Creato da gesabel1 il 02/12/2008

Angels

conosciamo i nostri amici angeli

 

ANGELO 1

 

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CORONA DA RECITARE AL PROPRIO ANGELO CUSTODE

Post n°30 pubblicato il 21 Novembre 2017 da gesabel1

Per essere liberati dalle suggestioni del demonio nei pericoli spirituali e materiali; per seguirlo nella sua premurosa cura, per condurci con lui in cielo.

 

1. Padre Celeste, ringrazio la tua infinita bontà per avermi affidato, sin dal momento in cui l'anima mia è uscita dalle tue mani creatrici, ad un angelo affinché mi «illumini, custodisca, regga e governi». E ringrazio anche te, mio angelo custode, che mi accompagni ogni giorno nel viaggio di ritorno al Padre celeste. Le tue sante ispirazioni, la continua difesa dai pericoli spirituali e corporali, le tue potenti preghiere presso il Signore sono per me un grande conforto e sicura speranza. Angelo di Dio.

 

2. Angelo mio custode, che sempre contempli il Signore e che mi vuoi tuo concittadino in cielo, ti prego di ottenermi dal Signore il perdono, perché tante volte sono stato sordo ai tuoi consigli, ho peccato alla tua presenza e tanto poco mi ricordo che mi sei sempre vicino. Angelo di Dio.

 

3. Angelo mio custode, fedele e forte in virtù, tu sei uno degli angeli che in cielo, guidati da san Michele, vinsero satana e i suoi seguaci. La lotta di un giorno in cielo continua ora sopra la terra: il principe del male e i suoi seguaci sono contro Gesù Cristo, e insidiano le anime. Prega l'immacolata Regina degli Apostoli per la Chiesa, la città di Dio che combatte contro la città di satana. O san Michele arcangelo, difendici con tutti i tuoi seguaci nella lotta; sii nostra forza contro la malizia e le insidie del demonio. Che il Signore lo soggioghi! E tu, principe della corte celeste, ricaccia nell'inferno satana e gli altri spiriti maligni che percorrono il mondo per la perdizione delle anime. Angelo di Dio.

 

4. O angeli del paradiso, custodite scrittori, tecnici e propagandisti delle tecniche audiovisive e tutti coloro che le usano. Difendeteli dal male, guidateli nella verità, ottenete loro la vera carità. Chiedete al Signore per l'apostolato di queste tecniche le vocazioni necessarie e accompagnatele nella loro delicata missione. Ispirate a tutti di contribuire con l'azione, la preghiera e le offerte all'apostolato della comunicazione sociale. Illuminate, custodite, reggete e governate il mondo delle tecniche audiovisive, perché serva ad alzare il livello della vita presente e a orientare l'umanità verso i beni eterni. Angelo di Dio.

 

5. O angeli tutti del Signore, voi siete chiamati a fare nobile corte, dare lode e benedire incessantemente l'augusta Trinità, a riparare alle nostre dimenticanze. Siete i veri amatori di Dio e delle anime e continuate il canto: «Gloria a Dio nel cielo altissimo e pace in terra agli uomini di buona volontà». Vi supplichiamo per l'umanità intera perché conosca il vero e solo Dio, il Figlio da lui inviato e la Chiesa colonna di verità. Pregate perché sia santificato il nome di Dio, venga il regno di Gesù Cristo e si compia la sua volontà, come in cielo così in terra. Stendete la vostra protezione sopra i governanti, i lavoratori, i sofferenti; ottenete benedizioni e salvezza a tutti quelli che cercano la verità, la giustizia e la pace. Angelo di Dio.

 
 
 

...

Post n°29 pubblicato il 02 Dicembre 2012 da gesabel1

Un Angelo ha bussato 
alla porta del mio cuore e...
mi ha detto:

"Lascia che venga avanti
non faccio rumore tengo poco posto,
giusto un angolino, se vuoi mi rannicchio
in cima al tuo cuscino!

Sai, noi Angeli 
siamo spesso dimenticati.

I nostri amici terreni 
sono sempre indaffarati,
vanno, vengono, corrono, 
hanno una gran fretta...
sale la rabbia in corpo 
e, niente più li alletta,
a volte pensano che il buon Dio
li abbia dimenticati.

E noi invece a dire 
che è Dio che ci ha mandati.

Ma, la nostra voce è flebile,
se il cuore non vuole ascoltare.

E troppe volte ci sale un nodo in gola
e li vediamo precipitare".

"Angelo, Amico mio, 
Tu sia il benvenuto!
non sono diversa dagli altri però, 
ti chiedo aiuto,
restami accanto 
per non farmi troppo sbagliare
prendi quel poco che ho... 
portalo in cielo, fallo salire,
fa' che raggiunga 
il cuore del mio Signore
solo per ringraziarlo 
di ciò che mi ha fatto capire.

Porta la mia preghiera in quel cielo 
che non è poi così lontano e,
promettimi che da stasera 
non mi lasci più la mano".


(dal web)


angelo

 
 
 

Angeli

Post n°28 pubblicato il 13 Novembre 2012 da gesabel1

Non li senti, ma li ascolti con il cuore
ti cambiano la vita senza far rumore
sono gli Angeli, luce dentro di noi
i motori della nostra grande vita.

Se ti chiudi e non li accogli non li avrai
se ti apri a loro ti ameranno e li amerai
sono gli Angeli, luce dentro di noi
i motori della nostra grande vita.

Presenze che non ti giudicano
Ma che ti amano e ti aiutano
Sono gli Angeli dentro di noi.

Sono padroni della mente e del tuo cuore
angeli pieni di consigli e di bagliore
sono gli angeli, luce dentro di noi
i motori della nostra grande vita.

Sono compagni della vita e dell'amore
la risposta ai problemi del tuo cuore
sono gli angeli, luce dentro di noi
i motori della nostra grande vita.

[Livio Cepollina - Torino]

 

 
 
 

PREGHIERA

Post n°27 pubblicato il 06 Ottobre 2011 da gesabel1

Angelo mio, 

mi rivolgo a Te affinché Tu accresca 

lo spazio della mia coscienza.

Vorrei vedere chiaro in me stessa 

e agire di conseguenza.

Parlami, guidami affinchè non sbagli.

Nella calma, nel silenzio interiore, 

vorrei sentire la Tua voce .

Vorrei che svanissero le difficoltà,

che il male si dissolva per varcare 

la soglia di un mondo nuovo,

fatto di Luce, di Gioia, di Pace.


(dal web)




dammi la forza di realizzare i propositi di crescita interiore, di
collaborazione e di servizio. La mia volontà è pura, potenziala con la
tua forza. Aiutami nelle cose quotidiane, in quelle materiali e
spirituali. Sviluppa in me le tue doti, che io veda i miei difetti e che
possieda compassione e pazienza. Guida i miei pensieri, desideri ed
azioni verso ciò che è più giusto per la mia crescita spirituale e
dammi la capacità di accettare ciò che non riesco a comprendere.
Così sia.

