MEMORIE DI UNA GEISHA

Il cuore muore di morte lenta. Perdendo ogni speranza come foglie. Finché un giorno non ce ne sono più. Nessuna speranza. Non rimane nulla.

 

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un percorso nell'anima

 

 
« LA NOTTE DELLA LUNA ROSAMANU E I SUOI DEMONI »

IL CASTELLO DEI GHIACCI

Post n°762 pubblicato il 15 Agosto 2013 da gameplayer
 

In uno sperduto angolo di Antartico, nella parte più profonda e inaccessibile, si ergeva maestosa  la Fortezza dei Ghiacci, luogo in cui regnava incontrastata la Signora dei ghiacci. Era un palazzo che incuteva timore solo a guardarlo, il silenzio che lo circondava schiacciava ferocemente  i malcapitati sperduti visitatori che timorosi osavano accostarsi. Le stanze cristalline e vuote  trasmettevano un senso profondo  di desolazione…Eppure, aveva in sé uno strano fascino  che non mancava di colpire chi lo visitava e che lasciava una strana impressione nell’anima.

La padrona del maniero, la signora dei Ghiacci accoglieva tutti con un sorriso e con estrema gentilezza, li portava in giro per la fortezza spiegando con dovizia di particolari la vita nell’Antartide e la fauna peculiare che la caratterizzava. Il momento del pranzo era sempre ricco e gustoso e i cibi erano l’unica macchia di colore che rompevano l’uniformità del bianco accecante e della trasparenza dell’ambiente, solo gli occhi e i capelli della Signora si differenziavano essendo verdi gli occhi e biondi i capelli.

Alcuni giungevano alla Fortezza credendo che la Signora fosse un oracolo, altri solo per avere consigli  confidando nella sua saggezza e sebbene lei non vaticinasse nulla, comunque nessuno se ne tornava a mani vuote o insoddisfatto, per tutti c’era un consiglio o una parola buona.

Tutti rimanevano abbagliati e affascinati dalla Signora e la sua algida gentilezza conquistava senza difese.

Un giorno, uguale a tanti altri, alla Fortezza giunse una famiglia in visita, e come sempre la padrona di casa era ad attenderli ,la dolcezza e il sorriso con cui li accolse conquistarono subito i visitatori che con entusiasmo cominciarono ad inoltrarsi nella dimora, i due figli un maschio ed una femmina si guardavano intorno con estrema  curiosità, facendo mille domande, alle quali ricevevano sempre una risposta. La ragazzina soprattutto, sembrava non essere mai sazia di conoscenza  e spesso si soffermava con lo sguardo  sulla Signora che li guidava.

Li accompagnò nelle stanze a loro assegnate temporaneamente, le uniche che permettevano un minimo di privacy essendo opache, in attesa del pranzo e li lasciò per  andare ad approntare il desco di benvenuto . I ragazzini cominciarono fin da subito a tempestare i genitori sulla Signora, specialmente la ragazzina… Era una figura troppo misteriosa e affascinante per non avere catturato l’attenzione di due fanciulli, ma i genitori li ammonirono e li pregarono di comportarsi educatamente e non fare domande indiscrete.

Durante il pranzo, consumato allegramente  nella Sala dei cristalli, la fanciulla guardava di sottecchi la padrona di casa , fremendo per le domande che non poteva esprimere, al punto che la signora si accorse della sua trepidazione e le rivolse un sorriso gentile e le chiese se tutto andasse bene, la bambina annui, ma la donna percepì la sua esitazione e cominciò a rivolgerle delle domande: “ Come ti chiami? Quanti anni hai?” La bambina le rispose timidamente che si chiamava Gaia e che aveva 9 anni… allora con un sorriso la Signora le chiese se per caso aveva delle domande da porle, e gli occhi della piccola si spalancarono, timidamente si volse ai genitori, ma la Signora  la rassicurò dicendo che avrebbe risposto a tutte le sue domande.

“Proprio tutte?” ribattè Gaia.

“Sì cara, proprio tutte…”

“Ehm…  ma è difficile diventare padrona di questo bel castello?”

“Diciamo Gaia che non è una cosa che possono fare tutti, devi avere delle caratteristiche speciali… e vengono valutate attentamente prima di farti vivere qui…”

“Sei bellissima, ma quanti anni hai? E Come ti chiami?”

“Grazie…. Gli anni non me li ricordo più, quando arrivi qui il tempo si ferma… è come se vivessi in un’altra dimensione di tempo… Che non scorre… E anche il mio nome non ricordo più… è la prima cosa che ti fanno dimenticare quando arrivi qui, se non ricordo male doveva cominciare con la E, ma non ricordo più…”

“Non ricordi il tuo nome? Ma è tristissimo!!!  Come fai a sapere chi sei? E come fanno a chiamarti le persone che ti vogliono bene? Ma sono regole difficili e tristi…Quale altre cose brutte ti devono succedere per venire ad abitare qui?”

“Non sono cose brutte Gaia, sono scelte, a me hanno fatto scegliere se  venire qui alle loro regole o restare nel mondo dove vivi tu… Ed io ho scelto qui…!... Nessuna scelta è facile  e tutte hanno un prezzo da pagare…Alcune alto…”

“Ma quando vuoi bene ad una persona  che succede Signora? Puoi andare via, vero?  C’è la contentezza vero?”

