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Pizzomunno con gerani rossi.

 

 
Pizzomunno

Lungo il tratto meridionale della costa viestana, ritroviamo una piccola spiaggia che deve il suo nome all’ imponente faraglione che dalle acque cristalline si erge sovrano a sorvegliare la città ed i suoi abitanti: la Spiaggia del Pizzomunno.

Qui sembra aver avuto luogo un’ interessante e fantastica vicenda che ha come protagonisti due giovani innamorati , entrambi originari di Vieste .

Pizzomunno , giovane ed attraente pescatore, e Cristalda , ragazza bellissima dai lunghissimi capelli color dell’ oro, si amavano teneramente e vivevano nella convinzione che nulla al mondo potesse intaccare un sentimento tanto forte e sincero.

Ogni sera, Cristalda scendeva in spiaggia per salutare il suo bel Pizzomunno prima che con la sua barca andasse incontro al mare aperto.

Ogni notte, in mare, Pizzomunno riceveva la visita delle sirene che cercavano di ammaliarlo con i loro canti soavi. Le regine del mare desideravano ardentemente che Pizzomunno diventasse il loro re ed amante.

Il giovane, però, non cedette mai alle avance delle sirene tentatrici , avendo già donato il suo cuore alla candida Cristalda.

I reiterati rifiuti del giovane, scatenarono la furia delle sirene .

Una sera, le sirene raggiunsero i due amanti sulla spiaggia ed aggredirono Cristalda con grande ferocia, inghiottendola nelle profondità del mare.

Pizzomunno
fu colto da un dolore devastante, talmente grande da pietrificarlo per sempre.

Il giorno seguente, i pescatori di Vieste trovarono Pizzomunno pietrificato sulla roccia che oggi porta il suo nome.

La leggenda vuole che, ogni cento anni, Cristalda riemerga dalle profondità del mare per incontrare Pizzomunno e rivivere con lui l’ emozione di una notte d’amore sulla spiaggia che li fece incontrare.

 

 

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Il più delle volte si pensa che la storia antropologica ebbe inizio sul promontorio del Gargano con l'apparizione dell'Arcangelo Michele più di sedici secoli or sono quando ancora il Cristianesimo conviveva con le allora attuali religioni pagane. Ma se analizziamo le carte romane si nota che gli insediamenti sedentari sono precedenti all'apparizione dell'Arcangelo e si trovavano sulla costa e ai piedi del sontuoso monte (Ergitium ,Sipontum ,Merinum ,Teanum , ,Apulum ,Urium).
Si trovano degli insediamenti umani persino precedenti a questi ultimi, ma bisogna risalire addiritturà all'età del bronzo, tanto è vero che lungo la provinciale che collega Foggia con San Marco in Lamis, a qualche chilometro da Borgo Celano, in zona"Chiancata La Civita-Valle di Vitturo"  è stato ritrovato la necropoli più antica della intera Europa. Altre testimonianze sono date dagli insediamenti rupestri e dalla innumerevole presenza di oggetti litici e di mura megalitiche che si sono scoperti nel corso degli anni sul Gargano.
 

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Per noi i guerrieri non sono quello che voi intendete. Il guerriero non è chi combatte, perché nessuno ha il diritto di prendersi la vita di un altro. Il guerriero per noi è chi sacrifica sé stesso per il bene degli altri. È suo compito occuparsi degli anziani, degli indifesi, di chi non può provvedere a sé stesso e soprattutto dei bambini, il futuro dell'umanità.

Toro seduto

 

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ITALIA L’Aquila: la fiaccolata a 10 anni dal terremoto, 2019 (Ansa) L’Aquila: la fiaccolata a 10 anni dal terremoto,

