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la musica, suonare il pianoforte, suonare il mio violino, la luce del tramonto, ascoltare il mare in una spiaggia deserta, guardare il cielo stellato, l’arte, i frattali, viaggiare, conoscere e scoprire cose nuove, perdermi nei musei, andare al cinema, camminare, correre, nuotare, le immagini riflesse sull’acqua, fare fotografie, il profumo della pioggia, l’inverno, le persone semplici, il pane fresco ancora caldo, i fuochi d’artificio, la pizza il gelato e la cioccolata


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l’ipocrisia, l’opportunismo, chi indossa una maschera solo per piacere a qualcuno, l’arroganza, chi pretende di dirmi cosa devo fare, chi giudica, chi ha sempre un problema più grosso del mio, sentirmi tradito, le offese gratuite, i luoghi affollati, essere al centro dell’attenzione, chi non ascolta, chi parla tanto ma poi…, l’invidia, il passato di verdura





 
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I sei numeri dell'universo
- M. Rees -
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La tavola fiamminga
- A. Perez-Reverte -
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Lunedi blu
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- A.G. Roemmers -
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Asturias

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Sonata n.3 op.10 (n.7)
Sonata op.13 “Patetica” (n.8)
Sonata n.2 op.27
“Chiaro di luna” (n.14)

Sonata op.53 “Waldstein” (n.21)

Chopin

Notturni

Debussy

Suite Bergamasque
Deux Arabesques

Liszt

Valse Oublièe
Valse Impromptu

Schubert

Impromptu n.3 op.90
Impromptu n.2 op.142




 

 

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Post n°883 pubblicato il 30 Aprile 2021 da enodas

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Post n°882 pubblicato il 06 Aprile 2021 da enodas

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Post n°881 pubblicato il 25 Marzo 2021 da enodas

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Post n°880 pubblicato il 16 Febbraio 2021 da enodas

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Post n°879 pubblicato il 09 Febbraio 2021 da enodas

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Post n°878 pubblicato il 30 Gennaio 2021 da enodas

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Post n°877 pubblicato il 25 Dicembre 2020 da enodas

 

 

 

Ho pensato che per quanto strano fosse scrivere in questa giornata, valesse la pena lasciare un qualcosa di scritto da ritrovare in un qualsiasi futuro. E tutto sommato, di normale, almeno per come sono abituato, questa giornata ha ben poco, che poco in fondo c'era da fare. E la sensazione é che sia passata senza niente di che, come fosse un giorno qualsiasi. Alla fine - ma ormai lo avevo intuito già da parecchio tempo - sono rimasto confinato qui, cercando di avere una tavola che compensasse il numero irrisorio delle sedie occupate. Tanto che già a pranzo oggi non avevo nemmeno fame. Tutto sommato, questa non é poi una gran novità. Ho approfittato del bel tempo e delle temperature piacevoli, invece, e sono uscito per cercare di perdermi in quella macchia di foresta che ho vicino casa, cercando di legare un momento con qualcosa di speciale nella sua normalità. Almeno, la luce d'inverno era calda e piacevole, e camminare - almeno penso io - fa sempre bene alla mente. Il resto é passato con lentezza e senza scossoni, nel bene e nel male. Ma di tutto questo non é rimasto granché Natale.

 

 

 
 
 

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Post n°876 pubblicato il 03 Dicembre 2020 da enodas

 

 

Ho aperto lo spartito sul frontespizio, passando le mani sulla carta a tratti ingiallita sul calco lasciato da una frase copiata, molto tempo fa. Così tanto, che crea vertigine. Perché poi in un angolo c'é una data, che é quando lessi per la prima volta questo note. E senza accorgermene veramente, l'altra sera, mi sono reso conto che si trattava dello stesso giorno, molti anni prima. Se tra tutti dovessi scegliere uno spartito che parli di me, seduto al pianoforte, del sogno che questi tasti hanno sempre rappresentato, ecco, io credo che sia questo. E' una musica costante che da qualche parte, nell'anima mi accompagnerà sempre. Anche se in realtà, accostarmi al pianoforte e dedicarvi anche una minima parte di quanto dovrebbe essere é sempre più faticoso ed accade sempre più raramente. Forse perché ho rinunciato a guardare dentro di me con l'anima di un tempo. Forse perché talmente forte é il legame che ci sono frammenti perduti che non riesco a ricongiungere. E le dita riconoscono i tasti sempre meno a loro agio, sempre meno forti e sicure. Mi manca, tremendamente. E questa data lontana sembra quasi a testimoniare un amore che si perde e si riprende, senza mai scomparire. Una promessa che faccio, tra me e me, a ritorni regolari. Perché l'idea di quei tasti immobili e silenziosi é un'immagine un po' triste e, in profondità, di solitudine.

