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« Messaggio #109 »

Post N° 108

Post n°108 pubblicato il 16 Giugno 2008 da nem_o

Salita al Pic Bobi (parte seconda)

A quota 2000 si apre un lunghissimo pianoro di almeno 4 o 5 chilometri, contornato alla nostra destra dalle pareti della catena. Lo percorriamo rapidamente  e ci troviamo ad una fontana dove sorge un ricovero per la notte dove fanno cena i trekkers che montano la tenda li vicino e soprattutto ci dormono le guide che non hanno i soldi per comprarsi una tenda (praticamente tutti).

Qui superiamo un gruppo di francesi e continuiamo la salita, anzi la riprendiamo dopo aver esaurito il pianoro.

Di qui inizia la più lunga scalinata mai fatta in vita mia che, incuneandosi tra le falesie, ci porta a prendere quota per 500 metri e a scollinare a circa 2.500 metri. Questo sentiero è il frutto di un immenso lavoro di costruzione da parte delle guide locali. Tutti scalini fatti con enormi pietre trasportate a prezzo di duro lavoro da parte dei valligiani che abitano però ad almeno due ore da qui.

Sembrava impossibile ci fosse un sentiero in mezzo a quelle pareti, non se ne scorgeva la traccia da lontano e invece siamo qui al colle. Dall’alto la vista spazia sul lunghissimo pianoro sottostante da un lato e sulla cima del Pic Bobi dall’altra.

Ci siamo quasi.

Una veloce discesa su lastroni di granito e già siamo sulla cresta che ci porterà sulla cima.

Comincia ora a tirare un forte vento e indosso pile e cuffia, niente di insopportabile per carità, ma dato che me le sono portati dietro per tutta la giornata, li indosso volentieri!

Ho anche il goretex ma giungerà in cima nello zaino e continuerà cosi per tutto il viaggio, un peso inutile purtroppo. Ma sicuramente se non lo portavo ne avrei avuto bisogno …

Arriviamo in cima alle 11,15 dopo 4 ore e un quarto di marcia, 1500 metri di dislivello e 14 chilometri percorsi.

Tutto intorno a noi, anzi sotto di noi, gli arrotondati pietroni che coprono la parte terminale della montagna. Tutti chiazzati di bianco come fossero un naturale bersaglio di uno stormo di uccelli col mal di pancia. Il colpo d’occhio è notevole: ci circondano le alte cime del massiccio e in lontananza si scorgono le valli che dipartono dagli altipiani centrali.

E’ bello star lì.

 
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