Post n°25822 pubblicato il 05 Aprile 2020 da forddisseche

ITALIA L’Aquila: la fiaccolata a 10 anni dal terremoto, 2019 (Ansa) L’Aquila: la fiaccolata a 10 anni dal terremoto, 2019 (Ansa) Foto 1 di 25 Coronavirus. 11 anni da sisma L'Aquila, cancellata fiaccolata. Stasera luci su balconi e finestre Alle 23.30 in Piazza Duomo verrà acceso, da un vigile del fuoco, un braciere posizionato nei pressi della Chiesa di S.Maria del Suffragio. Dopo l'accensione, le autorità entreranno in chiesa. Il prefetto renderà omaggio alle lapidi commemorative delle vittime del terremoto nella Cappella della Memoria Tweet 05 aprile 2020 Ancora sono impresse nella nostra mente le immagini delle fiaccolate che nel corso di questi 11 anni si sono susseguite a L'Aquila per ricordare le 309 vittime del tremendo sisma che colpì - nella notte tra il 5 e il 6 aprile - il capoluogo abruzzese e molti dei paesi vicini. Ma quest'anno - a causa a causa delle rigide misure restrittive legate all'emergenza del Coronavirus - la fiaccolata non si potrà tenere. E allora questa sera - per una commemorazione inedita e unica - l'invito a tenere accesa una luce accesa sui balconi o alle finestre. L'Anci rivolge l'invito a tutte le famiglie sull'intero territorio nazionale. Alle 23.30, ci sarà una cerimonia con tre autorità, che su mandato dei Comitati dei familiari delle vittime, rappresenteranno il sentimento della popolazione colpita dalla tragedia del 6 aprile 2009. Ci saranno lo Stato, rappresentato dal prefetto, Cinzia Torraco, il Comune dell'Aquila con il sindaco Pierluigi Biondi, e il primo cittadino di un paese del cratere sismico, Francesco Di Paolo di Barisciano. Il sindaco Biondi ha proclamato per domani la giornata di lutto cittadino e ha rivolto un appello a tutti gli italiani affinché esprimano "la partecipazione al lutto in ricordo delle vittime, anche illuminando, nella notte fra il 5 e il 6 aprile, i balconi o le finestre degli edifici". L'invito è stato raccolto dal presidente nazionale dell'Anci, Antonio Decaro, che lo ha girato a tutti i sindaci d'Italia. "Oggi come ieri - ha dichiarato il sindaco Biondi - viviamo un dramma terribile. La triste ricorrenza del terremoto, quest'anno, oltre che essere un doveroso omaggio ai lutti di 11 anni fa, va intesa come un momento di profonda partecipazione e vicinanza alle vittime di questi giorni, a causa dell'infausta epidemia del coronavirus, e alle loro famiglie". Alle 23.30 in Piazza Duomo verrà acceso, a cura di un vigile del fuoco, un braciere posizionato nei pressi della Chiesa di S.Maria del Suffragio. I momenti della breve cerimonia saranno ripresi e resi disponibili sulla pagina internet ufficiale del Comune dell'Aquila e sui relativi canali social dell'ente. Dopo l'accensione, le autorità entreranno in chiesa. Il prefetto renderà omaggio alle lapidi commemorative delle vittime del terremoto nella Cappella della Memoria, mentre il sindaco Biondi pronuncerà una breve allocuzione a ricordo delle vittime nella contingenza dell'epidemia. Sarà presente il cardinale Giuseppe Petrocchi, Arcivescovo dell'Aquila, che subito dopo celebrerà la funzione religiosa, rigorosamente a porte chiuse. Sospiri: "Ricordo abbraccerà Italia" "Quest'anno il ricordo del sisma aquilano abbraccerà l'intera Italia". A sottolinearlo è il presidente del Consiglio d'Abruzzo, Lorenzo Sospiri, a poche ore dall'undicesimo anniversario della tragedia del 6 aprile 2009. E aggiunge: "Non dimenticheremo mai quei giorni di sofferenza che oggi purtroppo coincidono con un virus che sta mietendo ancora tante, troppe vittime". Arcivescovo Petrocchi: "Virus non zittisce memoria vittime" "La commemorazione dell'anniversario del terremoto in questo periodo è avvolta da un velo di tristezza aggiunta. Tuttavia, l'allerta da coronavirus non riuscirà ad ammutolire la memoria del rovinoso sisma del 2009: la Città affiderà la sua voce ai 309 rintocchi di campana che, nella notte, ricorderanno le vittime del terremoto. Questi suoni, mesti e solenni, intendono abbracciare con la loro eco anche il dolore di tutte le famiglie che hanno perso i loro cari, spesso in circostanze strazianti, a causa del micidiale contagio". Così l'arcivescovo metropolita dell'Aquila, il cardinale Giuseppe Petrocchi, nel messaggio per l'undicesimo anniversario del terremoto dell'Aquila. Curcio: "Bene ricostruzione privata, indietro pubblica" Sul fronte della ricostruzione, Fabrizio Curcio, capo del Dipartimento CasaItalia sottolinea come quella privata stia dando dei buoni risultati. E spiega: "Abbiamo una differenziazione importante tra l'ufficio del comune dell'Aquila rispetto agli altri territori: sul capoluogo siamo a un 70% di ricostruzione fisica, e confidiamo che in 3-4 anni termineremo, anche se l'emergenza legata al coronavirus potrebbe influire anche su questi processi, mentre fuori siamo a un 50%, una differenza dovuta alla complessità di approvare piani di numerosi comuni con caratteristiche anche storiche molto diverse tra loro". ''Sulla ricostruzione pubblica invece - lamenta Curcio - siamo indietro, perché in effetti si scontano una serie di problematiche tipiche delle costruzioni e ricostruzioni del mondo pubblico, come le procedure di gara, i ricorsi, e qui abbiamo una situazione invertita: gli interventi con importi minori hanno procedure più semplici, mentre quando l'importo diventa rilevante il sistema soffre un po' di più". Ad oggi, ricorda Curcio, ''abbiamo risorse stanziate per 17,7 miliardi, assegnate per 16,4 e abbiamo ancora 1,3 miliardi che devono ancora essere assegnati, un piccolo serbatoio che in qualche modo ci consente di venire incontro alle esigenze di ricostruzione". - See more at: http://www.rainews.it/dl/rainews/media/LAquila-terremoto-3dfe7521-f978-42ca-a0d0-12835df9ffb2.html

