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« Forget Her8 marzo 2022 »

La libertà cade sotto scroscianti applausi

Post n°492 pubblicato il 24 Febbraio 2022 da Hanahr

Era marzo 2003.
All'epoca non avevo ancora compiuto 18 anni.
Ero in gita con la mia classe, nell'acropoli di Atene, quando ho visto passare sopra le nostre teste degli elicotteri militari.
In quel momento ci siamo guardati e ci siamo detti: è cominciata la guerra.
L'occupazione capeggiata dagli Stati Uniti in Iraq è forse il primo ricordo nitido che ho di cosa voglia dire guerra.
Ero giovane, ma non così giovane da non capire le conseguenze di quello che sarebbe accaduto. Ero idealista e pacifista, ho partecipato a manifestazioni, appeso bandiere arcobaleno fuori dalla finestra, credevo erroneamente che davanti all'opposizione di tante persone quell'orrore sarebbe cessato.
Quell'orrore è durato fino al 2011, con tutte le conseguenze che ha comportato in termini di vite umane, distruzione, rafforzamento degli estremismi islamici.
Un precedente furono le guerre tra Croazia, Bosnia, Serbia e Kosovo, ma di quelle ho un ricordo molto più vago e nonostante fossero appena oltre l'Adriatico e purtroppo ci abbiano visti direttamente coinvolti e colpevoli come esercito italiano, le ho vissute in maniera troppo distante e superficiale per averne un vero e proprio ricordo.
Dire quindi che è dal 1945 che come occidente viviamo in pace è una grande cazzata.
Forse possiamo dire che come Occidente non abbiamo più sperimentato in casa nostra il peso e la gravità di una guerra, ma di certo le guerre non sono finite intorno a noi e anche noi come Italiani vi abbiamo preso parte e abbiamo contribuito a proseguire questo concetto di stabilità: sulla pelle delle persone.
Non entro nel merito delle ragioni politiche, economiche, sociali che hanno spinto Putin oggi a invadere ufficialmente l'Ucraina, ma da oggi 24 febbraio 2022 siamo nuovamente in guerra, una guerra che è alle porte dell'Europa e che coinvolgerà volente o nolente tutti noi, per le conseguenze che comporterà.
Dopo due anni di pandemia, dopo due anni di morti, di allarmismo, di costante bombardamento mediatico che ha logorato e annichilito la forza di volontà di tutti noi, che ha ucciso amici, parenti, conoscenti, che ha fatto perdere il lavoro a migliaia di persone, impoverito migliaia di famiglie, prosciugato le risorse globali e che ha portato tutti noi sull'orlo di una crisi di nervi generale, non credevo possibile che ci sarebbe stata una guerra.
Ho sempre pensato che quello che avevamo passato in questi due anni sarebbe servito a qualcosa, avrebbe finalmente comportato un cambiamento nella sensibilità umana, un miglioramento, perché da eventi così tragici si deve trarre qualcosa di positivo.
Sbagliavo.
L'essere umano è incapace di migliorarsi, di scegliere qualcosa di diverso dall'orrore e dalla distruzione, dall'odio e dalla sopraffazione.
Non ho le competenze né gli strumenti per spiegare i motivi che hanno spinto Putin a commettere questo atto atroce di violenza nei confronti di una sovranità nazionale. So che da un'occupazione militare non si torna indietro. So che un'azione tanto sconsiderata grave e abusiva non può essere in alcun modo ignorata e se l'Occidente sceglierà di ignorare questo eventi, abbandonando il popolo ucraino avremo tutti le mani sporche di questo abuso e lo avremo avvallato.
Ma l'alternativa è scendere in guerra e nemmeno da questo si può tornare indietro.
In un modo o nell'altro avremo tutti le mani sporche di sangue, saremo tutti più poveri e vivremo comunque in un mondo peggiore di prima.
Spesso mi sono chiesta cosa hanno provato i contemporanei degli eventi storici epocali come la prima o la seconda guerra mondiale.
La verità è che mentre vivi la Storia non sai di esserci dentro, perché la Storia viene scritta solo dopo il presente. Chi è un po' più allenato forse percepirà di stare vivendo momenti che nel bene o nel male segneranno per sempre la storia dell'umanità.
Noi vivamo l'enorme sfortuna di trovarci in questi eventi.
E la cosa assurda è che si prova solo un grande smarrimento, un grande senso di tristezza, di incredulità e di incapacità di prendere in mano le redini della propria vita, perché mai come in questi momenti ti rendi conto di essere solo un numero in una scala infinita in cui non hai alcun peso.
E quindi cosa fare? Come comportarsi in questi eventi che sono tanto più grandi di noi e ci lasciano solo un enorme senso di vuoto e terrore?
Non ho una risposta, sono solo un numero, un granello di sabbia. Non so dirvi in che modo possiamo cambiare le cose, gli insegnamenti del passato purtroppo hanno reso molto chiaro che il singolo individuo non ha nessun potere, nessun controllo. I pulsanti del destino del mondo sono in mano a poche persone con un potere infinito che hanno deciso che ora comincerà una guerra.
Sarà l'inizio della fine? Per noi, per la Russia, per il mondo?
Gli schieramenti hanno in mano armi nucleari e di certo un dittatore come Putin che ha sempre alzato l'asticella dello scontro creando le basi per questo evento dal 2014 come minimo, non mollerà la presa, anche se questo comporterà un prezzo altissimo.
Forse siamo solo incapaci di vivere in pace. Siamo incapaci di vivere in un mondo migliore e questo ci condannerà tutti alla morte.
In questa voragine di pessimismo e terrore che sto provando, mi aggrappo alle parole molto sagge del mio compagno: mai come ora dobbiamo tenerci vicino i momenti felici. Mai come ora dobbiamo vivere bei momenti e ridere e sorridere e provare gioia, fossero anche sciocchezze fossero anche istanti rubati a forza al dolore e alla paura.
Aggrappiamoci alla felicità.
Aggrappiamoci con tutte le nostre forze a ciò che ci fa stare bene.
Aggrappiamoci anche all'egoismo se serve a proteggerci da tutto questo dolore.
Non vi sto dicendo di ignorare ciò che accade, di essere menefreghisti. Vi sto dicendo di non smettere di sorridere e di essere felici, perché alla fine è solo quello che ci tiene in vita.
Da circa un anno mi sono lanciata in un piccolo progetto modesto su Youtube.
Mi sono spesso domandata in questi giorni che senso avesse continuare quando tutto intorno a noi crolla e svanisce, quando ci stanno privando di un futuro e forse persino di un mondo in cui vivere.
In fondo cosa può fare uno stupido canale di audiolibri per cambiare il mondo? Nulla.
E invece no! Anche se è una cosa piccola, anche se è una cosa inutile nei grandi schemi del mondo, anche se dovesse ascoltarlo una sola persona nel mondo, quello che faccio non è inutile.
Leggere i commenti di persone che hanno passato serenamente un momento, che si sono divertiti, interessati, rilassati, che hanno staccato almeno per un momento dalla quotidianità è un motivo sufficiente per continuare ad andare avanti.
Ma non solo perché fa bene a loro, cosa di cui sono orgogliosa, ma perché fa bene a me stessa. Cercare di tenere in piedi un briciolo di sanità mentale e di normalità coltivando qualcosa che mi rende felice è l'unica cosa che non mi fa andare in pezzi.
Sapere che almeno per qualcuno ciò che faccio ha un valore, fosse anche solo far passare 20 minuti senza pensare ad altro, ha un valore.
E mi ci aggrappo con tutte le forze.
Non so cosa succederà, come andrà a finire tutta questa storia. Dovrebbe essere un concetto semplice: uccidere è sbagliato, la guerra è sbagliata. Ma evidentemente sono solo una piccola ignorante in un mondo di cui non ha capito nulla.
Non lasciamoci strappare anche il sorriso, non lasciamoci annichilire.
Teniamoci stretti i momenti felici.