(dal web)

 

 
 
 

ANGELO AMICO MIO

Post n°26 pubblicato il 13 Novembre 2010 da gesabel1

Angelo che sei il mio custode
Angelo dono del buon Dio
Angelo amico mio
illumina il mio cammino
resta al fianco mio
guidami tu
sulla strada che porta a Gesù.

Angelo che sei il mio custode
Angelo dono del buon Dio
Angelo amico mio
tu che sei fedele
tu che mi conosci da sempre
tu che parli al cuore mio
tu che sei amico mio.

Angelo che sei il mio custode
Angelo dono del buon Dio
Angelo amico mio
proteggimi tu
salvami dai pericoli
reggimi con le tue ali
governa il mio cuore
portami da Gesù con cuore puro.

Angelo amico mio
grazie di essermi
sempre accanto
di non lasciarmi mai.


Antonella


PS: questa è una mia creazione è vietato qualsiasi utilizzo non consentito dall'autore 

 
 
 

da gesu_risorto…

Post n°25 pubblicato il 06 Marzo 2010 da gesabel1

...Credevo di sapere il tuo nome,
credevo bastasse chiamarti,
pensarti, amarti.
Credevo che bastasse solo il mio desiderio verso di te.
Credevo, credevo.....
Ma non seguivo i tuoi passi,
non mettevo in atto le tue parole...
Ama il prossimo tuo come te stesso...
Solo così, con piccoli gesti,
potrò di nuovo esistere...
per te, con te.
Che la pace e la gioia di Gesù Risorto entri nelle vostre case e nei vostri cuori.

 
 
 

Racconti

Post n°24 pubblicato il 20 Dicembre 2009 da gesabel1

Ho trovato questi racconti nella mia posta di facebook e ho voluto condividerli con voi spero che siano di vostro gradimento.

Un abbraccio Lella.

 
 
 

L'angelo che aveva perso la voce

Post n°23 pubblicato il 20 Dicembre 2009 da gesabel1

  Un angelo, dopo avere a lungo volato, si fermò su una nuvola per riposare e si mise a guardare la terra, com' è abitudine degli angeli. E come fanno gli angeli, quando guardano dall' alto, si sistemò a testa in giù: una posizione che essi trovano naturale e comodissima, e per di più estremamente panoramica. L'angelo in quel momento era particolarmente lieto, cosa che agli angeli capita molto spesso, e mentre guardava la terra incominciò a cantare. Cantava, a testa in giù, una melodia dolcissima e la sua voce si dipanava nel cielo come un fumo leggero e colorato, formando anelli, spirali e serpentine che si allungavano e si allungavano, mentre la melodia continuava. Ma ad un tratto, forse perché troppo preso dal suo canto, l'angelo perse l'equilibrio e, fffscscsc!, scivolò bruscamente verso il basso. Fu un attimo, meno di un secondo, il tempo di un battito di ciglia, poi l'angelo con un colpo d'ala si riprese: inarcò il corpo verso l'alto, fffscscsc!, e rioccupò il suo posto sulla nuvola. A testa in giù. Ma quando fece per cantare di nuovo, si accorse di non avere più la voce.

Quel brusco movimento aveva spezzato il fumo colorato e ora nel cielo, anelli, spirali e serpentine se ne andavano di qua e di là a loro piacimento. - Oh, guarda! - disse l'angelo, e sorrise: si sollevò con calma, raccolse a uno a uno i pezzi della melodia e li rimise in ordine. Alcuni nodi invisibili, pochi tocchi leggeri e la melodia ondeggiava nell' aria come nuova. Un bellissimo fumo pieno di colori. Soddisfatto del suo lavoro, l'angelo si rimise a testa in giù e riprese a cantare. Ma quando arrivò nel punto più dolce e delicato, un suono orribile gli ferì le orecchie: un ich, un och... e ancora un ich... e un altro och... La melodia aveva il singhiozzo! Questa volta l'angelo si sollevò di scatto dalla sua posizione panoramica e, un poco spazientito, esaminò con attenzione il fumo. Contò i pezzi della melodia: quarantasette. . . Ma non erano cinquanta? Contò ancora. .. Si, ne mancavano tre. Non ancora convinto, l'angelo si rimise a testa in giù, si concentrò al massimo e ricominciò a cantare. Ma, arrivato al punto più dolce e delicato... di nuovo il singhiozzo! Non c'era scampo: tre pezzi di meno e non poteva più cantare! Questo pensiero lo fece rabbrividire. Un angelo che non canta è come un violino senza corde, come un usignolo senza voce! Disperato, cominciò a cercare i tre pezzi della melodia in ogni parte del cielo, ma per quanto cercasse, non ne trovò traccia alcuna. Allora volò verso la terra e cominciò a percorrerla in lungo e in largo. Foreste, mari, continenti. Niente. Finalmente, passando a volo raso sopra una valle di montagna, vide un trenino che s'arrampicava, su su, come una lumaca lungo una parete. Tre carrozze e una locomotiva, vecchia e sbuffante, che ogni tanto lanciava un lungo fischio: un fischio e una sbuffata di fumo. Ma il fischio non era il solito fischio da locomotiva, era dolce, modulato, e il fumo, invece di essere grigio sporco e nero, era pieno di bellissimi colori. L'angelo frenò di colpo il volo e guardò più attentamente. Si, era proprio un pezzo della sua melodia quello che stava uscendo dal camino. Stupito che alle locomotive piacesse tanto la musica, l'angelo scese in picchiata sul trenino, ben deciso a riprendersi la sua voce.

