Un blog creato da GDTeo il 18/03/2007

Lost In The Ozone

Mi sono perso nei miei pensieri. Era un territorio non familiare.

 
 
 
 
 
 

AREA PERSONALE

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

FACEBOOK

 
 
 
 
 
 
 
 

ULTIME VISITE AL BLOG

io86darkGDTeopantaleoefrancasimpaticacanaglia19paroleurlatealestellina85harpo_marxCorpo_Di_Rosasopuhsabbia555ninokenya1awaitingyoureply2maestroantonioStefySelvaticaFantasiaando
 
 
 
 
 
 
 

H.P. LOVECRAFT


 
 
 
 
 
 
 

ARCHIVIO MESSAGGI

 
 << Settembre 2017 >> 
 
LuMaMeGiVeSaDo
 
        1 2 3
4 5 6 7 8 9 10
11 12 13 14 15 16 17
18 19 20 21 22 23 24
25 26 27 28 29 30  
 
 
 
 
 
 
 
 

L'OMBELICO!


 
 
 
 
 
 
 

TAG

 
 
 
 
 
 
 

...GRAZIE... R.I.P.


 
 
 
 
 
 
 

ULTIMI COMMENTI

 
 
 
 
 
 
 

CHI PUÒ SCRIVERE SUL BLOG

Solo l'autore può pubblicare messaggi in questo Blog e tutti possono pubblicare commenti.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

 

 

IL SILENZIO DELL'IMBUTO

Post n°74 pubblicato il 12 Settembre 2010 da GDTeo

C'è il silenzio della vergogna, quello della paura, dell'ignoranza. Il silenzio della rabbia e quello della speranza. Poi c'è il SILENZIO DELL'IMBUTO.

In soldoni, mercoledì sera apro il blog e lo chiudo due ore dopo senza una parola pubblicata, stessa scena la sera seguente. Carenza d'idee? No. Poca voglia? Men che meno. Mangiato troppo? Può darsi ma che c'entra... Imbuto? Proprio lui. Bastardo.

A volte le parole, che altro non sono che la traccia che lasciano emozioni e concetti, sono ordinate nella mente in frasi, discorsi e libri interi. Altre volte, le stesse parole, le stesse emozioni, sono intricate in un groviglio che non si riesce a sbrogliare. Il perchè non è dato saperlo, ma la sensazione è chiara, è comune a tutti, la si può provare in famiglia, sul lavoro, molto spesso in amore, in quei famosi silenzi creati non dalla paura di aprirsi, ma dall'impossibilità di dare un flusso ordinato a emozioni troppo grandi per noi.

Questo porta al perchè si scrive. Ai due motivi di fondo che conosco.

Il primo motivo l'ho già spiegato (Creatore di sogni), in pratica si scrive per vivere tutte le avventure di questa terra, anche le più illogiche, senza essere chiamati dalla realtà ad una scelta. Che ne capirà poi la realtà di ciò che è reale... Questo non è dato saperlo.

Il secondo motivo per cui si inizia a scrivere è LA SENSAZIONE.

Non la bella sensazione di poggiare le dita sulla tastiera, soppesare le parole di fronte ad un thè indossando un maglione a collo alto delle toppe sui gomiti... Anche perchè, vista così, non sembra una sensazione, ma la pubblicità del moment o l'inizio di un film di bassa lega.

La sensazione è quell'attimo di intuizione supremo. Non una semplice idea, ma la vera e propria soluzione della matassa. La spada che taglia il nodo. Le idee che si mettono in riga pronte a essere disegnate dalle PAROLE.

Descriverla è davvero dura. E' come se lo spirito salisse di un livello e potesse attingere ad un unico contenitore di idee, un grande calderone con dentro tutte le storie, i saggi e gli articoli del mondo... E' il momento in cui tutto diventa possibile, il momento in cui ogni cosa può essere descritta e ogni parola può essere collocata. In quei momenti tutto potrebbe essere scritto benissimo, il testo della lista della spesa, le istruzioni per la lavastoviglie, i discorsi dei leghis... Vabbè, non esageriamo.

Io ho descritto la sensazione riferendola alla mia passione per la scrittura, ma credo che in ogni persona si possa manifestare quando è alle prese con la propria passione, sia essa la pittura, la musica, il bricolage o il bracconaggio...

Ho provato questa sensazione un paio di volte nella mia "carriera" e l'idea di poterla provare di nuovo basterebbe a farmi scrivere per altri mille anni. STAVOLTA NON SCHERZO.