 
 
 

Vieste - In corso l'esame delle richieste di buoni spesa

Post n°25821 pubblicato il 05 Aprile 2020 da forddisseche

Vieste - In corso l'esame delle richieste di buoni spesa 

 
Vieste - In corso l'esame delle richieste di buoni spesa
 
 

Nonostante sia domenica ed in più la domenica delle Palme, alcuni impiegati del Comune di Vieste stanno lavorando alacremente per esaminare le tante richieste di buoni spesa consegnate dai cittadini. Una prima analisi ha permesso di scartare i doppioni delle domande presentate dalla stessa persona; infatti alla nostra redazione sono giunte segnalazioni di cittadini che hanno prima inviato la domanda via mail e poi, timorosi che non venisse considerata, l’hanno consegnata anche in forma cartacea. Sono state scartate anche quelle richieste presentate in maniera incompleta o errata, o da parte di chi ha omesso di dichiarare il reddito percepito nel mese di marzo 2020, impedendo di fatto di poter attribuire l’importo del buono.

 

Terminato lo screening delle domande presentate, lavoro che dovrebbe ultimarsi orientativamente entro un paio di giorni, il Comune renderà nota la data a partire dalla quale i beneficiari potranno recarsi a fare la spesa presso l’esercizio commerciale da loro stessi indicato nell’istanza.

 

Il contributo che il Comune di Vieste sta distribuendo con questa modalità viene coperto dal finanziamento erogato dal Governo (per tramite della Protezione Civile Nazionale) di circa 128.000 Euro, ossia la quota spettante a Vieste dei 400 milioni di Euro stanziati complessivamente.

 

Nel corso dell’ultimo Consiglio Comunale, il sindaco Giuseppe Nobiletti ha informato la cittadinanza che tutte le domande accettate saranno poi sottoposte all’analisi della Guardia di Finanza per scovare quelle di soggetti che hanno beneficiato del contributo pur non avendone diritto, presentando di fatto una autocertificazione falsa.

 
 
 

I podisti, quelli veri non sono untori.

Post n°25820 pubblicato il 05 Aprile 2020 da forddisseche

I podisti, quelli veri non sono untori. 

 
I podisti, quelli veri non sono untori.
 

In tempo di pandemia, a seguito delle restrizioni imposte dai vari decreti si è assistito ad una crescita spregiudicata dei praticanti della corsa. Nella stragrande maggioranza dei casi persone che non hanno mai fatto sport che con una interpretazione egoistica delle norme emergenziali hanno pensato di essere in vacanza e non in quarantena, scambiando la pandemia con la pantomima della pratica sportiva. Questo aumento repentino ha scatenato la caccia agli untori, è scattato nella mente della maggioranza dei cittadini l’equazione podista: portatore di contaggio.

 

E’ doveroso precisarlo, per amore di cronaca e per rispetto di chi fa attività sportiva da un anno all’altro, i podisti veri rispettano le regole, come è giusto che sia hanno ridotto la loro attività, allenandosi “in prossimità della propria abitazione” come prevede la normativa vigente o dedicandosi ad allenamenti in casa, sfruttando la tecnologia e beneficiando di tutorial, video e lezioni a distanza.

 

Non va trascurato l’impegno concreto dei podisti in questa emergenza, partendo dai tanti podisti medici, infermieri, Oss, cassieri, farmacisti, commessi, militari impegnati in prima linea in questa emergenza. A loro si affiancano diverse iniziative solidali per dare un aiuto concreto in questa situazione, dalla cucitura delle mascherine messe a disposizione dei volontari della Protezione Civile (Silvio Masanotti della Vieste Runners), la consegna della spesa per i condomini (Pasquale Gambacorta, Foggia Running), collette alimentari (Gargano 2000 Onlus, Running Club Torremaggiore, Manfredonia Corre e Gruppo Podistico Monte Sant’Angelo), senza dimenticare le collette di singoli e società alla Protezione Civile.

