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L'incompetenza e il principio di Peter

Post n°1315 pubblicato il 23 Ottobre 2009 da tanksgodisfriday
 

Uno
 dei princìpi fondamentali alla base del funzionamento di aziende e organizzazioni, si deve allo psicologo canadese Laurence J. Peter.
Il Principio di Peter, chiamato anche Principio di incompetenza, si articola in tre affermazioni, come riporta il solito Wikipedia:
  1. In ogni gerarchia, un dipendente tende a salire fino al proprio livello di incompetenza.
  2. Con il tempo ogni posizione lavorativa tende ad essere occupata da un impiegato incompetente per i compiti che deve svolgere.
  3. Tutto il lavoro viene svolto da quegli impiegati che non hanno ancora raggiunto il proprio livello di incompetenza.
La spiegazione è semplice. Sei bravo? vieni promosso a una mansione più importante per l'organizzazione. Bravo anche lì? presto arriverà un'altra promozione. Non appena cominci ad avere difficoltà nel lavoro, perché adesso ti vengono richieste competenze che non hai, niente più promozioni e rimarrai lì per sempre.

Un'azienda stabile ha quindi un organigramma in cui ogni casellina è rigorosamente occupata da una persona non competente per quella mansione. Il lavoro? Lo svolgono quelli ancora in ascesa, ma finiranno anche loro per fermarsi.
Dal 1969, anno in cui Peter pubblicò, con l'umorista Raymond Hull, il saggio "The Peter Principle", il mondo si è interrogato su come evitare questa situazione. Se eleggere il migliore porta all'incompetenza distribuita, come scegliere chi promuovere?
Tre ricercatori dell'Università di Catania, Alessandro Pluchino, Andrea Rapisarda e Cesare Garofalo, hanno condotto una simulazione per capire quale sia la miglior tattica di promozione.

Secondo i risultati della ricerca, se eleggere il migliore porta prima o poi inevitabilmente al disastro, scegliere a caso tra il migliore e il peggiore è già molto meglio.
Una scelta del tutto casuale tra gli aspiranti, invece, garantisce risultati mediamente soddisfacenti ed evita anche recriminazioni per chi non viene promosso. È come per la lotteria, se ho fortuna, bene, altrimenti va bene lo stesso.

Vi propongo un sondaggio: come funzionano le promozioni nella vostra organizzazione?

Buon venerdì.

[Immagine: locandina del film: Il grande capo.]

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Commenti al Post:
Utente non iscritto alla Community di Libero
peppe il 23/10/09 alle 07:25 via WEB
che strana parola... "promozione"... sono tanti anni che la sento solo col prefisso "tele-"... :-)
'ngiorno
 
 
tanksgodisfriday
tanksgodisfriday il 23/10/09 alle 07:34 via WEB
Fa parte dell'imbarbarimento del linguaggio :)))
'ngiorno.
 
lunedi.bs
lunedi.bs il 23/10/09 alle 10:26 via WEB
Ah, perchè esistono ancora le "promozioni in azienda"??? :-))
 
ele.sid
ele.sid il 23/10/09 alle 11:15 via WEB
da noi non si promuove. Faccio quindi queste deduzioni, dal tuo post: 1. non essendo mai stata promossa in 9 anni non ho ancora raggiunto il mio livello di incompetenza 2. dalla uno segue che sono competente per quello che sto facendo 3. se è vero che "Tutto il lavoro viene svolto da quegli impiegati che non hanno ancora raggiunto il proprio livello di incompetenza" dato che di promozioni non se ne parla, forse converrebbe lavorare di meno, ci sarebbero molti vantaggi, tra cui non sentirsi dare della nazista se si pretende un certo livello di qualità. Ecco, siccome non sono capace urge la promozione :-)
 
torospensierato
torospensierato il 23/10/09 alle 13:11 via WEB
ai miei tempi (finalmente lo posso dire anche io eheheheh) si promuoveva per raccomandazione, il che è, all'incirca, come la promozione a caso, perchè avere culo nell'estrazione (v. ricerca univ di catania) o averlo nel conoscere "chi può" è solo una questione nominale del culo.
 
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