La sensazione l'ho provata, ma non riuscivo a descriverla. Da un lato non riuscivo a definirla, dall'altro lato la vedevo come una sensazione solo mia, da non condividere, nè raccontare.

Ma la conoscenza è apertura, il caso volle che ne parlassi per la prima volta qualche giorno fa e che trovassi addirittura, ad ascoltarmi, chi sapesse di cosa parlavo. Nella fattispecie ho saputo che i buddisti chiamano questa sensazione "illuminazione parziale", in Giapponese Engaku, e la collocano nell'ottavo mondo degli stati d'animo umani (una bella zona champions per capirci).

In pochi giorni ho imparato due cose. Ho definito in maniera più completa la sensazione che inseguo e ho capito che le idee vanno scambiate, che il pensiero non serve se non è condiviso, ho capito che non ci si può fermare quando le idee si affollano.

Neanche quando l'unica soluzione, per farle uscire dalla testa, è passare dal foro di un imbuto.

PS: Mi piacerebbe che qualcuno, passando di qui e capendo le mie parole messe a casaccio, scrivesse se ha trovato la propria versione della "sensazione".

PS2: Un nuovo spunto per la curiosità.. Non ha prezzo.

 
 
 

DITEMI PERCHE' SE LA MUCCA FA MUU IL MERLO NON FA MEE

Post n°73 pubblicato il 22 Agosto 2010 da GDTeo

Scrivo dopo due anni dal mio ritorno ufficiale. Quindi mai credere alle fonti ufficiali.

La lontananza era dovuta a una serie di concause, un misto tra impegni di lavoro, lavoro e stress da lavoro. L'unica intrusa in questa serie di cause è stata una sorta di censura autoimposta e originata da una serie di eventi che, sfortunatamente, sono stato io a innescare.

Parlo della scelta che a tutti i "blogger" prima o poi tocca, quella tra ANONIMATO e PUBBLICITA'.

In alto a destra vedete il mio faccione, in basso leggete i commenti di gente che mi conosce da anni... Direi che la mia scelta è stata chiara.

Ancor più chiaro è il problema che comporta tutto ciò. Quando un pinerolese milite esente ed automunito si mette a scrivere un post, altri 20 militi esenti ed automuniti pinerolesi che lo conoscono pensano che stia parlando di loro. E' frequente e perfettamente normale.

Ed è perfettamente SBAGLIATO.

Anche se circondati da persone, ed anche se i fatti delle stesse persone fanno nascere un pensiero, il pensiero stesso si snatura da quel contesto e prende forma propria una volta che la ragione lo ha elaborato ed ampliato.

Il fatto è che la mia scrittura trascende il cane che battezza tutte le mattine la mia macchina, la sveglia che suona, la barba da tagliare e i goal subiti dal brasiliano di turno a calcetto.. Ho sempre cercato di essere generale (ma non generico) e di parlare di ciò che mi colpisce esternandolo e generalizzandolo.

Non è un caso che in questo blog non ci sia neanche un'informazione su di me che vada oltre il "25 anni, Pinerolo (TO)" che leggete sotto il mio faccione.

Semplicemente cerco di scrivere non dimenticando che sto lasciando al mondo intero un pensiero che, addirittura, potrebbe potenzialmente SOPRAVVIVERMI. Non mi sembra quindi il caso di parlare di litigi condominiali o pettegolezzi da ufficio.

Non torno al blog per narcisismo, per sfogo o per mancanze nella vita di tutti i giorni. Torno a scrivere per il bisogno impellente di esprimere il  mio pensiero nella maniera più totale, con l'intento di rileggere tutto tra qualche anno e di riflettere sulla mia evoluzione come persona.

Normalmente si affidano i ricordi alle foto. Per mancanza totale di abilità fotografica, io mi affido alle parole.

Per me sono anche più COLORATE.


PS: Il titolo non c'entra un cazzo, ma piace ai giovani (cit.)

 
 
 

IL RITORNO

Post n°72 pubblicato il 22 Novembre 2008 da GDTeo
 

Vittoria.

Mesi di lavoro e studio.
Mesi di "appena posso usciamo"
Mesi di dubbi.

Ma VITTORIA.

 
 
 

MR.TEO E IL BLOG

Post n°71 pubblicato il 24 Agosto 2008 da GDTeo
 

Il concetto è che non ho tempo, non ne avevo solo mentalmente prima, quando progettavo migliaia di ore di studio e ne attuavo a malapena mezza. Non ne ho materialmente dalla prossima settimana, dopo due settimane di ferie passate a cercare una voglia di studiare che non c'è...

