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« Messaggio #106Messaggio #108 »

Post n°107 pubblicato il 13 Giugno 2008 da nem_o

Salita al Pic Bobi (parte prima)

Con colpevole ritardo sono qui a parlarvi della salita al Pic Imarivolanitra meglio conosciuto dai vazha in quanto di piu’ agevole pronuncia come Pic Bobi (pronunciato Bobì perché siamo in un paese francofono). Seconda cima dell’isola, con i suoi 2.658 m. domina il Parco dell’Andringitra.

Ci aggiriamo per Ambalavao alla ricerca di una guida per la gitarola al monte e, dopo aver tentato di venderci un trekking di tre giorni con tanto di portatori manco fossimo nel Pamir, ci accordiamo per una più veloce salita in giornata alla stratosferica cifra di 40 euri a testa. Prendere o lasciare e, dal momento che siamo arrivati sin qui, prendiamo.

Sveglia alle 4,00 e alle 4,30 siamo sulla macchina che per una tremenda strada di montagna ci lascia alle 7,00 alla Direzione del Parco. Ne frattempo ci godiamo il sorgere del sole che lentamente rischiara i piccoli villaggi sparsi sulle montagne e le innumerevoli risaie ai loro piedi.

Passiamo di valle in valle con annesso piccolo imprevisto di macchina bloccata causa morte della batteria e conseguente riaccensione in retro su tremenda salita che al contrario diventa tremenda discesa.

Infine ci troviamo in una grande, verde e bellissima valle ad anni luce dal mondo che noi chiamiamo civile. La valle è ampia, i piccoli villaggi vivono i ritmi e lo stile di vita di secoli fa, le auto qui non ci sono o meglio mi dicono che ce n’è una sola in tutta la valle!

E’ il magico luogo in cui vorrei venire a trascorrere gli ultimi anni della mia vita, è un paradiso.

Ma non c’è tempo, i ritmi di noi bianchi ci impongono di correre in avanti.

I nostri ritmi che abbiamo voluto importare qui per la scarsezza di quel tiranno che ci opprime e cioè il tempo, non ci permettono di godere appieno del momento.

Ma è talmente bello che la nostra anima si sazia anche con piccoli assaggi.

Alle 7,05 siamo già in marcia.

Passiamo le ultime case di un piccolo villaggio e oltrepassata rapidamente una bassa collina siamo già in un'altra valle. Più piccola ma non meno bella, racchiusa a monte dalle pareti granitiche del massiccio dell’Andringitra.

Ci immergiamo in essa perdendo quota per circa 200 m. e poi inizia la salita seria.

La due guide, quella dell’agenzia Je Je (non c’è niente da ridere, pare si chiami proprio così) e quella locale Justine hanno fretta. La gita è lunga, vogliono tornare prima di notte o forse vogliono saggiare le nostre capacità per capire se siamo in grado di concludere l’ascensione.

Ci beviamo i primi 400 m. di dislivello “correndo” a fatica dietro a loro. 

 
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