 

E’ doveroso evidenziare l’impegno trainante della Manfredonia Corre nella raccolta fondi per l’ospedale di Manfredonia. Anche in questo caso si fa di necessità virtù: non si può correre, si corre virtualmente, e cosi domenica 5 aprile è in programma la Re Manfredi Run – Edizione del Cuore organizzata dall’ASD Manfredonia Corre, mentre il 25 aprile il Gruppo Podistico Monte Sant’Angelo organizza “la Corsa della Solidarietà” si tratta di due raccolte fondi a sostegno di chi è in prima linea in questa emergenza. 

 

Raffaele Luciano

 
 
 

Coronavirus, benedizione straordinaria nella Basilica di San Michele per invocare la liberazione dal contagio

Post n°25819 pubblicato il 05 Aprile 2020 da forddisseche

Coronavirus, benedizione straordinaria nella Basilica di San Michele per invocare la liberazione dal contagio 

 
Coronavirus, benedizione straordinaria nella Basilica di San Michele per invocare la liberazione dal contagio
 
"Così come nel 1656, anche oggi abbiamo varcato il cancello di ferro, attraversato il cortile di pietra, e disceso gli 86 gradini, venendo a cercati nel cuore della Montagna Sacra.
 
Accetta questa nostra preghiera, difendi con la tua spada la nostra città, il nostro Paese da questa pandemia.  Proteggi questo popolo oggi come allora.
 
Dagli la forza di rimanere unito davanti a questa terribile emergenza.  
 
Proteggi quelle donne e quegli uomini che hanno preso in braccio l’Italia cercando di traghettarla dall’altra parte del tunnell. Ti supplichiamo Arcangelo Michele di darci la forza di costruire una normalità in cui la sanità conta più delle armi, le garanzie dei lavoratori contano più del profitto, la famiglia, cioè le persone con cui abbiamo deciso di condividere la nostra vita, qualsiasi età esse abbiano, conti più di tutto.Che questa nostra preghiera possa essere un canto che sale dritto a Dio". Lo ha scritto sul suo profilo facebook, il sindaco di Monte Sant'Angelo, Pierpaolo D'Arienzo, al termine della Supplica a San Michele Arcangelo e della benedizione alla città e al mondo. L'emergenza sanitaria ci ha costretto a vivere il tempo di Quaresima lontani dai luoghi di culto. E così oggi pomeriggio, in via del tutto eccezionale, i Padri Micheliti hanno celebrato una speciale e straordinaria benedizione. E' stata estratta la spada di san Michele che al termine della Coroncina della Divina Misericordia e dell'Adorazione eucaristica, insieme al Santissimo Sacramento e al Reliquario della santa Croce, è stata portata nell'atrio della Basilica dove si è svolta una preghiera per invocare la protezione e la liberazione dal contagio del coronavirus.

 
 
 

Coronavirus/ Novità sui pagamenti delle pensioni: dal prossimo mese i carabinieri si occuperanno di prelevare la pensione

Post n°25818 pubblicato il 05 Aprile 2020 da forddisseche

Coronavirus/ Novità sui pagamenti delle pensioni: dal prossimo mese i carabinieri si occuperanno di prelevare la pensione in posta e di consegnarla a domicilio agli over 75 

 
Coronavirus/ Novità sui pagamenti delle pensioni:  dal prossimo mese i carabinieri si occuperanno di prelevare la pensione in posta e di consegnarla a domicilio agli over 75
 
 

Nuove misure per i pagamenti delle pensioni. Come è noto negli scorsi giorni con un calendario preciso e in ordine alfabetico, Inps e Poste hanno erogato agli sportelli gli assegni previdenziali per la mensilità di aprile.

 

Lo scenario si ripeterà nei prossimi mesi per gli assegni di maggio e giugno. Il meccanismo è piuttosto semplice: scaglionare i pensionati in più giorni verso la fine del mese per evitare assembramenti alle Poste e dunque abbattere il rischio contagio che sarebbe molto più pericoloso per quella fascia di età degli over 65.

 

Ma a quanto pare l’esperimento avviato a fine marzo ha avuto risultati positivi a metà Infatti in diversi comuni sono state segnalate code davanti agli uffici con pensionati in fila nonostante le norme del distanziamento sociale imposte dai decreti per l’emergenza Coronavirus. Così, dal prossimo mese, verrà messa sul campo l’Arma dei carabinieri.