Sia chiaro, non è che sono pigro, è che mi sembra difficile dopo 45 ore di lavoro settimanale (esclusi straordinari), tornare a casa e studiare materie non gradite... Almeno è difficile senza la pressione della scadenza, cosa che ho ora...

Quando non si studia (ma si dovrebbe studiare) si avrebbe il tempo materiale per aggiornare il blog, ma purtroppo non si spengono e si accendono le idee con un interruttore.

Il blog non è chiuso e presto riprenderà con una foga che supera di gran lunga quella iniziale.

Adesso, con in programma 45 ore di lavoro e 58 ore di studio settimanali, non ho molto tempo.

Chi mi apprezza mi aspetti, la voglia c'è e gli argomenti non mancano.

 
 
 

CREATORE DI SOGNI

Post n°70 pubblicato il 16 Aprile 2008 da GDTeo

Allora, dovrei parlare di come è nato il blog, come promesso, vero?

Non lo faccio.

Non perchè è un segreto, nemmeno perchè è "una storia troppo lunga" e neanche perchè è troppo corta... Semplicemente perchè non è una storia.

Non è una storia perchè il blog non esiste.

Ok, non facciamo i filosofi.

Il fatto è che un insieme di Pixel non possono, nè protranno mai essere, parte rilevante di una vita... Il blog è solo uno STRUMENTO. Un passaggio per definire i propri pensieri, un mezzo per buttare nel mondo la propria visione.

Anche un'ILLUSIONE.

L'illusione di poter finalmente dire cosa pensi, con la possibilità di essere sentito da tutti e ovunque. Illusione, perchè dopo un pò ti accorgi che il pensiero in rete è come il ruggito di un leone, viaggia distante, ma solo se non ci sono altri rumori...

Ma è bello cullarsi nelle Illusioni, se le si riconosce subito.

Riguardo alla mia illusione, quella che mi ha fatto aprire il blog, è durata poche settimane.

Io credevo che, avendo un posto dove fare "i miei discorsi", non sentissi più il bisogno di farli ad altri, per poter dare a tutti un'immagine leggera di me. L'immagine che credevo fosse quella migliore, ma che era solo un adattarsi a un ruolo che non era il mio, o, meglio, che non dovrebbe essere il mio.

Ma, come dicevo, l'illusione è finita, non si può negare la propria natura e non ho più intenzione di farlo.

Tempo fa, quando sentivo che dovevo dire qualcosa, non sapevo come trovare il modo e il mezzo per farlo... C'è chi si esprime con la musica, chi apre un'associazione no profit, chi si chiude in casa cullandosi nella TV... Io, che avevo il senso del ritmo di un tricheco in un negozio di pentole, che non guardavo la tv e che non avevo la fiducia nel futuro necessaria per aiutare chi non posso aiutare... HO INIZIATO A SCRIVERE.

Sì, proprio come "chi non sà fare insegna", chi non sà scegliere scrive.

Volevo essere campione di calcio, pirata settecentesco, teenager anni '80, campione di basket, musicista di successo, musicista morto di fame, presidente del mondo e mendicante indonesiano, per non dimenticare il sogno di diventare quel vecchietto che nei film horror avvisa tutti del pericolo, non viene creduto e muore di una morte orrenda... Nel momento in cui ho capito che non potevo esserlo, ho realizzato che LO ERO GIA' STATO. Con la mente, con l'immaginazione.

Con la fantasia si crea, non si immagina di creare.

Dalla mente umana può nascere qualcosa di vivo, di eterno. Un personaggio esce dal foglio subito, è come un bambino che nasce... Dopo poco tempo è già autonomo, con un suo carattere, con la sua IDENTITA'... E non chiede neanche il motorino nuovo.

Chi legge mi ha capito, chi vota lega crede che veda la gente uscire dalle pagine... Adesso parlo ai primi.

Venitemi a dire che Dante non è stato all'inferno, che Chtulhu non si aggira negli abissi, che non esitono Poirot, Robin Hood e Peter Pan. Venitemi a dire che i miei incubi non trovano una soluzione in Craven Road 7, che nessun partigiano si chiama Milton e che nessuna terra di mezzo è in pericolo... Potreste pure dirlo, ma ci credereste davvero? Lo giurereste?

