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Un blog creato da AncoraAdOdiarE il 19/05/2006

Demoni e Muse...

*_* AurOra_SoGnA *_*

 
 

COSE CHE MI FANNO STAR MALE (E UN PO' INCAZZARE)

Quella voce da hot line.

Quello sguardo strano, sempre un po' angosciato.

E i miei occhiali da sole.

Era bello.

Era giovane.

Era triste.

Mi piaceva.

E' morto.

Punto.

 

ANCORA AD ODIARE

Che non aveva faccia questo lo sapevo
ed il suo inutile stare lo immaginavo,
ma non pensavo di arrivare ad odiarlo.

E dietro a grandi sorrisi io lo sapevo
e mascheravo il suo fare,
io mascheravo il suo fare.

Sia maledetto il giorno che,
sia maledetto il giorno che
in mezzo a tanta gente ho perso la mia strada!

Che in occhi avidi,
dentro ad occhi avidi
ho visto un senso di colore più violento.

Gridando forte, più forte al vento,
gridando una, dieci volte cento
sono riuscito ancora ad odiare...

Gridando forte, più forte al vento,
gridando una, dieci volte cento
sono riuscito a farmi del male...

Ancora ad odiare...
A farmi del male...

 

13.10.99

Indifferenza per il proprio corpo. Bello brutto sano malato sporco o pulito, indifferenza. Da rovinare, da usare, da caratterizzare, dargli un senso, uno scopo. Cicatrici, lividi, fratture. Segni. Il dolore ti rende viva. Il dolore ti rende vera. Il dolore ti rende reale. Usalo, abusalo, controllalo.

Una pillola per dormire, una polvere per morire, una ferita per guarire.

Io sono al mondo per il dolore.

 

IO

"Così, d'ora in poi, parlerò ogni sera. A me stessa. Alla luna. Camminerò com'ho fatto stanotte, gelosa della mia solitudine, nell'azzurro argenteo della fredda luna, tutta uno scintillio. Parlo a me stessa e guardo gli alberi scuri, beatamente neutrali. Tanto più facile che affrontare le gente, che dover apparire felice, invulnerabile e intelligente. Con giù le maschere, cammino parlando alla luna, alla neutra forza impersonale che non ode, ma si limita ad accettare il mio essere. E che non mi distrugge."

 

"Now Night arrives with her purple legion

Retire now to your tents and to your dreams

Tomorrow we enter the town of my birth

I want to be ready"

Jim Morrison, The Celebration of the Lizard

 

MY GUYS...

Isabel Allende * Sylvia Plath * Virginia Woolf * Banana Yoshimoto * Simone De Beauvoir * Alice Munro * le Tre Bronte * Jane Austen * Elsa Morante * Siri Hustvedt * Patricia Duncker * Divakaruni * Joyce Carol Oates * Sibilla Aleramo * Bianca Pitzorno * Agatha Christie * Ian McEwan * Jonathan Coe * Haruki Murakami * Philiph Roth * Patrick Mc Grath * David Grossman * David Leavitt * Paul Auster * Jack Kerouac * Hemingway * Bukowsky * Fitzgerald * Graham Greene * Truman Capote * Chuck Palahniuk * Irvine Welsh * Salman Rushdie * Pamuk * Kureishi * Milan Kundera * Moravia * Pavese * Fogazzaro * Sandro Veronesi * Giancarlo De Cataldo * Umberto Eco * Dino Buzzati * Pirandello * Svevo * Baudelaire * Balzac * Zola * Flaubert * Proust * Stendhal * Mann * Freud * Oscar Wilde * Lewis Carroll * Dostoevskij * Tolstoj * Bulgakov * Asimov * Bradbury * Tolkien

 

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AURORA SOGNA...

