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Un blog creato da ilPrincipeNero il 18/09/2006

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LA CHIESA E' O NON E' AGENTE POLITICO?

Post n°7 pubblicato il 20 Ottobre 2006 da ilPrincipeNero

In merito a quanto detto dal Papa al convegno ecclesiale di Verona: "La Chiesa non è un agente politico", mi preme fare alcune riflessioni, su quanto sia in effetti rispondente a realtà.

Mesi or sono in un intervista rilasciata, al Corriere della Sera, dal Cardinale Schönborn, vi era un lungo e articolato discorso, in cui si trattava la questione dell'evoluzionismo e del suo padre fondatore: Darwin.

L'alto prelato arrivava ad affermare che l’evoluzionismo delle specie viventi, può essere sì insegnato nelle scuole cattoliche, ma facendo però attenzione a presentarlo come “una delle tante teorie” che spiegano la storia della vita sulla Terra, e non come la teoria principe dell’evoluzionismo, con buona pace del povero Darwin, e delle mille conferme che questa teoria ha avuto nel tempo. Questa retrocessione, da cardine dell’evoluzionismo, a semplice ipotesi,  porrebbe la Chiesa al riparo da un imbarazzante scontro tra l’esistenza di un “disegno” divino, che asseconda lo sviluppo della vita, e quanto esposto, al contrario, dallo scienziato.

Quello, a mio parere, era uno dei tanti indizi di una controffensiva della Chiesa, neppur tanto larvata, in ogni abito: dallo scientifico, al politico, al sociale; debordando, anche di molto, da un unico ambito che secondo me le appartiene: quello morale. E il suo apparente distacco e rispetto della laicità dello Stato, così tanto strombazzato, anche nell'ultimo convegno di Verona, è in profondo contrasto con il suo agire reale.

L'ultima, più importante, invasione di campo, in ordine di tempo, è stata nel referendum sulla procreazione assistita, in cui si è arrivati anche ad influenzare ( ma non è cosa nuova) i cittadini, addirittura, durante le celebrazioni delle messe, invitandoli ad astenersi dall’andare a votare.

Unica mia consolazione è, che vivendo in un mondo globalizzato, le importanti conquiste scientifiche che si faranno, purtroppo lontane dall’Italia, non potranno essere tenute, per molto, fuori dai nostri confini, con buona pace della Chiesa.

Quello che vorrei provocatoriamente dire è questo: se per caso tra qualche anno attraverso i mezzi tanto aborriti dalla Chiesa si arrivasse a trovare la cura per gravi malattie, che faranno i tanti cattolici che, come bravi soldatini ubbidienti, si sono astenuti dal votare? Se avranno un parente, o se saranno loro stessi ad essere malati, per coerenza, eviteranno di sfruttare quelle cure? Non credo! E qui sta la totale ipocrisia di tutto ciò.

Questa Chiesa, espressione di Dio a suo dire, fin dalla sua comparsa è stata sempre fonte di freno e ostacolo ad ogni forma di rinnovamento ed evoluzione, salvo poi accettarla con secoli di ritardo. E non mi riferisco solo al modello tolemaico che, se fosse dipeso da essa sarebbe ancor’oggi il fondamento della ricerca astrofisica, ma venendo ai giorni nostri, per fare pochi esempi, parlo dei mille strali e previsioni catastrofiche fatte in occasioni delle conquiste laiche come aborto (si tuonava dicendo che ci sarebbe stato un ricorso in massa a tale pratica), divorzio e cosa ancora più sorprendente, anche in occasione della prima operazione di trapianto di cuore di Christian Barnard. Anche in quella occasione la Chiesa non mancò di distinguersi, disapprovando tale pratica, salvo poi….,come sempre, adattarsi e riconoscere la bontà del progresso scientifico avvenuto.

Tale istituzione di uomini, è stata il seme che ha creato fin dagli albori del medioevo, superstizione e sospetto. Mortificando l’uomo e insinuando in esso il senso di colpa per ogni cosa che non era da lei gradita. Regno tanto temporale, quanto poco spirituale, ha agito quasi sempre con scopi politici camuffati per volontà di Dio. Per il suo fine ha voluto rappresentare Dio non come sommo bene e come  Padre indulgente, ma come implacabile censore e severo giudice, pronto a colpire ogni nostra debolezza. Ed ergendosi essa stessa a suo braccio nel mondo terreno, agiva con implacabile, quanto calcolata, severità.

Si è inventata il dogma dell’infallibilità papale, per giustificare e rendere immune da ogni critica il suo agire, non riconoscendo che il Papa non è altri che un uomo, eletto da altri uomini, con metodi ed intenti tanto terreni, quanto poco spirituali.