Non esiste realtà che non sia sogno, nè sogno che non sia realtà... Basta solo spegnere la tv, chiudere gli occhi e decidere le immagini che si vogliono vedere.

Se volete, qualche immagine ve la presterei volentieri.

Fare il creatore di sogni è difficile, ma qualcuno deve pur farlo...

 
 
 

LEGGEREZZA CIECA

Post n°68 pubblicato il 22 Febbraio 2008 da GDTeo
 

Ho fatto il giornalista.


No, con questo non intendo dire che mi sono messo un doppio petto e ho lucidato con la lingua i sederi pelosi un migliaio di presunti onorevoli, stando attento a non fare le associazioni proibite ("Berlusconi" con "stalliere", ad esempio), ma ho fatto una cosa ben più semplice, e decisamente più utile... Ho posto una domanda, no, anzi, ho solo chiesto una RISPOSTA.

Sono andato da amici e conoscenti, e, quando me lo sono ricordato, ho fatto una citazione e ne ho chiesto il commento.

Si tratta di un dialogo che è presente nel DVD dei contenuti speciali di un film d'azione. La scena è molto semplice, un marine, assoldato per istruire gli attori in vista delle scene di guerra, insegnava a due dei protagonisti l'utilizzo di una grossa mitragliatrice. E questo, a grandi linee, è quello che si sono detti:

Marine:
"Con questa mitragliatrice, il sergente J.T.H., durante la guerra del Vietnam, riuscì a centrare in pieno un Vietcong da 3200 metri di distanza! Ha imparato nei Marine a sparare così!"

Attore:
"OH my God!! che mira! Davvero quest'affare è così potente??"

Nonostante fosse sabato sera, e io fossi davanti a una pizza (chi mi conosce sà che livello di pace dei sensi riesco a raggiungere )non appena ho sentito ciò sono rimasto di ghiaccio.

"Cazzo, questi due deficienti stanno parlando di un uomo."

"Cazzo, il demente più muscoloso fà della morte di un uomo un vanto per il corpo dei marines e per la ditta costruttrice del fucile."

"Cazzo, quell'attore decisamente sovrapagato e sottodotato gli dà corda."

Dopo aver constatato per l'ennesima volta che molti americani, vista l'ossessione quasi generalizzata per le macchine, le case e le armi ENORMI, hanno decisamente problemi di dimensioni sessuali, e, dopo aver riflettuto sul fatto che nel Vietnam non esistono 3200 metri sgombri da alberi, mi sono messo a riflettere.

I miei "intervistati" non hanno fatto una piega dopo questo dialogo, hanno detto di non aver trovato nulla di strano...Non capisco. sarò stupido io probabilmente...

Quando mio nonno materno è tornato dalla guerra in Russia (con un buco ad un centimetro dal cuore) aveva solo un vanto.

NON AVERE UCCISO NESSUNO.

Adesso, nella nostra fottuta generazione di amanti della guerra, ma che di guerra non sà nulla, una frase così non avrebbe senso. Per capire il lato "grottesco" che assumerebbe oggi un simile vanto basta immaginare questa scena in un libro o in un film:

"Il sergente Mac Naicol è steso sulla barella, fuma una sigaretta guardandosi attorno nervosamente, il dolore del buco nel torace non lo tocca, ma è l'ansia dell'inattività che lo logora. La sua espressione rude non cambia quando gli si para di fronte al letto il maggiore Taggarth, responsabile dell'ospedale da campo. Senza guardarlo il sergente inizia a parlare: "Sò che dovrò star qui a lungo e che le probabilità sono poche... Sono un soldato, ho scelto questa vita e ne conosco i rischi, ma ora le dico una cosa maggiore! Anche se dovessi diventare un due ruote che si piscia addosso, o un fottuto vegetale, di una cosa sarò sempre contento..."

Come si concluderebbe questa frase, in un film di guerra?

"di aver infilzato quel fottuto muso giallo al terreno col suo stesso coltello! Non doveva mettersi contro un marine americano!"

"di non essere stato costretto ad uccidere nessuno!"

La risposta è chiara.

Ok, i film sono finzione e la realtà è un altra. Ma, in un mondo dove la guerra reale è vista tramite lo stesso strumento usato per vedere la guerra finta. la differenza è poi così marcata?

Tornando al dialogo, se, al posto di un soldato fresco fresco di condiz... ehm.. ADDESTRAMENTO e di un attore in preda ad un'insolazione, ci fossero state delle persone che la guerra l'avessero vissuta davvero. Avrebbero detto una cosa del genere?

