
Ebbene si, sono luoghi comuni, ma non posso fare a meno di
esprimerli.
Venerdì 5 settembre 2008 per la prima volta passo via terra
il confine tra l’Italia e la Svizzera.
Lascio una stradina di montagna per entrare su una specie di
superstrada a 4 corsie, naturale (si fa per dire) proseguimento della strada
italiana.
Ma non è questo il punto. Il fatto è che appena passati al
di là, i prati si fanno di un verde intenso, tagliati quasi fossero un campo da golf. Le casette in legno sparse
sui pendii danno un tocco da presepio al paesaggio circostante, anche le vacche
sembrano più pulite. Vacche svizzere si intende, meglio delle italiane e degli
altri paesi ormai comunitari. Ma queste sono vacche extracomunitarie, altra
storia … ovviamente.
Non sono mai stato un difensore per partito preso dei paesi
teutonici, anzi.
Ma stavolta sono colpito.
Anche quando mi prende un impellente bisogno fisiologico ed
entro in un cesso pubblico sul passo del Sempione non posso fare a meno di
rimanere allibito dalla pulizia del
posto: manco fosse il cesso di casa mia.
Certo non è tutto oro quello che luccica: la strada a 4
corsie è il frutto di duri compromessi con l’ambiente, i mega viadotti non sono
il massimo in un ambiente alpino, ma devo ammettere che queste enormi colate di
cemento e asfalto sono abbastanza ben mimetizzate nell’ambiente.
Anche le enormi dighe a oltre 2000 metri non sono poi così
orribili.
Il senso del pratico degli svizzeri ha fatto breccia nel mio
arido cuore ambientalista o semplicemente il piacere di fare la cacca in un
bagno pulito passa sopra ad ogni mio principio?
Per il momento Italia-Svizzera 0-1.
E non sono ancora neanche a Interlaken (che solo più tardi
realizzerò essere il paese tra i due laghi) che raggiungerò dopo 7 ore e 450 km. di auto da casa mia.
E una volta arrivato, una volta trovato con difficoltà
l’ostello e una volta non trovato il parcheggio (nel senso che si paga , ma non
è questo il problema, il fatto è che non si può parcheggiare più di un ora di
seguito … anche a voler pagare! E parcheggiare bene si intende, dopo il mio
primo parcheggio in terra svizzera avendo sforato di qualche cm al di fuori del
parcheggio mi sono subito beccato il culo da un omone svizzero perché per
qualche cm ero finito nel suo. Per la cronaca parcheggi tarati sul portafogli
svizzero, cioè in pratica in ogni parcheggio ci stavano almeno 2 utilitarie
italiane, una moto e tre bici.), incominciava la mia avventura alla Junfrau
Marathon.
Ma questa è un’altra storia, storia di lacrime e sudori.
Inviato da: randonneur0
il 15/07/2010 alle 16:16
Inviato da: Ilprofessor
il 12/07/2010 alle 19:12
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il 12/07/2010 alle 17:32
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il 10/07/2010 alle 21:52
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il 09/07/2010 alle 21:20