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Propensione all'acquisto

Post n°500 pubblicato il 06 Luglio 2007 da tanksgodisfriday
 
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L'esperimento con cui apre l'articolo di Time è decisamente ributtante: sterilizzate una blatta rinsecchita, immergetela in un bicchiere di succo d'arancia, poi chiedete al soggetto di bere dal bicchiere. Vi guarderà con disgusto e non berrà.

Il succo, dell'esperimento, non dell'arancia, è che se il nostro cervello associa una cosa sgradevole ad una che in genere ci piace, è quest'ultima a farne le spese, ereditando il senso negativo della prima. Niente di nuovo o sorpendente, viene da dire.

Il tema è la gestione degli spazi espositivi di un supermercato. Prendete i pannolini per bambini: se vi è capitato di eseguire un pit stop a un vostro erede, ricorderete perfettamente le sensazioni generate da un pannolino che è da cambiare. Bene, pare che una confezione di pannolini, benché evidentemente ancora non contaminati dall'uso, risvegli immediatamente quelle sensazioni. E la semplice occhiata alla merce, specialmente se la confezione è tarsparente, deprimerebbe all'istante la propensione all'acquisto di papà o mamma.

Sapevo che la disposizione dei reparti è importante. Sotto l'ufficio ho un supermercato di una nota catena: loro accolgono con la frutta, perché odori e profumi rilassano, tranquillizzano; e così, via a riempire il carrello. Invece quello che frequento a Ivrea, altra catena, questa volta francese, accoglie con i cestoni delle offerte: puntano a quelli come me, evidentemente.

Ma l'articolo sottolinea che anche la disposizione dei prodotti nel reparto è fondamentale: un prodotto a cui associamo negatività contamina quelli che gli stanno intorno. Quindi, visto che comunque vanno offerti, meglio isolarli, relegarli ad una zona in cui lo sguardo deve andarci di proposito.
Per spingere a scegliere un determinato prodotto, invece, si può far leva sul fatto che il nostro sguardo lavora da sinistra a destra, è così che leggiamo.
Se il prodotto di marca è sulla sinistra, mentre quello a cui punta il supermercato è sulla destra, alla fine dell'occhiata, sarà proprio quest'ultimo a ereditare il senso positivo che ha generato il primo, e la nostra mano lo prenderà senza esitazione.

In altezza, invece, la posizione migliore è quella al livello degli d'occhi. E poiché in genere i nostri occhi fanno la spola sul carrello, per evitare di investire qualcuno, è appunto a livello carrello che vanno messi i prodotti da spingere.

Mi raccontavano che qualcuno sta pensando ad aprire un supermercato su Second Life, lì sarebbe semplicissimo testare queste cose. A raccontarla sembra una costruzione complicata, ma, ahimé, funziona.

Al supermercato, comunque, la mia signora ci va con la lista. E mi guarda con severità quando infilo nel carrello le occasioni che mi hanno sedotto. Però poi tollera; mi vuole bene, probabilmente.

Nell'immagine: il disgusto secondo Time.

Buon venerdì.

 
 
 
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