Non credo, non avrebbero trattato la morte di un uomo, e, di conseguenza la guerra stessa, con una tale leggerezza... La leggerazza tipica di chi non sa e non vuol sapere, di chi guarda il mondo e le persone restando impermeabile, senza cercare, con uno sforzo empatico, di immedesimarsi nei panni altrui.

Chi ha vissuto la guerra non deve sforzarsi per capire il suo orrore, ma noi sì, è un nostro preciso dovere. Anzi, è IL NOSTRO DOVERE PRINCIPALE.

PS: Se sapesse che la sua famiglia è stata sterminata con un missile supertecnologico, lanciato da un pilota super addestrato, smetterebbe di piangere
?

 
 
 

PERDENTI Vs. VINCENTI

Post n°67 pubblicato il 31 Gennaio 2008 da GDTeo
 

A volte ci sono dei film che sono il ritratto di una generazione. A volte ci sono generazioni che sarebbe meglio non ritrarre.

Esatto, siamo arrivati al terzo film... Dopo tre metri sopra il cielo e ho voglia di te.


Parlo di film, non di libri, un pò perchè sono sicuro del maggiore successo e diffusione dei primi e un pò perchè più che di libri si dovrebbe parlare di sceneggiature, vista la semplicità della scrittura, che più che ricordare un classico alla portata di tutti (Cito ad esempio lo Zio King), ricorda quei dialoghi lenti e pieni di esempi, quelle parole che usa una nonna verso il nipotino... per dirgli cosa deve fare.

Tornando ai film, io sono cresciuto con i film adolescenziali e pre adolescenziali anni'80 e primi anni '90. La trama era più o meno sempre la stessa:

"Il nostro eroe è uno sfigato della cittadina degli USA. Il nostro eroe và a scuola su un Bus giallo. Guarda la ragazza più popolare della scuola. Lei non lo considera perchè stà con il capitano della squadra di football. Il capitano della squadra di football è bello, ricco e ovviamente lo pesta tutti i giorni. Il nostro eroe vive una serie di avventure fino al finale in cui lui riesce a conquistare la sua bella, ovviamente al ballo della scuola, buttando la caraffa del ponch in testa al bullo, che perde la dignità di fronte all'intero istituto."

Ok, erano delle minchiate... Ma c'era un filo conduttore.

Il messaggio era chairo, ogni film metteva in risalto la possibilità di migliorarsi, faceva capire come si può diventare dei "vincenti". Si faceva diceva alle persone che con un pò di buona volontà e con il coraggio di osare ci si poteva riscattare e migliorare, risalendo a galla, o affacciandosi al mondo per la prima volta.

Il messaggio era: NON SI NASCE PERDENTI.

Lo scopo del protagonista era sempre quello di diventare MIGLIORE, non il migliore di tutti (anche se spesso era il suo obiettivo dichiarato a inizio film), ma il migliore SE STESSO che poteva essere.

Si voleva dare l'idea di una scalata diversa da quelle che avvengono nel mondo reale, un'ascesa verso la felicità fatta restando sè stessi e magari portando i propri amici con sè, da contrapporre all'affermazione del singolo che si vede nel mondo reale, dove la ricchezza economica è l'unico parametro per definire una persona "di successo", e dove i valori come amore e amicizia sono degradati a semplici riempitivi.

In quest'ottica guardo la trama del "malefico trio" Mocciano:

"Lei gira con i migliori. Lei và a scuola, ma è secondario. Lei gira per feste ma si annoia ad avere tutto. Lei incontra lui. Lui è o un finto ribelle fancazzaro e pieno di ragazze, o EX finto ribelle fancazzaro ma sempre pieno di ragazze, oppure un single benestante e pieno di amici interessanti di sicuro venuti fuori da un passato da ex finto ribelle. Lei e lui si vedono, si odiano, si amano, si amano e si odiano e poi si apprezzano... Baci, abbracci e frasi scontate."

Notato la differenza?

Non esistono i PERDENTI. Neanche come comparse.

I protagonisti sono gli stessi che nei film della scorsa generazione erano gli ANTAGONISTI.

Hanno le stesse caratteristiche, sono belli, vincenti e tutti uguali, tutti IMMOBILI. Nel senso che non cambiano una virgola di loro nel corso della storia, semplicemente si plasmano un pò con la controparte, ma non cercano il miglioramento o una crescita interna profonda... Le storie non sono un mezzo per un messaggio, sono solo fini a sè stesse, rivolte ad un pubblico che non è più in grado di capire nessun genere di metafora.

