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Un lavoro per WillyLo sapevate? Il Principe ama riscaldarsi i boxer al forno. Roba da duri, da veri Philadelphian men, che non possono permettersi di adagiarsi sulle molli abitudini di vita belairiane, e neppure di chiedere a zio l’agognato duecentone (nel budget di partenza del Nostro un cinquantone) per partecipare al raduno dei post-liceali: in realtà ci aveva anche provato, Will, in modo belairiano o quantomeno banksiano, ad ottenerlo prima con la lusinga dei dieci chili in meno di carltoniana ispirazione, e poi con la recita dello “zucchino mi fa male il pancino” suggeritagli da Hilary, e per tutta risposta zio Phil, ben a conoscenza di questi stratagemmi “familiari”, lo ferisce nell’orgoglio dicendogli che, ormai, gli sembra diventato come i suoi figli, praticamente quasi uguale a Carlton: venenum in cauda all’assegno che comunque gli concede. Uguale a Carlton! Quello che mr. Banks non avrebbe mai dovuto dire. Ieri avrebbe sentenziato “Molte cose che piacciono, anzi, tutte quelle che piacciono, fanno soffrire”, oggi invece sembra quasi voglia dimostrare al nipote, con la sua frase, che anche tutto ciò che è fatto (e detto) per favorire una svolta positiva può far star male; ed infatti sono quelle parole a dare a Will la molla psicologica necessaria per cercare un lavoro. Che però non rivela a nessuno, almeno prima che i suoi familiari lo vedano direttamente all’opera. Affiora qui il Will che quasi si vergogna delle sue realizzazioni commisurate alle aspettative dello zio: se si pensa che è la stessa verecondia che avrà anche nell’ultimo episodio di tutta la serie, L’appartamento che non c’è, quando fingerà di aver trovato un appartamento tutto per se pur di non deludere Phil a proposito della sua acquisita autonomia, si può ben apprezzare come il personaggio del Principe mantenga sempre, in tutto il corso del telefilm, una coerenza di carattere nei confronti del pubblico, ed è prima di tutto questo a renderlo mitico ai suoi occhi. Ma riaffiora anche il principe dei travestimenti, dopo Il principe e la cameriera, e Una serpe in famiglia, e aspettando Causa stress e Malinconico blues: qui è nei panni di un pirata, com’è d’obbligo per un cameriere di un ristorante a tema con le atmosfere dei romanzi corsari, “L’isola del tesoro”. E’ Ashley a proporre ai suoi di andare lì, apparentemente senza sapere niente di Will, anche se alcune parole che dirà poi al tavolo prima dell’outing del cugino, farebbero pensare il contrario. E, tra uno yogurt magro consigliato in modo irriverente allo zio, e un seggiolone beffardamente proposto a Carlton (ma il massimo è la coca sfiatata di Phil, che rende nuovamente frizzante soffiando nella cannuccia: è questo l’episodio che lo costringe a rivelarsi), riemerge anche il suo essere principe delle donne: e pensare che fino ad un attimo prima lo era stato Carlton, che già si sentiva secondo solo ad Eddie Murphy, per incarnare in modo ossessivo i desideri più carnali della compagna di Ashley, Tina, che, infatti, da quando lo aveva visto la prima volta (il signorino era spuntato tra i cespugli del giardino di casa col suo corpo scultoreo (!…), mentre lei e Ashley erano intente ad assemblare il modello di vulcano per la Fiera delle Scienze, che poi vinceranno), le era sempre rimasta francobollata accanto, ed è presente appiccicata a lui anche al tavolo del ristorante, quella sera: ma ora è scalzato da Will, con quei suoi modi da irresistibile giocoliere. “Bé, anch’io sarei capace di vestirmi come un imbecille”, dice Carlton cercando di salvare in corner il suo carisma fascinoso: ma non sarebbe mai la stessa cosa, proprio perché Carlton non sarà mai Will. -Carlton, dove sono le mie chiavi? -Coco...coco...cocome mi hai chiamato? |



Inviato da: IsAbeAu13
il 12/09/2014 alle 00:35
Inviato da: i_Will
il 18/05/2008 alle 11:26
Inviato da: belle_gambe78
il 18/05/2008 alle 08:58
Inviato da: i_Will
il 17/12/2007 alle 18:12
Inviato da: iltarokkatore
il 17/12/2007 alle 18:08