Creato da estremalatitudine il 19/06/2008

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racconti di vita, di sesso

 

 

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corto 108

Post n°444 pubblicato il 19 Aprile 2015 da estremalatitudine

Mi capita tutte le volte, cioé non tutte, tutte quelle che andavano a finire bene, con soddisfazione, sì, insomma, bene, no?

La prima volta mi aveva portato un tizio, uno degli amici, quelli che per un po' frequenti, sembrano parte del giro, della tua vita e poi, pluff, spariscono, se ne vanno loro, o forse anche tu, anche io, non so, sì forse anche io li mollo, non so, fatto sta che non ricordo chi cazzo era, che poi cazzo ci sta proprio bene, che mi portò lì la prima volta, e anche la seconda, perché la prima, ricordo, fu proprio una esperienza del cazzo, uno schifo, troppo teso, preoccupato, impaurito.

Me lo aveva detto, giurato e spergiurato, ma io sono fatto così, a me piace il controllo, io voglio sempre sapere prima cosa succederà, prima, esattamente, ecco, forse esattamente no, ma più o meno, insomma niente sorprese e neanche lì ci sono sorprese, certo, ma di sicuro devi abituarti un po', perché, sì, insomma, abbassarsi la patta e infilare il cazzo in un buco, anche se sai che di là c'è una ragazza, o dovrebbe esserci, e se fosse un frocio? ecco non è che la prima volta me la sia goduta proprio. Ma forse neanche la seconda. Non ricordo.

So che la chiave è stata quando ho iniziato a rilassarmi pensando alla bella ragazza che delicata come una foglia stava prendendosi cura del mio bambino, lo stava accarezzando, lo stava baciando, delicatamente, con cura e grazia infinita, mi viene sempre in mente un ballo, un valzer lento, nel quale io e lei balliamo stretti, cullati dalla musica nel caldo di una stanza infinita, illuminata in pieno dal sole, caldo, caldo, caldo.

io e lei balliamo e io vengo come quando apri un tubetto di crema tenuto troppo a lungo in mano. Lo apri e la crema esce spontaneamente e non c'è modo o maniera di fermarla, almeno per un po' e se non ne vuoi tanta, bestemmi, che non sai che cazzo farne dell'altra, di quella che è uscita e non serve. Ecco io vengo così, immaginando quel ballo, quella musica, quel calore, lei mi abbraccia, mi sostiene, mi coccola ancora un po' e poi la musica finisce ed io torno a casa.

Un altro mi ha detto che a lui piace perché può immaginarsi le peggio porche che glielo ciucciano. A me solo l'idea di una vecchia maiala, con le labbra secche dall'età, che me lo prende mi viene da vomitare. Fossi sicuro non ci andrei più, lo giuro. Ma io, io sento la musica adesso, che dirvi, lei balla con me e io, ecco, adesso, io vengo.

 

 
 
 
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