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PENSIERI E PAROLE
 

W. Allen

NON E' CHE HO PAURA DI MORIRE.

E' CHE NON VORREI ESSERE LI'

QUANDO QUESTO SUCCEDE.

W. Allen

 

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CANZONE

Che giorno è

E' tutti i giorni

Amica mia

E' tutta la vita

Amore mio

Noi ci amiamo noi viviamo

noi viviamo noi ci amiamo

E non sappiamo cosa sia la vita

Cosa sia il giorno

E non sappiamo cosa sia l'amore

Jacques Prévert

 

I ragazzi che si amano si baciano

In piedi contro le porte della notte

I passanti che passano se li segnano a dito

Ma i ragazzi che si amano

Non ci sono per nessuno

E se qualcosa trema nella notte

Non sono loro ma la loro ombra

Per far rabbia ai passanti

Per far rabbia disprezzo invidia riso

I ragazzi che si amano non ci sono per nessuno

Sono altrove lontano più lontano della notte

Più in alto del giorno

Nella luce accecante del loro primo amore.

Jacques Prèvert

 

DALLA - CANZONE

 

N. de Chamfort

CHE COSA DIVENTA UN PRESUNTUOSO

PRIVO DELLA SUA PRESUNZIONE?

PROVATE A LEVAR LE ALI AD UNA FARFALLA:

NON RESTA CHE UN VERME.

N. de Chamfort

 

GLI APOSTOLI DIVENTANO RARI,

TUTTI SONO PADRETERNI

A. Karr

 

 

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SPERIAMO BENE....

Post n°378 pubblicato il 09 Novembre 2011 da enca4

“ Il Re è morto. Viva il Re!”

Questa breve frase accompagnava la dipartita, verso vita migliore, i monarchi che, certo, non lasciavano di loro un buon ricordo nelle menti e nei cuori dei loro sudditi.

Era come dire: “Se il popolo non ha potuto, ha potuto Dio.” Non sempre era così. Molte volte era una mano umana, armata di coltello o altro, a fare quello che nemmeno la giustizia divina era riuscita a compiere.

“ Berlusconi non c’è più. Evviva Berlusconi che ha dato segno di onestà e rispetto per il paese!” Non continuiamo ad essere ipocriti. Nessuno di coloro, me per primo, che ha auspicato la fine del Governo Berlusconi, pensa che lui abbia voluto fare qualche cosa di serio e giusto almeno una volta in tutti questi anni di legislatura.

Io non credo nel Berlusconi che, con la coda tra le gambe, abbandoni la scena politica definitivamente a favore di altri più seri e capaci di lui. Io non credo neanche che il suo egocentrismo, l’orgoglio che lo divora, la sua sfrenata ambizione lo  abbiano abbandonato di colpo.

Credo a una cosa, però. Credo al fatto che per essere giudicati migliori di lui, basta fare meno della decima parte di quanto lui aveva promesso. Basta e avanza. Il problema è un altro: chi?

Non vedo nessuno all’orizzonte che abbia le capacità politiche di iniziare, e portare a termine una intera legislatura. Vedo qualche tappabuchi, qualche persona pieno di buona volontà, ma niente più. E questo è negativo per un Paese come l’Italia che è stata la culla della politica e della democrazia. E’ vero, però, che negli ultimi anni si sono avvicinati al mondo politico personaggi che di politico nulla avevano. Un po’ avrà influito la cronica mancanza di lavoro, facendo scegliere a molte di queste persone, che altrimenti potevano essere dei valenti muratori, fabbri, od operai, un lavoro meno faticoso, sicuramente più remunerativo e che li preservava economicamente, per il futuro, da qualsiasi crisi. Beati loro.

Farà opposizione l’amico Berlusconi? O, con un colpo di coda ce lo ritroveremo di nuovo tra i piedi? Avete visto sicuramente quanta stima ha il mondo politico, e mi riferisco al G20 di Cannes, dell’uomo Berlusconi. Non ha trovato nessuno pronto a scambiare due parole con lui. Non è riuscito a farsi valere neanche da coloro che, fino a poco tempo fa, erano da lui considerati amici.

Questa è la naturale fine che un uomo, ma soprattutto una Nazione come la nostra, fa quando non rispetta gli impegni presi, quando mette al primo posto le sue problematiche, quando è giornalmente presente su tutti i giornali non per le sue capacità politiche, ma per fatti e personaggi che con la politica nulla hanno a che fare.

“Il Re è morto. Viva il Re!” E’ facile dire questa frase, sono solo sette brevi parole. Il difficile viene adesso. Per tutti noi, nessuno escluso. Ci dobbiamo rimboccare le maniche? Pronti a farlo. Lo abbiamo sempre fatto, per secoli. Ma, in cambio, cosa ci verrà dato? Ma, ancor di più, cosa avranno i nostri giovani? Lavoro, sicurezza, tranquillità, protezione da eventi infausti? Potranno, molti di loro, formarsi e mantenere una famiglia?

Ho paura, molta paura per il loro futuro. Ma ho altrettanta paura per il nostro futuro. Di noi che, raggiunta una certa età, speravamo di poter trascorrere una tranquilla vecchiaia. Speravamo che il mondo avesse, ormai, preso una strada che, anche se dura, avrebbe comunque garantito un minimo di certezze ad ognuno di noi.

Invece non è così. Invece non sarà così. Dovremo combattere fino all’ultimo istante della nostra vita. Dovremo combattere contro le avversità naturali, fisiche, morali, economiche, familiari, sociali. In più dovremo combattere contro un futuro pieno di dubbi ed incertezze. Le nostre idee che ci hanno guidati fino ad ora, che hanno formato il nostro carattere, la nostra personalità, non sono servite ad altro che a farci ridere per quello che siamo diventati.

Auguri, Italia.

                                                                                                         Enrico Cagnoni

 
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