 
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Commenti al Post:
QuartoProvvisorio
QuartoProvvisorio il 27/02/22 alle 21:35 via WEB
Siamo tutti, assolutamente, con l'Ucraina e gli ucraini, tutti contro la guerra e contro il folle mostro insano ed inumano!
(Rispondi)
 
KingsGambit
KingsGambit il 04/03/22 alle 10:19 via WEB
Uno dei Post più sentiti che ho letto... La percezione delle cose muta ogni istante. La Russia non è Putin, come la Germania non era Hitler. L'Ucraina pagherà un prezzo caro ahime, un prezzo che alla lunga avrà come risultato, far risvegliare il popolo russo dall'inerzia imposta in cui vivono. Dietro ogni interesse geopolitico ed econimico ed è questo che c'è dietro questa guerra, puro e cinico potere economico, ci sono sempre le piazze. La resistenza ucraina combatte e resiste ora, le piazze russe combatterano dopo. La storia una cosa ce l'ha insegnata, che chiunque prende la strada della tinnaia cade sempre per mano del suo stesso popolo.
(Rispondi)
 
 
Hanahr
Hanahr il 04/03/22 alle 10:26 via WEB
Le somme come sempre si tireranno solo alla fine di tutto. Non so come andrà a finire questa vicenda, credo che ne pagheremo il prezzo per gli anni a venire e che qualunque sarà la fine di Putin sarà il popolo russo a pagarne le conseguenze peggiori sul lungo periodo. Per ora provo solo un grande dolore e un grande senso di impotenza.
(Rispondi)
 
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