Le tre carrozze erano piene di povera gente, che tornava a casa dopo una giornata di lavoro: c'erano minatori, contadini e massaie, che erano state l'intero giorno al mercato. Tutti dormivano, cullati dalla melodia, e facevano sogni bellissimi. L'angelo li guardò ed esitò un momento, poi disse: - Ma io debbo cantare, - e si decise. Raccolse il fumo colorato, lo avvolse, ne fece una matassa e volò via. Subito i passeggeri del trenino si svegliarono, si guardarono attorno e senza i sogni si sentirono più poveri e stanchi. Ma l'angelo era ormai lontano. Passò su una città e vide una strada affollatissima, piena di negozi e di rumori. Era vicina una festa e c'erano luminarie dappertutto. Bancarelle, saltimbanchi. La gente usciva dai negozi carica di pacchi, ridendo, gridando. Sembrava felice. L'angelo si tappò le orecchie con le mani - tutto quel fracasso! - e accelerò il volo. In quel momento, su un albero carico di luci vide un pezzo della melodia, che era rimasto impigliato sulla cima e ondeggiava nell' aria come una coda di cometa. Nessuno, in quella confusione, l'aveva notata; solo un cieco, che all' angolo della strada chiedeva l'elemosina, aveva udito la melodia che scendeva dall' albero e l'ascoltava, rapito. L'angelo lo vide e fu tentato di proseguire il volo. Ma poi si ricordò del suono orribile del suo singhiozzo; allora si posò sull' albero, staccò la coda colorata, l'attaccò a un' ala e volò via. All' angolo della strada il cieco continuò a guardare in alto, inutilmente. La melodia era cessata, l'angelo era ormai lontano. Mancava un solo pezzo, un piccolo cerchio, quasi un punto. L'angelo lo ricordava bene: era quello che dava alla melodia un suono allegro e ritmato, di gocce sulle foglie. Tac-tictoc-tac! Certo non sarebbe stato facile trovarlo, piccolo com'era, ma senza quello non poteva cantare. E l'angelo continuò il suo volo. Ma del piccolo cerchio non si trovava traccia. Percorse tutta la terra palmo a palmo, volò sui luoghi più deserti e inospitali, dove nemmeno gli angeli amano passare, e quando non aveva più speranza sentì all'improvviso il suono che aveva tanto cercato: tac-tic­toc-tac! Guardò e vide una pianura desolata di roccia e sassi, che sembrava senza vita. E una fontanella al centro, scavata nella roccia, da cui usciva un filo d'acqua. Tac­tictoc-tac! Ecco dov'era finito l'ultimo pezzo della melodia!

L'angelo planò con le sue ali bianche fino alla fontana e con due dita pescò nell' acqua il piccolo cerchio colorato, lo appoggiò sul palmo della mano e sospirò. La melodia adesso era completa. Tac. .. tic toc... tac. La musica della fontana si spense e il filo d'acqua perse ogni voce. Divenne sempre più sottile, come malato. Finché fu solo qualche goccia. In quel momento arrivò una bambina, con un vaso per l'acqua sulla testa. Lo mise sotto la fontana e si sedette ad aspettare. Toc-toc, faceva la goccia e il vaso restava vuoto. L'angelo guardò la bambina e il vaso vuoto, chiuse il palmo della mano e volò via. Arrivò sulla nuvola, si sistemò a testa in giù e cominciò a cantare. E la melodia si dipanò di nuovo nel cielo, formando cerchi, spirali e serpentine: un bellissimo fumo colorato. Ma l'angelo non era felice. Dalla nuvola vedeva la bambina che aspettava e il vaso che non si riempiva. Cambiò posizione, si sedette e riprese il canto. Ma continuava a non essere felice. Finalmente capì. Staccò dalla melodia il piccolo cerchio colorato, poi un altro e un altro ancora, e li buttò nella fontana. Allora l'acqua iniziò a scorrere, più abbondante di prima, la fontana ricominciò a cantare e il vaso della bambina si riempì di getto, fino all' orlo. Sulla nuvola, a testa in giù, l'angelo ascoltava beato la musica dell' acqua e si dondolava piano piano.

 
 
 

L'angelo di pietra

Post n°22 pubblicato il 20 Dicembre 2009 da gesabel1

Un bambino aveva ricevuto in dono un uccellino dalle piume colorate che cantava in modo meraviglioso. Era un uccellino di gran pregio e, per evitare che volasse via, l'avevano rinchiuso in una gabbia dorata, che ora stava appesa a una finestra. Il bambino era malato, non poteva camminare e passava molte ore davanti a quella finestra, ad ascoltare il canto dell'uccellino e a guardare l'esterno. Vedeva la piazza della città, circondata da palazzi nobili e severi, al centro la statua di un condottiero a cavallo che pareva sempre sul punto di marciare ed era sempre immobile, e poi, di fronte, la cattedrale. La cattedrale era grande e antica, costruita in pietra rosa, che al tramonto s'accendeva come fuoco. Aveva sulla facciata una finestra circolare, un rosone bianco e prezioso; e sopra questo rosone, su una mensola di pietra, c'era l'angelo. Non era un angelo bello, di quelli che lasciano incantati, era piuttosto un angelo curioso e malandato, di pietra grigia e sporca, senz' ali e con un dito mozzo.

A dire il vero non sembrava un angelo e molti si chiedevano che cosa fosse. Ma sorrideva in un certo modo ed era sicuramente un angelo. Gli angeli, infatti, non si riconoscono dalle ali né dalla veste; nemmeno dalla luce, specie ora che le luci sono tante. Gli angeli si riconoscono dal sorriso. Il sorriso degli angeli non è come quello degli uomini: è lungo, obliquo, simile al sorriso dei bambini quando dormono. Gli angeli sorridono sempre, anche quelli di pietra, ma è raro che qualcuno se ne accorga. Solo il bambino, che stava tante ore alla finestra, aveva visto il sorriso dell' angelo senz' ali e senza dito, ma non sapeva che fosse un angelo. Degli angeli non aveva sentito mai parlare. Un giorno la gabbia che rinchiudeva l'uccellino rimase aperta per una distrazione e l'uccellino volò via. Attraversò la piazza, si posò sulla statua, poi si diresse verso la cattedrale, girò intorno al rosone e si fermò sull'angelo. Il bambino gridò, cercò di afferrarlo, ma inutilmente. Vedeva le sue piume colorate diventare sempre più scure per la lontananza e si disperava. Nessuno riusciva a consolarlo. Venne la sera e il bambino non volle lasciare la finestra. Al tramonto la cattedrale s'accese di rosso, come sempre, il marmo bianco del rosone scintillò e l'uccellino sulla statua diventò un piccolo punto scuro senza forma. Poi calò la notte e tutto si confuse. S'accesero i lampioni e sulla piazza solo la statua del condottiero continuava a promettere partenze sempre rinviate. Anche la cattedrale riposava nell' ombra, ma il bambino restava alla finestra. Vegliò tutta la notte e nessuno riuscì a convincerlo ad andare a dormire. Finché all' alba, vinto dalla stanchezza, s'addormentò. Si risvegliò ch' era giorno fatto, la piazza era piena di luce, la statua del condottiero come sempre immobile, e nella gabbietta dorata l'uccellino stava al suo posto, come sempre. Ma sulla mensola della cattedrale l'angelo di pietra non c'era più. Nessuno seppe dire dove fosse finita quella statua grigia e monca e, per quanto la cercassero, nessuno la trovò.

Solo il bambino sapeva,perché l'aveva visto in sogno, che l'angelo aveva rinunciato ad essere angelo, per diventare l'uccellino colorato che ora nella gabbia, aveva preso a cantare.Quando il bambino guarì, aprì la gabbia e diede la libertà al prigioniero; poi corse a giocare con gli amici. Ed ecco che la statua dell' angelo riapparve sulla mensola della cattedrale, col suo dito mozzo e il misterioso sorriso, a guardare i bambini che si rincorrevano sulla piazza e il condottiero a cavallo, sempre sul punto di marciare e sempre fermo.