Non c'è dolore, non c'è passione, non c'è speranza... Non c'è riscatto.

E sopratutto non c'è spessore. Di solito si cerca di dare ai protagonisti un parco di interessi un pò atipico, in modo da spiegare un personaggio sulla base di cosa fà. Il protagonista dovrebbe essere una persona a tutto tondo, che vive la sua vita con una certa completezza, e l'avventura dovrebbe scuotere una normalità che in sè non è vuota.

Nella "triade" non si vive davvero, si vivacchia nell'apatia, e una piccola storia d'amore basta per essere definita un'avventura indimenticabile... Ma non porta a niente, il messaggio non c'è.

Si dipinge un mondo magari più reale di quello dei film anni '80, ma con un'esteriorità che ormai è diventata l'essenza, la confezione è realtà... Ciò che sembra è.

Non si cerca di trasmettere niente, si fanno leva su emozioni base dell'adolescenza per aprire i cuori dei giovani e di conseguenza i loro portafogli.

Nei film e nei "libri" si dipinge una generazione di ragazzi il cui unico valore è "L'USCITA CON GLI AMICI". Una generazione dove il fine ultimo è il presente, dove non si pensa a costruire un futuro ma solo a curare la propria immagine , fissandola in un momento di gioia finta, stereotipata e senza consapevolezza.

Un ritratto che rappresenta la maggioranza dei ragazzi d'oggi.

Non so cosa abbia creato ciò, se la TV, i soldi facili o una precisa scelta di mercato... Ma questa generazione di giovane esiste di sicuro e, per favore, NON LODIAMOLA.

 
 
 

L'OBIETTIVO

Post n°63 pubblicato il 09 Dicembre 2007 da GDTeo
 

"Tu se' colei che l'umana natura
nobilitasti sì, che 'l suo fattore
non disdegnò di farsi sua fattura."

Con questi versi DANTE ci racconta di come Dio, dopo aver creato la Madonna, restò talmente stupefatto dalla bellezza della sua creazione (fattura) che decise di FARSI CREARE da lei, ossia di diventare il suo figlio, pur restandone sempre il padre...

Ora, premettendo che sono cintura marrone di ateismo e che quindi non credo nel mito
cristiano
... Io questa terzina la AMO.

Saranno due settimane che queste parole mi girano nella testa, più o meno da quando sono andato a rivedermi lo spettacolo di Benigni dell'anno scorso, dove espose proprio questo canto della divina commedia... L'ultimo, un pò perchè ultimo nell'ordine del poema, un pò perchè dopo non poteva esserci più niente.

Era un passo che non ricordavo, una terzina a cui non avevo dato peso e che invece ora mi prende e mi sconvolge letteralmente.

L'immagine di un creatore che per meraviglia della propria creazione e si sottometta a lei è incredibile, è un ragionamento talmente complicato e meraviglioso che non basterebbe una vita intera per analizzarlo e poter dire di averlo capito.

Innanzitutto adoro questa terzina perchè non sarei mai in grado di scriverla...

 Ma Dante è così, è nella cerchia degli IRRAGGIUNGIBILI.

Amo questa terzina perchè sembra dirmi che, per quanto mi impegnerò e cercherò di migliorare, ci sarà sempre qualcuno più bravo di me. Penso che tenersi stretto questo pensiero sia un bene, serve a capire i propri limiti, ma anche i limiti altrui... Frena l'arroganza ma consola nel fallimento... Sembra mettere un limite di bellezza, sembra voler dire che oltre di lei non c'è, ne ci sarà mai, niente di più bello.

E come darle torto. 

Ma amo questi versi sopratutto perchè esprimono un concetto fantastico, che io interpreto come un obiettivo, anzi come L'OBIETTIVO ULTIMO.

Non credo ci sia sogno più grande di quello di creare una cosa bella, ma talmente bella da volere che tutto di noi sia legato strettamente a lei, per sempre... Talmente bella da diventare lei, agli occhi della gente e anche ai nostri occhi... talmente bella da voler perdere sè stessi in lei, da voler restare una vita a contemplarla...

Riuscire a creare qualcosa che abbia il potere di darci la “felicità di chi è arrivato”, che ci permetta di sederci e di dire "di più non potrò mai fare", che ci faccia capire di aver dato il nostro massimo, senza rassegnazione o frustrazione, ma solo SODDISFAZIONE.