Ancora oggi, all’inizio del 21° secolo, mi sorprendo su come sia possibile accettare una simile cosa. Come ogni sua parola, o atto, siano sempre scevri da (pur con tutto il rispetto possibile per ciò che tale figura rappresenta) anche una minima critica. Che nessuno abbia mai il coraggio (e non mi riferisco certo alla gente comune) di dissentire apertamente con certe sue posizioni. Che il nostro Stato sia così condizionato in ogni suo agire da apparire tutto tranne che uno stato laico, con politici che non hanno mai il coraggio di dire veramente ciò che pensano, ma prima di aprir bocca fanno sempre il calcolo di quanto gli potrebbe costare tale affermazione inimicandosi il clero.

Ritengo inoltre che la Chiesa (come istituzione) abbia rappresentato, per secoli, nella penisola italiana, un insormontabile ostacolo a qualsiasi progetto (anche parziale) di unificazione. Agendo in ogni contesto e con ogni mezzo, per  tenerla il più a lungo possibile in uno stato, citando il Metternich, di “mera espressione geografica”.

Mi è capitato più volte di essere a Roma e trovarmi a passare nelle vicinanze di S. Pietro, mai, le confesso, è venuto meno il mio stupore nel veder passeggiare lungo le vie attigue, certi prelati, con un impeccabile abito sartoriale e la valigetta 24 ore di pregiata pelle, che se non era per quel collarino bianco che ne distingueva l’appartenenza ecclesiastica, li si sarebbe potuti tranquillamente scambiare per importanti uomini di affari.

Vero che esistono anche i missionari che tanto bene fanno nel mondo, ma in cuor mio credo che tale aspetto romantico, oltre che minoritario, sia lontano anni luce da quella realtà, che ci cammina davanti ai nostri occhi, ogni giorno.

La Chiesa è fatta ed è gestita da uomini, e dubito che tale Istituzione sia stata e sarà porto franco dei suoi intriseci difetti.

 
 
 
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AVVISO IMPORTANTE AGLI OSPITI!

L'autore di questo Blog è persona di scarsa cultura, ignorante e rozza.

Non essendo di sinistra, e quindi non avendo avuto, per discendenza di casta, tutte quelle qualità che tale appertenenza ha insite nel priprio DNA, è una persona che: 

ama la violenza, non è democratico, legge poco e quel poco sono solo giornali scandalistici e libri di quart'ordine e, la cosa peggiore di tutte, in TV guarda solo Reality, Soap Opera e Rete 4! 

Quindi siete avvisati...

 

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PRESENTAZIONE

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Salve a tutti ho appena creato questo blog e per evitare stupidi malintesi e fraintendendimenti, preferisco spiegare ai più che forse non lo sanno chi sia il Principe Nero. Non si tratta nè di un essere demoniaco nè del figlio di satana, quindi gli amanti del "genere" (bestie di satana e affini) sono avvisati.

Non si tratta nemmeno di un personaggio che le menti un pò fantasiose possono identificare come un "Masters" (credo che si dica così) adito a rapporti sado-masochisti. Quindi prego astenersi amanti del genere.Nè si tratta di un nome di fantasia da me inventato. 

Ma chi sarà mai allora questo Principe Nero?

Molto banalmente è un non secondario protagonista del passato che fu.

Essendo io molto appassionato di Storia ed in particolare di Storia Medievale, ho utilizzato (spero di esserne all'altezza ) il soprannome di battaglia di Edoardo d'Inghilterra, Principe di Galles. Persona molto ma molto lontana sia per l'epoca, ma anche per carattere, temperamento, sagacia e forza dell'attuale pretendente al Regno d'Inghilterra.

Giusto per non annoiarvi troppo, vi traccio brevemente chi fosse Edorado d'Inghilterra detto il Principe Nero

Edoardo, nacque a Woodstock nel 1330 e la sua vita non fu lunga infatti non arrivò mai a diventare re. Morì infatti nel 1376 a soli 46 anni per una banale infezione.

Primogenito di Edoardo III di York (rosa bianca) dei Plantageneti, fu uomo di grande coraggio unito alla straordinaria abilità strategica. Il soprannome (Principe Nero) gli derivò dal colore dell'armatura da questi indossata in battaglia.

Giusto per citarne una, forse la sua più famosa vittoria, la battaglia di Poitiers (1356)

Edoardo si scontra in un epica battaglia contro il sovrano francese Giovanni II che sicuro della superiorità numerica 1 contro 2, lo attacca vicino alla cittadina di Poitiers. Subendo una rovinosa sconfitta (grazie soprattutto ai temibilissimi arcieri inglesi) e rimanendo catturato, per poi essere portato in Inghilterra come prigioniero.

Le pagine di questo Blog cercheranno di rifarsi al carattere di questo personaggio. Certo non ci saranno battaglie campali con frecce, spade o lance, ma non ci sarà nemmeno il buonismo deleterio e la ipocrisia che pregna il nostro Paese da troppo tempo.

Le cose qui da me scritte si rifaranno allo spirito con cui Oriana Fallaci amava trattare gli argomenti affrontati. (mi perdoni da lassù per un così ardito paragone sia culturale che di capacità e stile narrativo.)

 
 

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