Si sveglia che fa buio ormai d'abitudine
La notte le regala un'aria più complice
Detesta il vuoto dei rumori della realtà (Aurora sogna)
Ma col volume a stecca può sopravvire (Aurora sogna)
Sogna una carne sintetica
Nuovi attributi e un microchip emozionale
Sogna di un bisturi amico che faccia di lei
Qualcosa fuori dal normale
Qualche gelato al giorno forse la nutrirà
Non crede nell'amore e in ciò è molto semplice
Come si chiama questa voglia di vivere (Aurora sogna)
Che nel suo corpo ha bisogno di espandere (Aurora sogna) Sogna una carne sintetica
Nuovi attributi e un microchip emozionale
Occhi bionici più adrenalina
Sensori e ciberbenetica neurale
Sogna una carne sintetica
Nuovi attributi e un microchip emozionale
Labbra cromate ricordi seriali
Emozioni e un nuovo impianto sessuale
Lei senza più mangiare lei senza più dormire
Lei senza più mangiare lei senza più dormire
Sogna una carne sintetica
Nuovi attributi e un microchip emozionale
Sogna di un bisturi amico
Che faccia di lei qualcosa fuori dal normale
Sogna una carne sintetica
Nuovi attributi e un microchip emozionale
Occhi bionici più adrenalina
Sensori e ciberbenetica neurale
Le stesse facce che ogni giorno fanno male
Le stesse voci recitanti giudicare
Posa l'orecchio sul bicchiere e sente il mare
Ma non il suono della musica che piace a lei
La solitudine che indossa è più normale
Di una prudente saggia e isterica morale
Aurora sogna e nei suoi sogni sa cercare
Senza paura un'esclusiva felicità
Sogna una carne sintetica
Nuovi attributi e un microchip emozionale
Sogna di un bisturi amico che faccia di lei
Qualcosa fuori dal normale
Sogna una carne sintetica
Nuovi attributi e un microchip emozionale
Occhi bionici più adrenalina
Sensori e ciberbenetica neurale
Sogna una carne sintetica
Nuovi attributi e un microchip emozionale
Labbra cromate ricordi seriali
Emozioni e un nuovo impianto sessuale

 

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Io sono juventina

Post n°599 pubblicato il 07 Maggio 2012 da AncoraAdOdiarE

Sono juventina perché vengo da una famiglia di milanisti.

Sono juventina perché sono sempre stata una stronzetta presuntuosa.

Sono juventina perché mi piacciono le righe bianconere.

Sono juventina perché ero innamorata di Roby Baggio.

Sono juventina perché ho pianto a un sacco di finali di Champions.

Sono juventina perché sono andata in serie B a testa alta.

Sono juventina perché Moggi, Giraudo e Bettega mi sono sempre stati sul cazzo.

Sono juventina perché Del Piero è un signore.

Sono juventina perché Andrea Agnelli lo tirerei sotto con la macchina.

Sono juventina perché Lapo Elkann mi fa l’effetto di un parente coglione a cui si vuol bene.

Sono juventina perché Vialli, Ravanelli, Pippo Inzaghi, Zidane.

Sono juventina perché soffro a ogni partita.

Sono juventina perché Chiellini, Camoranesi, Nedved, Matri, Marchisio, Vucinic, Pirlo.

Sono juventina perché non tiferò mai Inter.

Sono juventina perché Cannavaro e Zambrotta per me sono morti.

Sono juventina perché mi sento sempre dare della ladra ma me ne sbatto.

Sono juventina perché mi commuovo quando segna Alex.

Sono juventina perché di scudetti ce ne hanno tolti 2, e a ragione.

Sono juventina perché ho tremato per Pessotto e perché gli voglio bene.

Sono juventina perché Gigi Buffon santo subito.

Sono juventina perché non me ne è mai fregata una ceppa di minchia di essere antipatica.

Sono juventina perché C’È SOLO UN CAPITANO, e non si tocca.

 

Ieri sera ero al Rocco a vedere la partita. 97 minuti di sofferenza, come sempre, come sempre, come tutte le partite della Juve da quando ne ho ricordo. 97 minuti di urla, sudore, e lacrime.

Le 4 di mattina in giro per Trst a suonare il clacson con una bandiera bianconera legata intorno al collo.

 

Io sono juventina, e ieri sera ho pianto, e ho riso, e ho gridato, e ho vinto lo scudetto.

 

E voi altri, tutti gli altri, tutti quelli che mi rompono i coglioni, tutti quelli che rosicano, che ci danno dei ladri, che scassano la minchia, tutti quelli che parlano male di Alex, che elencano le finali di Coppa dei Campioni perse, bene, voi, tutti voi, potete anche ANDARVENE A FARE IN CULO.

 

Perché non potete capire.

 

Io sono juventina e sono UN FOTTUTISSIMO CAMPIONE D’ITALIA.

 

Il resto non conta.