 

I militari infatti consegneranno a casa l’importo della pensione agli over 75. Una scelta che vede il Comandante Nistri fortemente entusiasta di questa iniziativa. La capillarizzazione dell'Arma sul territorio nazionale - si legge sul sito infodifesa.it - può garantire questo servizio.

 

Nelle prossime ore l'ufficialità dell'operazione che sarà così sviluppata: "Il pensionato chiamerà il numero verde o la stazione CC e i Carabinieri, in un servizio appositamente comandato per le esigenze COVID19, procederanno a recapitare l'importo.

 

I titolari di pensione dovranno firmare solo una delega che sarà dunque consegnata a Poste Italiane dai Carabinieri operanti”. Insomma con questa mossa molto probabilmente il rischio di code lunghe davanti gli uffici postali dovrebbe essere scongiurato.

 
 
 

Coronavirus e vacanze annullate: voucher o rimborso? Ecco cosa dice la legge

Post n°25817 pubblicato il 05 Aprile 2020 da forddisseche

Coronavirus e vacanze annullate: voucher o rimborso? Ecco cosa dice la legge 

 
Coronavirus e vacanze annullate: voucher o rimborso? Ecco cosa dice la legge
 
 

Le norme italiane sull’emergenza limitano i diritti dei consumatori rispetto a Codice del turismo e direttive europee. Sono legittime? Cosa rischiano le imprese?

 

Pacchetti turistici, alberghi prenotati, viaggi, biglietti di aerei e treni: tutto annullato per l’emergenza coronavirus. Cosa succede alle somme già anticipate dai consumatori? In questi giorni c’è un pressing dei clienti, che pretendono la restituzione integrale dei soldi, e gli operatori, che invece propongono voucher sostitutivi. La normativa nazionale varata con l’emergenza dà ragione a questi ultimi, ma quella europea no.

 

Teoria giuridica contro realtà critica
Il problema è che, a stretto rigore giuridico, le nuove norme nazionali non sono in linea con quelle europee e i più agguerriti potrebbero pensare di far valere questo davanti a un giudice. Ma, dal punto di vista pratico, si rischia di vincere una causa quando ormai la controparte non è più in grado di pagare: gli operatori sono stati messi in ginocchio dall’emergenza.

 

Non solo: proprio la dimensione planetaria dell’emergenza e la gravità della crisi economica e finanziaria che essa sta provocando potrebbero nei prossimi mesi indurre la Ue a depotenziare le sue norme di protezione dei consumatori, almeno temporaneamente. Però al momento le norme europee restano e la Commissione Ue ha confermato che valgono nonostante l’emergenza.

 

La teoria: i pacchetti turistici
L’articolo 28, comma 5 del decreto legge n. 9 del 2 marzo 2020 ha previsto che, in caso di recesso da parte del consumatore, l’organizzatore possa offrire un pacchetto alternativo, restituire il prezzo o emettere un voucher a favore del consumatore, in caso di annullamento di vacanze già prenotate. I voucher sono di importo pari al dovuto, da utilizzare entro un anno dall’emissione.

 

 La scelta sembra rimessa all’organizzatore del viaggio e proprio qui sta il problema. Non solo perché il consumatore - per esigenze o scelte personali - potrebbe non essere in grado di fruire del voucher entro l’anno, ma anche perché il Dl 9/2020 contrasta con il Codice del turismo, che ha introdotto in Italia le protezioni previste dalla Ue. E, secondo queste ultime norme, se l’impossibilità non è dipesa da scelta del consumatore, questi potrebbe pretendere il rimborso di quanto già pagato.

 

Il Dlgs 79/2011 (Codice del turismo), che ha recepito la direttiva 2008/122/CE e viene richiamato dallo stesso Dl 9/2020, richiama nell’articolo 41, richiama proprio i casi di impossibilità a effettuare il viaggio causati da emergenze sanitarie. Stabilendo che il consumatore ha diritto al rimborso senza penalità.

 

Inoltre la direttiva comunitaria n. 314/90/CEE, al ventiduesimo considerando, aveva già precisato che gli Stati membri devono avere la facoltà di adottare disposizioni più severe in materia di viaggi «tutto compreso», ma al fine di tutelare il consumatore. Più di recente l’articolo 12 della direttiva CE 2015/2302 ribadisce che l’organizzatore deve garantire al consumatore il rimborso integrale di quanto già pagato.

