MEMORIE DI UNA GEISHAIl cuore muore di morte lenta. Perdendo ogni speranza come foglie. Finché un giorno non ce ne sono più. Nessuna speranza. Non rimane nulla. Area personale- Login
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IL VENTO TRA LE FOGLIE
Post n°758 pubblicato il 02 Maggio 2013 da gameplayer
Il silenzio è forse la prova più tangibile che è accaduto. Mai come ora, adesso , mi sono accorta quanto il quotidiano chiacchiericcio della tv oltre la parete ci desse presenza viva oltre il muro. Oggi, oggi che il silenzio è innaturale, strano. Odo il vento nel giardino e nessun rumore di sedia spostata , spentolamenti vari …E’ una dimensione nuova, triste, alla quale dovremmo abituarci. Eppure ieri mattina parlavamo, io convinta che fosse il solito male di stagione anche se preoccupata per quel torpore intenso….eppoi il consiglio del medico e la corsa al Pronto Soccorso e da lì momenti convulsi che si susseguono … Decisioni da prendere, chiedendomi io stessa cosa avrei deciso nella stessa situazione, se l’egoismo di un affetto così immenso avrebbe vinto sulla volontà dell’altro e quei i minuti che rimbombavano senza tregua, veloci come assassini. Tempo boia, troppo incalzante che si è fermato quando ci hanno chiamato; ed era lì piccola e fragile tra quei macchinari, comatosa ormai, dopo un attimo di distanza rispettosa mi sono naturalmente avvicinata e ho cominciato ad accarezzarle la testa , i capelli contando quegli esili respiri , con la consapevolezza di chi sa (Troppo chiare per me erano state le parole dell’anestesista , io che con le parole e le loro sfumature ci lavoro …Mentre leggevo negli altri volti una piccola luce di speranza ) e la mia ostinata incredulità e fede di chi non si arrende e aspetta un miracolo, che riporti in un attimo tutto alla normalità e qualcuno dica, “ok anche stavolta ce l’abbiamo fatta” : Le mie due anime , da sempre in conflitto , la scienza e la speranza inattuabile, una guerra che in me ormai è perenne. Ma contro ogni fede ecco che l’ho sentita e vista esalare quell’ultimo esile respiro e abbandonarsi alle braccia della Trista Signora , giunta a richiedere il suo tributo. Ma oggi splende il sole, dopo la pioggia e il rumore del vento giunge forte, non più coperto dalle chiacchiere di quella tv oltre il muro , oggi che ci sentiamo più soli,oggi che vedo quella disperazione muta di chi non si capacita, oggi che il mio mal di testa mi aggredisce con forza senza tregua. Oggi, e domani in cui dovrò essere forte per tutti, con le braccia pronte a sostenere, in cui le uniche lacrime che mi sono concesse sono quelle nascoste nella notte e quelle che piango mentre scrivo questo post. Oggi , in cui due donne di generazioni diverse, separate da un muro non condividono più la stessa solitudine; oggi, in cui non mi potrò più lamentare del fatto che mia suocera ha viziato il coniuge; oggi che sarà già dal mio papà a raccontargli della rosa papameia che lui le aveva piantato qualche tempo prima che morisse investito e che cresce rigogliosa ; oggi in cui due genitori che non ci sono più veglieranno sui loro figli da lassù. Ciao piccola grande donna di ferro, ciao generalessa .
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