 
 
 

Heavy thoughts tonight - and they aren't of snow white

Post n°598 pubblicato il 17 Febbraio 2012 da AncoraAdOdiarE

Non sono solita mantenere buoni rapporti coi miei ex. O meglio. Fosse per me, lo farei pure, ma tendenzialmente essi preferirebbero evirarsi, prendersi Margherita Hack come amica di mutanda, o tifare contro la loro squadra del qqquore al derby, che rivedermi.

Ebbene sì, di solito se le mie relazioni finiscono è perché io mi comporto da stronza epocale. Lo ammetto.

A tutto questo c’è un ma. Un MA grande come una casa, come un condominio, come un grattacielo, come la Mole, un MA alto come una pila dei 6000 giorni passati da quando ci siamo conosciuti – sì, sono un filino retorica, un filino adolescenziale e un filino scassaminchia, sì, la smetto, e sì, sto parlando di Davide.

Serviva dirlo? Forse no.

Comunque.

Oggi sono tornata da lavoro con la voglia di evirare qualcuno – o di prendermi Margherita Hack come amica di mutanda o di tif... No. Tifare il Toro no, mai e poi mai – e invece adesso mi ritrovo a sorridere come un’ebete.

Sono seduta sul divano (leggins neri e felpona lilla, nel caso interessasse a qualche webpervertito, ma ne dubito, poco sexy, però sono senza biancheria, meglio?) e sorrido come un’ebete. Ma proprio un’ebete vera.

Il motivo?

E’ per la busta che ho trovato nella cassetta delle lettere.

Una busta bianca, senza indirizzo, senza il mio nome, senza niente.

Antrace?

Un proiettile?

Foto di Johnny Depp nudo (dopotutto è tornato su piazza, a quanto mi dice Vanity Fair)?

No.

E’ un biglietto.

Un biglietto per un concerto.

Un biglietto per IL concerto, il concerto che aspetto da quando sono nata, praticamente.

I Metallica.

I METALLICA.

Vado a vedere i Metallica.

(Sì, li ho già visti, ma era l’Heineken, e c’era Jon Bon, e Dave Gahan solista, e insomma, io ero strafattissima e distratta, lo ammetto).

I Metallica.

Mi commuovo già adesso, alla sola idea.

I Metallica!!!

 

(Quindi qui, pubblicamente, ti ringrazio, mia meraviglia delle meraviglie, mio bellissimo ragazzo, mio fulgido splendore, per conoscermi così bene, e per pensare sempre a me. Ci vediamo il 13 maggio, Dade. Però fino a Udine guido io.)

 
 
 

Punto.

Post n°597 pubblicato il 31 Ottobre 2011 da AncoraAdOdiarE

Sono un’indecisa. Sempre stata. A 8 anni mia nonna si divertiva a mettermi in mano due libri, o due peluches, o due Barbie e a darmi le scadenze.

-Hai 5 minuti per sceglierne uno. Se no, niente regalo.

Tornavo sempre a casa a mani vuote.

Ci sono delle scelte, però, che sono scontate. Ovvie. Perfino per un’indecisa cronica come me.

Film preferito? Fight Club. Zero incertezze.

Attore preferito? Johnny Depp. Nessun tentennamento.

Mese preferito? Dicembre. Neve, Natale, Capodanno.

Calciatore preferito? Alex Oh Capitano mio Capitano Del Piero.

Posizione preferita? Io sopra, lui sotto e magari qualcun altro dietro, grazie.

E potrei continuare.

Ci sono delle scelte che sono ovvie, scontate.

L’altro giorno, in ufficio, non so chi ha scatenato una discussione: qual è lo sportivo italiano migliore nella storia? Gente che si accapigliava, che si cavava gli occhi, insulti, scarpe che volavano, tua madre di qua, tua sorella di là, affascinante.

Io non ho partecipato.

Perché io, io non ho dubbi.

E’ Valentino.

Punto.

Fine delle discussioni.

Non c’è niente di cui parlare, niente paragoni da fare, è lui, e basta.

Forse sono di parte, forse l’avevo già deciso in quel giorno del 2001 (o 2002? Credo 2001) in cui l’ho visto superare Biaggi a 150 km/h e mostrargli il dito medio, o forse no, non lo so, ma è Vale, il migliore.

Punto.

Ho passato anni a guardarlo, a tifare per lui, in piedi sul divano! E poi. E poi quel ragazzino lungagnone, con quei capelli improponibili e la voce da cartone animato si è infilato di straforo nelle mie domeniche.

Mi faceva ridere.

Mi faceva tanto ridere.

