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Alzare la spada per spezzare una volta per tutte le catene che ci stanno chiudendo e poi, quando ci troveremo in battaglia dovremmo gridare forte “Europa!”, perché solo Lei ci da la forza di continuare a sognare un nuovo domani.
 

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Su Catania, Forza Nuova e la repressione strisciante

Post n°41 pubblicato il 15 Febbraio 2007 da fraxpd
 

I pesantissimi scontri avvenuti all’esterno dello stadio di Catania sfociati nella morte di un agente di polizia sono stati il trampolino di lancio della futura strategia preventivo-repressiva dell’esecutivo Prodi e di chi gli succederà in futuro. Gli incidenti allo stadio di calcio, come gli odi campanilistici, le rivalità incattivite sono parte integrante della Storia d’Italia. Panem et circensem secondo una determinata scuola di pensiero che voleva sigillare le istanze e rivendicazioni di piazza all’interno di luoghi circoscritti per inficiarne la pericolosità rivoluzionaria e l’efficacia sovversiva. Ma non solo: la frammentazione geografica nazionale, la storia comunale, la marcata divisione storica che ha allo stesso tempo arricchito il Paese, ha prodotto una sedimentata tradizione di accese rivalità che trovano nell’identificazione territoriale (dalla contrada, al borgo, alla cittadella fortificata) un patrimonio genetico per cui il confronto/scontro è sempre stato avvallato , se non aizzato.
In queste ore gli organi d’informazione – incapaci di analizzare freddamente il fenomeno – si stanno sprecando in trattati di bassa psicologia, in dissertazioni sociologiche fuori luogo, in isterici campagne di demonizzazione nei confronti degli avversari politici. E qui casca l’asino. Come sempre accade è stato creato a tavolino il “mostro” da dare in pasto all’opinione pubblica. Dove andare a trovare il fortunato? Risposta scontata: Forza Nuova. E qui iniziano le equazioni che la massaia di Voghera assorbirà a dovere. Nei bar dello sport dove la discussione su Moggiopoli si alterna ai massimi sistemi della politica, già si possono vedere i pensionati italici - calice alla mano- ribadire la pericolosità sociale del giovane stadiofilo corrotto dal complotto forzanovista, il tutto mentre fanno fatica a tirare avanti la baracca famigliare con 500euro mensili…
Mentre tutta Italia, dagli esperti del Viminale (di cosa poi? – visto – che 1500 agenti di polizia armati di tutto punto non hanno contenuto gli eccessi di un centinaio di minorenni) fino all’ultimo dei bifolchi della Valpadagna, commentano e “trinciano giudizio”(come ricorderebbe Bobbio) sulle soluzioni da apportare per terminare il calcio e le sue propaggini campanilistiche, la polizia procede a violare i domicili, ad arrestare a caso, ad imputare, a rovinare la vita a presumibili innocenti. Il doppiopesismo è talmente palese da farci capire che l’Italia – come tutto il mondo occidentale – sta diventando un paese dove i diritti civili tanto sbandierati dai liberali stanno via via sparendo. Diventeremo un paese a sovranità limitata che garantisce a poche corporazioni di avere il monopolio del malcostume e della forza. Un sequestratore assassino o un mercante di droghe sarà in base ai futuri decreti emergenziali meno sanzionabile di un ragazzino che lancia un mandarino addosso ad un blindato. Incredibilmente l’Italiano medio – forte della sua ottusa credulonità – non s’interessa dello stato miserrimo in cui conduce la propria esistenza, ma plaude sanguinariamente all’impiccagione d massa dei curvaioli (che sono poi i suoi cari figliuoli).
Non si può quindi accettare la logica del laissez faire, visto che –poi- qui s’inizia a mettere in gioco perfino il più elementare dei Diritti che ci siamo conquistati sul campo: l’esistenza, la resistenza. Far finta di niente, o peggio, unirsi all’isterico j’accuse del politicamente corretto, che vorrebbe un’Italia di sceriffi, burocrati, grande fratello, significa abdicare naturalmente a tutto quel bagaglio di valori e battaglie che negli anni abbiamo portato avanti. La repressione preventiva –risolta la pratica babyultras- divamperà contro ogni fermento sociale, contro ogni spirito dissenziente, contro ogni ostacolo (anche in fieri) per l’omologazione e la massificazione.
Qui riporto le prossime aberrazioni relative ai futuri scenari dell’ordine pubblico:

Art. 7 Aggravante ad effetto speciale per i delitti di violenza e resistenza a pubblico ufficiale:
1. All’articolo 339 del codice penale le parole "della reclusione da tre a quindici anni" sono sostituite con le parole "da cinque a quindici anni".
2. All’articolo 339 del codice penale, dopo il secondo comma, inserito il seguente: "Le disposizioni di cui al comma precedente si applicano anche, salvo che il fatto costituisca più grave reato, nel caso in cui la violenza o la minaccia sia commessa mediante il lancio o l’utilizzo di corpi contundenti o altri oggetti atti ad offendere, compresi gli artifici pirotecnici, in modo da creare pericolo alle persone."
L’interpretazione della norma è elementare: basterà opporsi ad esempio – durante una manifestazione di piazza – ad una prescrizione arbitraria di qualche poliziotto politico (di quelli violantiani per intenderci) per andare a trascorrere un lustro e più nelle iper-affollate e degradate galere italiche. Il tutto chiaramente , senza necessariamente compiere atti di violenza. E con i chiari di luna a cui ci hanno abituati i questori e i prefetti con prescrizioni dell’ultima ora e dinieghi provocatori le situazioni di improvvisazione organizzativa dettate dalle campagne di disinformazione mirate alla creazione artificiale dello spauracchio neofascista-xenofobo-razzista-antidemocratico potrebbero diventare il nostro pane quotidiano. Che risposta dare quindi?Come reagire ad una parabola discendente che sta portando la nostra società ad una progressiva tirannocrazia? Forza Nuova possiede un’unica e sola ricetta: è l’attivismo, è il coraggio, è la fierezza di non cedere il passo, di non chiudersi nelle torri alburnee della pusillanimità, ma ribadire con fierezza, onestà e lealtà uno slogan che è unico e solo manifesto politico, professione di un’identità antropologica che legge con ironia e sarcasmo i tetri segni dei tempi che vengono: “Il Nostro Onore si chiama Fedeltà!Boia chi Molla!”

Dr. Caratossidis Paolo – Coordinatore Nazionale di Forza Nuova

 
 
 
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