La soddisfazione di chi ha raggiunto il limite delle proprie possibilità ed è soddisfatto perchè ha superato ogni sua aspettativa, perchè ha raggiunto ciò che considerava solo un'utopia.Arrivare a creare una cosa che SAPEVAMO di non essere capaci di fare, una cosa che una volta fatta ci mette in dubbio, perchè crediamo lo stesso di non poter essere i suoi creatori, perchè sarebbe più logico se fosse nata da sola... Anzi, sarebbe più logico ci avesse creato LEI.

Penso che una vita passata alla ricerca di un obiettivo simile non potrebbe mai definirsi una vita sprecata... Neanche di fronte ad un palese FALLIMENTO.

Che dire... mi sono trovato una SFIDA.

PS: Magari sono stato un pò burrascoso nella stesura del post, ma ero sotto l'effetto della BELLEZZA, una droga che stende anche diluita, figuriamoci allo stato puro.

 
 
 

L'APPUNTAMENTO ADOLESCENZIALE (parte 3)

Post n°61 pubblicato il 25 Novembre 2007 da GDTeo
 

Il ricordo del primo appuntamento è tanto radicato nei cuori quanto è sfuggente nelle parole.

Per dirla in italiano, si finge di non ricordarlo, ma è un passo indelebile nella vita di ognuno e, per quanto esso sia grottesco, avrà sempre il suo spazione nel nostro cuore.

Ma torniamo ai fatti.

Il nostro pallido e onanista "eroe", dopo aver radunato gli esperti (parte 2) ed essersi fatto consigliare, ha optato per un sempre verde "giretto in centro"...

O meglio, ha deciso LEI dove andare.


L'essersi levato il peso della decisione lo ha reso più tranquillo (solo due visioni al giorno), ma, lo ha fatto riflettere, una serie di domande gli vorticano per la testa
intervallate da spot pubblicitari di 5 secondi, alquanto fastidiosi per dir la verità:


"Davvero è meglio che lei decida tutto, e che io non abbia voce in capitolo, se non per cercare di indovinare i suoi desideri?"
"Compra il nuovo 7 lame.."

"Non sarebbe meglio dire la verità, parlare, trovare cosa ci accomuna e farne il punto di forza, invece di negare ciò che sono per farle credere di essere come lei?"

"Siamo tutte per te al telefono a soli 2E al minuto..."

 "Non sarebbe ora di smetterla di cercare di apparire semplice,senza problemi, per far risaltare lei come elemento complicato della coppia?
"Sembra talco ma non è, serve a darti l'allegria"


La sua risposta è NO... Lui DEVE prenderla, portarla, chiederle, darle e poi riportarla, salutarla, chiamarla... questo fà un vero CORTEGGIATORE. Esiste solo in quanto "essere che corteggia", il corteggiatore non esiste senza corteggiato... E' LA REGOLA.


E poi è ora di andare, non c'è tempo per i dubbi, mancano solo DUE ORE e lui deve ancora vestirsi.


La scelta dell'abbigliamento è la parte più facile, in TV ha visto decine di corteggiatori diversi... Basterà imitarne lo stile e sarà fatta.


ABBIGLIAMENTO DELL'IMPAVIDO:
Pantaloni da completo stile Mr.Big, mutanda in pelo alla Conan, stivaletti
texani con speroni in argento, canottiera comprata e poi unta grazie
alla complicità del vicino porcaro (il paninaro su camper). Camicia
aperta su petto villoso (vello venduto separatamente), giubbotto di
pelle anni' 50 sporco ancora del rossetto delle gemelle Polansky e
cappello da texano... del 1835!

Per non passare inosservato.

L'arrivo sul luogo dell'appuntamento varia da impavido a impavido, si và dalla mezz'ora standard di anticipo fino al record del coreano Hang Sun Già Chì che arrivò a presentarsi in chiesa per il suo matrimonio con la seducente NHon The la Dho 5 ore prima rispetto all'ora convenuta... per il loro primo appuntamento.

Lei, ovviamente, arriva con 20 minuti di ritardo. Il nostro eroe ha abbandonato ogni difesa, siamo alla contesa, gli scenari possibili sono tre:

APPUNTAMENTO BRUTTO: Lei si presenta con un'amica, un'altra miniadolescente frenetica con la quale parla come se non la vedesse da anni... L'appuntamento scorre via in un lampo, per LORO. Il nostro eroe, dopo timidi tentativi di inserimenti nei discorsi delle due, abbandona ogni speranza, non sapendo lui nè con chi stà Gigi, nè con chi Ivan ha tradito Moira. Nella migliore delle ipotesi può allontanarsi inosservato dopo 10 minuti, non verrà cercato.