 
 
 

I due angeli

Post n°21 pubblicato il 20 Dicembre 2009 da gesabel1

In un museo importante, pieno di quadri e di visitatori, c'era una saletta nella quale non entrava quasi mai nessuno. Si trovava alla fine di una lunga galleria, dove erano esposti i ritratti di personaggi famosi: nobili dame, con tanto di pizzi e doppio mento, e cavalieri chiusi nelle armature fino ai baffi. Ma di ammirare questi personaggi avevano voglia in pochi. In generale i visitatori davano un' occhiata a quelle facce severe, storcevano il naso e scappavano via. Quasi nessuno s'affacciava alla saletta in fondo alla galleria e quelli che ci arrivavano, dopo aver visitato tutto il museo, o avevano i piedi gonfi per la stanchezza o avevano la pancia vuota. Così mettevano appena la testa dentro, dicevano in fretta e furia «Belli, belli», e se ne andavano. E i quadri di questa piccola sala, che stavano appesi lì da anni e anni, si annoiavano da morire. Tra questi ce n'era uno che rappresentava una Madonna con un Gesù Bambino addormentato sulle ginocchia e un angioletto accanto che lo guardava.

La Madonna era giovane e bella e l'angioletto era biondo, roseo e paziente. Appoggiava il braccio destro sulle ginocchia della Madonna, il fianco contro la sua gamba e guardava il bambino addormentato. Ma ogni tanto, forse perché lo guardava da molto tempo, si lasciava sfuggire uno sbadiglio. Ora, una volta capitò un fatto eccezionale: nella galleria dei ritratti arrivarono un uomo, una donna e un bambino. L'uomo e la donna erano i genitori del bambino ed erano venuti apposta in quel museo per ammirare i quadri della galleria, perché conoscevano di quei personaggi «vita, morte e miracoli», come si è soliti dire, e ne volevano vedere anche l'aspetto. Il bambino si chiamava Ubaldo, come uno di quei signori in armatura: era biondo, roseo e per niente paziente; anzi, era il bambino più irrequieto e prepotente che si possa immaginare. I suoi genitori erano due illustri studiosi e stavano tutto il giorno con la testa sopra i libri; per di più erano miopi come talpe e Ubaldo era costretto a urlare, fare capricci e combinare guai in continuazione, perché loro si accorgessero di lui. Anche quel giorno, il professore e la professoressa Polidoro Caldara Vecellio Papes Mosena (gli studiosi importanti hanno sempre molti cognomi), arrivati nella galleria dei personaggi famosi, dopo aver raccomandato al figlio «Ubaldo, fai il bravo», incollarono il naso al primo quadro e si dimenticarono completamente di lui. E Ubaldo, come sempre, fu libero di scorrazzare a suo piacimento. Ispezionò un paio di ritratti, fece le boccacce a una dama ingioiellata e a un omaccione vestito da guerriero, che non lo degnarono di uno sguardo, si ripulì con cura il naso con il dito, sbadigliò rumorosamente, strillò un paio di parolacce "Ubaldo, fai il bravo!" disse sua madre; e poi, non sapendo che cos'altro fare, passò nella saletta in fondo alla galleria.

Anche qui quadri, solo quadri! E il povero Ubaldo, disperato, si mise sulle braccia, a testa in giù, e cominciò ad andare avanti e indietro, indietro e avanti per la stanza. Tanto per fare qualcosa. Aveva appena incominciato, che senti qualcuno ridere. Si fermò di colpo, si rimise a testa in su, si guardò attorno e non vide nessuno. Riprovò, di nuovo a testa in giù, di nuovo la risata. Allora corse nella galleria: nessuno. Solo i suoi genitori con il naso incollato a un altro quadro. Ritornò nella saletta e fece un' altra prova. La risatina si ripeté. Era una risata piccola piccola, come un campanello, la voce di un bambino. Ubaldo si raddrizzò. - Dove sei? - chiese. - Sono qui. La voce veniva dall' angolo meno illuminato. Ubaldo si avvicinò e vide il piccolo angelo del quadro che rideva. - Perché ridi? - Non ho mai visto nessuno camminare così. - Vuoi che lo rifaccia? Il piccolo angelo fece di sì con la testa e Ubaldo ripeté l'esibizione. L'angelo rise di nuovo. - Dev'essere divertente, - disse. - Mi piacerebbe provare.- A me piacerebbe provare le tue ali, - disse Ubaldo. - Perché non facciamo scambio- Tu qui e io là? Il piccolo angelo era dubbioso: da quando l'avevano messo in quella posizione non si era mai mosso. Nemmeno con un dito. Poteva veramente? - Dài, - lo esortò Ubaldo, - solo cinque minuti. lo mi metto le tue ali e tu i miei vestiti. Non se ne accorge nessuno. In fondo, che male c'era? Solo cinque minuti, aveva detto il bambino; e l'angioletto si decise. Sollevò con delicatezza il braccio, spostò piano piano il fianco, si girò (non guardò il Bambino addormentato né la Madonna), fece un piccolo volo e fu a terra. Accanto a Ubaldo. Incredibile! I due bambini erano identici: stessi capelli biondi, stessi occhi, stesso colorito; eppure profondamente diversi. - Sbrigati, dammi le ali! - ordinò Ubaldo. - Ma prima devi toglierti i vestiti. - I vestiti? Mica sono scemo! - Con i vestiti sei troppo pesante, non puoi volare. Ubaldo a malincuore si spogliò, mentre il piccolo angelo, che non riusciva a toccare il pavimento perché era troppo leggero, indossò i vestiti di Ubaldo e per la prima volta in vita sua mise i piedi a terra. - Dammi le ali, adesso! L'angelo si tolse le ali, gliele fece indossare e gli mostrò come doveva usarle. - Però devi andare là: loro non possono rimanere soli. - Là dentro? Non sono mica scemo! Oh, che bello, volo! Voolooo!! Pistaa!! E Ubaldo cominciò a svolazzare per tutta la sala, qua e là, sbattendo contro i quadri e le pareti. - Devi entrare là dentro, solo cinque minuti, - ripeté l'angioletto con gentilezza. - L'hai promesso. Ma Ubaldo non sentiva discorsi. - Volo! Evviva, pistaaa!! Su, giù, in tondo, in modo sempre più frenetico. L'angelo gli ripeté la richiesta, ma quando s'accorse che Ubaldo non lo ascoltava nemmeno, alzò un dito, roseo e affusolato, e glielo puntò contro. All'istante, Ubaldo si ritrovò dentro il quadro: il braccio destro sulle ginocchia della Madonna, il fianco contro la sua gamba, a guardare il Bambino addormentato. Come dipinto. - Le promesse si mantengono, - disse il piccolo angelo e si mise a testa in giù, cercando di camminare sulle braccia. Una prima volta e ricadde, una seconda, e finalmente alla terza ci riuscì. - Evviva, cammino! Pistaaa! Mentre andava avanti e indietro per la stanza, arrivarono i genitori di Ubaldo, che avevano finito di visitare la galleria dei ritratti. Videro l'angioletto e lo scambiarono per il figlio. - Sei stato bravo, Ubaldo? Ti sei divertito?