“Tesoro, il cuore è la prima cosa che si ghiaccia qui…non batte più … e quindi non puoi volere bene a nessuno in particolare; vedi questo castello nasce proprio per chi ha smesso di volere e volersi bene, è un luogo freddo apposta, non c’è calore che lo riscaldi, energia che lo percorra, è ghiaccio, solo ghiaccio, siete voi visitatori che portate un po’ di colore e vita, come questa frutta che vedi a tavola, ma quando andate via, le riportate indietro con voi… ! E’ un luogo senza tempo, senza amore, senza vita…L’ultimo rifugio di chi ha perso tutto…”

“Noooo"- rispose Gaia- "io i miei colori voglio lasciarteli Signora, voglio che restino qui a tenerti compagnia, perché sei sola, tanto sola e nessuno deve essere solo… Anzi…  te li do proprio adesso “ E con forza tirò fuori le matite colorate che portava sempre con sé  poggiandole sul tavolo ghiacciato.

La Signora , commossa da tanto affetto e da tanta forza, sorrise dolcemente “Gaia, non ti preoccupare, la scelta di vivere qui è stata la mia, va bene così… Usa i tuoi colori per colorare il tuo mondo dei colori più belli, perché sei una bambina speciale, il tuo affetto è già il colore giusto per questo luogo…”

“No, li terrai tu Signora, qui c’è bisogno di colore… E qui i miei colori staranno bene …”

Colpita da tanta determinazione si arrese e chiedendo il permesso ai genitori prese la piccola per mano e la portò  nelle sue stanze.

Gaia guardandosi intorno rimase compita da tanta desolazione anche delle stanze private.

“Ma hai anche il letto di ghiaccio, come fai a dormire, a rannicchiarti se ti viene un incubo..”

Sorridendo le rispose: “Piccola, qui  non si sogna più e non si fanno neanche incubi…-Rovistando velocemente esclamò soddisfatta -Eccolo!  Bene Gaia ,tu mi hai donato qualcosa di bellissimo ed importante ed io voglio contraccambiare…”

Prese da uno scrigno  un bellissimo ciondolo di cristallo, e infilandolo in una catenina d’argento  lo mise al collo della piccola.

“Gaia questo ciondolo è speciale , non è solo un cristallo, ma è una modo con cui tu puoi  comunicare con me , se mi chiami con il pensiero io lo sentirò e mi vedrai apparire nel cristallo e potremo parlare… Tu mi hai donato i tuoi colori, il tuo affetto, il tuo genuino interesse alla mia persona e non voglio che nel tempo essi svaniscano, quindi  io ci sarò sempre ogni volta che mi chiamerai e se avrai bisogno di aiuto ricorda che io farò tutto il possibile…Mai mi troverai sorda alle tue richieste … Se volessi bene a qualcuno, la certezza è che ne vorrei a te… Sei una bambina speciale e diventerai una donna magnifica, bella dentro e fuori… Ricorda e te lo dico già da ora, ma forse adesso non capirai appieno, non rinunciare mai a far battere il cuore, non voglio vederti qui un giorno, ascoltati, amati e ama… Tu non hai la mia maledizione e puoi e devi credere sempre alla vita e all’amore, Gaia la vita ti ripagherà solo in bene…”

Il pomeriggio trascorse velocemente e giunse il momento di salutarsi, con i doni di rito, i cristalli, testimonianza della visita alla Fortezza…ma con un abbraccio tra le piccola Gaia e la Signora che sancirono così un patto di amicizia profonda… Gaia, tenendo stretto il suo ciondolo in mano, si volse a dare un ultimo sguardo a quella sua nuova amica così sola e lontana …

Tornati alla vita normale, Gaia, sebbene crescesse con il trascorrere degli anni , non dimenticò mai di parlare con quell’amica così speciale, il ciondolo le metteva in comunicazione e intavolavano lunghe chiacchierate che duravano per ore… La sua amica più fidata che le dispensava consigli così saggi… Un’ amica a cui voleva un bene profondo.

La Signora dei ghiacci, nel corso del suo tempo che non passava per lei vedeva trasformarsi ilnuna bella e giovane donna  la bambina che aveva incrinato il ghiaccio di un cuore che non batteva più, accoglieva i suoi sfoghi, le sue prime confidenze, la vide piangere per i primi amori e gioire per i traguardi raggiunti, la vide amare ed essere riamata...

Vide quella predizione fatta ad una bambina di nove anni dispiegarsi in tutto il suo splendore  e fu contenta dell’opera sua…

In quel pomeriggio Gaia non vedeva l’ora di ritrovarsi con la sua amica, per raccontarle del suo Paolo, con il quale aveva deciso di andare a vivere… Quanto aveva aspettato quel momento …aprire il suo cuore alla sua Saggia amica e mostrarle la sua felicità!

 Prese il ciondolo con quei gesti ormai consueti di anni e… lo trovo opaco. Cominciò ad evocare con il pensiero la sua amica per chiamarla e con apprensione s’avvide che il cristallo si stava sempre più scurendo, mentre la sua amica non rispondeva ,  fino a quando il ciondolo non divenne di un cristallo completamente nero ed un bagliore accecante l’avvolse tutta. 

 Gaia capì ...Capì che nella Fortezza non c’era più la sua Amica e quell’ultimo bagliore era l’affetto che come tesoro prezioso la Signora dei Ghiacci le aveva sempre donato inconsapevolmente nel corso dei lunghi anni della loro amicizia e che nell’ultimo alito di vita,se vita si poteva chiamare, le aveva inviato per proteggerla e accompagnarla sempre e tra le lacrime che scorrevano sul suo volto apparve il sorriso di quell’affetto donato e sempre ricambiato, di quella certezza che comunque la sua Amica non l’avrebbe mai abbandonata perché libera dai Ghiacci si era annidata nel posto più caldo, il suo cuore.

 
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