche se non
    puoi aspettarti che il depresso partecipi con entusiasmo , il solo
    fatto di fare qualcosa di diverso dalla solita routine contribuirà a
    migliorare il suo umore.
  • Trovati delle valvole di sfogo.
    Star vicini ad una persona che sta male è molto, molto difficile.
    Soprattutto se c'è un legame emotivo molto forte, potresti sentirvi
    travolti dalla sua disperazione e dalla sua sfiducia nella vita. Se
    vuoi veramente aiutare l'altra persona, devi tutelarti e stare attento
    a non superare i tuoi limiti psicologici. Questo vuol dire trovarti
    delle valvole di sfogo , frequentare persone positive, "staccare la
    spina". Trovare delle attività e degli spazi che ti gratifichino è
    molto importante e ti permette di avere con il depresso un rapporto
    migliore.
  • Usa la tecnica del paradosso.
    Il depresso si lamenta? Non cercare di tirarlo su, mostrati invece più
    negativo di lui, parlando con toni di esagerato pessimismo della vita
    e dei rapporti umani. Alcuni psicologi di origine sistemica hanno
    utilizzato questa tecnica con depressi non gravi , ottenendo dei
    risultati significativi. Quando lo psicologo si mostrava più depresso
    del paziente, in terapia si verificava un inversione dei ruoli : il
    paziente cercava di consolare lo psicologo, e così facendo, il suo modo
    di vedere la vita cambiava radicalmente e il suo umore migliorava.

 
 
 
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Data di creazione: 29/01/2007
 

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