Andiamo, che si è fatto tardi! Il piccolo angelo, ubbidiente com'era, si rialzò subito e, non osando contraddirli, li seguì. Da quel giorno visse con loro. Distratti e per di più miopi, il professore e la professoressa Polidoro Caldara Vecellio Papes Mosena non s'accorsero per niente dello scambio. Una volta sola, quando qualcuno per complimentarsi della bontà del loro bambino, disse: «Ma è un vero angelo! », si guardarono un po' preoccupati e l'uno disse all' altra - Trovi anche tu che Ubaldo sia cambiato? - Mah, non saprei. Comunque è sempre stato un angelo di bambino. E tutto finì lì. Nemmeno i visitatori del museo, né gli studiosi che ogni tanto esaminavano il dipinto notarono qualche cambiamento. Ecco la Madonna, ecco il Bambino, ecco l'angioletto biondo, roseo e paziente, che guardava il Bambino addormentato. Nessuno s'accorse mai che, appena voltavano le spalle, l'angioletto si girava e faceva loro le boccacce.

 
 
 

L'angelo del faro

Post n°20 pubblicato il 20 Dicembre 2009 da gesabel1

C'erano tre isole allineate sul mare e attorno, per miglia e miglia, solo acqua. Una era ricoperta di boschi, l'altra era scura di lava, la terza era bianca di schiuma. Dall' alto, la prima sembrava una foglia caduta sull' acqua, la seconda un pesce squamoso; la terza non si vedeva, perché era appena uno scoglio. Nell'isola verde c'erano campi e case, nell'isola scura un villaggio di pescatori; nella terza c'era solo un faro. S'accendeva alle luci del tramonto, ed era la prima stella della notte, oppure quando il mare si copriva di nuvole o di nebbia, ed era l'occhio luminoso che scrutava il pericolo. I marinai che passavano allargo lo vedevano e se ne sentivano consolati. Tutti sapevano del faro e del vecchio guardiano che lo custodiva.

Era lì da tanti anni, che ne aveva perso il conto: era arrivato giovane e ora i suoi capelli erano del colore della schiuma, gli occhi erano fessure grigie e la pelle sembrava un campo secco, solcato dalle rughe. Nessuno conosceva il mare meglio di lui. All' alba calava la rete e parlava con i gabbiani; al tramonto saliva sulla torre e accendeva il faro. Così da sempre, con il sole e con la pioggia, nei giorni di calma e in mezzo alla tempesta. Aveva visto passare tante barche, alcune sparire tra le onde, altre lottare con il mare infuriato che se le voleva ingoiare; e la luce del faro le aveva salvate. Ma ormai il vecchio guardiano era stanco, voleva solo riposare: sognava un prato verde, degli alberi e una poltrona a dondolo; aspettava l'arrivo dell' angelo, ma l'angelo tardava. E finalmente l'angelo arrivò. - Sono venuto a prenderti, - gli disse. - Ce ne hai messo di tempo! L'angelo sorrise. - Nessuno ha tanta fretta! Ma ora preparati, la strada che dobbiamo fare è lunga. Lui mise le sue cose, il berretto, la pipa e una scorta di tabacco, in una piccola borsa, mentre l'angelo, in silenzio, lo guardava. Per la verità non sembrava un angelo, piuttosto un viaggiatore un poco stanco.

Aveva le scarpe impolverate e una valigia in mano. - E le ali? - chiese il vecchio. - Le ho nella valigia, ora non servono, dobbiamo camminare. - Mi piacerebbe un posto con del verde, - disse il vecchio. - Un prato con degli alberi da frutto, ho visto troppa acqua. L'angelo si guardò attorno. - Hai ragione, credo che sarai accontentato -. Era simpatico. Quando il vecchio fu pronto, si misero in cammino: una strada lunga, che saliva in alto. Una fatica. Però la vista era bella. Si vedevano l'isola verde e l'isola di lava e uno sbuffo di schiuma dov' era il faro. In quel momento lui si ricordò che non l'aveva acceso: per la fretta di partire se n'era dimenticato. - Il mare è liscio come l'olio, - disse tra sé e sé. - Speriamo che si mantenga -. Perché aveva visto all'orizzonte una nuvola strana. - Ormai non ti riguarda, - rispose l'angelo. Salirono ancora e il mare intanto cambiava di colore. Dal verde al grigio piombo, come le nuvole che gli correvano sopra. Il vecchio guardò in basso e vide una barchetta. - Si prepara burrasca e il faro è spento, - rifletté a voce alta. - Ormai non ti riguarda, - rispose ancora l'angelo. La barca sussultava fra le onde. - Finiranno tutti sugli scogli, - disse il vecchio. - Fammi tornare indietro ad accendere il faro! L'angelo scosse la testa. - Non puoi tornare indietro, ormai sei morto. Il vecchio guardò in basso di nuovo, verso l'isola rocciosa, e vide il villaggio dei pescatori e un gruppo di donne e di bambini, sulla costa, che scrutava il mare. Si sentì angosciato. - Prestami le tue ali! Un momento solo, per arrivare al faro! L'angelo sorrise: - Non è cosa per te, solo gli angeli volano. - Allora vacci tu! - supplicò il vecchio. - Non sono qui per accendere i fari, ma per accompagnarti, - disse l'angelo, un poco risentito. Il mare ora era tutto nero e la barca si perdeva tra le onde.- Gli scogli sono vicini, - mormorò il vecchio con disperazione. - Se non li aiuti tu, sono perduti. L'angelo guardò in basso e sospirò: - Tutte le volte è cosi, dimenticano sempre qualcosa! Tolse dalla valigia due grandi ali bianche, le indossò, le dispiegò come due vele: - Tu continua a salire, - disse al vecchio e si lanciò.

Il vecchio vide una scia di luce che cadeva sul mare e, pieno di sollievo, riprese la salita. Senza l'angelo accanto si sentiva sfinito, ma seguitò il cammino. E finalmente trovò un prato verde, degli alberi e una poltrona a dondolo, che sembrava aspettarlo. Capì allora di essere arrivato. Con un sospiro si sedette e guardò giù: il faro brillava, sul mare scuro, e la barca navigava lontana dagli scogli, ormai salva. Il vecchio accese la pipa e tirò una gran boccata: proprio un bel posto quello! Prese il berretto, se lo calcò in testa e ricominciò, da lassù, a fare quello che aveva sempre fatto, il guardiano del faro. E l'angelo? Quando lo vide sistemato, ripiegò le ali, le ripose in valigia e si rimise in cammino.