 

Dal punto di vista tecnico, poi, l’articolo 28 del Dl 9/2020 prevede l’ipotesi in cui sia il viaggiatore a chiedere l’annullamento del viaggio, dandogli la possibilità di ottenere il rimborso. Diverso è il caso in cui il viaggio sia annullato dalla stessa agenzia di viaggi a causa dell’emergenza sanitaria. In questa ipotesi, chi ha già anticipato le somme è tenuto a restituirle al cliente, non potendo trattenerle indebitamente. Si tratta di risoluzione per cause di forza maggiore e la scelta in questi casi non è rimessa all’organizzatore del viaggio.

 

La teoria: biglietti di viaggio e hotel
Cosa succede, invece, se è stato acquistato un biglietto aereo o del treno o per una nave o un soggiorno e non si può più partire a causa dell’emergenza sanitaria in corso? L’articolo 1463 del Codice civile prevede il rimborso del biglietto trattandosi di una impossibilità sopravvenuta che non dipende da colpa del consumatore.

 

Ma anche questa volta l’articolo 88 del decreto legge n. 18 del 17 marzo scorso (il cosiddetto Cura Italia) prevede che il venditore possa emettere un voucher di rimborso entro 30 giorni dalla presentazione della richiesta del consumatore, da utilizzare entro un anno dall’emissione.

 

Va però detto che la maggior parte delle compagnie aeree e ferroviarie che operano in Italia è rimasta allineata alle norme europee, prevedendo per il viaggiatore anche l’opzione-rimborso.

 

La posizione Ue
La Commissione europea, con la comunicazione dello scorso 18 marzo (quindi in piena emergenza coronavirus), ha precisato che i Regolamenti Ue oggi in vigore lasciano al passeggero la scelta se chiedere il rimborso del prezzo o il voucher sostitutivo.

 

Il rischio contenzioso
La vera domanda è allora se una legislazione di emergenza possa derogare a una direttiva comunitaria, che aveva già previsto eventualità simili, prevedendo soluzioni più sfavorevoli per il consumatore. Pur essendo, per giunta, una normativa introdotta con lo scopo primario di proteggere proprio chi ha dovuto rinunciare a un viaggio o a una vacanza a causa della pandemia.

 

Sull’onda di questo, molti consumatori e i loro legali potrebbero fare causa a tour operator, vettori e albergatori (soprattutto per i pacchetti turistici, più onerosi e impegnativi per i clienti), facendo leva proprio sulla difformità dei nuovi decreti legge italiani di emergenza rispetto alle norme ordinarie Ue.

 

Il giudice italiano potrebbe accogliere le richieste dei consumatori, disapplicare la normativa italiana o rimettere addirittura la questione alla Corte di giustizia Ue, per far accertare la difformità della norma italiana. Gli operatori potrebbero eccepire che proprio il carattere emergenziale di queste norme italiane le rende un’eccezione compatibile con il diritto comunitario, ma la Commissione europea al momento dà ai giudici una base per bocciare questa tesi.

 

La pratica e il futuro
In ogni caso, qualunque sentenza rischia di infrangersi contro la realtà dell’economia: tanti operatori rischiano di fallire. Quindi appare preferibile raggiungere un accordo che provochi a entrambe le parti il minor danno possibile.

 

Se ne rendono conto anche alcune associazioni dei consumatori che, sulle vicende legate al coronavirus, hanno scelto un atteggiamento molto più prudente di quello solitamente aggressivo che adottano.

 

Anche dall’altra parte della «barricata» hanno adottato un atteggiamento analogo: il direttore generale di Federalberghi, Alessandro Nucara, ha dichiarato al Sole 24 Ore che «in queste ore deve prevalere il buonsenso».

 

Se così non sarà, nelle cause ognuno andrà avanti per la sua strada: gli operatori invocheranno l’applicazione delle norme italiane di emergenza e i consumatori argomenteranno che esse sono illegittime. Salvo che nel frattempo sia la stessa Ue (con una decisione della Corte, una nuova direttiva o qualche altro atto) a riconoscere che stavolta le regole da applicare sono diverse, data l’emergenza.

 

E la capacità effettiva degli operatori di rimborsare realmente i clienti dopo le cause dipenderà non solo da durata e gravità della crisi, ma anche dall’entità degli aiuti che riceveranno le imprese del settore dagli Stati.

 

 

 

Maurizio Caprino e Marisa Marraffino

 

Sole 24ore

 
 
 

5 Aprile/ VIVERE

Post n°25816 pubblicato il 05 Aprile 2020 da forddisseche

5 Aprile/ VIVERE 

 
5 Aprile/ VIVERE
 
 

Affrettati a vivere bene e pensa che ogni giorno è in se stesso una vita.

