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lentamente muore...(MARTHA MEDEIROS-non Neruda)

Creato da scimmiaelettrica il 26/07/2007

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Alla prossima...ciao!


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Si ai pax

Perchè l'Amore è solo Amore...
in qualsiasi sua forma




Sono etero,credente, cattolica (anche se di questi tempi è dura..)
e penso che il messaggio divino sia molto diverso da quello
proibizionista e colpevolezzante che certi "cristiani" vogliono
diffondere...i pacs (o dico o cus...ecc)
non sono contro il Cristianesimo...sono una legge di uno STATO LAICO che
come tale deve comportarsi, nel pieno rispetto della libertà di ogni
cittadino.
Poi ognuno viva la sua vita e pratichi le sue
scelte in base al proprio pensiero e credo..

CONTRO OGNI FANATISMO
anche quello di chi crede verso chi non crede.
 
 

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io c'ero..a Rimini però!




 

V-DAY



A chi accusa Beppe Grillo di qualunquismo leggete i punti del programma "le primarie dei cittadini" consegnato a Prodi


Io C'ero!! Mi vedete?
Bologna 8 settembre2007
 
 
 
 

SEI NATA IN QUESTO Dì?

LA TUA MAMMA TI STA CERCANDO!!!

 

CHE,ciò che rappresenta


Sto conoscendolo da poco...ma aldilà di tutto è
comunque diventato il simbolo di ideali
che condivido...e poi la canzone di Silvestri vale la pena di essere ascoltata!
 

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27 gennaio "Giorno della memoria"

Post n°140 pubblicato il 27 Gennaio 2008 da scimmiaelettrica
 

" Splende il sole,il cielo è azzurro intenso
soffia un venticello meraviglioso...
..vorrei tanto..vorrei tutto"

12 febbraio 1944 Anna Frank


LO SAPEVANO

La prima a destra è una foto dell'avizione inglese
del campo di Auschwitz nel
 
23 agosto 1944.A fianco la cremazione all'aperto
che spiega il fumo nella foto in alto a sinistra
 

Primo Levi - La tregua
 La prima pattuglia russa giunse in vista del campo verso il mezzogiorno
del 27 gennaio 1945. Fummo Charles ed io i primi a scorgerla: stavamo
trasportando alla fossa comune il corpo di Sómogyi, il primo dei morti
fra i nostri compagni di camera. Rovesciammo la barella sulla neve
corrotta, ché la fossa era ormai piena, ed altra sepoltura non si dava:
Charles si tolse il berretto, a salutare i vivi e i morti.

Erano quattro giovani soldati a cavallo, che procedevano guardinghi,
coi mitragliatori imbracciati, lungo la strada che limitava il campo.
Quando giunsero ai reticolati, sostarono a guardare, scambiandosi
parole brevi e timide, e volgendo sguardi legati da uno strano
imbarazzo sui cadaveri scomposti, sulle baracche sconquassate, e su noi
pochi vivi.

A noi parevano mirabilmente corporei e reali, sospesi (la strada era
piú alta del campo) sui loro enormi cavalli, fra il grigio della neve e
il grigio del cielo, immobili sotto le folate di vento umido minaccioso
di disgelo.

Ci pareva, e cosí era, che il nulla pieno di morte in cui da dieci
giorni ci aggiravamo come astri spenti avesse trovato un suo centro
solido, un nucleo di condensazione: quattro uomini armati, ma non
armati contro di noi; quattro messaggeri di pace, dai visi rozzi e
puerili sotto i pesanti caschi di pelo.

Non salutavano, non sorridevano; apparivano oppressi, oltre che da
pietà, da un confuso ritegno, che sigillava le loro bocche, e avvinceva
i loro occhi allo scenario funereo. Era la stessa vergogna a noi ben
nota, quella che ci sommergeva dopo le selezioni, ed ogni volta che ci
toccava assistere o sottostare a un oltraggio: la vergogna che i
tedeschi non conobbero, quella che il giusto prova davanti alla colpa
commessa da altrui, e gli rimorde che esista, che sia stata introdotta
irrevocabilmente nel mondo delle cose che esistono, e che la sua
volontà buona sia stata nulla o scarsa, e non abbia valso a difesa.

 
 
 
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l'estero ride di noi...o ci compatisce?

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Samuele Bersani

Lentamente muore



Lentamente muore
chi
diventa schiavo dell'abitudine,
ripetendo ogni giorno gli stessi
percorsi,
chi non cambia la marcia,
chi non rischia e cambia colore dei
vestiti,
chi non parla a chi non conosce.

Muore lentamente chi evita una
passione,
chi preferisce il nero su bianco
e i puntini sulle "i"

piuttosto che un insieme di emozioni,
proprio quelle che fanno brillare
gli occhi,
quelle che fanno
di uno sbadiglio un sorriso,
quelle che
fanno battere il cuore
davanti all'errore e ai sentimenti.
Lentamente
muore
chi non capovolge il tavolo,
chi e' infelice sul lavoro,
chi non
rischia la certezza
per l'incertezza per inseguire un sogno,
chi non si
permette almeno una volta nella vita
di fuggire ai consigli
sensati.

Lentamente muore
chi non viaggia,
chi non legge, chi non ascolta musica,
chi non trova
grazia in se stesso.
Muore lentamente
chi distrugge l'amor proprio,

chi non si lascia aiutare;
chi passa i giorni a lamentarsi
della
propria sfortuna o della pioggia incessante.

Lentamente muore
chi abbandona un
progetto prima di iniziarlo,
chi non fa domande
sugli argomenti che non
conosce,
chi non risponde
quando gli chiedono qualcosa che
conosce.
Evitiamo la morte a piccole dosi,
ricordando sempre che essere
vivo
richiede uno sforzo di gran lunga maggiore
del semplice fatto di
respirare.
Soltanto l'ardente pazienza porterà
al raggiungimento
di
una
splendida felicita'.

MARTHA MEDEIROS
(non Neruda)

 

 
 

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