A volte mi ritrovavo a sperare che toccasse qualcuno, che superasse di cattiveria, come sempre, solo per sentire le interviste, dopo.

Barbera ha detto che hai aperto una gamba.

Sì, a sua sorella gliele apro.

E io giù a ridere.

Forse sarà l’età, o forse sarà che lui aveva quel sorriso da bambino, ma quando ha vinto il titolo nelle 250 (che poi, se non mi sbaglio, era a Sepang, quando l’ha vinto, o forse no) ho pianto.

E Gio, che era con me, mi guardava, sconvolto.

-Stai piangendo? Tu?

E io a fissare la tivù, una lacrima per guancia.

-Credevo che piangessi solo per Maier.

Lo credevo anch’io, e invece no.

Mi faceva ridere, mi faceva tenerezza, mi faceva voglia di infilargli il braccio in quei capelli, mi faceva dimenticare che Vale attualmente fa cagare.

Forse sto diventando vecchia, forse sto diventando sentimentale, forse qualcuno mi ha sostituito nottetempo con una ragazzina che si commuove, ma sì, ho pianto.

Ho pianto tantissimo.

Ho pianto senza ritegno e come una testa di cazzo.

Ho pianto domenica.

Ho pianto martedì.

Ho pianto giovedì.

Ho pianto ieri, quando ho visto quei 58 in partenza alla F1.

Ho pianto.

Ho pianto perché non è giusto, perché la vita è una merda e perché tanto tempo fa ho visto morire un altro ragazzino con dei capelli assurdi e un sorriso da reparto giocattoli, e sono queste le cose che mi fanno sperare di essere una povera stronza senz’anima e che ci sia qualcosa, lìssù, qualcosa, qualcuno, chiunque, qualunque cosa, un giardino, 190 vergini, un’infinita pista di neve ghiacciata, uno skate park, John Lennon, l’Aquafan di Riccione. Qualunque cosa.

Basta che non siano soli.

 
 
 

Non è così.

Post n°596 pubblicato il 24 Ottobre 2011 da AncoraAdOdiarE

Non è così che dovrebbero essere le domeniche mattina.

Le domeniche mattina sono fatte per svegliarsi tardi, per bersi un caffè, per leggere, per ascoltare un po' di musica pigra, per stare sul divano, e guardare la tivù.

Le domeniche mattina sono fatte per questo, e per nient'altro.

E alle mie domeniche mattina mancherai da pazzi.

Bella, Sic.

 
 
 

Sì,

Post n°595 pubblicato il 21 Settembre 2011 da AncoraAdOdiarE

sono viva.

No, non ho un altro blog - solo non ho più l'estro di scrivere.

No, non mi sono sposata, non ho figliato, non ho messo la testa a posto e non ho cambiato casa, né modo di vestire.

Sì, c'è un maschietto all'orizzonte, ma è ancora troppo lontano, ed essendo io miope faccio fatica a metterlo a fuoco.

E sì, continuo a sciare, a fare shopping, a fumare, a bere troppo e a farmi pere di tivù - il Digitale Terrestre, che venero, mi offre ad oggi repliche di Dawson's Creek, One Tree Hille e Grey's Anatomy. Roba da non uscire più di casa. Fortuna che ho il dvd recorder.

Tutto qui.

E voi?

*Au

 
 
 
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AVVISO AI NAVIGANTI

Bla bla bla, bla bla, bla bla bla, bla eccetera eccetera.

Siete cortesemente pregati di non commentare senza firmarvi (tranne Jack, che tanto è inutile dirglielo).

Altrimenti mi incazzo.

Grazie, bla bla, eccetera eccetera.

*Au 

 

NON LO SO

Per assurdo, non è la canzone. No. Nemmeno se mi ricorda una certa persona, e una certa estate, e un certo bacio.

Per assurdo, non è nemmeno per Manuel, l'unico (con Morgan, sì, va bene) che possa permettersi certi vestiti alla Lady Oscar e rimanere sempre maledettamente sexy.

No.

E' che vederlo lì, così piccolo, vestito come se fosse gennaio, solo con la sua chitarra e il suo cappellino, davanti a tutta quella gente, che inizia a cantare sovrastando la combriccola del Blasco, che sarà pure gente a posto, ma han rotto il cazzo...

Non lo so.

Vorrei che qualcuno mi spiegasse come cacchio fa quel cantantino lì a stendermi ogni santa volta che apre la bocca.