 

LUCIO ANNEO SENECA

 

 

 

Non amare né odiare la vita; ma quella che vivi, vivila bene.

 

JOHN MILTON

 

 

 

Vivi come desidererai di aver vissuto quando sarai sul letto di morte.

 

CHRISTIAN GELLERT

 

S'intitola semplicemente Life, «vita», ed è uno dei tanti tascabili venduti nelle edicole degli aeroporti internazionali. Non ricordo più dove l'abbia acquistato: lo riprendo tra le mani per cercarvi uno spunto nella giornata di vita e di luce, la Pasqua di Cristo, che di so­lito cade cronologicamente in questo periodo dell'anno. Il libretto è costruito tutto su citazioni. Ne ho inanellate tre.

 

La prima è del filosofo latino pagano Seneca (ca 4 a.C. - 65 d.C.), caro anche alle prime generazioni cristiane. Bellissima è la sua intui­zione del fatto che «ogni giorno è in se stesso una vita». Non è lecito sciupare neppure un frammento dell'esistenza perché in esso si an­nida sempre un senso da scoprire, un seme da far fiorire, una scintil­la di luce da far brillare.

 

Seneca e il famoso poeta inglese del Seicento John Milton, autore della seconda frase, tratta dal suo capolavoro II Paradiso perduto, ci ricordano poi che non basta vivere, bisogna «vivere bene». Il dono del tempo per l'uomo non è neutro ma è segnato dalla moralità: sta a noi quale sigillo imprimervi, se quello dell'amore o dell'odio, del bene o del male, del vero o del falso, del giusto o del perverso.

 

Ed eccoci all'estuario della vita, la morte. A quel momento ci ri­manda la terza citazione dello scrittore tedesco del Settecento, Chri­stian Gellert, autore anche di inni sacri. In quell'istante supremo certa­mente vorremmo mutare tante nostre scelte del passato: e allora perché non cambiare ora, in corso d'opera, per evitare poi rimpianti?

 

Gianfranco Ravasi

 
 
 

05 Apr - 09:10:37 Vieste – EMERGENZA CORONAVIRUS, NOBILETTI: “STIAMO FACENDO TUTTO DA SOLI, SENZA IL MINIMO AIUTO DELL’ASL FG E

Post n°25815 pubblicato il 05 Aprile 2020 da forddisseche

 
05 Apr - 09:10:37
 Vieste – EMERGENZA CORONAVIRUS, NOBILETTI: “STIAMO FACENDO TUTTO DA SOLI, SENZA IL MINIMO AIUTO DELL’ASL FG E DELLA REGIONE PUGLIA” [Video] 
Nel corso del Consiglio comunale di ieri (svoltosi per la prima volta in videoconferenza) il sindaco Giuseppe Nobiletti dopo aver ringraziato i medici di base, i volontari della Protezione civile e delle varie associazioni per quanto stanno facendo a favore soprattutto dei più bisognosi, ha sferrato un duro attacco all’ASL Foggia e alla Regione Puglia. “Stiamo facendo tutto da soli, siamo riusciti a mettere in…

 
 
 

APPELLO DEI MEDICI DI FAMIGLIA E DEI PEDIATRI DEL GARGANO NORD: “RESTATE A CASA”

Post n°25814 pubblicato il 05 Aprile 2020 da forddisseche

APPELLO DEI MEDICI DI FAMIGLIA E DEI PEDIATRI DEL GARGANO NORD: “RESTATE A CASA” 

 
APPELLO DEI MEDICI DI FAMIGLIA E DEI PEDIATRI DEL GARGANO NORD: “RESTATE A CASA”
 
 

Noi medici di medicina generale e pediatri di libera scelta del distretto n. 53 dei Comuni di Vieste, Peschici, Rodi Garganico, Ischitella, Vico del Gargano, Carpino, Cagnano Varano, Isole Tremiti facciamo un appello accorato alle nostre popolazioni in qualità di tutori della salute dei nostri concittadini.

 

Invitiamo tutti a restare a casa. In Puglia, ed in particolare nel nostro territorio, il numero di contagi non è così drammatico come al Nord, ma non per questo possiamo abbassare la guardia proprio adesso che si comincia a vedere uno spiraglio.

 

Non sprechiamo i sacrifici che abbiamo fatto fino ad oggi. In questi giorni avvertiamo un certo rilassamento nei comportamenti delle nostre popolazioni, complici l’ora legale, il clima mite, l’idea che una mascherina “fai da te” possa proteggere dal contagio e le strade e le piazze dei nostri Comuni si stanno ripopolando.