 

 

 
 
 

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Post n°875 pubblicato il 28 Novembre 2020 da enodas

 

 

La peste e Cecità. Immagino che questi due libri, di questi tempi, non siano una scelta particolarmente originale, ed onestamente, per quanto li tenessi entrambi sul mio scaffale da molto tempo, ammetto che probabilemnte non li avrei letti a distanza ravvicinata, se non fosse per ciò che stiamo vivendo.
Il primo l'ho letto alcuni mesi fa, ed in ogni pagina sembrava di rivedere le immagini che giungevano dalla realtà attuale. Così, mi sono trovato a sottolineare blocchi interi di testo. Dall'incredulità all'approccio ambiguo dei caratteri, a seconda delle loro funzioni e dei loro interessi, e poi lo spirito eroico e le immagini della tragedia, ogni tassello sembrava la scena di una tragedia scritta per essere messa in scena, quasi fosse un'opera teatrale. Il secondo l'ho letto in questi giorni e, sin da subito, ne ho ricavato un senso di orrore e claustrofobia che la sera, una volta chiuso il libro, mi lasciava ad occhi aperti. In entrambi, anche se nella mia lettura in maniera profondamente diversa, la malattia sembra essere una concretizzazione del Male, quello di cui siamo capaci come esseri umani, e quanto sia semplice e rapida la trasformazione cui siamo soggetti, una volta che vi cediamo. Cecità, il cui autore per me é sempre stato uno scrittore straordinario, é la condensazione delle paure e delle ansie più profonde ed al tempo stesso elementari, leggerlo é stato come attraversare un incubo a cielo aperto, a contatto con le brutture umane più vergognose calate su un mondo di disperati, egoismo e cattiveria senza filtri, dove soltanto un epilogo inspiegabile può alla fine avere l'effetto di indurre un risveglio forzato che é come una salvezza. E leggerli in quest'ordine, non che lo abbia scelto a priori, ancora di più sembra avere un senso ed essere una rivelazione. Perché se da una parte le immagini che mi tornavano in mente erano quelle degli scaffali vuoti dei supermercati ad inizio anno che, a dispetto della tracotanza mostrata allora a queste latitudini, denotavano una corsa irrazionale quanto egoistica e mettevano in luce le discutibili abitudini di questa gente, dall'altra adesso é lo sconforto e la paura, con la sensazione di rivivere un incubo già visto e con i giorni di Natale infine che si avvicinano e saranno malinconia e tristezza, forse anche indifferenza, a prendere il sopravvento. Soffocante e claustrofobico, come le pagine del libro.

 

"... Dal momento in cui la peste aveva chiuso le porte della città, non erano più vissuti che nella separazione, erano stati tagliati fuori dal calore umano che fa tutto dimenticare. Con gradazioni diverse, in tutti gli angoli della città, uomini e donne avevano aspirato a un ricongiungimento che non era, per tutti, della stessa natura, ma che, per tutti, era egualmente impossibile. La maggior parte avevano gridato con tutte le loro forze verso l'assente, il calore d'un corpo, l'affetto o l'abitudine. Alcuni,
sovente senza saperlo, soffrivano di essersi messi fuori dall'amicizia degli uomini, di non esser più capaci di raggiungerli coi mezzi ordinari dell'amicizia, che sono le lettere, i treni e i bastimenti..."


"... Chissà se tra questi morti non ci saranno i miei genitori, disse la ragazza dagli occhiali scuri, e io, magari, passo accanto a loro e non li vedo, E’ una vecchia abitudine dell’umanità, passare accanto ai morti e non vederli, disse la moglie del medico..."

 


 
 
 

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Post n°874 pubblicato il 02 Novembre 2020 da enodas

 

 

 

Non ho fatto a meno di guardare il calendario e balzare indietro. Un anno, due anni. E ripercorrere quelle notti di Halloween che sono ricordi un po' speciali, ancora di più adesso che ogni piano può apparire stravolto, e come altre cose quel viaggiare lontano mi manca davvero. Una data, due passi nel bosco, muovendomi tra foglie colorate, rami d'alberi un po' spettrali, qualche miniatura nascosta tra le fratture degli alberi, lasciata da chissà chi, ed un amiriade di funghi di ogni forma e colore, anche quelli coi cappelli rossi ed i puntini bianchi che da piccoli si disegnavano sempre malgrado la scoperta che fossero velenosissimi. Così, sul calendario ho almeno viaggiato con la mente, per trovarmi su un'isola sperduta, un mondo a parte dove la storia sembra aver percorso tutte le epoche di nascita, distruzione e rinascita. Camminavo, ovviamente, inzuppato dalla pioggia che era venuta e scomparsa, scendendo il fianco di un catere spento, un ultimo giorno. E come un'immagine di decenni passati, sulla strada si affacciavano mostriciattoli e principesse, entrando di negozio in negozio, lungo quell'unica vera via che era l'unico vero villaggio dell'isola, riempiendo la propria collezione di caramelle. Era una scena che mi sembrava talmente spensierata e spontanea da catapultarmi nel cuore dell'isola stessa, nella sua sola lontananza che in questa sera diventava anche temporale.
Ho girato come una pagina il calendario, e nuovamente ho visto mostriciattoli e streghette scendere lungo una strada. Solo che questa volta ero immobile, seduto ad una finestra, con il respiro spezzato ed un cerchio alla testa. E la strada non era che un rigagnolo che fluiva di un fiume possente. L'atmosfera stessa era più elettrica e lugubramente intensa, come si manifestano i giorni dei Morti sulle cime andine. Ma erano soprattutto i colpi in lontananza, i flussi che improvvisamente si invertivano e l'aria che velocemente si faceva più densa a colpirmi. Attraversandomi lo stomaco già contorto dall'altitudine. La gente cercava riparo nel locale, e la notte di Halloween diventava più nera, una come tante, in quei giorni, al colmo delle proteste. Un Paese bloccato, le strade bloccate, io pure obbligato a partire senza aver potuto davvero vedere.
E sono tornato alle foglie del bosco. Perso, un attimo, a furia di prendere a caso un sentiero. Questi giorni, che ormai avevo preso l'abitudine di conservarli per partire. Viaggio con la mente, ammirando immagine preziose che ho potuto raccogliere. Questi giorni, mi mancano.

 

 

 
 
 
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