 

LE PERLE DEL SABATO SERA

Giuls:- Au, ma che cazzo ti sei messa???
Io:- Il vestito che abbiamo comprato insieme l'altro giorno!
G:- Au... Questo non è un vestito.
Io:- Ah no? E cos'è? Un reggiseno???
G:- No. E' una di quelle maglie lunghe che vanno adesso.
Io:- Mi si vede il culo?
G:- No, ma...
Io:- Allora è un vestito!

 

PARLANDO DI MUSICA...

Anto:- Quindi per te i Depeche Mode sarebbero il sottofondo ideale per fare sesso?

Amanda:- Sì.

Anto:- Ma che stronzata. Au, non è una stronzata?

Au:- No. Io sono d'accordo con lei. Più o meno.

Anto:- In che senso più o meno???

Au:- I Depeche sono perfetti per fare sesso. Solo che poi io non farei altro che pensare a Dave Gahan sudato e a torso nudo che... Scusate. Devo andare un attimo al bagno...

 

COLPO DI PISTOLA

Ritorno sui miei passi
e adesso contali bene.
Il tempo che è passato
non è una buona ragione.
Ho idea che non mi basti
lo scambio di un'opinione
e neanche l'imbarazzo
con cui mi mostri le scuse.

La muta del serpente
nasconde il tuo vero nome.
Di chiacchiere suadenti
sono già stato a lezione,
baciando la fiducia
con un rasoio a due lame.
Hai fatto molta strada,
sacrificato persone.

Tutta la tua arrogante danza - danza,
la sicurezza di chi è sempre a tempo,
il giusto slalom sfavillante e attento
di chi da sempre intona l'ultima parola...

TI FARò MALE PIù DI UN COLPO DI PISTOLA,
E' APPENA QUELLO CHE TI MERITI!
CI PROVO GUSTO, ME NE ACCORGO ED ALLORA
NON MI VERGOGNO DEI MIEI LIMITI E LIVIDI!
COME TI GIRA DOPO UN COLPO DI PISTOLA?
TI VEDO UN PO' A CORTO DI NUMERI
CI PROVO GUSTO, ME NE ACCORGO ED ALLORA
NON MI SECCARE COI TUOI ALIBI - ALIBI.

Durante questo tempo
ho vomitato rancore,
ho ricucito i pezzi,
ricominciato a sperare.
Avevi tutto quanto,
anche il mio sogno migliore.
Hai preso ciò che serve
senza ritegno né onore...

Tutta la tua arrogante danza - danza,
la sicurezza di chi è sempre a tempo,
il giusto slalom sfavillante e attento
di chi da sempre esige l'ultima parola...

TI FARò MALE PIù DI UN COLPO DI PISTOLA,
E' APPENA QUELLO CHE TI MERITI!
CI PROVO GUSTO, ME NE ACCORGO ED ALLORA
NON MI VERGOGNO DEI MIEI LIMITI E LIVIDI!
COME TI GIRA DOPO UN COLPO DI PISTOLA?
TI VEDO UN PO' A CORTO DI NUMERI
CI PROVO GUSTO, ME NE ACCORGO ED ALLORA
NON MI SECCARE COI TUOI ALIBI - ALIBI.

Tutta la tua arrogante danza - danza,
la sicurezza di chi è sempre a tempo,
il giusto slalom sfavillante e attento
di chi da sempre impone l'ultima parola...

TI FARò MALE PIù DI UN COLPO DI PISTOLA,
E' APPENA QUELLO CHE TI MERITI!
CI PROVO GUSTO, ME NE ACCORGO ED ALLORA
NON MI VERGOGNO DEI MIEI LIMITI E LIVIDI!
COME TI GIRA DOPO UN COLPO DI PISTOLA?
TI VEDO UN PO' A CORTO DI NUMERI
CI PROVO GUSTO, ME NE ACCORGO ED ALLORA
NON MI SECCARE COI TUOI ALIBI - ALIBI.

 

JUMPA!!!