 
 
 

L'angelo guardiano

Post n°19 pubblicato il 20 Dicembre 2009 da gesabel1

Un angelo custodiva la porta di un giardino; era un angelo guardiano, un piccolo angelo dai capelli scomposti come spruzzi di schiuma, perché il vento che soffiava dai monti non gli dava tregua. Era li da tanto tempo che non ne aveva memoria, da quando il giardino arrivava fino alla pianura ed era pieno di piante e di fontane, e all'interno aveva un palazzo di cento stanze e oltre, così grande da sembrare un paese, così bello da far pensare al palazzo di un imperatore.

Invece, l'aveva costruito un mercante ricchissimo, che s'era innamorato di una principessa lontana e misteriosa e la voleva sposare. La principessa non l'aveva voluto e lui era morto di dolore. Così il palazzo era stato abbandonato ed era diventato un mucchio di rovine, le fontane s'erano seccate e del giardino non era rimasta traccia. Restava solo il muro di cinta e quella porta nascosta dalle liane, e l'angelo guardiano che la custodiva: aspettava che qualcuno ritornasse, perché così gli era stato detto, ma non sapeva quando né chi fosse. Intanto il vento gli scompigliava i capelli e lui vinceva la noia costruendo una rete con i fili delle ragnatele. Li raccoglieva all'alba, quando brillavano ancora di rugiada, e li intrecciava durante il giorno: gli angeli sono molto pazienti e hanno le dita sottili e delicate, e la rete cresceva. Ormai aveva coperto tutto il giardino e l'angelo aspettava ancora. Passava il tempo e in fondo alla pianura era nato un villaggio, e poi un altro ancora e ancora un altro, e le case erano ormai vicine al muro del giardino; la rete era finita e l'angelo non sapeva cosa fare per vincere la noia. Ma gli avevano detto d'aspettare, e lui aspettava. Ed ecco, un giorno arrivò un circo: era cosa da poco, due scimmie, un pappagallo, due cani ammaestrati, il mangiafuoco e un' acrobata volante. " E'leggera come una libellula! - gridava un grosso uomo davanti al carrozzone. E giù una rullata di tamburo. "Ha le ali di un angelo! - E giù un'altra rullata.


" E vola come un angelo! - Una rullata ancora. A queste parole il piccolo angelo guardò con più attenzione: accanto al grosso uomo vide una bambina con una veste azzurra piuttosto scolorita, di un tessuto leggero e trasparente, e due ali di cartone attorno alle scapole. E vide anche che era così magra da sembrare davvero una libellula e che tremava tutta nel vento della sera. il piccolo angelo pensò che fosse per il freddo. Intanto il tamburo aveva richiamato gente e l'uomo invitò il pubblico a prendere posto sulle panche, annunciando che lo spettacolo andava a incominciare. Tutti si sedettero con ordine, i bambini davanti che guardavano incantati le scimmie e il pappagallo e dietro i grandi. E il piccolo angelo, che non visto mai un circo, lasciò la porta del giardino e si sedette anche lui in prima fila, davanti alla bambina. Lo spettacolo iniziò con i cani ammaestrati, che si esibivano in salti e capriole a ogni schiocco di frusta: una frusta nodosa, che sibilava nell'aria e guizzava qua e là come un serpente in cerca della preda. Poi fu la volta delle scimmie, a camminare a testa in giù e a fare i giocolieri, quindi del pappagallo ammaestrato; infine, dopo un rullare di tamburi, arrivò l'annuncio:

" E adesso il grande evento, quello che non avreste mai pensato di vedere: un angelo che vola! Il piccolo angelo si sollevò da terra un po' meravigliato e si guardò intorno: forse non sono più invisibile si domandò per un momento. Ma subito s'accorse che gli spettatori non guardavano lui, fissavano in silenzio la bambina. A uno schiocco di frusta, era salita su una piattaforma in cima a un palo e stava lassù, a braccia aperte, guardando il vuoto. Tremava e l'angelo pensò che non era il vento a farla tremare, ma la paura. Poi la frusta schioccò, la bambina ebbe un sussulto e chiuse gli occhi: in quel momento l'angelo capì che era lei quella che aveva tanto aspettato. La prese per un lembo del vestito, appena appena l'orlo seguì. La bambina si lanciò nel vuoto, fece una capriola su se stessa, leggera come una libellula, e a braccia aperte, come un angelo in volo, arrivò tra le braccia dell'uomo.

Era per lei la prima volta e fu una specie di trionfo: il pubblico gridava, i cani abbaiavano di gioia, le scimmie facevano acrobazie; e la bambina rideva adesso e si inchinava al pubblico, felice. Dietro di lei l'angelo guardiano le reggeva ancora il lembo della veste, ma tutti pensavano che la muovesse il vento. Quando il circo partì con le scimmie, i cani, il pappagallo, il mangiafuoco e la bambina, l'angelo lasciò la porta del giardino e li seguì. Diventò il loro angelo custode, e credo sia stato il primo.

 
 
 

Angeli

Post n°18 pubblicato il 30 Giugno 2009 da gesabel1

Noi preghiamo per la protezione del cielo.
Ma poco sappiamo della grazia
con cui le preghiere
e la nostra fiducia in Lui
vengono corrisposte in modo soprannaturale
dagli angeli custodi.

Angeli dolci intorno a noi
ci osservano silenziose
si avvicinano al nostro fianco,
ai nostri pensieri
alle nostre preghiere,
volando gentili in nostro aiuto.

Sul mio capo, sento musica nell'aria.
Sul mio capo, sento cantare nell'aria.
Ci deve essere Dio da qualche parte.

Qualche volta
gli angeli custodi della vita
volano in altro da essere fuori vista;
ma sempre guardano giù,
verso di noi.

Michele, il primo angelo:
principe e principale,
in tandem con l'eroico messaggero
divino di misericordia e promesse,
l'affidabile Gabriele;
si muovono rapidamente, creando visioni e sogni,
parole e azioni.
Noi turbiniamo nella loro scia,
trasformati dalla divinità.

Tutti gli angeli di Dio
vengono da noi in incognito;
dolore e malattia,
povertà e morte;
poi sollevano le loro maschere,
e noi vediamo il viso di serafino,
radioso della gloria e della serenità
di aver potuto contemplare
il volto di Dio.

Se hai la buona sorte
di essere sorpreso d aun angelo,
proverai una deliziosa prolungata
sensazione di divinità.
Certamente, poichè vengono per noi dal paradiso.

Gli angeli
si muovono in modo
misterioso e meraviglioso.
Parlano con voce bassa e santa,
in tono caldo e dolce.
La loro presenza amorevole
e le parole gentili
ci ricoprono di pace e conforto.

Perfetta sottomissione, gioia perfetta!
Visoni estatiche
ora irrompono alla mia vista;
angeli che discendete
portate dall'alto
echi di misericordia, sussurri d'amore.

