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I segni dell'appartenenza

Post n°116 pubblicato il 05 Aprile 2007 da Kaos_101
 

immagine

Al di là dell’ovvia considerazione che l’appartenenza è uno stato mentale e non una certificazione, sarebbe ipocrita immaginare che da questa condizione psicologica non discendano anche dei simboli tangibili.

Proviamo ad esaminare i più noti.

immagine Il collare: è forse il simbolo più “ovvio” ma anche quello più presente nell’immaginario BDSM.
Ce ne sono di tutti i tipi: da quelli da cani fino a veri e proprio gioielli. C’è chi li indossa sempre e comunque e chi solo in situazioni particolari. Personalmente mi piace sempre molto donare il collare, trovo che sia un gesto importante, un punto di snodo nel rapporto, il modo di farle sapere che la considero a pieno titolo la mia schiava.



Anello di O: è un anello a fascia che su cui è montato un secondo e più piccolo anello mobile.immagine

Rientra nel novero delle forme di appartenenza che sono entrate nell’immaginario di tutti dopo la pubblicazione di Histoire d’O.
Va appena accennato come l’indossare quell’anello, mettesse O e, in teoria, a qualunque altra donna, di dover obbedire e offrirsi a chiunque riconoscendolo, considerasse chi lo indossa, una schiava e, come tale, predabile.

BDSM Triskele:
Mutuato dalla mitologia celtica questo simbolo è stato il tentativo di dare riconoscibilità a chi pratica il BDSM. Lo si può trovare come anello, inserito in una qualsiasi altra forma.

immagineGli “anelli”: anche in questo caso il riferimento primario è costituito da Histoire d’O.
In definitiva si tratta di indossare in modo continuativo e in una posizione estremamente intima, il segno dell’appartenenza a chi ha imposto tali anelli. A O tali anelli vengono applicati alla piccole labbra, ma sono diffusi anche piercing ai capezzoli all’ombelico e al clitoride.

Tatoo: è un modo molto antico di “marchiare” il proprio corpo in modo indelebile per immagineattestare una certezza assoluta. E’ evidente che anche in ambito BDSM esista un frequente ricorso al tatuaggio per sancire un’appartenenza.

Si va da un microscopico segno, ad “amo il mio Master”, fino alla realizzazione di un bar code che certifica in modo univoco e a livello mondiale la tua appartenenza ad un determinato Padrone.

Si tratta dello Slave register su cui tornerò in seguito

Scaring o scarnificazione: è una pratica che sta diventando sempre più di moda, che consiste nello scarnificare una porzione della cute affinché le incisione e le ablazioni di derma prodotte dal bisturi, vadano a produrre un disegno attraverso le cicatrici.immagine

Branding: marchiatura a fuoco, È probabilmente il più estremo segno di appartenenza e anche questo, guarda caso, trova una sua legittimazione in Histoire d’Oeffettuata con un ferro rovente applicato sulla pelle della schiava.immagine

Sebbene non nasconda mia fascinazione che tali simboli suscitano in me, non sono particolarmente attratto dalle forme più radicali di tale esternazioni, anche se, devo ammettere che non avrei mai immaginato di ricevere dei gesti di appartenenza che sicuramente mi hanno turbato e emozionato.
Di norma il segno di appartenenza che più gradisco è un collare in argento appositamente commissionato, unico come voglio sia unica la schiava che lo indosserà.
Comunque, al di là delle mie preferenze, dato che è il Padrone propone, ma è poi la schiava che dispone, nella mia onorata carriera di Orko custode, ho avuto chi mi ha chiesto di portare i miei anelli e chi si è fatta tatuare sulla nuca, se non proprio il mio nome, una parola che lo ricorda molto da vicino.
Se, per quanto riguarda il tatoo, non ho avuto praticamente voce in capitolo (mi sono ritrovato la fanciulla già bella e stampigliata, quando mi è stato chiesto il permesso di portare i miei anelli, la mia prima risposta è stata un NO, secco e, credevo, irrevocabile.
Sono troppo understatement per non provare un senso di disagio davanti a un gesto così eclatante; d’altro canto, il valore simbolico di una simile offerta mi obbligava, una volta accettata, ad assumermi in pieno la responsabilità della sua gestione della donna che mi offriva dono così speciale.
Ho finito per acconsentire, ma l'ho fatto solo dopo circa sei mesi dalla richiesta, sei mesi che mi sono serviti per valutare quanto fosse importante per me quella persona.
Valutazione che si è poi rivelata corretta visto che ho avuto il piacere di avere quella donna accanto a me per quattro anni…
Mi piacerebbe sapere i vostri simboli di appartenenza se ne avete…

 

 
 
 
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