 

Vogliamo ribadire che non esistono prevenzioni per questo coronavirus, nemico invisibile e pericolosissimo per tutti, se non l’isolamento e il distanziamento sociale insieme all’igiene delle mani.  Bisogna restare a casa. I nostri comportamenti decidono della vita e della morte degli altri e nessuno potrà salvarsi da solo. Ora è il momento di resistere e di non mollare. I nostri sacrifici saranno ricompensati dalla possibilità di tornare al più presto alle nostre vite e ai nostri affetti più cari.

 

I Mmg e i Pls del Distretto n.53

 
 
 

Coronavirus, altri 7 guariti e dismessi dall'ospedale Casa Sollievo

Post n°25813 pubblicato il 05 Aprile 2020 da forddisseche

Coronavirus, altri 7 guariti e dismessi dall'ospedale Casa Sollievo 

 
Coronavirus, altri 7 guariti e dismessi dall'ospedale Casa Sollievo
 
 

Sette pazienti guariti dimessi al proprio domicilio dall’area COVID-19

 

Migliorate anche le condizioni dei degenti in terapia intensiva

 

Sono stati sette i pazienti negativi al doppio tampone, e pertanto definiti “guariti”, che negli ultimi 2 giorni sono stati dimessi al proprio domicilio dall’area COVID-19 della Casa Sollievo della Sofferenza.

 

L’evoluzione del decorso clinico ha permesso di raccogliere finalmente i risultati da tutti attesi. Il cauto ottimismo dell’ultima settimana ha confermato, così, i concreti effetti dei protocolli di cura gratificando quanti, dal personale sanitario a quello socio-sanitario e di supporto, quotidianamente si dedicano all’assistenza ed alla cura dei pazienti.

 

«Oltre ai sette dimessi a domicilio - ha dichiarato Giovanni Battista Bochicchio, direttore sanitario dell’Istituto - seguiranno altre dimissioni nella prossima settimana di pazienti già in buone condizioni, ai quali bisogna praticare il doppio tampone che dovrà, com’è noto, risultar essere negativo. Abbiamo avuto, inoltre, due pazienti dimessi dalla rianimazione e trasferiti in degenza ordinaria, oltre ad altri tre degenti ancora in rianimazione ma che sono già stati “stubati” ed in rapido miglioramento. Un paziente più grave, infine, è in ECMO (Extra Corporeal Membrane Oxygenation) al momento con buoni risultati».

 

Positività e speranza, quindi, nella parole del direttore sanitario che, ha tenuto a precisare il suo invito costante a tutto il personale dell’Istituto ad esser attenti, vigili e rispettosi delle procedure e dei percorsi definiti a loro tutela e dei pazienti.

 

«Toni bassi e giudizioso entusiasmo - riferisce invece il direttore generale, Michele Giuliani - non possono non esser che il giusto approccio, in questa delicata fase, di lotta al contagio ed alla sua diffusione. Nello stesso tempo, però, mi è d’obbligo ricordare il lavoro e la professionalità degli operatori della Casa ai quali è rivolto il mio grazie e quello di tutta l’Opera di San Pio».

 

Pur nascosti da mascherine, occhiali e visiere, oggi, dietro ai sorrisi di soddisfazione dei sanitari per la guarigione dei 7 pazienti, c’è un mondo di pensieri, di preoccupazioni, di solidarietà che prendono vita in quei luoghi dagli accessi blindati della parte centrale e storica dell’Ospedale di San Pio individuata come “Area COVID-19”.

 

«Un mondo forse sconosciuto a chi è fuori - è il commento di alcuni giovani infermieri dell’area - oggi più che mai sentiamo viva la nostra professione, la nostra missione».

 

Il non aver mai visto né affrontato, al pari di tanti altri colleghi più anziani, una situazione così drammatica, fa vivere tutti gli operatori con la paura ma questo non limita o frena il loro impegno verso i pazienti, bisognosi non solo di cure, ma di sostegno, di parole di conforto e di rassicurazioni. Il personale sanitario e socio-sanitario rappresenta l’unico contatto con il mondo per chi, isolato dagli affetti familiari, si trova a combattere contro un nemico invisibile e spietato.

 

«Diventiamo un po’ la famiglia dei nostri pazienti - concludono - la loro finestra sul mondo. Cerchiamo di toglier la paura dai loro occhi, ci parliamo, li ascoltiamo, li coccoliamo. I nostri telefoni diventano il contatto con i loro cari. Ottenere un loro sorriso ci provoca un sorriso. E questo fa bene a tutti».