Gli angeli
portano messaggi dal cielo alla terra.
Dio si avvale degli angeli
perchè ci parlino della sua misericordia
e ci mostrino la strada
che egli vuol farci percorrere.

(Tratto da PPS realizzata da Macc Dany)

 
 
 

Auguri

Post n°17 pubblicato il 12 Aprile 2009 da gesabel1

 

buona pasqua

 
 
 

lutto

Post n°16 pubblicato il 10 Aprile 2009 da gesabel1

Oggi non ho parole, ma apro le mie mani, offro il mio cuore, la mia preghiera, per tutte le persone colpite dal terremoto, per tutte quelle persone che hanno perso non solo la propria casa, ma anche i propri cari, soprattutto per chi ha perso un figlio, un bambino.... una preghiera invito a farla anche da tutti quelli che passeranno di qui... Grazie

lutto nazionale

 
 
 

Invocazione all'angelo custode

Post n°15 pubblicato il 25 Marzo 2009 da gesabel1

Assistimi, Santo Angelo custode, soccorso nelle mie necessità, conforto nelle mie sventure, luce nelle mie tenebre, protettore nei pericoli, ispiratore di buoni pensieri, intercessore presso Dio, scudo che respingi il maligno nemico, compagno fedele, amico sicurissimo, prudente consigliere, modello di obbedienza, specchio di umiltà e di purezza. Assisteteci, Angeli che ci custodite, Angeli delle nostre famiglie, angeli dei nostri bambini, Angeli delle nostre parrocchie, Angelo della nostra città, Angelo del nostro paese, Angeli della Chiesa, Angeli dell'universo.

 

(tratto dal libro Pregate pregate ed Shalom)

 
 
 

ridiamo un pò

Post n°14 pubblicato il 13 Marzo 2009 da gesabel1

Ciao ti auguro la buona notte con questa barzelletta...

Carabinieri: Maresciallo, posso prendere il furgone della caserma?
- E che cosa ne deve fare?
- Sa, ho vinto un soggiorno a Parigi e vorrei andare a ritirarlo...

Lucio.....

 
 
 

Una preghiera per un angelo

Post n°13 pubblicato il 10 Marzo 2009 da gesabel1

Non chiedetemi cosa come o quando perchè ancora non lo so, devono ancora decidere i medici. Per il piccolo Gabriele non è ancora finito il suo dolore la sua sofferenza e la sofferenza di chi gli sta accanto
Dovrà affrontare la prova più grande per ritornare, si spera, un bimbo come tutti gli altri. Per tornare a correre senza affaticarsi, senza che nessuno gli debba dire di non correre. Per imparare ad andare in bicicletta o a giocare a pallone, cose che per ora gli sono proibite di farlo.
La mia preghiera continua incessante a salire al Padre Celeste tramite il Figlio per mezzo della Mamma Celeste che sa cosa vuol dire soffrire per un figlio.
La mia preghiera l'affido anche al mio angelo custode che la porti al Padre di immensa bontà e spero che non sia peccato per una madre chiedere la salute del proprio figlio e non la volontà del Padre.
Ringrazio tutte le persone che si uniranno alla mia e alla nostra preghiera. Un abbraccio mamma Antonella.

 

Don't ask me how or what because when you do not already know, have yet to decide on the doctors. For the little Gabriel is not yet finished his pain and his suffering the suffering of those who are near
Will face the biggest test to come back, hopefully, a baby like everyone else. To return to run without tiring, without which no one should say not to run. To learn how to ride a bicycle or playing ball, things that are now forbidden to do so.
My constant prayer continues to rise to the Heavenly Father through the Son by means of the Heavenly Mother who knows what it means to suffer for a child.
My prayer to entrust to my guardian angel that will bring it to the Father of immense goodness and I hope that is not sin for a mother to ask the health of their child and not the will of the Father.
I thank all the people who will join my and our prayers. Antonella mom a hug.

 
 
 

Una preghiera per un angelo

Post n°12 pubblicato il 27 Febbraio 2009 da gesabel1

Vi ringrazio molto delle preghiere che innalzate al Padre celeste per mio figlio. Mi devo scusare ma vi voglio ancora affidare di più mio figlio perchè giovedì verrà ricoverato in ospedale e sottoposto ad un esame invasivo per decidere cosa fare per la sua salute. Spero tanto che il piccolo sia tranquillo e che possano vedere e decidere per il suo bene, perchè possano intervenire in modo che lui possa tornare un bimbo come gli altri. Ringraziandovi anticipatamente dell'amore che avete per mio figlio, vi abbraccio a uno a uno. Mamma Antonella


Thank you a lot of prayers that raised to the Heavenly Father for my child. I have to excuse me but you still want to entrust my child more because Thursday will be hospitalized and undergo an invasive test to decide what to do for your health. I hope that both the small and quiet and that they can see and decide for his own good, why can intervene so that he can return a child like any other. Thanking you in advance that you love for my son, I embrace you one by one. Mother Antonella

 
 
 

La coroncina Angelica

Post n°11 pubblicato il 24 Febbraio 2009 da gesabel1

Forma della corona angelica

Per la recita si usa la speciale "corona angelica".
La corona è composta da nove parti (ognuna in onore di un Coro angelico) formata da tre grani bianchi e uno azzurro:

- Sul grano azzurro si recitano ciascuna delle nove invocazioni:
1 Padre nostro

- Sui tre grani argentati si recitano:
3 Ave Maria

Sui quattro grani che collegano la crociera della Corona alla medaglietta di San Michele Arcangelo si recita:

1 Padre nostro
(in onore di San Michele)

1 Padre nostro
(in onore di San Gabriele)

1 Padre nostro
(in onore di San Raffaele)

1 Padre nostro
(in onore dell'angelo custode)

Questo pio esercizio fu rivelato dall'arcangelo Michele stesso alla serva di Dio Antonia de Astonac in Portogallo. Il Principe degli angeli, apparendo alla serva di Dio, disse che voleva essere venerato con nove invocazioni in ricordo dei nove degli angeli. Ogni invocazione doveva comprendere il ricordo di un coro angelico e la recita di un Padre nostro e tre Ave Maria.
La Corona angelica doveva concludersi con la recita di quattro Padre nostro: il primo in suo onore, gli altri tre in onore di San Gabriele, San Raffaele e degli angeli custodi. L'Arcangelo promise ancora di ottenere da Dio che colui che l'avesse venerato con la recita di questa coroncina prima della Comunione, sarebbe stato accompagnato alla sacra Mensa da un angelo di ciascuno dei nove cori. A chi l'avesse recitata ogni giorno prometteva la continua particolare assistenza sua e di tutti gli angeli santi, durante la vita e in purgatorio dopo la morte. Benchè queste rivelazioni non siano ufficialmente riconosciute dalla Chiesa, tuttavia tale pia pratica è molto diffusa tra i devoti dell'arcangelo Michele e dei santi angeli. La speranza di ricevere le grazie promesse è stata alimentata e sostenuta dal fatto che il Sommo Pontefice Pio IX fece arricchire di numerose indulgenze questo pio e salutare esercizio.

Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo.
Amen.

O Dio, vieni a salvarmi.
Signore vieni presto in mio aiuto.

Gloria al Padre
Credo

San Michele arcangelo, difendici nella lotta per essere salvati nell'estremo giudizio.

PRIMA INVOCAZIONE

Per intecessione di san Michele arcangelo e del coro celeste dei serafini, il Signore ci renda degni della fiamma di perfetta carità

Padre nostro
3 Ave Maria

SECONDA INVOCAZIONE

Per intercessione di san Michele arcangelo e del coro celeste dei cherubini, il Signore voglia darci la grazia di abbandonare la via del peccato e correre in quella cristiana perfezione.

Padre nostro
3 Ave Maria

TERZA INVOCAZIONE

Per intercessione di san Michele arcangelo e del sacro coro dei troni, il Signore infonda nei nostri cuori lo spirito di vera e sincera umiltà.

Padre nostro
3 Ave Maria

QUARTA INVOCAZIONE

Per intercessione di san Michele arcangelo e del coro celeste delle dominazioni, il Signore ci dia la grazia di dominare i nostri sensi e correggere le nostre corrette passioni.

Padre nostro
3 Ave Maria

QUINTA INVOCAZIONE

Per intercessione di san Michele arcangelo e del coro celeste delle potestà, il Signore si degni di proteggere le anime nostre dalle insidie del demonio.

Padre nostro
3 Ave Maria

SESTA INVOCAZIONE

Per intercessione di san Michele arcangelo e del coro delle ammirabilei virtù celesti, il Signore non permetta che cadiamo nelle tentazioni, ma ci liberi dal male.

Padre nostro
3 Ave Maria

SETTIMA INVOCAZIONE

Per intercessione di san Michele arcangelo e del coro celeste dei principati, Dio riempia le nostre anime dello spirito di vera e sincera obbedienza

Padre nostro
3 Ave Maria

OTTAVA INVOCAZIONE

Per intercessione di san Michele arcangelo e del coro celeste degli arcangeli, il Signore ci conceda perseveranza nella fede e nelle opere buone.

Padre nostro
3 Ave Maria

NONA INVOCAZIONE

Per intercessione di san Michele arcangelo e del coro celeste di tutti gli angeli, il Signore ci conceda di essere da essi custodi nella vita presente e poiintrodotti nella gloria dei Cieli.

Padre nostro
3 Ave Maria

1 Padre nostro
(in onore di san Michele)

1 Padre nostro
(in onore di san Gabriele)

1 Padre nostro
(in onore di san Raffaele)

1 Padre nostro
(in onore dell'angelo custode)

Prega per noi, arcangelo san Michele, Gesù Cristo Signore nostro.
Perchè siamo resi degni delle sue promesse.

Preghiamo:
Dio onnipotente ed eterno, che con prodigio di bontà e misericordia, per la salvezza degli uomini hai eletto a Principe della tua Chiesa il glorioso san Michele, concedici, mediante la sua benefica protezione, di essere liberati da tutti i nostri spirituali nemici. Nell'ora della nostra morte non ci molesti l'antico avversario, ma sia il tuo arcangelo Michele a condurci alla presenza della tua divina Maestà. Amen.

INVOCAZIONI AI NOVI CORI DEGLI ANGELI

Angeli santi, vegliate su di noi, dovunque e sempre.
Arcangeli nobili, presentate a Dio le nostre preghiere e sacrifici.
Virtù celesti, donateci forza e coraggio nelle prove della vita.
Potenze dell'alto, difendeteci contro i nemici visibili e invisibili.
Principati sovrani, governate le nostre anime e i nostri corpi.
Dominazioni sublimi, regnate di più sulla nostra umanità.
Troni supremi, otteneteci la pace.
Cherubini pieni di zelo, dissipate tutte le nostre tenebre.
Serafini pieni di amore, infiammateci di ardente amore per il Signore.

LITANIE IN ONORE DI SAN MICHELE ARCANGELO

Signore Pietà
Cristo Pietà
Signore Pietà
Cristo, ascoltaci
Cristo, esaudiscici
Padre del cielo, che sei Dio                     abbi pietà di noi
Figlio, redentore del mondo, che sei Dio             "
Spirito Santo, che sei Dio                                    "
Santa Trinità, unico Dio                                       "
Santa Maria, Regina degli angeli                                  prega per noi
San Michele Arcangelo                                                            "
San Michele, principe della corte celeste                                 "
San Michele, guida e consolatore d'Israele                             "
San Michele, portastendardo della Santissima Trinità             "
San Michele, custode  del paradiso                                         "
San Michele, capo dell'esercito celeste                                    "
San Michele, araldo della giustizia divina                                 "
San Michele, colmo di carità per gli uomini                               "
San Michele, umilissimo davanti a Dio                                      "
San Michele, obbedientissimo davanti a Dio                            "
San Michele, indefettibile nella lotta contro l'eresia                 "
San Michele, vittorioso contro le forze del male                       "
San Michele, vincitore di Lucifero e degli angeli ribelli              "
San Michele, adoratore del Verbo incarnato                            "
San Michele, luce per gli angeli                                                "
San Michele, guida sicura nei pericoli                                       "
San Michele, dispensatore di gloria                                         "
San Michele, consolatore degli sfiduciati                                  "
San Michele, angelo di pace                                                    "
San Michele, consolatore dei malati                                         "
San Michele, sostegno di coloro che sperano                          "
San Michele, custode della dottrina della Chiesa                     "
San Michele, protettore della Chiesa cattolica                         "
San Michele, dispensatore generoso della misericordia
                     divina                                                                  "
San Michele, rifugio dei poveri                                                  "
San Michele, sollievo degli oppressi                                         "
San Michele, luce e speranza dei moribondi                            " 
San Michele, nostra fortezza nelle lotte                                   "
San Michele, nostro rifugio nelle avversità                               "
San Michele, nostro difensore contro ogni malvagità               "
San Michele, consolatore delle anime purganti                        "
San Michele, onorato dalla Chiesa e dagli angeli                     "
San Michele, nostro avvocato                                                  "
San Michele, custode delle nostre anime                                 "
San Michele, angelo incomparabilmente puro                          "
San Michele, onore di tutti i santi                                             "

Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo
Perdonaci, Signore

Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo
Ascoltaci, Signore

Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo
Abbi pietà di noi

Santi angeli e arcangeli
difendeteci.

Preghiamo:
O Signore, la potente intercessione del tuo arcangelo Michelo ci protegga sempre e in ogni luogo; ci liberi da ogni male e ci conduca alla vita eterna. Per Cristo nostro Signore. Amen.

 
 
 
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Angelo di Dio,

che sei il mio custode

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governa me,

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dalla pietà celeste. Amen

 






 

 

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