APPUNTAMENTO BRUTTISSIMO: Lei si presenta con un folto gruppo di amiche, propone di andare al cinema e poi a mangiare un gelato, lui và, e in un'orgia di discorsi "estremamente riservati" si ritrova ad essere il portafoglio generale. Nemmeno la scenetta di Ivan che irrompe nel cinema per chiedere scusa a Moira è più umiliante. Non può fuggire inosservato, deve pagare.

APPUNTAMENTO BELLO: Lei viene con un'amica, una ragazza timida e discreta, preoccupata per essersi inserita tra di voi, con lei parlate per ore, scoprite interessi comuni e una reciproca voglia di scoprirsi, vedete come lei non sia una piccola dittatrice ignorante, ma una come voi... vi scambiate un piccolo bacio e andate per la vostra strada.

Trovato l'intruso?

La conclusione è che il primo appuntamento và male, perchè tutte le cose guidate dalla paura vanno male.

L'inesperienza non è una colpa, ma una fase di passaggio necessaria, non bisogna credere che le cose siano difficili se non si è mai provato ad affrontarle... arriva per tutti il momento in cui si può guardare al passato con un sorriso e ridere di difficoltà che sembravano insuperabili.

E' una riflessione che tengo sempre ben chiara nella mia mente, per non perdere la concentrazione di fronte a quelle disavventure che magari ora mi fanno vacillare, ma che domani mi faranno ridere, anche di gusto... FORSE.

 
 
 

COMUNICAZIONE DI SERVIZIO #4

Post n°60 pubblicato il 20 Novembre 2007 da GDTeo
 


Ho problemi con la rete, la connessione và e viene e non riesco ad aver tempo sufficente per scrivere un post.


Certo, a volte la connessione supera i dieci minuti, ma sapete come sono, piuttosto che scrivere cazzate preferisco non scrivere nulla, voglio evitare di scrivere post di cui vergognarmi... DI NUOVO.

Il problema verrà risolto al massimo dopodomani... Probabilmente non tornerò subito a scrivere la terza parte del post, forse inizierò scrivendo altro... Sinceramente non sò neanch'io che scriverò.... Tutto normale, i miei post sono concepiti tutti di getto e l'argomento lo penso pochi minuti prima, quindi non sò mai esattamente di cosa parlerò finchè non lo scrivo.

Probabilmente aprirò anche un'altro blog (secondario ovviamente), stò cercando una piattaforma di carattere letterario, dove scrivere qualche racconto, sempre di getto ovviamente...

A domani/dopodomani...


Metallica - Sanitarium

 
 
 
Successivi »
 
 
 
 
 
 
 

CONTATTA L'AUTORE

Nickname: GDTeo
Se copi, violi le regole della Community Sesso: M
Età: 32
Prov: TO
 
 
 
 
 
 
 

AVVISO


Creative Commons License
Questo/a opera è pubblicato sotto una Licenza Creative Commons.

 
 
 
 
 
 
 

EDGAR ALLAN POE


 
 
 
 
 
 
 

CERCA IN QUESTO BLOG

  Trova
 
 
 
 
 
 
 

FEAR FACTORY - FEAR CAMPAIGN


 
 
 
 
 
 
 
Citazioni nei Blog Amici: 69
 
 
 
 
 
 
 

THE CALL OF CTHULHU


 
 
 
 
 
 
 

MOTORHEAD - LOST IN THE OZONE

I am a drifter on a hungry empty sea
There is no one on earth to rescue me
The winter storms they freeze me
Summer burned alive
I can't remember when another soul passed by
Marooned and stranded, on the Islands of the Damned
There is no one on earth to take my hand
There is no voice to speak, no soul for company
The sun goes down like blood into the Western Sea

Alone and dying, and a thousand miles from home

I know I never was so broken and alone
I searched the sky for God, shivered to the bone
Drowned in sorrow, Lost in the Ozone

No hand for me, abandon me

Wash over me, watch over me, drowned forever
Alone and crying, and a thousand miles astray
Alone upon the cruel sea, forsworn and cast away
I turned my face to god, but his face was turned away

Lost in the Ozone, nothing left to say

Lost in the Ozone, nothing left to say
Nothing left to say, nothing left to say
Wash over me 
 
 
 
 
 
 
 
RSS (Really simple syndication) Feed Atom