Mani in alto fuori di qua non resteremo più prigionieri ma evaderemo come Steve Mc Queen o come il grande Clint in fuga da Alcatraz. Senza trattare niente con chi ha già fissato il prezzo al mercato nei nostri sogni e dentro ai nostri giorni e per la nostra vita

Liberi tutti liberi tutti liberi, liberi, liberi liberi tutti Liberi tutti liberi tutti liberi, liberi, liberi liberi tutti

Dai virus della mediocrità dai dogmi e dalle televisioni dalle bugie, dai debiti, da gerarchie, dagli obblighi e dai pulpiti squagliamocela. Nei vuoti d'aria della realtà tracciamo traiettorie migliori lasciando le galere senza più passare dalla cassa

Liberi tutti liberi tutti liberi, liberi, liberi liberi tutti Liberi tutti liberi tutti liberi, liberi, liberi liberi tutti

Da ciò che uccide te e tutto ciò che ho intorno… Liberi tutti liberi tutti liberi, liberi, liberi liberi tutti Liberi tutti liberi tutti liberi, liberi, liberi liberi tutti Da ciò che uccide te e tutto ciò che ho intorno… dall'uomo che non è padrone del suo giorno da tutti quelli che inquinano il mio campo io mi libererò perché ora sono stanco

 

POTREI MA NON VOGLIO FIDARMI DI TE...

Troppo cerebrale per capire che si può star bene senza calpestare il cuore...

Vorrei riuscire a farti male. Potermi comportare con te come faccio sempre con tutti. Scaraventarli a terra e saltarci sopra.

Ma non ci riesco. Non come vorrei, almeno. Perchè, in realtà, ferirti sembra essere la mia unica ragione di vita. E essere ferita l'unico motivo per cui sto ancora con te. Per cui continuo a tornare da te, come sbattersi di nuovo le stesse tre dita nella porta.

E' stupido. E te l'ho già detto.

Poi, ieri, te ne esci con questa frase, un'ora dopo che io avevo tentato, di nuovo, di farti male, cinque minuti dopo che tu avevi legato l'ultimo cappio che ci lega.

Non è meglio non essere felici con un infelice?

Tu non sarai mai felice. Ma io forse sì. Forse ce l'ho, una speranza. Forse sbattere quella porta su di te, e togliere le mie dita, sarebbe un inizio. Un buon inizio. Se tutto non finisse per riportarmi indietro.

Ci ho già provato. E non ha funzionato.

Ho il sospetto che sia solo colpa tua, e la certezza che sia tutta colpa mia.

CHI ME L'HA FATTO FARE, DI INFILARMI IN QUESTO BUCO DI MERDA???

Non è il mio posto. Secondo te lo è, e tu hai sempre ragione, ma io non voglio che sia il mio posto, quindi non lo è. Non lo sarà.

Il problema è che il buco è diventato stretto, e può uscire solo una persona.

Facendosi male.

Ma, tanto, pare che io ormai sia abituata, a ste croste di sangue rappreso...

(18 gennaio 2000)

 

IO NON VOGLIO L'AMORE ROMANTICO

Come gli adesivi che si staccano
Lascio che le cose ora succedano
Quante circostanze si riattivano
Fuori dai circuiti della volontà.

Come il vento gioca con la plastica
Vedo trasportata la mia dignità.

Oggi tradisco la stabilità
Senza attenuanti e nessuna pietà.
Oggi il mio passato mi ricorda che
Io non so sfuggirti senza fingere.

E che non posso sentirmi libero
Dalla tua corda, dal tuo patibolo.

E un’altra volta mi avvicinerò
Alla tua bocca mi avvicinerò
E un’altra volta mi avvelenerò
Del tuo veleno mi avvelenerò.

Come gli adesivi che si staccano
Come le cerniere che si incastrano
Come interruttori che non scattano
O caricatori che si inceppano

Io tradisco le ultime mie volontà.
Tutte le promesse ora si infrangono.

Penso ai tuoi crimini senza pietà
Contro la mia ingenua umanità.

Scelgo di dissolvermi dentro di te
Mentre tu saccheggi le mie lacrime.

E sarò cieco, forse libero
Solo nell’alba di un patibolo.
Dentro una storia senza più titolo
Scegliendo un ruolo senza credito
Strappando il fiore più carnivoro
Io cerco il fuoco e mi brucerò.

E un’altra volta mi avvicinerò
Alla tua bocca mi avvicinerò
E un’altra volta mi avvelenerò
Del tuo veleno mi avvelenerò

 

 

Io non voglio l’amore romantico. Io non voglio l’amore romantico. Io non voglio l’amore romantico. Io non voglio l'amore romantico. Io non voglio l'amore romantico. Io non voglio l'amore romantico. Io non voglio l'amore romantico. Io non voglio l'amore romantico.