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Il portafortuna

Post n°21 pubblicato il 13 Gennaio 2008 da i_Will
 

Devo ricredermi: il rapporto col golf di Will non è per niente occasionale, ma anzi è un filo rosso che collega momenti significativi del mondo dei suoi personaggi (avete visto I am Legend e non potete non essere rimasti impressionati dal Will golfista a bordodi una portaerei, in mezzo ad una Manhattan che praticamente è diventata il suo immenso appartamento privato, dove può “fare la spesa” in qualunque palazzo voglia). Nell’episodio di oggi questo tema si incrocia con un altro che è abbastanza ricorrente nel Principe di Bel Air, e che sarà naturalmente meglio approfondito man mano che il Nostro crescerà: il rapporto di Will col potere, specie nelle sue implicazioni con le possibilità di fare carriera. E’ in questo incontro-scontro che più in là avremo modo di apprezzare il senso morale del protagonista che, da dipendente di una concessionaria di automobili, a malincuore coglierà l’opportunità di fare un salto in avanti calpestando gli anni di servizio di un collega ormai improduttivo (quarta stagione), e, pupillo di un imprenditore amico dello zio, non avrà il coraggio di fargli la commissione di consegnare una mazzetta, pur sapendo che questo semplicissimo servizio gli avrebbe garantito una promozione certa (quinta stagione). Ma in questa fase Will, la variante bizzarra e fantasiosa del ragazzo ribelle di periferia, rispetto alle poltrone che contano è ancora poco più che una mascotte, una mascotte portafortuna. Che viene a trovarsi sulla strada (sul green) di un eccentrico uomo d’affari, mr. Whitworth, un altro della cerchia di frequentazioni dello zio, che è un superfeticista e divide il mondo in idoli portatori di influssi benefici, da venerare senza risparmio e da tenere sempre con sé, e in fonti di iella da aborrire senza pietà. Ma che non è neppure nuovo ad atteggiamenti di volubilità nei confronti dei suoi idoli, con la sindrome tipica dei famigerati tiranni del passato: basta infatti il minimo calo di energia positiva da parte di uno di essi per declassarlo, immediatamente, nella categoria dei portaiella: è la parabola che il povero Will si trova a vivere, anche se sembra più imbrigliato dagli eventi, che realmente consapevole del loro sviluppo. Chissà, sarà stata la giornata, sarà stata la tenuta sportiva di Will, sarà statoil suo modo di tenere la sacca con le mazze, sarà stata la congiunzione di tutte queste cose insieme, fatto sta che quella performance sul green, con quelle condizioni ambientali, era stata partcolarmente propizia a Whitworth. Che decide perciò di eleggere Will come consulente speciale per i suoi affari: e non è un ruolo proprio da pr, se si pensa che il suo collega più prossimo è Sparky, il cane impagliato che è l’unico che può fargli concorrenza come “oracolo permanente”. Dalle stelle alle stalle sempre all’insegna dello sportswear: fattosi conoscere in abiti da golfista, Will si fa quindi licenziare avendo indosso una di quelle casacche da tuta sul fuxia (abbinate a jeans con applicazioni) che, almeno a lui, dicono sempre bene. Giornata di normale routine, non fosse per il computer che indica il crac improvviso delle azioni di mr. Whithworth: vattene subito sfortunello, lungi per sempre dalla mia vista! Inutile, per Will, rifugiarsi nelle “parole” di Sparky. Alla porta del suo ufficio bussano Phil con altri due colleghi del suo studio legale, che gli devono fare delle proposte finanziarie (Whitworth è il cliente più facoltoso dello studio; si noti anche che in questa stagione mr. Banks è ancora un avvocato, diventerà giudice in seguito). Zio Phil sa bene che c’è soltanto un altro modo per entrare nelle grazie di un tiranno volubile, oltre a quello di piacergli in base al suo gusto del momento, un modo che, oltretutto, tiee anche al riparo dai fatali cambiamenti d’umore: ed è quello di adularlo con animo falso, dicendogli quello che vuole sentirsi dire senza che questo corrisponda necessariamente alla verità. Machiavellico Phil, Carlton ne ha davvero da imparare.

-Capricorno? Ma tu sei del segno dell'Acquario!

Vedi, cara, per un cliente da dieci milioni da dollari posso benissimo essere un Capricorno!

 
 
 
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