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Fraternità umana e Fraternità cosmica...

Post n°20 pubblicato il 07 Febbraio 2009 da nihilobstat58
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La maggior parte degli uomini “moderni” è convinta che solo i propri simili meritino rispetto e amore: in quest’ottica limitante, il resto delle creature presenti su questa Terra sono viste solo come un mondo di oggetti da usare, manipolare, dominare a piacimento.

In questo modo la nostra presenza nel mondo si manifesta all’insegna di un netto dualismo: da un lato abbiamo a che fare con le “persone”, dall’altro con gli “oggetti”…E, tra i due ambiti, stabiliamo arbitrariamente una separazione radicale, invocando la dignità peculiare dell’essere umano, unico essere razionale, unico soggetto di diritti, unico essere degno di rispetto!

In realtà l’uomo oggi vive come se potesse conciliare due atteggiamenti profondamente contraddittori: un atteggiamento di rispetto nei confronti dei suoi simili (almeno in linea di principio…) e un atteggiamento di conquista e di dominio verso la natura nel suo insieme, nei confronti della quale si sente infinitamente superiore. L’umanesimo, di cui siamo tanto fieri, implica questi due aspetti opposti, rivelandosi così un umanesimo del potere: così, paradossalmente, mentre tende a creare uno spazio umano basato sui diritti e sul rispetto dell’uomo, l’umanesimo moderno ci autorizza a lanciarci a corpo morto alla conquista del mondo e ad esercitare su tutta la natura una sovranità assoluta. Una sovranità feroce, che non esita, pur di raggiungere i suoi scopi, a sacrificare alcune specie viventi, vegetali o animali che siano.

Tutta la nostra cultura scientifica, industriale, tecnica ci porta ad essere padroni e sfruttatori della natura, padroni e sfruttatori della vita. E più l’uomo approfondisce le sue conoscenze (la Scienza) e sviluppa i suoi mezzi d’azione (la Tecnologia), più la sua sete di potere si esaspera e si esalta. Così il desiderio di potenza che l’uomo “umanista” intende esercitare sulle cose della natura si rivolta fatalmente contro di lui e i suoi simili: il desiderio di potere travolge anche la razionalità, non conosce più limiti, non rispetta più nulla.

Per giustificare ogni eccesso è sufficiente decretare che alcuni uomini o categorie di uomini non fanno propriamente parte della razza umana, che non sono più uomini, o non lo sono ancora… Cosa che, nella logica del nostro umanesimo, autorizza a trattarli con uguale disinvoltura e irresponsabilità, come una specie animale inferiore! Questo è l’autentico peccato originale che spinge l’uomo all’autodistruzione: una volta tracciato un arbitrario confine dei diritti dell’uomo rispetto alle altre specie viventi, è inevitabile riproporre tale confine all’interno della specie umana. È in questo modo che si è giustificata storicamente la schiavitù, come anche la condizione di subordinazione delle donne nella società: e, allo stesso modo, una tribù, una nazione, una razza o una religione hanno sempre giustificato il proprio dominio su altre tribù, nazioni, su di un’altra razza o religione!

“Il rispetto dell’uomo da parte dell’uomo non può trovare il suo fondamento in certe dignità particolari che l’umanità si attribuirebbe autonomamente, perché allora una parte dell’umanità potrà sempre decidere che essa incarna queste dignità in una forma più qualificata rispetto alle altre  (C.Lévy-Strauss).

In definitiva, occuparsi dell’uomo senza preoccuparsi di tutte le altre manifestazioni della vita significa, lo si voglia o no, portare l’umanità ad opprimere se stessa, aprirle la strada dell’auto-oppressione e dell’auto-sfruttamento. Non ci può essere una vera riconciliazione con se stessi senza una vera riconciliazione con la natura, con la vita nel suo insieme e sotto ogni forma.

 
 
 
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DEDICATO A TE...

 

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...i tuoi messaggi, ormai, iniziano sempre con la parola "tesoro"... 

ed ogni volta che ti leggo, ho un tuffo al cuore...

dolcezza...passione...complicità...

sintonia...gratitudine...

desiderio...sono solo alcune delle emozioni che si accavallano in me...mentre tento, invano, di razionalizzare la nostra lontananza fisica...mentre ogni mia cellula, invece, freme e reclama il tuo corpo aderente al mio, la mia carne affondata nella tua...le nostre anime avvinte l'una all'altra...

sì, è vero, sono giornate molto dense e impegnative per me...eppure non posso pensare di non incontrarti, mia amata...

riuscirai a trovare tempo per noi...? Fammi sapere...

Intanto, ti bacio...profondamente...come sai...  

 

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stringiti a me, indomita guerriera...

la notte è fredda e la pioggia non concede tregua...

ma qui, accanto al fuoco, in questa grotta, con me...tu puoi essere donna, senza timore...

non hai bisogno della tua corazza risplendente, temprata da tante battaglie...e puoi lasciare che le lacrime scorrano sulle tue guance...

abbiamo viaggiato a lungo...facendo la nostra parte con dignità e fermezza...ora ci meritiamo questa notte insieme...vivendo con libertà questa passione...

sono con te, nel profondo...

 
 

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